Pornoeffettistica

La pornografia della rete ha tre caratteristiche: è tanta, è gratuita ed è discreta. Cosa puo’ pretendere di più l’ erotomane del 2000?

Le combinatoria orgiastica di quel logoteta che fu il “divin marchese” impallidisce di fronte alle combinazioni della pulsantiera di un pc connesso ad internet. Ad ogni posizione delle dita corrisponde una pletora di posizioni corporali.

Rabbit Heart not

Prendiamo adesso due tipi umani differenti e chiamiamoli Proibizionista Istintuale (PI) e Libertario Istintuale (LI); mettiamoli di fronte alla novità. Come reagiranno?

Un’ offerta tanto generosa sprigionerà due effetti:

1. viene fornito un bene per soddisfare un bisogno masturbatorio (effetto principale EP). Il mondo migliora.

2. viene fornito un modello per soddisfare un bisogno identitario (effetto collaterale EC). Il mondo peggiora.

LI vede prevalere EP, ci sarà un motivo se si chiama così! PI non si lascia scappare l’ occasione per apostrofarci sulla decadenza del mondo moderno e si fisserà su EC, per lui non esiste altro.

Ma forse esiste un modo con cui LI e PI possono per un attimo liberarsi dai loro istinti. Forse esiste una verifica pratica delle loro opinioni.

Vediamo. Se prevale EP i bollori del segaiolo saranno moderati più facilmente impedendogli di combinar danni in giro. Tradotto: meno stupri (mondo migliore anche per gli altri).

Se prevale EC gireranno tra noi parecchi vitelloni con le occhiaie ansiosi di volgere la loro identità virtuale in un’ identità reale, con le buone o con le cattive. Tradotto: più stupri (mondo peggiore anche per gli altri).

Lo dico con cautela ma sembrerebbe che LI abbia vinto il primo round.

Eppure LI non ha requie, sente già alzarsi una lamentosa richiesta di sovvenzioni “XXX” per stalloni doc, sente già aprirsi un altro fronte. Viviamo o no in piena “cultura del piagnisteo”? Se non è il piagnisteo proibizionista sarà quello assistenzialista, ma sempre con il falso bordone di un pianto dirotto ci tocca intonare la breve nota liberale.

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35 pensieri riguardo “Pornoeffettistica”

  1. a volte, facendo ricerche per le traduzioni, lancio su google immagini una parola assolutamente innocente, tipo “pannello cromatico” o “grafico decrescente”, e trovo di quella roba… E’ comico. Qualcuno dovrebbe scriverci uno sketch. Sono convinta che anche alla voce “leptoni” o “elettrodinamica quantistica” google riuscirebbbe a tirare fuori un buon numero di immagini porno. Ecco una situazione da cui non si potrà più tornare indietro, per tornare al post su McLuhan. Tanto vale vedere il bicchiere mezzo pieno.

    Io mi identifico sia col proibizionista che col libertario, cioè in sostanza vedo i rischi collaterali, vedo anche i benefici. Morale: non saprei.

    Vi ricordate Vincenzo Punzi, che scriveva del suo problema di pornodipendente su fahre?

  2. Diana, prova a togliere il “safe search” nelle immagini di google e poi mi dici cosa trovi sotto i leptoni.
    (A proposito, ho ordinato un libro sulla “guarigione quantica”: una medicina che guarisce a distanza!)

    Ric, in questo caso la correlazione mi pare bizzarra e forzata. Siamo sicuri che il vedere certa roba su internet non porti a cercare poi di tradurla in pratica? Chissà se qualcuno ha fatto delle ricerce serie (non correlative!) in merito.

    1. Siamo sicuri che il vedere certa roba su internet non porti a cercare poi di tradurla in pratica?
      A sentire uno dei massimi fruitori di pornografia online (Vincenzo Punzi, appunto), vedere certa roba porta a una dipendenza dal vedere certa roba, e all’impotenza nella vita reale. La soddisfazione finisce per passare solo di lì. Il contrario di una spinta al ‘mettere in pratica’….

