fahreunblog

I migranti di Fahrenheit migrano ancora… (IV inbloggazione)

Scatola nera e fantafisco

1. Slogan che non mi piacciono: “aboliamo tasse e leggi”.

2. Slogan che mi piacciono: “trasformiamo le tasse in prezzi e le leggi in regole”.

Il primo è romantico ma il secondo è criptico.

Per capirlo meglio ricorrere all’ esempio della scatola nera da montare in macchina, recentemente tornata in auge con il decreto Monti:

FASE 1: con la scatola montata sull’ auto, sconti dell’ assicurazione.

FASE 2: con la scatola obbligatoria, le assicurazioni, ovvero gli unici soggetti realmente interessate alla sicurezza, fissano tra loro un codice della strada personalizzandolo poi con il cliente.

FASE 3: con la scatola montata arriverà a casa la “bolletta della strada”.

Nella fase due delle regole contrattuali prendono il posto della legge, nella fase tre un prezzo (pedaggio) prende il posto di una tassa in modo tale di trasferire i costi dalle spalle del contribuente a quelle dell’ utilizzatore.

Cosa osta? Non la tenera ragione, bensì l’ arcigna cultura.

Fantafisco, quindi. Eccezion fatta per Singapore.

at-at-in-chicago-500x656

15 risposte a “Scatola nera e fantafisco

  1. diait 22/01/2012 alle 18:33

    spero che la scatola si possa montare anche sul mio Ludix (motorino 50), perché com’è possibile che non avendo mai fatto un incidente in più di trent’anni, e preso tre sole multe, io paghi sempre di più, sempre di più ogni anno? Attualmente, più di 400 euro…

  2. broncobilly 22/01/2012 alle 22:08

    La vedo molto dura.

    Ma a te converrebbe? Lo usi così poco il motorino? Nota che se lo usi il doppio di me (che non lo uso praticamente mai), pagheresti all’ incirca il doppio.

    Almeno secondo logica. Ma da noi il corporativismo ha sostituito da tempo la logica e le incrostazioni non se ne vanno via certo per decreto.

    La cosa più credibile del fantafisco è l’ avvento esteso dei pedaggi… a parità di tasse (come sempre). Alla faccia di chi crede che maggiori disponibilità calmino la frenesia del tassatore.

  3. davithegray 22/01/2012 alle 23:32

    Fase tre: assurdo e follia. Sempre che abbia capito. Ci troveremmo di fronte ad uno stato ancora più grande fratello, arpia e ladro di quelli che è oggi. Stato mezzadro (si mangia già il 50% di quello che produciamo).
    La fase tre è già in atto da decenni, con le folli accise sui carburanti. Nessuna necessità di scatole nere-grandi fratelli. Il risultato è che chi deve usare l’auto, oltre ai costi già pazzeschi del mezzo, mantiene anche chi non la usa con le tasse che ci paga sopra.

    Ormai tutti accettiamo questo andazzo: chi va in treno ci va quasi gratis perché paga per lui chi va in auto (quasi sempre senza possibilità di scelta). Perché il treno è “sociale” (già!) e ecologico (tanto inquinano le centrali a carbone, che sono lontane). E poi, manteniamo pure i lussi privati di assicuratori (grazie all’obbligatorietà della RC) e concessionari autostradali (che aumentano regolarmente i pedaggi in modo scorrelato dall’inflazione).
    E che dire poi dei pontiaci quali autovelox e photo red? E dei parchimetri, zone C, gratta e sosta e tutte le altre minchiate che si inventano per spennare chi dell’auto non può fare a meno? Tanto questo tipo di contribuente non può scappare.

    Certo, c’è sempre un’alternativa. Speriamo che arrivi presto quella vera: il superamento del motore a scoppio. Sicuramente lo stato zecca riuscirà lo stesso ad inventarsi qualcosa per continuare a rapinare. Ma almeno non proverà nemmeno ad inventarsi pretesti.

