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I migranti di Fahrenheit migrano ancora… (IV inbloggazione)

Probabilmente sì…

… scusate, stavo interrogandomi sull’ esistenza di Dio cercando di rispondere solo con la mia testa. Trovo plausibile concludere con un “probabilmente sì”.

Ma perché? Perché è la “teoria del tutto” più semplice a nostra disposizione.

Ricordiamoci che più “semplice” è l’ ipotesi, più crescono le probabilità che sia vera.

[… c’ è stato un furto, tutti hanno visto Vallanzasca nei paraggi e, oltretutto, ci sono le sue impronte digitali in loco; in commissariato si formulano due ipotesi: 1. il ladro è Vallanzasca e 2. il ladro è uno sconosciuto travestito da Vallanzasca dotato di un marchingegno di sua invenzione per riprodurre impronte digitali false. Voi per quale ipotesi propendete? Scommetto per la più “semplice”…]

Pensate solo al materialista che riflette sull’ origine delle cose: è costretto a postulare che da sempre esistono parecchie particelle (fatte così e cosà), parecchie leggi (che funzionano così e cosà) e una serie di coincidenze sbalorditive.

Fondamentale: quando dico che “X puo’ fare questo e non quello” lancio un messaggio molto più complesso rispetto a quando dico che “X puo’ fare tutto”. Se poi oltre a X devo metterci anche Y e Z, tutto diventa più complicato.

In assenza di possibili verifiche, non è più saggio postulare un’ unica causa intelligente?

Dovendo spiegare “tutto”, esiste forse un’ ipotesi più semplice di quella che assume l’ esistenza di un Dio?

hand-of-god-nebula 

… le foto di Dio scattate dalla Nasa…

… theism is a very simple hypothesis… It postulates the existence of one entity (one god, not many gods), with very few very simply describable properties…

… a person with no limits to his power, knowledge, freedom, and life is the simplest kind of person there could be…

Infinite power is power with zero limits. Infinite knowledge is knowledge with zero limits because it involves no limit (except one imposed by logic) to the number of well-justified true beliefs…

Perfect freedom means that the person’s choices are unlimited by irrational desires…

Eternity means no temporal limit to life…

And God being ontologically necessary, meaning that there are no others on whom he depends, obviously fits well with his other properties…

It is also simpler to suppose that God
has these properties essentially, for that makes God a more unified being; it means that the divine properties not merely do not, but could not, come apart…

And it is simpler to suppose that God is what he is solely in virtue of his essential properties; that is, he has no underlying ‘thisness’—for that is a more economical supposition…

 

7 risposte a “Probabilmente sì…

  1. davithegray 26/03/2012 alle 10:46

    Ovviamente, c’è un limite oltra al quale nella ricerca del semplice non si può andare.
    La cosa più semplice di tutte sarebbe affermare che nulla esiste, nulla è mai esistito, e nulla esisterà mai. Perché se qualcosa esiste (e pare che sia così), i casi sono due. O è sempre esistito (magari si è trasformato), oppure è comparso dal nulla.
    L’ “è sempre esistito” ci causa qualche problema: l’infinito è qualcosa che sfugge alla nostra esperienza di uomini. Ma anche l’idea che qualcosa compaia dal nulla è contrario a tutto quello che conosciamo dalla nostra esperienza sensibile e logica.
    Ora, la scienza ci dice in modo ormai incontrovertibile che c’è stato un inizio (il big bang, tempo 0). Guardacaso, la successione degli eventi nei primi istanti corrisponde sorprendentemente al racconto della Genesi. Come potessero migliaia di anni fa aver intuito che l’universo si è concretizzato prima in forma di luce/energia (fiat lux), e successivamente questa si sia trasformata in materia (grazie alla famosa equivalenza scoperta da Einstein), è cosa che a me lascia sbalordito.

