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I migranti di Fahrenheit migrano ancora… (IV inbloggazione)

>Illusione di potenza

>… la falsa credenza più diffusa che passiamo in rassegna è quella per cui la presenza di messaggi nascosti nella pubblicità possa indurre all’ acquisto di prodotti o comunque a comportamenti non altrimenti voluti… ben il 76% del nostro campione di adulti crede in questo misterioso potere di influenzare le coscienze… i pregiudizi legati al concetto di “persuasione occulta” si basano sulla credenza per cui la gente sia straordinariamente sensibile a segnali anche deboli… e quindi manipolabile attraverso il sapiente uso di quei segnali… c’ è chi crede per esempio che incorporare nel commercial un nudo femminile accresca il desiderio per il prodotto reclamizzato… gli scienziati hanno dibattuto a lungo sulla capacità del cervello di processare messaggi verbali o iconici non acquisiti consciamente… arrivando alla conclusione che se anche potessimo in parte farlo, l’ interferenza non arriverebbe mai al punto da spingerci a comportamenti altrimenti non desiderati… tuttavia, nonostante la sperimentazione sul campo e l’ evidenza scientifica neghi validità al concetto di “persuasione occulta”, la gente continua a professare in merito un robusto pregiudizio… il fatto di credere nell’ esistenza di segnali recepiti inconsciamente da cui sarebbe difficile difendersi, è un effetto collaterale della “illusione di potenza”: noi tendiamo ad attribuire ai nostri cervelli una potenzialità (e quindi anche una sensibilità) ben superiore a quella effettiva… un’ illusione che talora genera speranze, talora genera paure… comunque, sempre ingiustificate…

Chabris/Simons – The Invisible Gorilla – Crown

Quando leggo certe analisi semiotiche che scorgono in tutte le pubblicità il contrassegno della pedofilia, mi viene in mente il capitoletto di Chabris/Simons. Chissà se il mio è solo un collegamento gratuito.

link

21 risposte a “>Illusione di potenza

  1. dia 08/04/2011 alle 08:01

    >il condizionamento, la manipolazione mentale e via dicendo sono cose che esistono. Io le ho vissute in psicoterapia (dove sono feroci), e per questo – forse – sono più sensibile di te alla manipolazione e all'invadenza pubblicitaria. L'immagine di byblos la trovo impropria e mi repelle – anche se non mi suscita né la stessa lettura né le stesse reazioni di cui leggo in altri blog o contesti.Vedo una bambina di cinque-sei anni che è stata svegliata una mattina, portata in un'agenzia di casting prima e a sostenere provini poi, incoraggiata a farsi pettinare e imbellettare, e poi a posare davanti a uno staff di adulti estranei per finire su tutti i muri della città, sulle pagine di decine di riviste. Chi ha voluto e fatto tutto questo? Quanta voce in capitolo ha avuto la bambina? Onestamente, i pubblicitari, il marchio, e il suo immaginario femminile mi sembrano venire molto dopo. Rimando al bambino prodigio di "Magnolia", e mi auguro che un giorno – presto – anche quella bambina si svegli e dica a sua madre: "Devi essere più gentile con me".

  2. broncobilly 08/04/2011 alle 08:57

    >Non escludo a priori che la manipolazione mentale possa esistere, anche se sarebbe meglio discutere il caso specifico al fine di constatere che non si tratti di semplice truffa o di semplice condizionamento: stare al mondo in fondo significa essere immersi in una serie di "condizionamenti". E' chiaro che, qualora io sappia che esiste la nutella, crscono le mie possibilità di comprarla. Questo non lo nega nessuno. Quel che le sperimentazioni respingono è che "segnali deboli" possano avere effetti rilevanti sui nostri comportamenti.Mi par di capire che l' immagine Biblos ti "repella" per lo stesso motivo per cui ti respinge l' immagine del bimbo del formaggino Mio. In fondo, tutti i bambini che fanno pubblicità vengono svegliati alle 5 eccetera eccetera. O no? nel post, però, l' argomento sembra essere un altro.