  4. diait 23/01/2012 alle 10:49

    certo che io, come partita iva allo sbando e motorinista c’ho proprio tutto che mi rema contro. Devo trovarmi un’isola anch’io su cui trasferirmi per protestare e rivendicare il mio diritto a fare questo lavoro, per sempre, ma pagato meglio e garantino per sempre.

  5. diait 23/01/2012 alle 12:27

    io pensavo che dalla scatola nera risultasse se e quando hai fatto incidenti o infrazioni, e che tu fossi premiato o punito in base al tuo “record”. Se invece va a chilometri macinati…. per carità. Mi suicido. Da casa mia a casa di mamma, 45 minuti di strada (solo andata). Non so quanti chilometri siano, ma…..

  6. broncobilly 24/01/2012 alle 11:55

    E perché le accise dovrebbero esistere visto che non ci sono più strade da costruire o manutenere con il fisco?

    E perché mai dovrebbero esistere i photo red et similia visto che il legislatore non si occupa più del codice stradale e nemmeno incassa le multe?

    E perché mai le bollette di luce e gas sono meno invasive della bolletta stradale?

    Se poi lo stato vuole tassare e multare gli automobilisti perché non gli piace la loro faccia, li considera sporchi e cattivi o perché vuole inaugurare, che ne so, mille mostre di Carvaggio in tutto il paese e non sa dove reperire le risorse, questa è altra questione.

    Chissà perché su molti temi ci si accalora difendendo il metodo sprecone e retrivo della “caldaia centralizzata” quando il riscaldamento autonomo è la soluzione più razionale (e ormai tecnologicamente disponibile). Obiettare che il riscaldamento autonomo è assurdo perché l’ amministratore di condominio continuerà a mandarci ANCHE il bollettino calcolato coi vecchi metodi, è piuttosto singolare; non dico che non sia un problema, di sicuro è un problema di tutt’ altra natura.

  7. davithegray 24/01/2012 alle 15:49

    Non c’è bisogno di scatole nere: te l’ho già detto, il pedaggio lo paghiamo sul carburante. Concettualmente è identico all’analisi del chilometraggio da scatola nera.

    Problemi:
    1) La tassa sul chilometraggio, con supplemento per il servizio di qualità superiore, leggi pedaggio autostradale (anch’esso pagato sull’utilizzo, al contrario di quanto avviene per esempio in Svizzera), la paghiamo già, ma questo non impedisce allo stato di applicare tutte le altre tasse e balzelli. Perché mai la scatola nera dovrebbe farlo?

    2) Perché mai il legislatore non si occuperebbe del codice della strada? Senza un codice della strada sarebbe impossibile circolare. Un codice personalizzato è impossibile da immaginare (come si concilierebbero milioni di codici della strada personalizzati in circolazione?), e se c’è un codice, qualcuno deve farlo rispettare. Non basta certo lo spauracchio dei premi dell’assicurazione!

    3) Trascuri il dettaggio secondo me più terrifico di tutta la faccenda: il Grande Fratello. Il controllo delle scatole nere sarebbe un’invasione intollerabile della nostra privacy. Su questo fronte stiamo cedendo terrreno in modo impressionante, sulla scorta del popolino che grida “spiateci tutti, tanto non abbiamo nulla da nascondere”. Ci immaginiamo Gestapo, KGB, Stasi, ecc. con in mano gli strumenti di oggi? Un geolocalizzatore GPS, un chip di registrazione delle conversazioni, impiantati nella pelle dei sospetti dissidenti? Tutta roba alla portata della tecnologia di oggi. E se certe cose sono avvenute in passato, non dubitiamone: possono avvenire ancora. Per questo, ogni mezzo di stato per registrare l’attività dei cittadini a me mette terrore. La scatola nera sulle auto private è un rischio inaccettabile.

    4) Lo stato non tassa gli automobilisti “perché non gli piace la loro faccia, li considera sporchi e cattivi” ecc. Li tassa perché sa che non possono scampare. Il canone TV, con vari espedienti, lo possiamo scampare. Lo scontrino possiamo non farlo. Il carburante lo dobbiamo comprare per forza, esattamente come i dipendenti dal fumo devono comprare le sigarette.

