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I migranti di Fahrenheit migrano ancora… (IV inbloggazione)

Cedette colei che era già da molto vinta

Christopher Marlowe – Ero e Leandro

La poesia narrativa elisabettiana ferma sulla pagina una delle eroine più espressive di Ovidio per farla soffrire e godere ben oltre i pudici limiti consueti.

Dalla torre in cui vive in compagnia della laida nana che le fa da nutrice, la bella teme che, oltre la bufera, sia qualche sgualdrina a trattenere l’ amato supposto infedele.

Ma ostacolo invalicabile all’ unione è soprattutto il voto di castità che vincola la sacerdotessa di Venere. La passione sarà tale che le angustie e le prudenze sociali verranno ben presto smantellate.

Seguendo le intime transizioni dal desiderio al timore, impariamo che le dolci tenerezze d’ amore sono inseparabili dalla percezione umiliante della violenza.

La musa spossata di questa voce proto-decadente è prodiga di altri insegnamenti, esempio: il destino è più potente dell’ amore e ben presto ammorbidisce i rigori inflessibili dell’ allucinata gioventù.

Marlowe non esita un attimo ad aggirare la pedante conclusione tragica della leggenda per sprofondare il tutto nella vertigine di un gorgo singolare dove tragedia, desiderio, amore, gloria, bellezza si mescolano confondendosi in modo che i protagonisti superino i limiti umani per finire chissà dove.

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Psicologia e trascendenza amorosa traboccano da ogni pagina:

Come ci s’ innamora?

… fissandola smarrì la vista nel suo volto…

Potere dello sguardo:

… la sua vista disacerbava il bifolco più rozzo… il barbaro guerriero tracio, mai intenerito, s’ inteneriva…

Pendere dalle labbra dell’ amata:

… rapiti, le sentenze attendevano dai suoi occhi sdegnosi…

Come si cura il mal d’ amore?:

… c’ è chi sospira, chi s’ infuria… e chi compila satire mordaci… ma ahimè, troppo tardi… poiché mai in odio si muta amore…

Arredamento di alcova e vestiti:

… ovunque sula maiolica e la batista Dèi travolti in orge inebrianti e satiri estasiati da incesti e stupri…

Riconoscere il vero amore:

… quando la ragione domina, l’ amore è scarso… chi mai ha amato se non al primo sguardo?…

Dialogo tra innamorati:

… si parlano gli amanti esprimendosi col tocco delle mani: muto è il vero amore… i segni silenti impigliano i vinti cuori… a ogni parola ella il volto distoglie e sempre lo contrasta quando non desiste…

Contro  la castità:

… come le auree corde stonate, inasprite vibrano le donne a lungo rimaste intatte… se usati i vasi d’ ottone brillano vivaci… e dove la differenza tra la ricca miniera e il vile terriccio?… le donne sole periscono come case abbandonate… l’ “uno” non fa numero… solo Pallade dai seni di selce fu fatta per la vita solitaria… se troppo difesa la beltà trascolora nel grigio… castità… insensati uomini la considerano virtù, ma quale virtù è nativa? Ancor meno le si puo’ attribuire onore: l’ onore lo si conquista con atti…

Appena prima del sì:

… rifiutò in modo da non toglierli ogni speranza offrendosi con sguardi dal diniego cedevole… il che d’ improvviso accese in lui il vigore dell’ eloquio e della supplica…

Appena dopo il sì:

… la di lui scimmiesca esultanza…

Amore corrisposto:

… soavi sono i baci, gli abbracci soavi, quando s’ incontrano impulsi e aneliti somiglianti… laddove la bilancia segna equivalenti inclinazioni…

Strategia del tira-e-molla:

… mentre parve abbandonarglisi, lo eluse, e quando egli pensò più imminente il successo, simile all’ albero di Tantalo, si ritrasse e pur sembrando prodiga, la verginità serbò… tribolò [Leandro] come Sisifo invano, finché a negoziati teneri non succedette tenero armistizio… sono guerre in cui le donne usano soltanto la metà delle forze… alfine sui frementi seni di lei qualcosa lui disse… e sospirò il resto… mai sovrano custodì un diadema con tanta determinazione quanta ne mise lei per preservare la sua gemma…

Ognuno a casa sua:

… la bellezza dell’ altro che da vicino ravviva, separata e lontana, là dove amava, trucida e rende simili a eredi in esilio…

Bando alla saggezza:

… l’ amore, se avversato, cresce in passione… nulla l’ amante più dei consigli aborre… è un ardente cavallo che sdegna superbo chi gli diriga la cervice… spezza le redini… sputa il morso e scalciando segna il terreno… quanto più lo si frena tanto più lo si sfrena…

Compensazioni:

… Ero si ritrasse e nel tepido suo posto si distese Leandro… per saggiar quel calore intenso che risveglia le anime in declino come se attingessero a nettare nell’ oro incoppato…

Pre-alba:

… mentre i piedi nudi sgusciano dalle coperte, lui l’ avvince all’ improvviso e come sirena scivola sull’ impiantito; una metà di lei appare, l’ altra rimane celata… la chioma come nube d’ oriente fugace… fece balenare nell’ orrida notte una falsa alba… monito di quella che a breve avrebbe rischiarato l’ onta…

 

 

 

 

 

 

 

11 risposte a “Cedette colei che era già da molto vinta

  1. diana 05/11/2011 alle 21:12

    fantastico! L’ho subito girato alla mia amica Gigi che insegna letteratura inglese al liceo e ne è stata entusiasta.

  2. broncobilly 07/11/2011 alle 10:33

    A volte, non lo nego, l’ incontro con i classici è duro: li senti remoti con poche cose da dire che possano toccarti. I traduttori in questo sono importanti e possono darti una mano, magari evitando il “metodo” Erri De Luca, ovvero la “traduzione google”.