  3. dia 08/04/2011 alle 09:01

    >sì, hai ragione. Forse ono andata fuori tema, ma il problema principale non mi sembra la pedofilia, in quella foto, né la sessualizzazione dell'infanzia e via dicendo. Anche se, in qualche modo, fanno parte del quadro. Scappo.

  4. dia 08/04/2011 alle 09:03

    >sì, il condizionamento è pervasivo e inevitabile, forse. Per me però la responsabilità resta individuale, e ci sono gerarchie da rispettare: dal più reponsabile al meno.

  5. giovannacosenza 14/04/2011 alle 13:35

    Carissimo,
    nessuna illusione di potenza da parte mia. Credo tu abbia frainteso gravemente il mio post.
    Tutto qui.
    Quanto al “certe analisi semiotiche”, mi potresti per cortesia indicare quale strumento o concetto semiotico hai trovato nel testo che ho scritto? Te ne sarei grata.

  6. giovannacosenza 14/04/2011 alle 13:40

    Ah scusami tanto, dimenticavo: poiche dici anche “scorgono in tutte le pubblicità”, mi potresti gentilmente indicare in quali altra pubblicità – in vita mia, sul blog e nelle mie pubblicazioni – ho “scorto il contrassegno (?) della pedofilia”? “Tutte” in che senso?😮
    Grazie ancora.

  7. broncobilly 14/04/2011 alle 15:55

    Giovanna, quando leggi il “piedino teso” della bambina come “un incitamento alla pedofilia” cogli un segnale che a me di primo acchito sfugge ma che ripensandoci e guardando meglio potrebbe anche esistere.
    Solo che, almeno per una persona normale, è un “segnale debole”, e io tendo a trattarlo nel senso indicato da Christofers Chabris. In altri termini, non credo faccia danni. Anzi, nel prenderlo in considerazione devo fare la tara a quella tipica illusione cognitiva per la quale tendo d’ istinto a sopravvalutarne gli effetti, almeno a quanto dice la psicologia sperimentale.
    Dopo i piedini, si passa alla schiena, e via dicendo..
    Magari le tue non erano osservazioni particolarmente “analitiche“ – il blog d’ altronde non si presta – ma a me sembra che quando ti chiedi “cosa comunica un testo oltre a  cio’ che è evidente?”, non stai facendo qualcosa che prescinde del tutto dal tuo lavoro.
     

  8. giovannacosenza 15/04/2011 alle 11:19

    Certo che non prescindo dal mio lavoro, broncobilly. Tuttavia non prendo fischi per fiaschi a causa della deformazione professional-analitica. Ci sto molto attenta, e se sbaglio cerco di correggermi.

    Tuttavia, ho intravisto nel tuo post alcuni pregiudizi contro “certe analisi semiotiche” che non credo di confermare, nel mio lavoro, dentro e fuori dal blog. Anche perché non mi hai affatto dimostrato che le cose che ho visto io – assieme a moltissime persone non deformate dalla mia professione – non ci siano.

    Comunque, possiamo non essere d’accordo e ugualmente e serenamente dialogare. 🙂
    Ciao!

  9. broncobilly 15/04/2011 alle 13:04

    Giovanna, se non ti ho “dimostrato che quel che tu vedi non esiste” è perchè a me bastava classificare quel segnale come “debole” e non come “inesistente”.

    Lungi da me poi liquidare senza riguardo l’ importanza delle connotazioni.

    Per superare certe impasse sono disposto a tirarle fuori io per primo.

    Per esempio, perchè oltre una soglia che le società avanzate hanno da tempo superato, non esiste una correlazione tra impiego dei medicinali e miglioramento della salute?

    Probabilmente i segni qui contano: acquistando medicine, prima ancora che curarci, vogliamo segnalare “cura” per noi stessi e per chi ci sta vicino.

    Se fosse così, ecco allora un settore dove tagliare i fondi.

