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I migranti di Fahrenheit migrano ancora… (IV inbloggazione)

Solleviamo il velo

Certo! I vicoli di Napoli sono sempre uno scrigno di sorprese, chiunque lo sa.  Non sto a dilungarmi sul fatto che ci puoi trovare di tutto, quello che ti puoi aspettare, ma che, nell’Anno Domini 2011, non ti credevi di trovare, e quello che si rivela una vera sorpresa. Poi c’è la sorpresa non sorpresa: uno dei monumenti più visitati della città, su cui un noto conduttore televisivo ci avrà sicuramente ricamato alcune delle puntate  del suo asfittico programma. Prima di giungere a destinazione, rigorosamente pedibus calcantibus, è d’obbligo l’incontro con qualche sciura del posto che, sgabello-munita, segue annoiata la tv accesa nel suo basso con soppalco (ultima trovata immobiliare, per altro non proprio originale, atta a conciliare necessità e mancanza di spazio con l’anelito a coltivare i rapporti sociali): “Andate a vedere ‘o Cristo velato?” “Sì, perchè?” “Essiggnore mio: sta chiuso! Al martedì fanno vacanza. Tornate domani” “Eggià, stasera c’abbiamo il traghetto e domani siamo a Palermo” Scrollata di spalle: “E allora buon viaggio, altro non posso dirvi”. Chiuso il discorso, giri l’angolo scornato per vedere se non t’ ha preso per i fondelli e realizzi che non t’ha preso per i fondelli. Con buonapace dei tuoi ragionamenti esoterici che ti hanno spinto a evitare la visita alla città di lunedì per ovvi motivi non proprio esoterici.

Niente di male, la vedremo al ritorno. E al ritorno puntuali (quasi, visto il ritardo di 3 ore accumulato dalla nave) ci presentiamo al box office per il rituale meno simpatico per chi come noi mantiene un’anima da scrooge. Sborsati gli euri fatali ci avviamo all’entrata e mò se volete ve la vedete dal sito dedicato (sempre che non ci siate già stati). A voi il commento.

Dopodichè per esorcizzare la botta che v’ha ‘mpressiunato c’è la NCCP.

p.s. un particolare curioso: chi ha musicato la “Tammurriata nera”  è la stessa persona che ha musicato “La leggenda del Piave”.

3 risposte a “Solleviamo il velo

  1. diana 23/09/2011 alle 11:02

    … che meraviglia! Io sono stata a Napoli una sola volta, mi ha impressiunato anche a me!
    Fantastica la cronaca e lo sgabello con vista.
    Il napoletano e la sua parlata mi ispirano una simpatia immediata. Sarà che il ragazzo della mia nipote più grande (7 anni di fidanzamento) è napoletano ed è un tesoro assoluto di dolcezza e intelligenza pragmatica e flemmatica e buon carattere.

  2. broncobilly 23/09/2011 alle 11:10

    Bella Napoli e bello il suo barocco (tutti quei fronzoli sono l’ ideale perché nidifichi la sporcizia). E naturalmente laggiù sporcizia = “umanità”.

    Solo una cosa… “Giro”?

  3. vlad30759 23/09/2011 alle 11:33

    gGiro, sta per Ciro. E ho letto che la canzone è stata scritta da un funzionario di un ospedale di Napoli quando, poco dopo l’arrivo dei soldati americani, è nato (nel suo ospedale) il primo bimbo mulatto.

    Alla prossima conferenza via skype vi racconterò il vero colpaccio (gratuito questo) che abbiamo fatto: roba che succede una volta nella vita.

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