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I migranti di Fahrenheit migrano ancora… (IV inbloggazione)

Marxisti ratzingeriani

Sono: Giuseppe Vacca, Mario Tronti, Pietro Barcellona e Paolo Sorbi.

I quattro hanno invitato al dialogo “credenti e non credenti” su quella che a loro giudizio è la ragione profonda della crisi delle democrazie: “l’emergenza antropologica” prodotta dalla manipolazione della vita. Un dialogo fondato sulla critica del relativismo etico e sui “principi non negoziabili”, a partire dalla difesa della vita umana “fin dal concepimento”.

Un’ apertura inaspettata.

Talmente inaspettata che la chiusura viene a sorpresa da titubanti cattolici. L’ avreste mai detto?

Come c’ era da aspettarsi, i quattro non sono stati invitati al “Cortile dei Gentili”, il dialogo tra credenti e non credenti in salsa martiniana.

Tra assistenzialisti e pauperisti, molto meno imbarazzante limitarsi alle solite quattro banalità su poveri e emarginati.

3 risposte a “Marxisti ratzingeriani

  1. davithegray 31/10/2011 alle 20:23

    Sul tema di questo dialogo, Teodori ne ha sparate di enormi oggi a Fahre. L’Italia a suo dire sarebbe in maggioranza laicista, ma non rappresentata da un parlamento di intrallazzoni col Vaticano.

    Chissà perché allora il suo partitucolo è in via di estinzione. W i valori “non negoziabili”. Ci sono linee che non vanno valicate. Punto.

  2. broncobilly 01/11/2011 alle 22:25

    Fahre ne ha parlato?
    Cavolo, sono arrivato tardi.
    Certe notizie hanno senso solo se sei il primo a darle.

  3. davithegray 02/11/2011 alle 10:24

    Teodori ne ha sparate di enormi, anche se il complesso dell’intervista è molto interessante. Assecondando la corrente che, dovendo arrendersi alla constatazione che il popolo italiano è profondamente cattolico, insiste in ridicole distinzioni tra clero (in particolare le “gerarchie”, “clero alto”) e “credenti” (aggiungendo tra i “buoni” anche il “clero basso” – moda radicale, imposta dal fatto che la gente ha gli occhi per vedere chi sono i preti e come vivono). Invoca una ridicola laicità di stato, che trovo sempre più fuori moda. La gran parte del popolo si riconosce nei valori NON NEGOZIABILI. Purtroppo a volte il popolino si lascia traviare da certi arringatori di popolo, che oggi viaggiano sempre di più su facebook e nei forum, mentre prima seminavano la loro propaganda altrove. Senza valori NON NEGOZIABILI, si finisce ad Auschwitz, e non me ne frega nulla di beccarmi dell'”integralista” se lo dico.

    Si è parlato di quel “dialogo tra credenti e non credenti”, alla luce del fatto che Ratzinger ha aperto all’agnosticismo, quello sofferto. Non specificamente in riferimento al manifesto che linki.

    Ora sto per intraprendere una battaglia. Voglio che il nostro comune elargisca qualche decina di migliaia di euro per la costruzione di un nuovo organo in chiesa. Per me è dovere del comune, anche se so bene quanto questa cosa attirerà l’ira funesta di alcune persone. Il Comune è fatto in maggioranza da gente che nasce e muore in chiesa. A rinunciare al battesimo ed alle esequie religiose sono pochissime persone, i sacramenti li vogliono quasi tutti, la vera comunità vive ancora oggi e deve tornare sempre di più a vivere intorno al campanile. Rispettiamo i pochi che se ne tirano fuori, ma esigiamo altrettanto rispetto. Bisogna tornare a guardare al futuro, smettere di piangersi addosso pensando che tutto sia perduto. Non mirare alla sopravvivenza, ma alla costruzione del futuro. E il futuro si costruisce puntando sulla cultura. E la cultura è indissolubile dalla Chiesa. E’ dovere della comunità complessiva curare la bellezza. Se si trattasse di finanziare la bellezza in una sinagoga, sarei ugualmente favorevole (ovviamente spendendo in proporzione a quanto la sinagoga è vissuta).

    Il Comune di Milano ha finanziato più di un libro in cui si raccoglie il repertorio ambrosiano, che sempre di più torna a risuonare nelle navate delle chiese della diocesi. Noi, credenti non consacrati, siamo i laici. La “laicità” di cui parla Teodori non esiste, la guerriglia lessicale tra “laicità” e “laicismo” di cui lui parla esiste eccome, e la fomenta gente come lui. La comunità non deve distinguere tra credenti e non credenti. Non invoco una sorta di sharia cattolica, ci mancherebbe. I valori non-negoziabili toccano tutti, e il manifesto dei quattro che linki è eloquente. Al di là di questi valori, tutta la libertà per i non credenti di fare quello che credono, nel rispetto reciproco, e con senso delle proporzioni.

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