Maria Montessori: una virtuosa dell’indagine variazionale.

Una piccola premessa. La Montessori è stata la prima donna medico in Italia. A Roma, nel 1893, la sua domanda di iscrizione alla facoltà di medicina venne dapprima rifiutata in quanto “le donne non erano adatte per questo tipo di professione”. Non solo il suo proposito veniva accolto con dileggio dalle istituzioni preposte, ma anche in famiglia suo padre minacciava di ripudiarla (e infatti, poi lo fece). Per sua fortuna la madre Renilde, una donna colta e di grande apertura mentale, non smise mai di appoggiarla. Maria decise di chiedere appoggio direttamente all’uomo più potente a disposizione: il Papa. Leone XIII si schierò dalla sua parte dichiarando ufficialmente che “fra tutte le professioni, quella più adatta per una donna era proprio quella di medico”. Spalleggiata dalla madre e dal Papa, Maria riuscì ad iscriversi e a seguire gli studi di medicina. Dopo la laurea la Montessori divenne assistente volontaria nella clinica psichiatrica dell’università dove assunse presto il ruolo di ispettrice degli istituti per ritardati mentali. In questi istituti venivano tenuti tutti assieme sia i bambini ritardati mentali che gli adulti psicotici, cosa che giudicava un errore madornale. Cosicché, quando le capitò l’occasione, accettò di andare nel quartiere di San Lorenzo a dirigere un ricovero per bambini con ritardi mentali. Anche questa sua decisione vide la riprovazione dell’ordine dei medici, che ritenevano disonorevole che un loro membro si degradasse ad “assistente sociale”. Nel giro di pochi anni i “ritardati mentali” furono in grado di superare gli esami statali regolari corrispondenti alla loro classe di età. La Montessori divenne famosissima a livello internazionale e considerata “un genio”, capace di miracoli, Nei suoi libri spiega con estrema cura e dettaglio la centralità della osservazione guidata dall’ascolto attivo per l’elaborazione del suo approccio pedagogico, caratterizzato dall’offrire ai bambini possibilità di esplorazione e di scoperta e di apprendimento reciproco. Nei decenni seguenti vennero fondate numerose scuole Montessori per bambini “normali” *, le quali tuttavia nel 1934 furono chiuse dal fascismo e Maria fu costretta a rifugiarsi all’estero. I regimi totalitari e l’ascolto attivo non vanno molto d’accordo. Morì in Olanda nel 1952.

Ed ecco l’esempio. Nelle sue visite di ispezione la Montessori aveva notato che i bambini tenuti in questi istituti passavano una buona parte del loro tempo sotto i tavoli a raccogliere le briciole dei pasti. Questo comportamento veniva interpretato comunemente in due modi: o prevalentemente come segno dei “fatto” che i poverini erano così denutriti e affamati da essere indotti a raccogliere e mangiare perfino le briciole; oppure come dimostrazione del loro ritardo mentale, si comportavano come degli animaletti, O anche come una somma di entrambi: degli animaletti affamati. Queste erano le “tipizzazioni vigenti”, date per scontate. Questo significa che non si riteneva di dover osservare meglio, che tutti i particolari che non rientravano in queste visioni e spiegazioni venivano dismessi come irrilevanti, “non notati”. Ma Maria era una buona osservatrice, non aveva fretta di arrivare alle conclusioni. Come scrive nei suoi libri, si sedeva e si prendeva ii tempo di osservare anche quei particolari che non rientravano nelle tipizzazioni. Si accorse così che quello di stare sotto i tavoli e raccogliere le briciole per questi bambini “era un gioco”, infatti era l’unico gioco che quell’ambiente deprimente e totalmente privo di stimoli offriva loro. Quei bambini si annoiavano e avevano inventato “il gioco delle briciole sotto il tavolo”. Forse non erano così ritardati come si pensava.

* Come ebbe occasione di dichiarare in seguito: “Mentre tutti erano in ammirazione dei miei ritardati, io incominciavo a chiedermi quali potevano essere le ragioni per cui i bambini normali delle scuole ordinarie imparavano talmente poco che i loro esami potevano venire superati anche dai miei allievi meno fortunati e meno dotati”.

da Marinella Sclavi, Arte di ascoltare e mondi possibili, cap. 9.10

Il Papa della Rerum Novarum si scontra con gli illuminati professori dell’Università di fine ’800, epoca di modernità e progresso.

