Non proprio un fenicottero

Chi è la persona più disgustosa del pianeta?

Diviiiine… rispondono in coro i fan.

In effetti il programma politico dell’ obeso travestito promette bene: condonare tutti gli omicidi di primo grado, uccidere chi vi si oppone, perorare la causa del cannibalismo, decretare l’ incesto obbligatorio e mangiare merda.

Le premesse ci sono: il disgusto è la sua politica, il disgusto la sua vita.

Ma ora il primato della divina vacilla, i coniugi Marble vogliono soffiarle la palma cercando di realizzare un progetto semplice quanto ripugnante: rapire delle autostoppiste hippies, farle stuprare dal loro servo sifilitico, confinarle in cantina e vendere i bambini a coppie lesbiche. E la cosa sembra funzionare, già diversi adorabili paffutelli sono finiti in mani poco raccomandabili venduti a caro prezzo: il crimine si autofinanzia. [… successivamente sarà la nostra eroina a liberare le autostoppiste che furiose come baccanti evireranno il servo…]

Il guanto di sfida è lanciato sotto forma di “stronzo umano”: è infatti il regalino che la coppia recapita via posta alla drag queen in occasione del suo compleanno.

Offesa mortale.

La competizione (gli americani ce la mettono ovunque) puo’ partire. La stampa scandalistica è mobilitata per questo incontro al vertice.

Seguendo Divine partiamo anche noi per un viaggio alla scoperta della “demenza”.

fenicotteri

La demenza è come una coltellata: il fendente doveva colpire di taglio e invece colpisce di piatto. Doveva uccidere e invece si limita ad ammaccarci facendoci ritrarre inorriditi.

Ci si offre lo spettacolo di un progetto criminale fallito. Il fallimento deve essere ridicolo almeno quanto il progetto turpe. Una forma del ridicolo che non possiamo scrollarci di dosso con una risata, qualcosa che ci resta addosso come una zecca infastidendoci per il resto della giornata.

L’ aurea del “fallimento” avvolge le gesta degli eroi dementi; si accontentano di qualcosa che a noi sfugge, o che per lo meno ci sembra poco: con loro sulla scena tutto si fa sciatto, fuori fuoco… la trama sfilacciata, la bella musica sprecata per commentare immagini statiche (titoli di testa), la sceneggiatura scadente, la recitazione dilettantesca (si strabuzzano gli occhi manco fosse un film muto, vedi la scena del “culo parlante”). L’ imperizia e la trascuratezza (Massey si presenta senza parrucca) sono i dioscuri che vegliano sull’ opera mal concepita e realizzata frettolosamente.

E’ una violenza superficiale, mira al vomito, non alle turbe.

Ad intristire chi viene a contatto con il demenziale non è il livello delle bassezze raggiunte, bensì lo spettacolo di tanta energia dissipata.

Lo spreco del fuori-misura, del mal calibrato ci fa stringere il cuore.

Quel turbamento profondo che gli aggressori non sono riusciti a darci, ci raggiunge osservando questa entropia. L’ esagerazione diventa l’ unico metro, nell’ esagerazione il genio prima si diluisce e poi scompare. Tutto è occultato dall’ orrido corpaccione della protagonista.

Lot-19---Jean-Dubuffet

Il film è zeppo di battute che non fanno avanzare la storia, uno strano miscuglio tra Beckett e pornografia. Sketch improvvisati lì per lì minano la compattezza e rendono la vicenda sempre più sincopata e contorta. Non sappiamo decidere se Divine assomiglia più a Sbirulino o a Manson.

E non cascateci se qualcuno al Manifesto vi vende tutto cio’ facendolo passare per un attacco al mondo borghese. Quasi che Divine fosse un “divin marchese” De Sade che con le sue orge iper programmate preannuncia l’ avvento di una nuova ragione.

Il “mondo borghese” in realtà gongola se in scena si esibisce l’ assoluta cecità delle alternative.

A scandalizzarsi, più che il borghese, è l’ animalista che vede sopprimere un pollo in scena nel corso di un animato rapporto sessuale in cui è coinvolto con due umani (Waters si giustificherà: lo abbiamo mangiato la sera stessa con la troupe). E’ il militante anti-omofobia che vede l’ adozione lesbica trattata, in termini di disgusto, al pari dello stupro.

***

Divine è una farfallina colorata (l’ ombretto fuori misura a far da ala): come le farfalle ama posarsi vanitosamente sul letame per far spiccare i suoi colori, come le farfalle conduce una vita che puo’ essere condotta solo per un giorno.

Solo chi desidera vivere un giorno è pregato di seguirla.

L’ allegra “trasvalutazione di tutti i valori” di cui si fa artefice non risparmia nulla puntando diretta al grado zero dell’ anarchia. E’ pantagruelica, coprolalica, non ha niente di metodico, niente di destinato a stare in piedi.

Eppure sentiamo che si difende e combatte contro il cattivo delle fiabe. In questo panorama appiattente, come fanno ad esserci ancora dei cattivi cattivissimi come i Marble?

