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I migranti di Fahrenheit migrano ancora… (IV inbloggazione)

Cambio vita: filosofia della patata

Compilare il blog quotidianamente è entusiasmante ma anche parecchio faticoso, uno che lavora mica se lo puo’ permettere a lungo e forse è giunta per me l’ ora di prendere una pausa.

Da domani cambio “vita”, con post stringati mi dedicherò solo alla materia fiscale visto che in qualche modo sarà un impiego del tempo con ricadute positive anche sul mio lavoro. Tanto più che si avvicina la parte d’ anno più impegnativa.

Cercherò di evitare i link rendendoli disponibili nell’ eventuale discussione che seguirà.

Svolgerò micro-considerazioni di interesse generale sulle imposte, nulla di specifico.

Mi piacerebbe avere un blog fiscale e comincio a fare qualche sperimentazione.

Piccole “riflessioni fiscali”, quasi un “haiku del commercialista”. Inevitabile restare sul vago, chi è interessato puo’ sempre discuterne visto che alle discussioni non mi sottraggo.

Anche il ritmo di postaggio mi sa che non sarà giornaliero, si fisserà empiricamente e attendo anch’ io di conoscerlo.

Inutile comunque diffondersi in programmi, si sa che queste cose poi prendono una loro direzione (di solito circolare, ma speriamo di no).

La materia è piuttosto arida, lo so, ma se approcciata dall’ alto puo’ offrire qualche spunto interessante. Tuttavia mi rendo conto che la monotematicità degli interventi non è fatta per elettrizzare l’ interlocutore.

La gente difficilmente parla di chimica o di fisica: per quanto rispetti e ammiri il sapere prodotto in queste scienze, in genere, senza confessarlo apertamente, lo ritiene noiosissimo. E chi puo’ dargli torto? Prendete l’ evoluzionismo darwiniano, a chi credete che interessi se non ne parlate trasformandolo in una specie di teologia (magari negativa)?

Di fisco, imposte ed economia, invece, parlano tutti, quasi sempre a sproposito. Perché?

Avanzo due ragioni:

1. Il fisco, come l’ economia, ci tocca da vicino di continuo; è dunque una materia interessante. Con la mia piccola preparazione economica sbrano il giornale ogni giorno, praticamente mi interessano tutti gli articoli e su tutto avrei da opinare. A un giovane consiglio caldamente lo studio dell’ economia: niente rende più felici e più “protagonisti”. Con tutte le cazzate che circolano in materia, anche un orbo è re nel paese dei ciechi.

2. Nelle materie fiscali e economiche – ma direi nelle scienze umane in genere – la distanza tra il sapere predittivo dell’ uomo della strada e quello dell’ esperto non è mai abissale, anzi (vedi Tetlock). Non è una tara di quelle discipline, è che sono fatte così. Mi spiego meglio: si studia per anni e anni solo per saperne un pochino di più della media. Ma veramente poco, in fondo. In tempi di crisi ve ne sarete anche accorti dalle critiche piovute sulla categoria. Forse quel “pochino di più” vale la pena di saperlo, forse no. Boh. Sta di fatto che la cosa sembra consentire a tutti di azionare la bocca e il mantice del fiato senza alcun rimorso. Nel mondo economico singolari fenomeni prendono forma, la materia è talmente complessa che spesso un sovrappiù di errori ha il pregio di correggere la traettoria centrando il bersaglio. Cosicché a girare onusto di medaglie è il più ignorante della compagnia.

Bè, direi che con questi due punti il primo post sul fisco è già bell’ e fatto, ma non prendetelo come standard visto che in futuro cercherò di essere molto più sintetico.

Un’ ultima cosa: (per ora) non rinuncio alle tag cineclub, musiclub e bookclub, lascerò traccia di ogni film visto, di ogni disco ascoltato e di ogni libro letto: ma per ciascuno saranno due-parole-due. Promesso.

Ultimissima, lo giuro: poiché non intendo farmi del male da solo, nonostante quanto detto, mi riservo il diritto di ricambiare vita anche domani.

patatona

Avete notato, ho postato la foto di una strana patata.

Perché? E’ simpatica, non è facile essere una patata e essere anche simpatici, provateci voi. Trovo la cosa alquanto singolare. Non lo so quindi perché ho messo quella foto (che poi è la scultura di un artista ancora più singolare), mi piaceva al momento e l’ ho postata, non voglio affaticarmi a rintracciare nessi, non ne ho nemmeno il tempo. Avevo voglia di farlo e l’ ho fatto, è la mia nuova filosofia iconografica, anche questa pronta a decadere domani.

