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I migranti di Fahrenheit migrano ancora… (IV inbloggazione)

Archivi Categorie: felicità e soldi

>Consigli all’ insorto minorenne

>Due o tre cose in fondo le sappiamo.

Per esempio, sappiamo con ragionevole certezza che la libertà economica, ovvero il capitalismo, dove si afferma produce e diffonde ricchezza (fonte 1).

Sappiamo anche che la ricchezza incide non poco sulla felicità della popolazione beneficiata (fonte 2, fonte 3).

Non solo, sappiamo pure che la democrazia, purtropp, non è in grado di fare altrettanto; per fortuna sappiamo anche che i sentimentalisti e gli amanti della democrazia non devono preoccuparsene oltremodo visto che la ricchezza porta con sè anche la democrazia (fonte 5, fonte 6).

Ebbene, con questa picola ma solida conoscenza, cosa vi sentite di consigliare ai giovanissimi egiziani e tunisini che infiammano le piazze dei loro paesi?

Più democrazia o più libertà economica?

Per favore, facciamo vedere che dalla storia qualcosina l’ abbiamo imparata.

>Scegli il tuo Persuasore Occulto preferito

>Tutto il giorno attaccati alla TV e un cervello che va in pappa, ma la cosa peggiore – dirà qualcuno che mi sembra già di sentire – è che proprio da lì assumono passivamente i loro modelli.

Prima osservazione: se le idee non le prendono da lì, le prenderanno altrove.

Nell’ ammollare Modelli a questa massa di cervelli amorfi, ci sono diversi agguerriti “operatori” in febbrile concorrenza (preti di ogni religione, sette, guru, gang, burocrati, mio cuggino…) ma oggi il più temibile competitore della Pubblicità è il Pedagogo (o Insegnante). Lo trovi sempre in prima fila ansioso di “forgiare” il Futuro della Società.

Nel valutare questa figura dobbiamo andare con i piedi di piompo perchè siamo pieni di pregiudizi (favorevoli) nei suoi confronti. Per quanto lui si lamenti la Pubblicità più o meno occulta della società dei consumi lo esalta, soprattutto agli occhi di noi genitori (vedi P.S. 3).

Come impostare una sinossi fruttuosa della tematica? Volendo fare un’ introduzione lunga un rigo all’ analisi possibile, direi che ogni Modello inoculato nelle tenere menti puo’ creare Indifferenza, Frustrazione e Felicità.

La pubblicità commerciale rifugge dall’ Indifferenza, teme la Frustrazione (anticamera possibile dell’ indifferenza) e, per fidelizzare i suoi clienti, auspica sopra ogni cosa Felicità per tutti.

L’ Insegnante, invece, non ha di queste remore e puo’ con animo pacificato proporre come Modello anche quello inarrivabile dello “Studioso caparbio che giunge fino al premio Nobel” pur conscio che così facendo, qualora avesse successo, spargerà ovunque intorno a sè una marea di Frustrazione e Indifferenza.

Detto in altri termini: alcuni modelli sembrano piuttosto squallidi, ma la grande maggioranza della nostra gioventù non ha speranza di mietere altrove le proprie piccole soddisfazioni. Alzare il livello creerebbe frustrazione e i primi a non volersi convincere di cio’ sono certi genitori troppo ambiziosi.

Già solo dall’ impostazione del problema si capisce come le cose siano più complicate del previsto.

Ad ogni modo il dibattito è aperto: Ads bias contro Teaching bias.

Ognuno è libero di partecipare, purchè lo faccia rimuovendo sin da subito almeno due pregiudizi:

1. I soldi non danno la felicità. – Sappiamo che le cose non stanno esattamente così.

2. Gli stereotipi – che la pubblicità ammanisce a go go – sono dannosi. – Se basta il buon senso a dirci che gli stereotipi possono essere utili, la ricerca sul campo aggiunge un po’ a sorpresa che gli stereotipi prodotti dalla società consumista sono molto “accurati”.

P.S. 1 Nel giudizio dobbiamo prescindere dall’ ampiezza del gruppo dei fruitori: è ovvio che un messaggio su misura sia più accurato di un messaggio per la massa.

P.S. 2 Nel giudizio si tenga presente che la scolarità è molto debolmente collegata con “progresso intellettuale” e “abilità” dei soggetti che fruiscono di quei servizi.

P.S. 3 L’ alta scolarità produce per contro “bromuro sociale”, ovvero una massa di giovani più rispettosa, gentile e controllabile. Cio’ piace ai governi che pubblicizzano molto la scuola: anche per questo molti si sorprendono ricordando i fatti di cui al p.s. 2.

P.S. 4 Integro ed esprimo il p.s. 2 in modo più vivido. Ve lo ricordate il paradosso dell’ acqua e del diamante?: l’ acqua è preziosa ma non costa nulla, il diamante è inutile ma costa un occhio della testa. La scuola incarna queste due merci: l’ istruzione di base è essenziale ma basta poco (anche una TV) per ottenerla, non ha senso preoccuparsene vista l’ abbondanza delle fonti a cui possiamo attingere; l’ istruzione superiore è come i brand più prestigiosi: esclusiva e costosa ma poco più di un orpello se si valuta il progresso intellettuale che conferisce ai suoi fruitori.

P.S. 5 Una valutazione generale sul tema trattato puo’ essere facilitata avendo in testa una teoria della pubblicità. Qui le 5 più comuni.

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