    5) La circolazione di persone e mezzi, anche al di là dei fini meramente produttivi, è una ricchezza per loro e per la nazione. Credo che queste circolazioni siano già spaventosamente disincentivate dal costo di carburanti e autostrade. Aumentare l’aspetto “pedaggio” del costo degli spostamenti contribuirebbe ulteriormente a farne una cosa elitistica, ed a deprimere il commercio. C’è gente, come me, per istinto contraria al “pay per view”. Aborro l’idea di un internet “a consumo”. La flat rate incentiva l’uso del mezzo, e questo si trascina dietro vantaggi per tutti coloro che lo usano, produttori o consumatori che siano.

  8. broncobilly 24/01/2012 alle 23:35

    te l’ho già detto, il pedaggio lo paghiamo sul carburante…

    Le accise non sono nemmeno in grado di distinguere tra strade secondarie e strade principali, tra orari di punta e orari deserti. Sarebbe come fare un’ area C in piena campagna. Assurdo. Tanto è vero che le accise confluiscono per lo più nella fiscalità generale.

    Sarebbe come dire: il sistema del riscaldamento autonomo è una bufala perché esiste già quello centralizzato che a spanne bene o male fa le stesse cose.

    Se poi si parla d’ inquinamento e di carbon tax, questo è tutt’ altro affare di cui al momento non mi occupo.

    Nei problemi che sollevi ti lamenti dell’ amministratore che ti recapita le spese del riscaldamento centralizzato quando le caldaie sono autonome e tu hai già pagato in base al tuo consumo effettivo. Ripeto: questo è un problema di amministratore, non di caldaie. Quel che mi aspetto da chi contesta “l’ autonomo” è una dimostrazione della maggior efficienza del “centralizzato”.

    2. Un buon codice deve fornire sicurezza e praticità. Chi è il soggetto più incentivato a fornire il giusto mix? Le assicurazioni: sono loro che pagano l’ insicurezza (risarcimento danni) o l’ eccessiva prudenza (competizione).

    3. Sul Grande Fratello rinvio al post precedente.

    4. Ci sono un sacco di persone che “non scappano”: i pendolari di treni e metro, per esempio. Se l’ amministratore di condominio è un tipo strano parliamo pure di lui (sono il primo a farlo). Ma quando affrontiamo il tema delle caldaie concentriamoci su quello.

    • davithegray 25/01/2012 alle 01:04

      Perché, la scatola nera distinguerebbe tra tipo di strada, ora di punta ecc.? Più di quanto fanno ora le autostrade? Insomma, salendo in auto non saprei quanto vado a spendere per il mio percorso, dato che dipenderebbe da mille variabili? Ma c’è forse qualcos’altro altrettanto da incubo di una simile prospettiva?

      Le assicurazioni interessate a limitare al massimo i danni? Il codice della strada emergente sarebbe elementare: limite di velocità sempre fisso a 30 km/h, rischio praticamente azzerato. Le assicurazioni sono note per non essere uno specchio di onestà. Altro incubo mettere il legislativo nelle loro mani!

      Mi sfugge la risposta sul GF. Qualcuno saprebbe della a alla z dei miei spostamenti. Intollerabile.

      L’utente di treno e metro ha un’alternativa molto appetibile: l’auto. Per questo non può essere martoriato più di tanto. Certo, con l’area c l’auto è molto castigata. Infatti ecco aumentare spropositamente le tariffe dei mezzi. L’automobilista invece spesso non ha alternative. Io non posso evitare i miei 80 km/giorno. Non ci sono mezzi sul mio tragitto, e non potranno mai esserci.

    • davithegray 25/01/2012 alle 01:12

      Dimenticavo: l’esempio del riscaldamento autonomo trovo che non abbia nessuna attinenza. Col riscaldamento autonomo pago il combustibile per quanto ne consumo, esattamente come avviene ora con l’auto. La caldaia centralizzata è come un abbonamento al pullman.