Ieri sera ho visto buona parte del Codice Da Vinci (non ho mai letto il libro e, dopo aver visto il film, men che meno ne ho l’intenzione). Il dipingere la Chiesa come oscurantista, portatrice di conservazione e regresso. Da questo racconto traspare chiaramente da quali parti alberghi l’oscurantismo e quali invece siano illuminate e progressiste. Ovviamente questo è solo un esempio tra i molti che si potrebbero fare, risalendo nei secoli anche ad epoche molto remote. I nostri contemporanei paladini del razionalismo credo abbiano attinto molto del loro anticlericalismo dalle leggende infondate su cui si basano testi quali Il nome della rosa o Il codice Da Vinci, nonostante tutti gli storici abbiano da tempo chiarito i contorni di molte di queste faccende, sbugiardando clamorosamente gli autori di queste falsità. Cito inquisizione, crociate, roghi delle streghe, vangeli apocrifi, evangelizzazioni forzate. Resta da vedere perché ancora oggi ci sia tanto accanimento persecutorio nei confronti della Chiesa cattolica in primis, e dei cristiani in generale, da parte di lobby ben finanziate dell’anticlericalismo militante ateista americano in particolare.

Sulla genialità della Montessori, avanti di decenni rispetto al suo tempo, è inutile fare commenti.

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7 pensieri riguardo “Maria Montessori: una virtuosa dell’indagine variazionale.”

  1. fra tutte le professioni, quella più adatta per una donna era proprio quella di medico

    Essendoci di mezzo il papa, troverai subito chi sarà pronto a commentare: “… ed ecco l’ ennesima donna vittima degli stereotipi e ristretta nel mondo della “cura”, unico lazzaretto riservato alle “prigioniere del patriarcato”…”

  2. davide! io adoro il libro Arte di ascoltare e mondi possibili. L’osservazione attiva (e umoristica) di Sclavi è totalmente il mio genere. Per me Montessori era un vero scienziato, come Feynman. Ha avuto intuizioni veramente geniali, che ha applicato nella prassi con grande creatività.

    Per la verità, anche Mussolini, oltre al Papa – l’appoggiò molto, e a lungo. Finché poté. Poi furono piuttosto gelosie corporative (delle caste professionali – medici, psichiatri, insegnanti….) e giochi politici a metterla in difficoltà, se non ricordo male.
    Il gioco delle briciole. Già. Fantastico.
    Perché Marianella Sclavi non è su tutti i giornali? Perché non sentiamo suoi programmi alla radio? Un mistero! Rigorosa (anche come formazione), pragmatica, originale, comunicativa.

    1. I pareri sulle scuole Montessori sono controversi. Pare che all’estero siano molto più diffuse che in Italia (nemo propheta…). Il problema è che lei lavorava – con tecniche ancora oggi all’avanguardia! – per uno scopo sociale elevato, per migliorare lo stato delle classi più disagiate (come il Leone XIII della Rerum), ma oggi, da quanto ne so, le scuole Montessori sono esattamente il contrario: per figli di papà. E questo è paradossale.

  3. Nota a margine: ragazza madre, Montessori dovette tenere nascosto il figlio e vivergli lontana. In questo forse, Chiesa e religione hanno avuto un impatto meno positivo. Lo dico senza polemica, solo a titolo di constatazione.

    1. Non credo che i problemi delle ragazze madri dell’epoca dipendessero più dalla Chiesa di quanto fossero radicate nella cultura generale della gente (mangiapreti inclusi). Ancora oggi a supporto delle ragazze madri in difficoltà ci sono quasi solo organizzazioni cattoliche. Per gli altri, la soluzione al problema è semplice: accompagnarle in clinica ad abortire.

      1. Non credo che i problemi delle ragazze madri dell’epoca dipendessero più dalla Chiesa di quanto fossero radicate nella cultura generale della gente (mangiapreti inclusi).

        Eppure… nell’impasto la Chiesa era decisiva, credo. Più di oggi senz’altro.

  4. sì, in America sono molto diffuse le Montessori. Il mio primo nipote ha frequentato un nido Montessori, e voleva andare a scuola anche la domenica. Pianti alla rovescia. I figli di Friedman dopo un po’ hanno voluto cambiare – forse si annoiavano, e a casa stavano come papi, con papà e mamma che si limitavano “a tirargli librii, giochi e videogame, e stare a vedere che succedeva” – come dice papà Friedman. Sono venuti su bene. La figlia – ve l’ho già detto, credo – è appassionata traduttrice dall’italiano di manuali di cucina antichi!

    I tempi cambiano, e non è detto che un metodo resti valido per sempre. Ma è stata una rivoluzione, la sua. Almeno qui da noi.

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