  3. Cosa significa “ricerche serie non correlative”? Le ricerche accademiche sono per forza “correlative”, non abbiamo niente di meglio. Tra fumo e cancro c’ è “solo” una correlazione. L’ alternativa è l’ aneddotica (case study). L’ unico sistema per andare a fondo è fare “altre ricerche correlative”: in altri ambienti, con campioni formati diversamente, si puo’ cercare di dimostrare che una correlazione è spuria, ecc. Insomma creare letteratura.

  4. Diana, grazie per il link, è un sito interessante.

    Cito un passaggio che vi ho trovato, che dovrebbe rispondere alle “correlazioni” che hanno portato al post di Ric:

    Ricordate “Gola profonda”, la pellicola X culto degli anni 1970, dove tutto il sesso si riduceva ai pompini, uccello in fondo alla gola, cosa che avrebbe dovuto far godere di colpo la protagonista. Durante le riprese, Linda Marchiano, allora conosciuta sotto il nome di Linda Lovelace, era picchiata e minacciata con la pistola dal suo compagno perché effettuasse le prestazioni orali che hanno fatto di questo film una delle opere fondanti della pornografia. Durante i mesi successivi al film, numerose donne sono state ricoverate negli Stati Uniti, perché vittime di violenze o perché i loro compagni volevano ripetere a casa la prodezza che Linda Marchiano aveva potuto eseguire soltanto sotto le minacce.
    Da qui

    1. interessante! Tra gli effetti collaterali, c’è anche il circolo vizioso che si crea quando un’utenza sempre più estesa e ‘dipendente’ alimenta una rincorsa a immagini e video – sempre di più e sempre più forti – che qualcuno deve fornire. I fornitori reclutano il ‘personale’ e lo mettono al lavoro. A volte , per il fornitore e per il personale, è un lavoro come un altro, scelto e praticato liberamente, spesso anche ben remunerato. Non sempre però. Tra questo ‘personale’ ci sono anche bambini, disperati e compagnia bella. Reclutati e messi al lavoro – immaginiamo come.

  5. “Non è così”, dici. E lo dici in base a semplici correlazioni-scorciatoia. Se il calo degli stupri fosse invece dovuto a circostanze diverse? Per esempio al dato di fatto oggettivo, che oggi gli stupri sono puniti con una durezza inimmaginabile fino a solo 10 anni fa? O che le donne oggi sono più attente ed informate?
    Ricercare la verità con le correlazioni statistiche è semplificatorio, quando le correlazioni non sono supportate da analisi delle cause e degli effetti.

    1. correlazioni:
      un po’ come fanno i pastafariani: nel loro grafico, da quando si è registrato un calo delal pirateria e dei pirati, è aumentato l’effetto surriscaldamento globale. Nel calo degli stupri… ci sono un bel po’ di variabili da considerare, credo. La durezza delel pene, non saprei. A giudicare dalle recidive!

  6. Davide, dinan, ma avete letto o no?. Ripeto:

    Cosa significa “ricerche serie non correlative”? Le ricerche accademiche più serie sono per forza “correlative”, non abbiamo niente di meglio. Tra fumo e cancro c’ è “solo” una correlazione! L’ alternativa è l’ aneddotica (case study). L’ unico sistema per andare a fondo è “creare letteratura”, ovvero fare “altre ricerche correlative”: in altri ambienti, con campioni formati diversamente, si puo’ cercare di dimostrare che una correlazione è spuria, ecc. Insomma creare letteratura.

    Allora inutile perdere tempo, o si risponde alla domanda iniziale o si lascia perdere.

    Diana, specialmente tu. Mi sembra che travisi l’ esempio paradossale dei pastafariani. Non è il via libera per sparare cazzate a casaccio (tanto anche i pirati sono correlati…).

    Abbiamo parlato a lungo (questo è uno dei dieci post) e sembriamo ancora fermi al punto di partenza.

    1. sì, hai ragione. Forse con i loro esempi, intensi come case studies, i siti e le associaoni come quella di punzi possono ‘creare letteratura’ e correlando il correabile, e sfrondando il resto.

  7. Diana, secondo me tu travisi l’ esempio “pastafariano”.

    Loro ci stanno dicendo: “attenzione alle correlazioni dietro cui non c’ è un modello plausibile”.

    Detto in altri termini. “attenzione alla correlazione senza ragioni”.