    Perchè, pur non esistendo un solido collegamento tra istruzione superiore e abilità maturate, si continua ad ambire studi sempre più avanzati?

    Forse  perché l’ università prestigiosa o il master impegnativo segnalano uno status.

    Avendo una bambina piccola, so bene quante cose in sè poco sensate faccio pur di “segnalare” a chi mi sta intorno. Un teorico naive delle decisioni razionali non ci capirebbe niente.

    Insomma, io sono disposto eccome a dare importanza ai segni, ma prima devo riscontrare una chiara impasse quando tento di spiegami le cose postulando comportamenti razionali. ciao.

    • ariaora 20/04/2011 alle 10:54

      ciao, per capire meglio la citazione nel post, potresti citare anche quali sarebbero gli esperimenti portati a dimostrazione dell’inefficacia dei condizionamenti?

  10. broncobilly 20/04/2011 alle 15:34

    Già solo lo studio linkato è una “survey” su “Decades of behavioural work…” in merito.

    • ariaora 20/04/2011 alle 16:10

      ho visto alcuni video relativi all’esperimento “gorilla invisibile” e letto la presentazione del libro. mi sembra un po’ confuso e vittima esso stesso dell’effetto gorilla invisibile.
      la scarsa sensibilità ad eventi complessi a causa della distrazione non dimostra in alcun modo l’inefficacia di eventuali componenti inserite appositamente per condizionare.
      penso che l’effetto gorilla invisibile possa essere sfruttato da chi ha la competenza e la possibilità di gestirlo, sia per distrarre che per condizionare

      • broncobilly 20/04/2011 alle 17:10

        Attenzione: l’ effetto “gorilla invisibile” non riguarda l’ “illusione di potenza” – capitolo 4, quello da cui ho tratto il brano – ma le illusioni percettive – capitolo 1. Sono due temi trattati separatamente ognuno con la sua letteratura.

      • ariaora 20/04/2011 alle 17:40

        attenzione al gorilla invisibile… che ce ne sono parecchi…
        a me sembra che l’esperimento dimostri che:
        il manipolatore (colui che non vuole farti notare il gorilla) riesce a farlo dandoti un ordine preciso con lo scopo di farti concentrare sulle “sagome bianche”. Tu inizi ad eseguire il compito, è ovvio che ti concentrerai sulle “sagome bianche” cercando di neutralizzare le “sagome nere”, ma anche il gorilla è una “sagome nera”… fregatura ehehe.
        La prova è interessante poiché mostra che un input banale può distrarre da cose magari importanti.

        Invece, riguardo al condizionamento delle immagini, una domanda: sono descritte nel libro le verifiche eseguite dei due psicologi per dimostrare che il gorilla non-percepito a livello conscio, non lo sia, in qualche modo, neanche a livello inconscio?

  11. broncobilly 21/04/2011 alle 08:33

    Tornerò a vedere i video ma francamente li ricordo centrati sull’ illusione percettiva: non intendevano mostrare se e quanto siamo “manipolabili” ma solo che confidiamo troppo nelle nostre percezioni.

    In altri termini, se proprio vuoi estrapolare una conseguenza pratica di questa scoperta, potrebbe essere di questo tenore: diminuire l’ importanza relativa dei testimoni oculari in un processo.

    • ariaora 21/04/2011 alle 09:32

      broncobilly, i due psicologi che hanno organizzato l’esperimento del “gorilla invisibile”, come dici, intendevano dimostrare la loro idea (“intendevano mostrare che confidiamo troppo nelle nostre percezioni”). Quindi gli psicologi hanno fatto delle deduzioni limitate e in funzione della loro idea. La ricerca dovrebbe invece cercare la verità, anche se non coincide con le idee che si vogliono dimostrare.
      Come ho già detto, è interessante capire che non riusciamo con i nostri sensi a recepire tutto, ma i due psicologi, forse tutti presi dalla loro idea da dimostrare (un po’ come chi è preso a contare i passaggi), trascurano alcuni “gorilla invisibili”:
      – la manipolazione che compiono affidando un compito
      – l’analisi degli effetti sull’inconscio
      Non ho letto il libro e mi baso su alcuni brani che hai citato nel blog, i video e le descrizioni ma se mancano analisi sulla manipolazione e sull’inconscio allora si può dire che la limitatezza dei due psicologi nelle deduzioni è una carenza piuttosto grave per una ricerca scientifica.

