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I migranti di Fahrenheit migrano ancora… (IV inbloggazione)

Nazi Animal Protection

As soon as the Nazi Party came to power in 1933, they began to enact scores of animal protection laws, some of which are still operative in Germany. (See here for the 1933 legislation.) For example, in Nazi Germany, people who mistreated their pets could be sentenced to two years in jail. The Nazis banned the production of foie gras and docking the ears and tails of dogs without anesthesia, and they severely restricted invasive animal research. The Nazi Party established the first laws insuring that animal used in films were not mistreated and also mandated humane slaughter procedures for food animals and for the euthanasia of terminally ill pets…

In 1933, Hermann Göring announced he would “commit toconcentration camps those who still think they can treat animals as property.” The feared Heinrich Himmler once asked his doctor, who was a hunter, “How can you find pleasure, Herr Kerstein, in shooting from behind at poor creatures browsing on the edge of a wood…It is really murder.” Hitler…abhorred hunting and horse-racing and referred to them as “the last remnants of a dead feudal world.” Sax chronicles many other examples in his fascinating book Animals In the Third Reich: Pets, Scapegoats, And The Holocaust… Perhaps the most chilling episode in the bizarre annals of Nazi animal protectionism was a 1942 law banning pet-keeping by Jews…

The Fuhrer is a convinced vegetarian, on principle. His arguments cannot be refuted on any series basis. They are totally unanswerable… The extent of Hitler’s vegetarianism, however, is a matter of dispute… I suspect that… was an inconsistent vegetarian. But so are most modern American “vegetarians”, 70% of whom sometimes eat meat… leggi tutto.

zoe williams boing allevamento

Morale:

human-animal interactions are fraught with paradox and inconsistency… the Nazi animal protectionists represent examples of fundamentally bad people doing good things for animals. I suspect this pattern of behavior is rare. However, the converse — fundamentally good people who treat animals badly — is common.

22 risposte a “Nazi Animal Protection

  1. diait 22/11/2011 alle 12:31

    … le leggi antifumo naziste… (era di Facci, “Fumo negli occhi”?)… le crociate salutiste, animaliste….
    Sì, sì, teniamo sempre presenti i rischi del fanatismo e del proibizionismo
    Ma io per ora mi trovo bene a non mangiare carne. Ma ormai ho imparato a dire, se qualcuno me lo chiede, che è un fioretto che faccio, e non ci sono ragioni di principio. Se no comincia una solfa infiita…

  2. broncobilly 22/11/2011 alle 12:34

    Ma sei matta!

    Guarda che solo ha utilizzare l’ espressione “fioretto” il tuo status crolla. Rischi anche di perdere il lavoro!

  3. diait 22/11/2011 alle 12:40

    macché. Tutti subito ridono e pensano che scherzo. Tzk. Che ne sanno.
    La mia strategia è sempre quella: quando è possibile, buttala in caciara. Se no la gente ti rimpe le palle a mille.

  4. diait 22/11/2011 alle 12:40

    ti rompe, macché rimpe…

  5. davithegray 22/11/2011 alle 15:06

    Ma non era per ripicca?

    Comunque questo articolo comprova una mia vecchia teoria. Di solito ad amare troppo gli animali sono quelli che amano poco gli uomini.

  6. diait 22/11/2011 alle 15:52

    ah, sì, scusa, per ripicca. Comunque ripicca e fioretto hanno qualcosa in comune.
    Esiste una cosa più trita di “chi ama troppo gli animali ama poco gli uomini”?
    Sì. E’: “Gli animali sono molto meglio degli uomini”.

  7. davithegray 22/11/2011 alle 15:54

    Le cose “trite” avranno fondamento?

  8. cristina 22/11/2011 alle 15:58

    ciao, siete molto bravi qui.
    E lo dico sul serio.
    Volevo solo dirvi che un altro gruppetto di “migranti” di Fahrenheit ha creato un gruppo su Facebook. Letture in circolo.
    http://www.facebook.com/groups/lettureincircolo/181095835313549/
    Siamo più giocose, meno ambiziose, ma ugualmente intenzionate a parlare di libri in modo critico e approfondito…
    Se volete venite a trovarci, non vedo alcunissima …. concorrenza!

    Cristina

  9. diait 22/11/2011 alle 16:20

    salve, cristina. verrò senz’altro a dare una letta. Purtroppo, tra i blog che già seguo e tutto il resto, di tempo ce n’è poco. Grazie dell’invito, comunque. dia

  10. broncobilly 22/11/2011 alle 16:39

    Grazie Cristina, non mancherò di fare visita, per ora ho appuntato il tutto nei “preferiti”.

    Da settimana scorsa sul comodino mi aspetta (anche) “Animal and us” di Herzog (il mio riferimento nell’ ambito della psicologia uomo-animale), penso di divorarlo al più presto, parleremo delle sue tesi.

    Dapprima avevo sbagliato ordine, cosicché mi era arrivato l’ audiolibro (in inglese); poiché temevo di non potermelo godere in quel formato ho proceduto all’ ordine del cartaceo. Se qualcuno è interessato al cd – che giace ancora intonso – posso attivarmi per una spedizione (o consegna brevi manu).