    Infatti non esiste un modello plausibile in grado di dar ragione al fatto che + pirati + riscaldamento. Esiste solo una “correlazione” senza “ragioni”.

    Il nostro caso è diverso: esiste un modello molto semplice che dà ragione di + pornografia + stupri, così come esiste un modello molto semplice che dà ragione di + pornografia – stupri. Sono i due modelli incompatibili che si fronteggiano nel post. Messi a confronto, il secondo sembra “fittare” meglio i dati.

    Cio’ non toglie che si possano ideare altri modelli introducendo nuove variabili arricchendo così la letteratura.

    Concludendo, il case study in sè non dice ancora niente, tuttavia chi approfondisce la materia in questo modo puo’ scoprire qualche variabile rilevante e su quella costruire un nuovo modello da mettere alla prova. ma finchè non lo fa il suo contributo è irrilevante, a meno che non abbia ambizioni da romanziere… Il cs puo’ essere un punto di partenza per ispirarsi, ma il punto d’ arrivo è la costruzione di un modello da verificare (statisticamente).

  8. “Linda Marchiano, allora conosciuta sotto il nome di Linda Lovelace, era picchiata e minacciata con la pistola dal suo compagno perché effettuasse le prestazioni orali che hanno fatto di questo film una delle opere fondanti della pornografia.”

    Mi risulta che tutte le altre persone presenti sul set di Gola Profonda non abbiano confermato il particolare della pistola, ma Gerard Damiano (regista del film) confermò che Chuck Traynor, compagno di Linda Lovelace, era possessivo e violento nei suoi confronti.
    Nessuno vuol negare le brutture che si possono trovare nel mondo della pornografia (mi limito a quella adulta perchè sulla condanna della pedo-pornografia credo non ci siano dubbi) e i lavoratori e le lavoratrici del porno devono avere tutele particolari sulla salute e sulla sicurezza come chiunque svolga mestieri pericolosi e usuranti..ma da qua a parlare di una correlazione diretta tra porno e violenza ce ne corre: il responsabile della violenza è chi la commette se è capace di intendere e di volere.
    Comunque tanto per far capire che non esiste solo il triste caso di Linda Lovelace che, forse anche per via di queste violenze dell’ex marito, divenne un’attivista anti-porno, riporto le dichiarazioni di Sasha Grey: « Non sono una vittima solo perché ho scelto la strada del porno. Nessuno ha mai abusato di me e non ho mai preso droghe.. Sono sempre stata consenziente su tutto quello che ho fatto. Sono una donna che crede fortemente nelle sue scelte. Non penso affatto che tutte le donne debbano fare porno e fottere come conigli. Per me è un affare. Punto. »
    magari può non piacerci il tipo di “affare” scelto da Sasha Grey (che comunque ha girato anche film non porno, esordendo nel cinema non porno nel 2009 diretta da Steven Soderbergh in The Girlfriend Experience), ma dobbiamo rispettarla.

    1. e ovviamente esiste anche il porno “femminista” di Erika Lust e il post porno di Annie Sprinkle quindi certi discorsi “anti-porno” sono da superare. il discorso sulla “dipendenza” denunciato da Punzi..non mi pare un argomento, mica si può vietare gli alcolici perchè esistono gli alcolizzati, e come si sa negli USA già ci provarono e non funzionò,

  9. x ric
    Forse con i loro esempi, intesi nel senso di case studies, i siti e le associazoni come quella di Punzi possono ‘creare letteratura’ correlando dati correlabili e sfrondando il resto.”
    (Intendevo scrivere questo, nel mio commento precedente pieno di refusi. So che l’esempio pastafariano non nega il valore della correlazione, solo quello della correlazione senza ragioni. Avevo capito e ti davo ragione. Almeno credo.)

  10. caspita, Paolo, sei un esperto!
    credo anch’io che tra pornografia e violenza ci sia una correlazione debole. E che “il responsabile della violenza è chi la commette”.

    1. Esperto di porno no, però sono un appassionato di cinema (ho frequentato corsi di storia del cinema all’università e la mia laurea triennale è in Storia e critica del cinema) e il porno, per come la vedo io, è un genere cinematografico anche se non è il mio prediletto, ma se ami il cinema devi cercare di informarti un po’ su tutto.