      Le strade sono bene usato da tutti. Chi non ha l’auto ne usa tanto quanto chi ce l’ha, a meno che viva rintanato su una montagna di pastorizia e bacche selvatiche. È dunque giusto che tutti contribuiscano egualmente ad una rete viaria efficiente, su cui girino pedoni, ciclisti, auto, camion, bus, posta, trattori ecc.

  9. broncobilly 25/01/2012 alle 18:04

    SN indica dove e quando, ergo… Altro che accise.

    Intasare il centro nell’ ora di punta è ben diverso che circolare di notte in periferia. O no?

    salendo in auto non saprei quanto vado a spendere

    Ma sì che lo sai se conosci il tuo contratto. Vale quel che vale per gas, luce, acqua, telefono…

    così l’ assicurazione t’ impone un limite di velocità sempre fisso a 30 km/h

    E io non firmo e mi rivolgo ai concorrenti. Sarebbe davvero un affarone per loro.

    Qualcuno saprebbe della a alla z dei miei spostamenti

    Con il tuo sacro terrore scommetto che di telepass non se ne parla, molto meglio una bella fila al casello. E poi qualcuno, se volesse, sa già di te dalla a alla z delle tue chiamate telefoniche. Che si fa?

    l’esempio del riscaldamento autonomo trovo che non abbia nessuna attinenza

    Con il “centralizzato” calcolo il consumo con metodi empirici (elementi, metri quadri…), con l’ autonomo lo calcolo analiticamente, e voilà l’ attinenza. La mia tesi è semplice: meglio essere precisi che rozzi, meglio un prezzo che una tassa.

    Le strade sono bene usato da tutti. Chi non ha l’auto ne usa tanto quanto chi ce l’ha

    Non so perché ma queste parole mi ricordano tanto quelle del tipico pensionato che in assemblea condominiale, non volendo passare al riscaldamento autonomo, difende senza pudore un certo parassitismo a cui si è abituato: il riscaldamento in fondo lo usano tutti, i caloriferi li hanno tutti, anche chi lavora stando fuori tutto il giorno o chi viene sporadicamente nella sua seconda casa.

    Chissà come mai, istallato l’ autonomo e passati a metodi meno rozzi, i consumi si dimezzano a parità di prezzo.

    Nella FASE 3 l’ automobilista potrebbe dire: pago già le compagnie che mi forniscono il servizio strade e sicurezza, caro tassatore, cosa vuoi ancora da me visto che in questo ambito hai passato la mano?

  10. davithegray 26/01/2012 alle 10:39

    Vale quel che vale per gas, luce, acqua, telefono

    Non mi pare. Acqua e luce hanno tariffe fisse, così come il telefono – per l’uso comune (se devo fare una telefonata in Australia verificherò prima quanto mi costa). Già la bioraria, che complica un attimo la vita, non mi pare abbia tutto ‘sto successo.

    E io non firmo e mi rivolgo ai concorrenti.

    Va beh, ma se stavi scherzando, potevi dirlo subito ed evitavamo di perdere tutto ‘sto tempo. Concorrenti nelle assicurazioni, tze!

    Con il tuo sacro terrore scommetto che di telepass non se ne parla, molto meglio una bella fila al casello.

    Ho la scelta. Diverso è l’obbligo di scatola nera, che significa che qualche privato e lo stato possono in ogni istante sapere dove sono, oltre a poter ricostruire tutti i miei spostamenti (a meno che mi muova a piedi). E’ vero che i cellulari già lasciano dietro una scia, ma si possono spegnere. E’ anche vero che ormai videocamere di sorveglianza sono ovunque, ed i software di riconoscimento facciale hanno raggiunto un livello impressionante (non può non essere caduta la mascella a chiunque abbia provato i servizi fotografici di google). Puoi ironizzare chiamandolo “sacro terrore”. Sì, ho un grande terrore del “grande fratello” in mano ad uno stato arpia come il nostro, dove si sta avviando una caccia alle streghe verso il nemico sociale.

