Missione impossibile: prendere le misure al prof.

Non so fino a che punto i test possano essere utili nel valutare l’ opera di un insegnante della scuola statale. Di sicuro, se devo pensare alla scuola peggiore possibile, penso a una scuola statale dove i test valutativi hanno assunto un ruolo decisivo. Sottoscriverei quindi queste parole:

A government-run system of teacher compensation, based on test scores, would in some ways be the worst of all worlds. It would create incentives for teachers to “game” the system. It would give too much weight to a noisy indicator of performance. As a result, it would do little or nothing to improve accountability or to reward better teachers.

Altre parole di saggezza:

If you watch the documentary “Waiting for Superman” or read Steven Brill’s “Class Warfare: Inside the Fight to Fix America’s Schools,” you will learn that many advocates of school reform think they know how to increase teacher productivity: Rate teachers according to their students’ performance on standardized tests and fire those who don’t make the grade.

But economic theory suggests several reasons why this approach will probably backfire.

Scores on standardized tests are not an accurate measure of success in later life, because they don’t capture important aspects of emotional intelligence, such as self-control and ability to collaborate with others. The Nobel laureate James Heckman describes noncognitive traits as a crucial component of human capital.

Indeed, research by the economists Eric Hanushek and Steven Rifkin — both advocates of school reform — indicates that neither teachers’ own test scores when they were students nor their educational credentials explain much of the variation in their students’ outcomes. Why judge teachers narrowly on a set of outcomes that are not even predictive of their own success? leggi tutto

Vogliamo tirare le somme? Valutare un prof. in modo oggettivo ha tutta l’ aria di essere una missione impossibile. Si potrebbe dire che… in assenza della macchinetta valuta-insegnanti , non ci resta che…

wood-trick

… come portare a termine una missione impossibile…

Annunci

16 pensieri su “Missione impossibile: prendere le misure al prof.”

  1. abbiamo tutti fatto inutili blocchetti di legno a migliaia, nei nostri lunghi e sfiancanti (e, per quanto mi riguarda, inutili) anni di scuola…
    Ma questo qui è davvero qualcosa!!! E la cantavo da ragazzina, la canzone di Pete Seeger che accompagna il video: “Our leaders are the finest men, and we elect them again and again… That’s what I learned in school again, that’s what I learned in school.”
    C’è poi un geniale commentatore di youtube che dice che, se guardato al contrario, il video è una storia evocativa del salvataggio di un chiodo da un blocchetto di legno.

    Non ho letto tutti gli altri link e rimandi, ma condivido il discorso sui test di valutazione. Negli Stati Uniti vengono comunque normalmente “aggiustati” da insegnanti e presidi e amministratori per ragioni opportunistiche di vario genere…

  2. Il test puo’ anche essere utile, ma il cosiddetto utilizzo “hight stake” è un po’ troppo rischioso.

    Cavolo diana, avevi un bel repertorio! Personalmente, l’ unica canzone imparata a memoria da cima a fondo è stata “La guerra di piero“.

    Solo negli ultimi 10 anni ho imparato altre canzoni (dialettali): el me gatt di della mea e Rogoredo di jannacci. Le cantavo anche alla marghe per la ninna di quando era piccolina.

    Però il video ricorda qualcosa anche a me:… l’ ora di… applicazioni tecniche. Mai stato una cima.

  3. Rogoredo è meglio nelal versione che linki che in quelal di Jannacci.
    Pete Seeger era un mito in casa mia, quando ero piccola. E pensa che l’ho anche conosciuto! Un anno o due fa l’ho visto novantenne e in gambissima, da Letterman, col suo gruppo. Un vero americano.

  4. Purtroppo non è disponibile su you tube la versione originale di Rogoredo, quella nel disco “La Milano di Enzo Jannacci” del 64, arrangiamenti di fiorenzo carpi.
    Mi sa che Pete Seeger ea un mito in parecchie case, fortunata te che l’ hai conosciuto. Persino nelle scuole cielline ho sentito alcuni suoi pezzi rielaborati.
    Ormai c’ è uno sdoganamento dei ribelli. Figurati che questa estate in friuli al corso willems (scuola di coro) che frequentava la sara, io e la marghe abbiamo fatto un’ improvvisata nel teatro dove si tenevano le lezioni ed erano tutte lì a cantare a più voci un classico di leonard cohen.

  5. Caspita, come se non bastasse tutto il resto, contribuite anche voi alla grande a farmi crollare addosso il passato. Ok, allora ci metto un vinile di Woody Guthrie (Ballads of Sacco & Vanzetti)dove svetta una la lettera di Nicola Sacco al figlio cantata da Pete Seeger. Se c’avete un piatto ve lo presto.

  6. Il mio piatto è un po’ arrugginito e non risponde ai comandi.

    Se non sbaglio dovrei avere quella Ballad nella versione sopranile di Joan Baez (audiocassetta)

  7. c’hai ancora un piatto, vlad? Metti su “Little boxes” di Pete Seeger (però non è sua la stupenda canzone)

    Però, non accosterei un hobo che scriveva sui treni e nella polvere (Woody) o un indomito folksinger che si mescolava alla gente (Pete), a un crooner intellettualoide e poetoide e fasulloide egomaniaco come Coehn. Ok, mi sono infervorata. No, Cohen è bravo e Hallalujah è una bella canzone cantata da Buckley.

  8. No bronko, non è la stessa roba. Lì stai parlando di Morricone e cose del genere. Mentre quella di Guthrie non è sgrezzata e, come dice diana, stiamo parlando di un hobo.

    1. x vlad – a proposito di Sacco e Vanzetti.
      … dura dieci minuti! Caspiterina. E non so neanche cosa significa “root hog and die”. Devo googlarlo. Che roba. Pensa com’era l’America e com’è. E ti ricordi Arlo, il figlio di Woody, e “Alice’s Restaurant”?

  9. Mi arrendo, effettivamente sono approcci molto diversi (con della qualità in entrambi).

    Cavolo diana, hai distrutto Cohen. Eppure ha fatto anche belle canzoni. Infierisci pure, non devi preoccuparti: non è che io sappia molto di lui o tenga molto a lui. Ma spiegaci almeno il perché della tua furia iconoclasta!

  10. ric: tra un Cohen che scrive poesie nelal sua casa convenientemente greca da poeta, mentre la bionda e discinta marianne gliele batte a macchina (copertina di un suo album), e un Pete Seeger che suona il banjo ai nipotini della sua grande e caotica famiglia nella casa di nonna papera, secondo te dove mi colloco?
    vlad: ora mi sento i pezzi. No, prima finisco la traduzione, poi me li ascolto. Grazie!

  11. Avrei dovuto saperlo, sempre quella mania di anteporre il contesto alla cosa… ma forse stavolta ti do’ ragione (solo perché sono un amante di musiche grezze e creativamente disordinate)

    1. … eh, ma la cosa è e resterà sempre una cosa.
      Quello che ho scritto di Coehn è solo una cosa, che oltretutto parla di me non di lui. Da ragazza conoscevo tutte le sue canzoni a memoria , e Story of Isaac è una delle mie canzoni preferite di sempre. Da ascoltare, guardando uno dei miei film preferiti di sempre: “The Believer”.

  12. Su Cohen:… “tutte le canzoni a memoria”? Bé, di fronte a questa conoscenza di prima mano mi arrendo e ascolto!

    Su Seeger: sembra decisamente invecchiare bene.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...