  11. hai studiato cinema! noi qui abbiamo un cineclub. Nel trasferimento da blogspot a wordpress i post sono stati attribuiti a davide, ma in realtà sono di bronco/ric. Se per caso hai tempo e ti interessa, dicci la tua su qualcuno dei film. Sei tu che hai difeso “Prova a prendermi”? Io l’ho tovato struggente. Sono una grande ammiratrice di Spielberg. Munich e L’impero del sole tra i miei preferiti.

  12. Paolo, io (e l’articolo linkato) credo che alcune di queste “attrici” siano vittime senza nemmeno rendersi conto, e quando se ne rendono conto sono ormai ad un livello di abbruttimento tale da non lasciare più possibilità. Ma anch’io credo (anche se non so come sia possibile) che ci siano, come nella prostituzione, anche quelle che lo fanno per scelta fatta in piena consapevolezza (anche se, in ogni caso, “Per me è un affare, punto” non giustifica molto, perché anche mafiosi, killer e procacciatori di bambini ai pedofili ragionano così). L’articolo cita Rocco Siffredi: Rocco Siffredi stesso ha riconosciuto un giorno che alcune “attrici” del porno di livello medio-basso (che costituisce la maggior parte della produzione) avevano il sesso ed l’ano distrutti.
    Ora, purtroppo viviamo in un mondo in cui è più probabile che la gente si scandalizzi per gli abusi subiti dagli animali impiegati nei film zoofili che non per l’abbruttimento di attori, attrici e – non ultimo! – fruitori di questo genere. I “benpensanti” arrivano persino a giustificare questa bruttura, persentando studi correlativi a supporto dell’industria del porno in quanto riduttrice delle violenze sessuali (anche se la logica suggerirebbe che l’esperienza di Linda Marchiano sia più plausibile). Magari poi gli stessi che ragionano così (non è il caso di Ric) si scandalizzano per le serate “allegre” del PdC, diventando improvvisamente moralizzatori.
    La logica mi induce a pensare che chi vive la sessualità in quel modo sia poi portato a tradurla in pratica nella vita reale, e come questo possa portare a modelli che “fittano” meglio con l’interpretazione positiva mi continua a restare oscuro. Le testimonianze delle donne, compagne di pornomani, sul sito linkato di Diana ci dicono qualcosa di diverso. Certo, sono case studies. Con una certa plausibilità, però. E la similitudine che Paolo propone con l’alcolismo mi pare calzante. Certo che la repressione proibizionista, come nel caso dell’alcol, sarebbe inefficace. Qualche controllino in più sulle condizioni di “lavoro” in quegli ambienti, però, forse si potrebbe fare.

  13. “Per me è un affare, punto” – e non danneggio nessuno, al massimo me stessa, ma io dichiaro di no, che lo faccio per scelta e ci guadagno, e mi sta bene, e l’autocertificazione dovrebbe bastare. questa seconda parte fa tutta la differenza. Per questo il paragone con killer e procacciatori di bambini mi sembra non solo improprio ma spericolato. Con me, l’attrice porno che si dichiara soddisfatta del lavoro che fa (in quei termini) non si deve giustificare di niente.

  14. d’altra parte ci sono le storie, i case studies, l’esperienza. Questo è vero. Tante cose che non mi piacciono, che mi preoccupano, e via dicendo. Ma il discorso “le porno-attrici danneggiano se stesse ma non lo sanno” è problematico per me che metto al centro il rispetto della libertà individuale (nel rispetto del codice penale), la responsabilità e la fiducia nelle competenze dell’altro.

  15. Diana, è quanto racconta l’articolo del sito che hai linkato. Anche gli alcolisti danneggiano se stessi, e quando ne prendono consapevolezza sono spesso al punto di non ritorno. Come sai, non sono per gli estremismi. Io sono per il rispetto della libertà individuale, ma non sono estremista in questo. Sono consapevole che ci sono molte persone che crescono in ambienti disagiati. L’articolo racconta che molte di queste attrici escono, abbandonate a loro stesse, da storie di violenza ed abusi subiti. E il sito racconta anche che il porno non è vero che non danneggia nessuno, al massimo gli attori stessi.
    Ripeto, non sono per il proibizionismo (lo sono per le droghe), ma nemmeno per il lassez-faire di chi si volta dall’altra parte facendo finta di non vedere.