    La mia tesi è semplice: meglio essere precisi che rozzi, meglio un prezzo che una tassa.

    Il riscaldamento è equivalente al costo del carburante per l’auto. Non mi sognerei mai di chiedere un pagamento forfettario del carburante, distribuendone sulla collettività i costi. Sul consumo dell’appartamento ti fanno comunque pagare l’IMU, che paghi pure se la casa la lasci vuota. Io non sto dicendo che la tassa di circolazione o di possesso sull’auto siano giuste. Qualunque forma di tassa di possesso (o “patrimoniale”) per me è ingiusta, che sia su auto, su casa, su televisione. I servizi si pagano per quello che sono. Però, teniamo conto di alcune questioni:
    1) sui telefoni e banda internet, ci sono varie offerte: chi li usa poco, può scegliere tariffazioni a consumo; chi li usa tanto, usa offerte flat; ma misurare i consumi è semplice ed economico, e si può scegliere di non usarli; i servizi veicolati attreaverso internet invece sono tariffati come la tv (abbonamenti oppure pubblicità);
    2) sulla tv, taglieggiamento RAI a parte, il servizio si paga o con un canone (flat o a consumo) oppure con la pubblicità; in ogni caso, è semplice misurare il consumo (costa un po’, ma chi sceglie servizi in abbonamento è disposto a pagare nel servizio il sovrapprezzo dovuto ai costi di schede e decoder);
    3) per le strade la questione è diversa: per prima cosa, sono beni indispensabili e fruiti indistintamente da tutti. Se compro una mela, quella ha percorso centiaia o migliaia di chilometri su strade (e aerei e navi, il discorso è lo stesso). Se porto il bambino a scuola o esco a piedi a comprare il pane o faccio il giro del lago in bici, comunque ho un servizio diverso da quello che ha un masai nelle savane africane. I costi di questo non possono essere distribuiti solo in proporzione all’uso delle autovetture. Il costo dell’applicazione delle scatole nere ad auto, camion, bus, bicilette, motorini, suole delle scarpe è improponibile. Non parliamo poi dei costi del controllo: tante belle idee di “tariffe anziché tasse” si traducono in costi di strutture pubbliche e personale (di gestione e di controllo) che poi ripaghiamo sempre con le tasse. Pensa solo alla trovata geniale del CONAI. Quasi tutti scelgono le modalità di pagamento forfettario, perché la gestione analitica costerebbe troppo. Mi sembra fin troppo ovvio che il controllo delle scatole nere non possa essere delegato alle assicurazioni private (è pur vero che da quanto hai detto sulla concorrenza è evidente che stessi scherzando, e quindi nello scherzo ci starebbe pure questo). In ottica privatistica, al limite ci sarebbero società private – tipo il telepass delle autostrade (che in realtà però sono solo concessionari di una proprietà di stato) – che si occuperebbero della gestione delle strade (incluse costruzione e manutenzione). A loro spetterebbe la tariffazione del consumo, e quindi anche a loro spetterebbe la lettura delle scatole (oltre che alle assicurazioni per l’RC). E poi allo stato per la pollution charge che a te pare piacere (o la facciamo leggere agli ospedali privati, visto che sono loro che cureranno i tumori ai polmoni?).

    Insomma, il sistema di oggi è pessimo, perché vessatorio. Con le accise sui carburanti si finanziano sanità e un sacco di cose che non c’entrano con il trasporto. Vogliamo sostituirlo con uno peggiore, complicatissimo, costosissimo e pericolosissimo per la privacy?

    Ciò non toglie che la scatola nera, così com’è pensata oggi, sia un’ottima idea. Dall’articolo linkato si evince che non sono l’unico col “sacro terrore” della privacy. Ovviamente con la registrazione solo di un minuto, il rischio non esiste. ben venga la Fase 1. Oltre, entriamo in un romanzo di Orwell.