  12. broncobilly 21/04/2011 alle 11:39

    Secondo me i due si sono fatti le loro idee dopo gli esperimenti, e non prima. Sembrano persone serie.

    In ogni caso, illusione percettiva e manipolazione mediante messaggi subliminali sono due tematiche differenti trattate in capitoli differenti. A quanto pare la conclusione è che ci sono illusioni percettive (cap.1 con tutti i video) ma il loro utilizzo per manipolare, che ne so… il consumatore, è praticamente irrilevante (cap. 4 survey della letteratura scientifica in tema).

    • ariaora 21/04/2011 alle 12:11

      la manipolazione che compiono non è sublimanale, è un ordine che ha lo scopo di farti concentrare su un particolare:
      “conta i palleggi tra le sagome bianche”
      proprio perché il cervello non riesce ad elaborare tutto e non siamo neanche capaci di utilizzarlo al meglio, gli psicologi sanno benissimo che per svolgere al meglio il compito affidato le persone si concentreranno sull’ordine (solo quello diventa importante nella scena per loro) escludendo tutto il resto. Sono tecniche manipolatorie, niente di nuovo.

      Sarebbe interessante se hai modo di riportare nel blog le dimostrazioni relative agli effetti irrilevanti dei messaggi recepiti dall’inconscio (subliminali e/o non-subliminali).

      intanto il loro video è chiara dimostrazione di come un semplicissimo input (l’ordine “conta i palleggi”) possa impedire alle persone di recepire le informazioni della scena complessiva

  13. broncobilly 21/04/2011 alle 17:20

    Sai che non ho mica capito che cavolo di “manipolazione” possa mai derivare dal fatto che non vedo un gorilla passare quando sono concentrato altrove? Un conto è non vedere il gorilla, un altro farmi acquistare un prodotto che non voglio acquistare! A meno che il “gorilla” contenga un messaggio inconscio che mi fa agire contro quella che sarebbe la mia volontà, ma qui abbiamo già sconfinato, ci stiamo chiedendo se messaggi deboli (inconsci o quasi) possano avere ripercussioni sui comportamenti.

    Tutto cio’ per me è molto semplice e si accorda con il fatto che anche i due studiosi trattano i due argomenti in modo distinto e facendo riferimento ad una letteratura differente.

    • ariaora 21/04/2011 alle 18:15

      nell’esperimento la distrazione delle persone è causata dalla costruzione di una scena (sagome nere e sagome bianche) e l’affidare un compito “impegnativo”.
      prova a fare lo stesso test così:
      – senza dire alle persone di contare i palleggi
      – vestendo le persone con abbigliamento normale
      poi vediamo se cambia la percentuale di persone che non vedono il gorilla.

      Ciò che intendo dire è che la nostra capacità di percepire ha, come ben noto, dei limiti, ma può anche essere condizionata, indirizzata, come dimostra molto chiaramente l’esperimento del “gorilla invisibile”

      • ariaora 21/04/2011 alle 18:38

        gli psicologi hanno usato, immagino consapevolmente, essendo appunto psicologi, un gioco illusionistico (è la stessa tecnica usata dai maghi illusionisti quando fanno i giochi con le carte), non hanno scoperto nulla di nuovo. Il mago ti distrae e mentre tu guardi un punto, altrove succedono cose importanti!
        quindi chi vuole distogliere la tua attenzione da un fatto importante può farlo molto facilmente indirizzando la tua attenzione altrove, esattamente come hanno fatto i due psicologi nell’esperimento del “gorilla invisibile”, questo è un artificio che determina un condizionamento del comportamento

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