    Ma poi, gratta gratta, qualcosa che ti riguarda lo trovi sempre e chi ha la pazienza di insistere…

    L’ altro giorno sono stato alla Scala per un’ Opera di Rossini ed è stata una faticaccia trovare stimoli. A un certo punto…

    p.s. il mio commento continuava ancora per molto ma mi son detto: perché non farci su un post, magari inaugurando la tag operaclub?

  3. diana 07/11/2011 alle 11:14

    sì, è vero.
    Io ho visto Madama Butterfly, e mi sono entusiasmata solo per “lo zio Bonzo”. Però, onestamente, non mi è risuonato niente dentro, in generale. Mi sembravano marionette a grandezza naturale, con quel trucco e vestiti pesanti, tutto sopra le righe. E la musica non mi commuoveva, e lo capisco bene che è un mio limite.

  4. broncobilly 07/11/2011 alle 11:56

    Condivido… soprattutto i limiti.

  5. davithegray 07/11/2011 alle 14:30

    Sulla Butterfly, non si può che condividere. Devono per forza essere i limiti. E’ un’opera di una grandezza inarrivabile, ed è impossibile non commuoversi. Lo dice uno che di opera è abbastanza poco appassionato. A meno che sia stata eseguita da cani, cosa tutto sommato possibile.

  6. diana 07/11/2011 alle 16:14

    forse ho una soglia di commozione molto alta

  7. broncobilly 07/11/2011 alle 17:17

    Oltretutto, colui che è considerato il più grande rappresentante della filosofia estetica applicata alla musica (parlo di Peter Kivy) sosteneva che non è compito dell’ arte emozionare e che commuoversi di fronte al capolavoro è tipico del principiante. Comunque sempre meglio fare il primo passo che stare fermi (dando per scontato che ci sia un capolavoro di fronte a noi).

    A dir la verità la B. nemmeno l’ ho mai ascoltata per intero. e dire che se proprio dovessi scegliere un autore italiano sceglierei Puccini.  “Condividevo” soprattutto lo spirito, mi sembra impossibile, superati i quindici anni, potersi appassionare a quelle rozzissime storie ottocentesche se non per gioco. La mia sensazione è che piace a chi sa “giocare” a quel gioco (l’ appassionato vive di aneddoti musicali e non solo, basta ascoltarlo: “ti ricordi quando la Caballé sfondò il palco?…”). Io sento quel mondo abbastanza estraneo, proprio come sento estraneo il mondo del bridge. Sono giochi che forse farò in un’ altra vita.

  8. diana 07/11/2011 alle 17:54

    sì, è vero, guardando i presenti in sala, e anche l’amica che mi aveva genrosamente offerto un posto sul suo palchetto, mi rendevo conto che giocavano a un gioco chce non conoscevo. Sono rimasta entusiasta del display su cui scorrevano i testi del libretto. Ho seguito quasi sempre quello, divertendomi per il linguaggio usato. Senza quello, sarei stata completamente tagliata fuori anche da quel poco che ho capito. La storia poi era di una violenza inaudita: una carogna seduce una quindicenne, abbandonandola incinta. Poi torna sposato con un’altra, solo per toglierle il figlio. Atroce.
    All’epoca, mi sono appuntata questi dialoghi, che mi piacerebbe sentire recitati da Stinchelli e Suozzo:

    Butterfly: Ho anche altri parenti. Uno zio bonzo. Ci ho anche un altro zio, ma quello….
    Amiche: Gran corbello!
    Butterfly: Ha un po’ la testa a zonzo.
    Pinkerton: Capisco, un bonzo e un gonzo.
    Butterfly: Ve ne rincresce?
    Pinkerton: Ohibò! Per quel che me ne fò.
    Bonzo: Cio-cio-san! Abbominazione! Ci hai rinnegato! Kami sarundasico!
    Pinkerton: Ehi, dico basta! Sbarazzate all’istante. In casa mia niente baccano e niente bonzeria!
    Butterfly: Noi tutti soli, e fuori il mondo.
    Pinkerton: E il bonzo furibondo. Bimba piena di malia, ora sei tutta mia.

    (l’ortografia era questa)

  9. broncobilly 07/11/2011 alle 18:40

    Il display è davvero un àncora di salvezza! Anche se ogni tre per due andava in palla.

    E poi scusate, sempre a proposito di quel che dicevamo prima: non sarà un caso se il programma operistico di punta dei media italiani (la barcaccia) è uno splendido programma di… cabaret… tenuto da conduttori molto competenti!

    Per me, anche per quanto dicevo prima, è del tutto fisiologico che sia così: come ci si potrebbe appassionarsi a quel mondo se non giocando e mettendo tutto tra virgolette?

    Diana, ho letto praticamente tutti i libretti d’ opera italiani abbandonando per depressione. Il titanismo delle storie wagneriane suona persino più pomposo (solo le copertine dei dischi heavy metal risultano più sciatte). ; vorrei capire poi, a parte Giacobbo e i pre adolescenti, chi puo’ interessarsi seriamente al sacro graal? Si salva forse da Ponte, ma anche lì… mi sa che non è meno sottile il Sig. Bonaventura che leggevo sul mitico corrierino.

  10. diana 07/11/2011 alle 19:12

    sì, quando ascolto la Barcaccia muoio dalla voglia di giocare con loro, ma non saprei proprio che fare e che dire. Hai letto tutti i libretti d’opera? Bimno pieno di malìa, niente bonzerìa!

  11. diana 07/11/2011 alle 19:12

    *bimno=bimbo

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