Di primo acchito direi che la loro disgustosa azione è dettata dall’ invidia e dalla voglia di prevalere, non dalla gioia del repellente in sé per sé.

Ma anche Divine è invidiosa. E allora?

Solo una fede acritica ci leva dalle ambasce, e Divine punta senza mezzi termini su quello parlando chiaramente in conferenza stampa: “io sono Dio e il suo profeta contemporaneamente”. All’ orda è sufficiente, chi contrasta il dio si trasforma nel male, per definizione.

La sfida con i Marble – naturalmente – sarà vinta dall’ eroina: dopo un processo farsa sparerà a bruciapelo in testa alla coppia eseguendo la condanna fra crasse risate e sotto un’ eccitante pioggia di sangue. Seguirà conferenza stampa; poi festa con tutti i fricchettoni dei dintorni. Il chiasso farà intervenire una volante affinché si abbassino i toni, ma l’ equipaggio sarà colpito, ucciso e mangiato crudo. Al capo tribù Divine l’ onore di succhiare le pupille del sergente. Poi, dopo aver ammortizzato i capricci del figlio con una fellatio, Divine suggella la giornata con l’ impresa passata alla storia del cinema: trattenendo i conati ingurgiterà gli escrementi appena prodotti da un barboncino (tutto vero!).

Bene, adesso direi che ne sapete abbastanza per decidere se lanciare il video. 

 

John Waters – Pink Flamingos

Annunci

10 pensieri su “Non proprio un fenicottero”

  1. ma è atroce! sara l’ha visto fino alla fine?
    farà impallidire Idioti, che non ho visto neanche quello.
    mammamia santa. vade retro saragat.

    1. Veramente l’ ho visto per conto mio sul cellulare nei viaggi in treno.

      Non era mai arrivato in Italia, sebbene lo conoscessi bene per aver letto l’ autobiografia di waters (il bello di questi film da 10.000 dollari è il contorno). Da qualche anno circola in rete questa versione sottotitolata. 

      Gli “idioti” di Von Trier, così come i mistici invasati di Aristakjsian, condividono parte del tuo sgomento.

      La comune di Divine è invece ancor più distante immersa com’ è in un’ ilarità senza tensioni.Uccidono come se starnutissero. Torturano eccitati come un adolescente tortura le lucertole. Un attimo dopo si sconvolgono di dolcezza per il loro peluche.

      1. gli inglesi comunque sanno essere veramente disgustosi. Gli va riconosciuto. Hai mai visto Little Britain? Io lo seguivo sempre, divertita e schifata insieme.
        Ma niente di così efferato…
        Niente Pink flamingos per me.

  2. Preciso che Waters è americano e la provincia americana (la nativa Baltimora) fa da quinta alle imprese della sua banda sgangherata. Lui in realtà è tutt’ altro che sgangherato, gira sempre molto elegante con i baffettini sottili. Negli extra sembra un lord quando presenta le scene rinvenute in cantina.

    Non conosco little britain ma penso che l’ intento di waters sia proprio aggredire chi pensa di poter divertirsi e al contempo “trasgredire”. Come se si potesse. La trasgressione puo’ essere divertente, ma deve essere innanzitutto letale per chi la pratica.

    Nel frattempo ha stemperato i toni girando film quasi-hollywoodiani con star come kathleen turner. Per me è migliorato: i film sono più “visibili” e certi affondi, anche se molto più rarefatti, restano e lasciano sbigottiti. Serial mom è un piccolo capolavoro. Anche “Grasso è bello” a me piace molto, grande musica e vittoria dei buoni (recentemente è stato rifatto con john travolta nei panni che furono di Divine).

    Cio’ nonostante il vero cult, bisogna dirlo, sta nei lavori giovanili.

  3. Ok, se lo scopo è disgustare credo che questa roba sia un capolavoro. Ma di roba disgustosa ne circola così tanta, anche per le strade, che spenderci anche solo $10000 per produrne di nuova è un nonsenso. Vero è che se ha un mercato…

  4. per un confronto Divine-Daffyd (“the only gay in town” della serie Little Britain, ama fare la vittima e sentirsi discriminato, ma odia tutti i gay che non siano lui stesso), puoi cliccare qui.
    Un personaggio disgustosamente divertente, e una bordata politicamente scorrettissima al vittimismo professionale di alcune categorie.

  5. Perché una persona opta per la demenza?

    E’ una domanda cruciale per l’ uomo moderno, tanto è vero che l’ arte se ne occupa dai tempi di Don Chisciotte.

    Ho sempre avuto un debole per il “filone”, a cominciare dagli eroi beckettiani (Watt, Malone…). Cosa precede la demenza? Cosa ci sta dietro?

    Non c’ è nulla che esce dal nulla. Sia Walser o sia Divine, alcuni più di altri nascondono in modo particolarmente creativo il loro mistero.

  6. C’è demenza divertente. E allora la capisco. Ma la demenza disgustante è analoga al masochismo. Non lo capisco, ma esiste. Ne prendo atto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...