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I migranti di Fahrenheit migrano ancora… (IV inbloggazione)

Anna & Marco

U2 

Considerate questa storia: Anna e Marco sono fratello e sorella. Stanno viaggiando insieme in Francia durante le vacanze estive dell’ università. Una notte restano da soli in un capanno vicino alla spiaggia e decidono che sarebbe interessante e divertente provare a fare l’ amore. Quantomeno sarebbe un’ esperienza nuova per ognuno di loro. Giulia prende già la pillola anticoncezionale ma Marco usa il preservativo per ulteriore sicurezza. L’ esperienza appaga entrambi ma decidono di non ripeterla conservando un buon ricordo di quella notte che li fa sentire più uniti e vicini.

Ritenete accettabile che due adulti consenzienti, per combinazione fratello e sorella, facciano l’ amore?

Se siete come la maggior parte delle persone che ha collaborato all’ esperimento risponderete “no”. Ma come giustifichereste questo giudizio? Molti ricorrono all’ argomento per cui il sesso incestuoso conduce a anomalie nella prole. Ma quando faccio osservare che tutte le precauzioni per evitare un simile esito sono state prese nessuno dice: “Oh, bè, allora va bene”. Cominciano a cercare altri argomenti, del tipo: “danneggerà la loro relazione”. Quando rispondo che in questo caso il sesso ha rafforzato la relazione, prendono a grattarsi la testa, alzare il sopracciglio e dire: “lo so che è sbagliato, solo che faccio fatica a spiegare perché”.

Nei miei studi ho rilevato che il giudizio morale è un po’ come il giudizio estetico. Quando guardate un quadro di solito sapete all’ istante se vi piace o no, ma se qualcuno vi chiede di giustificare il giudizio, farfugliate qualcosa senza costrutto. Il neurologo Gazzaniga ha riscontrato che esiste un’ intera regione del nostro cervello deputata a “inventare ragioni” a posteriori.

… quando respingete le argomentazioni di una persona, di solito questa finisce per concordare con voi? Naturalmente no. Per il semplice fatto che la “ragione” che avete confutato non era la causa della sua posizione: era stata inventata a giudizio già preso…

Jonathan Haidt: Felicità. Un’ ipotesi.

Su Anna e Marco direi che se non esistono delle “ragioni” esistono pur sempre delle “tradizioni”.

Uniformarsi a una tradizione senza sapere perché è irrazionale?

Per rispondere bisogna pesare almeno due elementi: 1. non siamo onniscienti e le tradizioni, lungi dall’ essere casuali, sintetizzano la sapienza di molte persone; 2. una tradizione ben consolidata, a prescindere da tutto il resto, ha comunque valore in quanto “punto di riferimento”.

5 risposte a “Anna & Marco

  1. davithegray 20/12/2011 alle 10:10

    Da quanto mi risulta, c’è più di una ragione razionale che giustifica il disgusto naturale che la storiella di Anna e Marco suscita in noi.

    Primo: non esistono metodi anticoncezionali del tutto sicuri. Pillola e preservativo combinati sono sicuramente affidabili, ma non al 100%.

    Secondo: la natura fa si che tra fratello e sorella esista una naturale repulsione sessuale. Questo senso l’ha iscritto nel nostro codice genetico per proteggere la specie, fregandosene del fatto che gli uomini un giorno avrebbero inventato sistemi per slegare la sessualità dalla procreazione. Il fatto che in noi esista una tale forma di repulsione sessuale ci rende lecito affermare che la cosa è sbagliata (e questa giustificazione sta completamente sul piano razionale).

    Questo non significa che “costruiamo” a posteriori delle “giustificazioni”: significa piuttosto che a posteriorio riusciamo dare spiegazioni razionali agli eventi. Mentre invece è più sensato il paragone col giudizio estetico del quadro: abbiamo la capacità di valutare istintivamente quello che è bene e quello che è male. Il senso morale è connaturato nella natura umana da quando l’uomo ha assaportato il frutto proibito, anche se poi la ragione spesso ci spinge ad andare contro l’istinto di giustizia. Prima, quando vivevamo istintivamente da animali, probabilmente era tutto più semplice, poiché il problema morale non esisteva.

