Beato chi ha torto (perchè un bel giorno avrà ragione)

Jason Reitman – thank you for smoking

… impalo tua madre e do’ il cadavere in pasto ai cani con la sifilide…

Niente paura, è solo una “battuta aziendale” destinata a suscitare una breve ilarità tra colleghi già impegnati ad escogitarne un’ altra che sia all’ altezza. Nella noiosa vita nelle multinazionali si tira sera anche così.

Cosa vi credete che dicano i chirurghi davanti alla macchinetta del caffé? Ironizzano sulle vostre trippe senza neanche sapere che son vostre.

Il “popolo degli indignati”, quello che non fa mai passare di moda la gogna pubblica, s’ indignerà ancora una volta di fronte all’ ovvio. Devo dire che colpirlo sotto la cintura è sempre un piacere. Siccome questo film lo fa a ripetizione, risulta piacevolissimo.

Nick Naylor è pagato per parlare e si guadagna da vivere rappresentando un’ organizzazione – la Big Tobacco – che uccide 1.200 esseri umani al giorno… praticamente c’ è Attila, Gengis Kan… e poi lui.

Non è un lavoro facile…

… richiede una moralità flessibile che manca alla maggior parte di persone…

Non solo, è un lavoro talmente assorbente da lasciare a malapena il tempo per dormire (giusto qualche volta la domenica notte).

Però ti consente di passare buona parte della giornata nel lusso: per esempio andando a cena in ristoranti che servono solo cibo bianco.

Oppure viaggiando su ascensori ultimo modello:

Peter (orgoglioso): cosa senti?

Nick: niente.

Peter (entusiasta): esatto!

Poi c’ è la TV, tanta TV e l’ odio palpabile di milioni di persone:

 

D’ altronde il motto del lobbista perfetto è sempre stato:

… se vuoi un lavoro facile, vai nella Croce Rossa…

Nick rimpiange i tempi del cinema d’ antan, quallo in cui fumavano tutti: James Stewart, Paul Newman… Bette Davis poi… una ciminiera. Vorrebbe rinverdirli progettando film ambientati nel 3012 con “scopata cosmica” tra Bradd Pitt e Catherina Zeta Jones e pippatona finale guarnita da saturnini anelli di fumo (“ma Brad li saprà fare?”).

Fortunatamente per Nick la vita non è poi così sacra come qualcuno dice, e il comitato MDM (mercanti di morte) lo sa bene. Il “comitato MdM” è un po’ quel che è la macchinetta del caffè per i chirurghi, solo che qui siamo nel “ramo” alcool-armi-fumo.

Poi c’ è Joey, il figlio di Nick. Lui ammira suo padre, sebbene sappia bene che quando apre bocca rischia ogni volta di rovinargli l’ infanzia.

Ma alla fin fine anche Joey concorda, tanto è vero che ripete ispirato:

… puoi chamarlo capitalismo… libero mercato… ma anche… amore…

Ora però la mamma di Joey sta con Brad, il quale è molto preoccupato del fumo passivo che Joey subisce durante i week end che trascorre col padre, ma anche in questo caso Nick ha la risposta da dare alle angosce dell’ irreprensibile patrigno:

… non preoccuparti Brad, ci penso io, in fondo il papà sono io… tu sei solo quello che si scopa la mamma…

La domanda cruciale del film sembra proprio essere questa: perché i “cattivi” ci sembrano più simpatici e più credibili dei buoni?

Congettura: i cattivi sono più consapevoli, nel tentativo di imbellettare il loro lato debole dimostrano di conoscerlo a menadito. I buoni sono vittime delle loro “troppe ragioni”, cio’ li rende ottusi, col paraocchi tipico dei crociati. Sembrano persino ridicoli, hanno nomi ridicoli come Ortolan e abiti ridicoli: incrociandoli viene voglia di prenderli in giro spaventandoli con un grido a squarciagola: “voglio quel fermacravatta!”

E, come se non bastasse, anche loro, se messi alle strette, non difettano certo di cinismo:

… queste cazzo di no profit… quando cerchi un ragazzo col cancro da mandare in TV… deve essere un caso disperato… deve stare su una sedia a rotelle… deve girare col suo pesciolino nella vaschetta…

Qualcuno di questi tristi e pericolosi individui termina la sua carriera infilando mutandoni al Giudizio Universale di Michelangelo, forse a Ortolan va ancora peggio: avvalendosi delle nuove tecnologie digitali “restaura con gusto” gloriose vecchie pellicole sostituendo le sigarette in mano ai divi con dei lecca lecca (“loro sarebbero stati d’ accordo!”).

finis

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La difesa dell’ indifendibile approntata da Nick ha varie sfumature. Spesso attinge dal materiale dell’ Academy of Tobacco Studies, il centro studi delle multinazionali del fumo, un posto diretto da uno scienziato pazzo (naturalmente tedesco) che negherebbe anche la forza di gravità. Il posto ideale per i boss delle “associate” in cerca di scampo dalle mogli.

Ma è di fronte al malato di cancro che siede di fronte a te nel talk show che si deve dare il meglio:

… la morte ci toglie clienti, per questo la combattiamo con tutte le nostre forze…

In altri casi bastano i classici e sempre persuasivi:

… ma chi l’ ha detto?…

O, in alternativa:

… il problema è al vaglio degli scienziati… al momento non sono emerse chiare prove del legame…

In casi estremi c’ è sempre il decoroso:

… nessuna legge lo proibisce!… non ancora!…

Per Nick l’ America è proprio un paese fantastico, soprattutto…

… per il suo sistema di appelli infiniti…

Ci sono poi “difese” particolari. Per esempio quella fatta in privato e rivolta alla ragazza “con le tette spaziali” da portare a letto. Nell’ intento di stimolare l’ onnipresente istinto da crocerossina si puo’ ricorrere alla “Norimberga degli yuppies”: tutti hanno un mutuo da pagare.

Corollario:

… il 99% delle azioni umane si fanno per pagare un mutuo, forse il mondo sarebbe migliore se tutti vivessero in affitto…

A volte sembra che Nick si “converta”, ma non al “bene”, bensì al “male”.

Ovverossia: sembra quasi tirar fuori dal cilindro difese autentiche. A furia di parlare si ferma e si accorge di essersi convinto senza volerlo, ha detto proprio la cosa giusta!

Come quando parla al figlio faccia a faccia:

 

Oppure nell’ arringa svolta in Parlamento, quando ormai è un uomo solo e licenziato:

 

Una gran lingua, non c’ è che dire. Ma, inattesi, qua e là, anche un gran cervello e un gran cuore. Evidentemente Nick si sente chiamare da un destino a lui superiore verso una missione ben precisa: difendere i più indifesi (ovvero le multinazionali). Lo farà fino in fondo e, licenziato dai codardi “tabaccai” che imboccano la strada del patteggiamento, si dedicherà anima e corpo… all’ elettrosmog.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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