    Parlo a voi che potete fruirne.

  11. diait 22/11/2011 alle 17:51

    io mi propongo per il cd, se non interessa ai contigui lombardi…
    per la spedizione, ti invio l’indirizzo via e-mail…

  12. diait 22/11/2011 alle 18:12

    leggevo nel sito di herzog, tra i suoi post, uno in cui scrive di avere scoperto che una certa percentuale di vegetariani dopo un po’ ricomincia a mangiare carne. Dice di avere fatto una ricerca per capire quali possano essere le ragioni. Io non ho ancora letto, ma la prima è CERTAMENTE di ordine pratico: eliminando la carne, devi integrare la dieta con sostanze e alimenti che la riequilibrano. Questo significa più tempo, studio e soldi per la spesa, più tempo per cucinare, più energie spese. E siccome parto sempre dal presupposto che le energie sono limitate, ecco perché 4 euro di Happy Meal da consumare in tre secondi netti e senza un piatto da lavare alla fine vincono.
    Ultimamente sto cercando alimenti alternativi alla carne al supermercato, ma hanno prezzi assurdi. Le hamburger di soia, quasi 4 euro due piccolissimi medaglioni… Il tofu industriale, fa veramente schifo. Mah. Vedremo.
    Sto studiando la possibilità di fare quantità industriali di hummus (a base di ceci) da stoccare in freezer in miniporzioni.

  13. broncobilly 23/11/2011 alle 00:13

    Ok,allora attendo l’ indirizzo e procedo.
    Forse ho capito il post di cui parli. Mi aveva impressionato e lo avevo richiamato sul mio blog omettendolo dal blog comune (o per lo meno rinviandone la pubblicazione). La sua tesi mi sembrava più radicale: azzardava l’ ipotesi che la “rivoluzione vegetariana” dovesse ormai considerarsi fallita. I “tempi” sono scaduti, almeno se la si confronta con rivoluzioni di costume similari (come per esempio il bando ai fumatori).
    Se bisogna rinunciare alla “rivoluzione culturale”, resta pur sempre il percorso personale.

  14. diait 23/11/2011 alle 09:54

    ah, azzardava questa ipotesi. Ma da quello che mi sembra di capire, gli uomini – a volte- mancano di concretezza, trovando forse il piano analitico-astratto più congeniale. Ciò non toglie che possa esserci del vero anche nel suo argomento, quello del “tempo scaduto”. Il “tempo scaduto” comunque ha una sua conconanza col tempo che manca a chi vorrebbe essere vegetariano ma non ha due ore al giorno da dedicare alla sua dieta…

  15. diait 23/11/2011 alle 10:02

    se comunque anche la mia ipotesi è fondata, potrebbe significare che i tempi per le grandi questioni di principio (purezza, ortodossia, ideologia, ecc.) sono scaduti e che “un sano pragmatismo” (vedi Don Sturzo) vince sul fanatismo.

  16. broncobilly 23/11/2011 alle 10:34

    Mi sa che per ideali come “purezza”, “ideologia”, “razza” il tempo dell’ avvento più che “scaduto” è “passato”.

    Purtroppo lo hanno avito eccome, con tanto di apice. Per “ideologia” e “razza” basta andare al secolo scorso, quello delle “idee assassine”.

  17. davithegray 23/11/2011 alle 10:41

    Sì, e non dimentichiamo che non ci sono più nemmeno le mezze stagioni!

    Il tempo per gli ideali non scade mai. Certo che se gli ideali sono il vegan o il matrimonio omosex, o il peace&love da figli dei fiori anni ’60, è inevitabile: essendo privi di basi concettuali serie e radicate nell’essenza profonda e naturale dell’essere umano, sono destinati ad autoannichilirsi. Spero che la Spagna lo dimostri presto. Gli ideali elevati, invece, sono imperituri, anche se parentesi più o meno ampie della storia possono provvisoriamente soffocarli.

    So di scrivere cose politically incorrect e “talebane”.

  18. diait 23/11/2011 alle 10:55

    non sono cose talebane, ma – per me – confuse.
    Fare di ogni cosa una questione di principio (senza mai preoccuparsi della sua “sostenibilità”) non è l’equivalente di avere degli ideali.
    Allo stesso modo, essere pragmatici, non è lo stesso che essere nichilisti o non avere principi (ideali).

  19. broncobilly 23/11/2011 alle 11:01

    Le ideologie, ovvero gli “ideali in politica”, hanno come sorte l’ utopia.

    Non è una bella sorte. Anche per quello don Sturzo parlava di “sano relativismo”.

  20. Jun 03/12/2011 alle 01:02

    Non esistono persone buone che fanno, per piacere, del male agli animali. Una persona che si diverte a scuoiare i cani – è semplice, perfino tu potresti farcela a capire fossi meno fascista – non è una brava persona.
    Sarà mica un caso che i serial killer proprio dagli animali iniziano.

  21. broncobilly 03/12/2011 alle 10:51

    In poche righe concentri parecchi vieti stereotipi affrontati nel libro. In un certo senso sei il lettore ideale: sembra scritto su misura per te.

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