  11. broncobilly 26/01/2012 alle 18:51

    Concorrenti nelle assicurazioni, tze!

    Il problema è sempre un altro: ora la concorrenza tra assicurazioni. Per ottenere più concorrenza basta volerlo, c’ è solo l’ imbarazzo della scelta: con tutte le barriere all’ entrata che ci sono nel settore.

    Oltretutto: chi tira fuori in buona fede i problemi di concorrenza lo riconosci dal fatto che non simpatizza certo per lo status quo, ovvero il monopolio assoluto. Per lui meglio un po’ più di concorrenza che zero concorrenza.

    Ma il fatto però è che ora non stiamo parlando di questo e il benaltrismo disperde la discussione.

    ***

    Vedo che ritorna il tema della privacy; sentiamo: perché temi tanto che il proprietario delle strade riveli a terzi notizie sui tuoi spostamenti mentre non temi che il proprietario delle reti telefoniche riveli le tue chiamate o mandi in mondovisione le tue conversazioni?

    ***

    La giungla tariffaria non è un buon motivo per infilarsi sotto la gonna di mamma-stato in cerca della soluzione one-fit-all (con quella mentalità avremmo ancora i telefononi grigi).

    E’ facile farsi un’ idea di quali siano le ore di punta del traffico o le strade più trafficate, tanto più che gli spostamenti più frequenti di solito sono ripetitivi. Programmare il viaggio più conveniente non è molto più difficile che scegliere il momento più opportuno per fare il bucato con la lavatrice.

    Caro pensionato che rompi alle assemblee condominiali per mantenere lo status quo: lo so che accendere e spegnere i caloriferi per risparmiare è una rottura ma la soluzione al problema non è la caldaia centralizzata: comprati un termostato piuttosto! E già che ci sei comprati anche un calcola-pedaggi (se già non lo fornisce aggratis google! ).

    ***

    I problemi che sollevi secondo me non contestano mai nel merito le soluzioni proposte, chiedono solo condizioni particolari da inserire nel contratto di appalto delle strade a privati.

    Regole sulla privacy, regole sulla semplicità, regole sulla trasparenza. Ma è ovvio che ci avranno regole del genere. Dobbiamo perdere del tempo per precisarlo?

    Sul contenuto dell’ appalto ci si puo’ dividere, lo si puo’ migliorare dopo opportune sperimentazioni, lo si puo’ discutere all’ infinito, ma sarebbe comunque tutt’ altra discussione: la discussione tra due persone che accettano sia la fase 1 che la fase 2 che la fase 3.

    ***

     

     

     

    • davithegray 26/01/2012 alle 20:20

      Sarà perché coi risultati della “concorrenza” tra operatori telefonici mi ci scontro tutti i giorni. Non credo che la concorrenza sia il rimedio a tutti i mali, non più almeno di quanto creda che lo sia il monopolio.

      La parola “regole” mi incute molto timore. L’eccesso di leggi normalmente è l’ambiente in cui prolificano i parassiti (notai, avvocati e – ovviamente – commercialisti, che campano delle complicazioni proposte dalle leggi tributarie di stato). La realtà è che nei gineprai delle tariffe telefoniche l’utente è puntualmente mazzulato. Creare gineprai anche nelle tariffe stradali produrrebbe probabilmente l’espatrio in massa verso lidi più civili.

      Sulla privacy: il telefono lo uso pochissimo, e per quel poco sono tutt’altro che tranquillo. Viviamo in uno stato di polizia e se avessimo un po’ più di cervello ne saremmo tutti terrorizzati. Ma lo slogan del momento è “spiateci tutti”: spero non si arrivi mai al giorno in cui dovremo nascondere le nostre opinioni allo stato, perché saremmo fottuti (scusate il francesismo).

  12. diait 27/01/2012 alle 10:51

    (p.s. ho segnalato il blog a un’amica di FB. Se dovesse intervenire prima o poi, mi raccomando: gentilezza.)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: