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I migranti di Fahrenheit migrano ancora… (IV inbloggazione)

La conversione

Anno domini 2011.

Solo in economia la Destra puo’ rivendicare oggi un primato culturale. Solo lì la sua sfida è vincente, solo lì si annidano i suoi intellettuali di prestigio, quelli in grado di strappare “conversioni” a chi li ascolta in buona fede dal campo avverso.

E’ poco?

No, perché ormai quasi tutto è economia.

Faccio solo un esempio: il discorso sulle libertà è “economia” poiché tutte le libertà, alla fin fine, sono riconducibili alle libertà economiche (a proposito, domani esce con il corriere il celeberrimo confronto tra Croce e Einaudi).

Cosa resta della cultura di Sinistra italiana, solo macerie?

Anche se l’ ottusità giovanilistica abbonda, io risponderei di no.

No, a patto che ci si riconverta a una cultura di destra rinominandola qua e là per non dare troppo scandalo. Si lavori pure sulle parole come si crede (so bene che per molta “sinistra” relativista le parole sono tutto).

Ci sono possibilità che questo avvenga? Ci credo poco, ma forse frequento le persone e i blog sbagliati.

Poche, troppo poche le personalità con il coraggio di convertirsi. Troppo, veramente troppo l’ odio che scatenano nei “conservatori” affezionati alle belle rime degli slogan di un tempo:

 

Aggiungo che non sono il massimo della simpatia!

8 risposte a “La conversione

  1. diana 02/11/2011 alle 14:03

    a patto che ci si riconverta a una cultura di destra rinominandola qua e là per non dare troppo scandalo

    Ho visto il video. Come dovrenno ribattezzare la “meritocrazia”? E il “liberismo”? Aspetteremo che dalla scuola di scrittura “creativa” Holden arrivino i suggerimenti. Per ora: “cosa1″=meritocrazia; “cosa2″=liberismo; Wcosa3″=meno stato; ecc.
    Oppure, “er proggetto”, come Johnny Palomba difinisce la Roma (daje lupi) di oggi .

    chenfatti navorta se diceva io sò tifoso daaroma o anche meiio daa maggica oppure sò untifoso giallorosso mò invece amio capito che starobba è vecchia mo infatti bisogna fà ertifo pé erproggetto chenfatti ancerto momento è arivato luìseriche stometto senza voce chenfatti lui cià fatto capì a noi pori esserumani che limportante è erproggetto eallora anche se pé caso aroma perde annoi cepare che cerode annoi cepare camo scaiiato manvece no! perché cestà erproggetto e se peccaso annamio avvedé la crassifichia e ce piia no sturbo se sentimio mancà è perché noi irreartà stamio indietro semio antichi semio ancora attaccati a dii schemi che sò scaduti anzi chessò popo annati ammale perché mò cammia tutto cestà erproggetto anacapito come? erproggetto mica n’appunto preso sumbiiettino mica nacosa scritta sumpostit cuì stamio apparlà demproggetto e cioè de na cosa che nun sevede subbito subbito che ce vole ertempo suo na cosa…

  2. diana 02/11/2011 alle 14:06

    a proposito di parole!
    venerdì 4 novembre, ore 15.40, e tutti i venerdì a seguire, ELV introdurrà “la parola della settimana”.
    Si tratterà di un breve ritratto etimologico di una parola suggerita dagli eventi della settimana uscente; e poi di una altrettanto breve riflessione su ciò che quella parola ci può dire dell’oggi, e di come lo viviamo.

  3. broncobilly 02/11/2011 alle 17:02

    Una buona parola da lavorare e declinare è “responsabilità”. Sembra avere ancora una reputazione rispettabile ed è certamente imparentata con i concetti indigeribili.

    Certo, non è “progetto” e Baricco non è Luisenriche… La conclusione pessimistica del post non era gratuita.

    ELV alle 15.40? Spero nei podcast.

  4. diana 02/11/2011 alle 17:05

    st’ometto senza voce… lui cià fatto capì a noi pori esserumani che limportante è erproggetto
    c’è un luìseriche in Baricco, no?
    Ci mancava solo alla fine: “Andate e moltiplicatevi”.

  5. broncobilly 02/11/2011 alle 17:19

    Diana, hai sempre un’ attenzione smisurata per lo stile. Ma lo stile conta nell’ arte. Nel Baricco scrittore, diciamo.

    Nella discussione razionale, invece, è secondario (in fondo al post anch’ io c’ ho piazzato lì un bell’ “antipatico”… ma solo in fondo) e se a uno contesti innanzitutto lo stile, la tua recriminazione diventa un cosiddetto “argomento ad hominem”, ovvero una mossa che ricopre d’ infamia chi lo compie. Occhio!

  6. diana 02/11/2011 alle 17:49

    oddio, mi sono ricoperta d’infamia. Sempre così.
    Riformulo.
    Baricco ha ragione, ma non ho capito perché dovremmo rinominare le parole “impronunciabili”, anziché semplicemente ammettere che ci sbagliavamo; e perché ha sempre il tono del vate.

  7. diana 02/11/2011 alle 17:56

    hai sempre un’ attenzione smisurata per lo stile.

    il tono, non lo stile. Mi sembra rivelatore

  8. diana 02/11/2011 alle 18:51

    ah, nel ramo “paroliamo”, Halloween è stata appena ribattezzata: “La notte dei relativisti”.

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