  16. sono d’accordo. Tutte queste cose ci sono. Amch’io tenderei a fare dei distinguo e ad essere prudente. Eppure… Il sito è interessante, certo. Un film molto crudo e onesto sul mondo del porno anni settanta (un agrande famiglia al tempo stesso calda e avvolgente e spietata), è “Boogie Nights” di Paul Thomas Anderson.

    Degli alcolisti abbiamo parlato. Non si può vietare l’alcol. Chi beve, se ne assumerà le conseguenze. Ci sono i gruppi di auto-aiuto gratuiti, se vuole può frequentarli. Se continua a bere, bene, peggio per lui. Se qualcun altro ci rimette per il suo bere (violenze, incidenti d’auto, eccetera) sarà giustamente punito duramente come chiunque altro.

    1. Ho visto anch’io e apprezzato molto Boogie Nights che consiglio a tutti. Veniva raccontato, attraverso le vicissitudini di questa curiosa “famiglia”, molto bene il passaggio dagli anni ’70 e le sue speranze di libertà ai tremendi anni ’80 di Reagan

  17. p.s. dire che “le attrici porno sono vittime senza rendersene conto” è come dire che “le donne che leggono le riviste femminili (miliardi), si mostrificano con la chirurgia plastica e si vestono come ninfette a 50 anni, sono vittime senza rendersene conto”. Non so, non mi convince. Forse sono donne per cui farlo è un affare. A qualcuna andrà bene, a qualcun’altra male, non mi riguarda.

  18. E’ vero che c’è un sacco di gente che fa cose che io non condivido (es. lifting). Ma con “vittime” mi riferivo a quanto raccontato nell’articolo, con conseguenze che vanno un po’ al di là dei periodici restyling forzati cui sono costretti quelli che entrano nel giro del silicone.

    In generale, il principio liberista per cui nessuno ha bisogno di un tutore in nome del “rispetto della libertà individuale (nel rispetto del codice penale), la responsabilità e la fiducia nelle competenze dell’altro”, in termini assoluti, non finisce di convincermi. In generale sono d’accordo, e mi infastidisce chi vuole mettermi sotto tutela quando non è necessario. Ma storie come questa, in quell’ottica liberista, dovrebbero lasciarci indifferenti. Dopo tutto non era chiusa a chiave, e l’età per intendere ce l’ha.
    Capisco che la china del “vittima senza rendersene conto” è pericolosa. Eppure è innegabile che di vittime di abusi psicologici ce ne siano in giro parecchie.

  19. Io comunque sono favorevolissimo ai controlli nel mondo del porno come dovrebbero essere sottoposti a controlli regolari tutti i luoghi in cui si svolgono mestieri pericolosi. Ho già specificato che attori e attrici porno sono lavoratori dello spettacolo e vanno tutelati sindacalmente anche dal punto di vista sanitario come ogni altro lavoratore specie se il lavoro che svolge comporta rischi per la sua salute.
    Come sapete, non sono liberista (almeno non lo sono per quel che concerne l’economia) ma anch’io ritengo che il discorso della “vittima senza rendersene conto” possa portare ad una china pericolosa quando parliamo di gente adulta, dico questo provando il massimo rispetto per le sofferenze di Linda Lovelace (che però, credo, vanno imputate a Traynor e non al mondo del porno in sè) e di tutte le persone che hanno avuto dei danni dall’essere entrate in contatto con questo mondo che non è certo adatto a chiunque (ma il mondo dello spettacolo in genere non è adatto a chiunque, a maggior ragione il porno), ma io credo anche a Sasha Grey quando rivendica la sua libera scelta e sinceramente equipararla ai killer e ai pedofili mi pare assurdo e ingiustificabile per le ragioni che ha fatto notare Diana.
    Ho citato Annie Sprinkle ed Erika Lust ma in realtà non sono le uniche donne che stanno reinventando la pornografia, mi piace ricordarle per far presente che anche all’interno del movimento femminista la condanna del porno in quanto tale, non è unanime.

  20. Da un punto di vista razionale, più “controlli” si fanno nel mondo del porno, più i giovani sono incentivati ad entrarci e a frequentarlo attivamente. Ricordiamocelo.

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