6 risposte a “Cambio vita: filosofia della patata

  1. davithegray 20/01/2012 alle 11:00

    Peccato. Sinceramente non so come tu facessi. Io da tempo vorrei scrivere su suor Sophie e la Crèche. Vorrei anche scrivere qualcosa sul Rapporto di Claudel, che finalmente sono riuscito a terminare. Uno di quei libri sui quali si potrebbero scrivere dei libri!
    Sto portando a termine la cronologia dei viaggi sulla timeline di facebook, e questo – per quanto mi rubi poche decine di minuti al giorno – è già un impegno che non potrei sostenere a lungo.

    Sull’economia: forse tutti ne parlano perché è un po’ come il calcio e l’affondamento della Concordia. Cose di cui probabilmente non sappiamo tecnicamente una mazza, ma in due secondi ci improvvisiamo esperti. Credo che lo stesso valga per il darwinismo. Capire come funzionino tecnicamente le mutazioni credo sia interesse (e alla portata) di ben pochi, ma il concetto generale è semplice, e tutti si fanno esperti. Scrivendone di enormi.

    Il mondo ormai è governato dal dilettantismo. Può darsi che sia sempre stato così, ma forse mai come oggi, con il web 2.0 (facebook, i blog, ecc.) l’opinione pubblica è riuscita a farsi sentire. Anzi forse qualche precedente c’è stato: piazzale Loreto, i roghi delle streghe, il 21 gennaio 1793, ecc..

  2. davithegray 20/01/2012 alle 11:03

    Dimenticavo: anche un paio di millenni fa l’opinione pubblica è stata determinante, gridando “crucifige”!

  3. diait 20/01/2012 alle 11:27

    tu sei quello che Vallauri (1° ciclo di CiA, “Frittate e grattacieli”) defiirebbe una frittata grattacielesca, o un grattacielo frittatesco. Hai una capacità di concentrazione e di analisi grattacielesca, e una quantità di interessi e registri espressivi frittatesca. Sento che questa idea prenderà piede, e diventerai “Il fiscalista mascherato”. Mi aspetto di sentirti presto su radio24, a cui se fossi in te proporre una striscia quotidiana o settimanale (5-8 minuti). O di leggere il tuo blog frittatesco sul Sole24ore.

  4. diait 20/01/2012 alle 11:27

    ottimo il logo patatesco.

  5. diait 20/01/2012 alle 11:40

    A un giovane consiglio caldamente lo studio dell’ economia: niente rende più felici e più “protagonisti”. Con tutte le cazzate che circolano in materia, anche un orbo è re nel paese dei ciechi.

    sez’altro. E aiuta nelle decisioni di tutti i giorni – anche le più lontane dall’economia in senso stretto – oltre a fornire un quadro di riferimento utile per capire ogni tipo di dinamica interpersonale. Infatti ormai psicologia e finanza/economia vanno a braccetto.

  6. broncobilly 20/01/2012 alle 11:56

    Sai come la penso in materia di saggezza 2.0: un problema di filtri, non di rete.

    ***

    Anche sulla democrazia (dopo 3000 post) sai come la penso, come Tocqueville: oggi la minaccia più concreta alle nostre libertà (l’ esaltante alleanza nella lotta contro i fascio-comunismi è acqua passata).

    ***

    Quanto al “farcela”, c’ è un unico modo: buona la prima.

    Più la passione, più le ora passate in treno.

    ***

    Diana, è vero. Si tratta di incontri fortunati. da ragazzo t’ imbatti nella musica giusta e il tuo destino è segnato: ascolterai musica per tutta la vita ricreandoti ogni volta. Devo aver fatto qualche incontro fortunato che ha trasformato tutto in qualcosa di “tremendamente interessante”. Solo che i tuoi stessi interessi possono anche cingerti d’ assedio: che sollievo pensare alle tasse e solo alle tasse! Pochi si possono concedere il lusso di dire lo stesso

     

    ***

    Senza mitizzarla, ma alla fine di tutto l’ elemento più formativo dell’ esperienza resta la discussione: fai molte scoperte. Non dico che scopri di avere torto, sarebbe troppo. In compenso scopri (meglio, inventi) “perché” hai ragione, la pigrizia del quotidiano ti teneva nascosto anche quello. Spesso un “perché” te lo inventi sul momento, ti piace e ti accompagnerà per sempre. Come vedi apprezzo la discussione senza mitizzarla: a volte ho come l’ impressione che sia il miglior modo per coltivare e rafforzare i propri dogmi! Ed è più di un’ impressione.

    Ecco, qui, nella mia vecchia vita, sarei corso in rete a cercare il link allo studio contro intuitivo a conferma della tesi azzardata – esiste, lo so – perdendo l’ ennesimo quarto d’ ora.

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