    PS: ma l’argomento “danneggerà la loro relazione” da dove salta fuori?

  2. broncobilly 20/12/2011 alle 10:39

    … la natura fa si che tra fratello e sorella esista una naturale repulsione sessuale. Questo senso l’ha iscritto nel nostro codice genetico per proteggere la specie, fregandosene del fatto che gli uomini un giorno avrebbero inventato sistemi per slegare la sessualità dalla procreazione. Il fatto che in noi esista una tale forma di repulsione sessuale ci rende lecito affermare che la cosa è sbagliata (e questa giustificazione sta completamente sul piano razionale)…

    Qui, più che risolvere il problema, lo descrivi: sento una repulsione naturale senza essere in grado di giustificarla razionalmente.

    Se in tema di morale questa è la norma, allora si crea un divorzio tra etica e ragione: conta solo l’ istinto (naturale).

  3. davithegray 20/12/2011 alle 10:55

    Non l’ho solo descritto: Questo senso l’ha iscritto nel nostro codice genetico per proteggere la specie. Il fatto che razionalmente poi costruisci dei sistemi per girarci attorno (“se uso sistemi anticoncezionali non rischio di danneggiare la specie”), non significa che – senza spostarsi dal piano razionale – questi siano più razionali dell’istinto. La ragione ha sempre dei limiti (non possiamo mai prevedere fino in fondo le conseguenze delle nostre scelte che definiamo “razionali”, poiché il mondo reale è troppo complesso perché possiamo prenderne in considerazione tutte le variabili), ed è perfettamente razionale contemplare il fatto che esistano dei limiti alla ragione.

    Anche l’istinto può sbagliare, specialmente a livello individuale (ho visto di persona una famiglia patologica in cui avveniva un incesto tra fratello e sorella). Ma forzare l’istinto per assecondare quello che ci suggerisce la ragione, di solito porta a conseguenze molto spiacevoli.

    Un maldestro uso della ragione potrebbe spingerci a giustificare ogni sorta di abominio, cosa che del resto è sempre avvenuta (salvo poi accorgersi degli errori con decenni o secoli di ritardo).

    Concordo con le tue note sotto il testo citato, anche se non userei necessariamente la parola “tradizioni”. Mentre dire che esiste un’ intera regione del nostro cervello deputata a “inventare ragioni” a posteriori per giustificare il disgusto per l’incesto (o la zoofilia, o la pedofilia, o, so di essere politically incorrect, l’omosessualità) mi sembra molto fuorviante.

  4. broncobilly 20/12/2011 alle 11:11

    Ma se un comportamento è “iscritto nel codice genetico” significa che è guidato dall’ istinto, non dalla ragione.

    E infatti la ragione non riesce a spiegarsi in che modo Anna & Marco “minaccino la specie” visto che stanno ben attenti a non procreare!

    Sull’ abuso della ragione, poi, sfondi una porta aperta (non so più neanche cosa linkare), anche se il confine tra uso e abuso è sempre labile e il caso di Anna e Marco mi mette in imbarazzo.

    Di solito quando la ragione/razionale non soccorre ripiego sul buon senso, il quale mi dice: liberty first. Ma qui la “ripugnanza” è tanta.

  5. davithegray 20/12/2011 alle 11:16

    Ok, ma quello che sto cercando di dire è che anche assecondare l’istinto può essere razionale (basterebbe valutare statisticamente – quindi razionalmente – i fallimenti della ragione e quelli dell’istinto). Mi rendo conto che è un po’ sull’orlo.

    Certo, anche nell’assecondare l’istinto (come nell’assecondare la ragione) qualche precauzione va presa. Diciamo che come sempre un buon criterio è bilanciare. Razionalisti puri ed istintivisti puri sono entrambi da temere e tenere alla larga!

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