    Assistiamo sbigottiti a spettacolari tentativi come qquesto da parte dei divulgatori di scienza ateisti per tentare di spiegare come il nulla abbia potuto partorire l’universo. Sarei curioso di leggere questo testo, ma già l’abstract è eloquente. “Il nulla è instabile”, “particelle ed antiparticelle a somma energetica totale uguale a zero si formano e distruggono in continuazione”, e simili amenità. Fatto sta che particelle ed antiparticelle si formano in uno spazio, e lo spazio pur vuoto è già qualcosa che non è il nulla.

    La ragion pura, non credo esistano scappatoie, non può spiegare l’esistenza dell’universo, né quella di Dio. Su questa base possiamo partire. Dal mio punto di vista credo che non si tratti nemmeno di scegliere la spiegazione più semplice, bensì l’unica plausibile. Quella cui era giunto già Aristotele parecchi secoli fa. Certo, da questo ad arrivare al Dio cristiano c’è un cammino lungo ed impervio. Ma già questa constatazione dovrebbe farci capire che ateismo e razionalità sono due realtà antitetiche.

  2. broncobilly 26/03/2012 alle 11:12

    La cosa più semplice di tutte sarebbe affermare che nulla esiste, nulla è mai esistito, e nulla esisterà mai

    Non sono sicuro che sia “la cosa più semplice”. Come conciliare questa affermazione con il fatto che a noi sembra che delle cose ci siano?. Dovremmo formulare una teoria dell’ illusione e sarebbe una teoria piuttosto… “complicata”.

    Diverso è sostenere che l’ universo sia infinito (ciclità, many worlds…). Molti personaggi autorevoli lo pensano e la discussione è aperta. E ho come la sensazione che non si chiuderà a breve, per usare un eufemismo.

    Difficile confutare queste ipotesi, più facile considerarle “cervellotiche” e virare verso una maggiore semplicità considerando questa mossa come ragionevole.

    p.s.: il problema di Krauss è che identifica il “vuoto fisico” con il “nulla” mentre invece il “vuoto fisico” è pur sempre “qualcosa” che in fisica ha addirittura una sua chiara rappresentazione ed è pur sempre soggetto alle leggi della fisica che, quindi, pre-esistono negando il fatto che si possa parlare di quel “nulla” a cui ci si riferisce nella creazione “ex-nhilo”. Come si puo’ dire che “non esiste nulla”… quando esistono le leggi della fisica?

  3. davithegray 26/03/2012 alle 11:36

    Ho scritto “sarebbe” la cosa più semplice. Ovviamente è un’ipotesi da scartare. Nemmeno la teoria dell’illusione risolverebbe la faccenda. Anche l’illusione richiede che qualcosa esista perché si manifesti.

    Universi ciclici, multiversi, ecc. sono ipotesi affascinanti, ma non spostano di una virgola la questione.

    Certo, un universo ciclico ed infinito cambierebbe di pochissimo il problema. E’ più semplice infatti ipotizzare un universo infinito oppure un universo che ha un istante di inizio t0? La seconda ipotesi richiede un intervento esterno da pare di un ente infinito (Dio). La prima richiede comunque l’esistenza di qualcosa di durata infinita (l’universo ciclico). Entrambe le ipotesi hanno una caratteristica in comune: sono indimostrabili. Attraverso la singolarità dell’istante t0 non può esserci passaggio di informazione. Ricordiamoci che è un istante nel quale la materia come la conosciamo non esiste. Pertanto la fisica non sarà mai grado di dimostrare matematicamente l’esistenza degli universi ciclici, che saranno pertanto relegati al campo delle speculazioni filosofiche da accogliere con fede.

  4. broncobilly 26/03/2012 alle 11:54

    E’ più semplice infatti ipotizzare un universo infinito oppure un universo che ha un istante di inizio t0?

    Per una risposta sul punto mi permetto un rinvio al Kalam argument.

    p.s. che su questi temi non si arriverà mai a una dimostrazione o a una confutazione definitiva è abbastanza pacifico: per questo diventa decisivo optare per l’ ipotesi più “semplice”, senza dimenticarsi che una scelta del genere è razionale; tanto è vero che è una soluzione adottata anche nella ricerca scientifica.

  5. davithegray 26/03/2012 alle 12:17

    Letto ora il tuo articolo sul Kalam argument. In effetti c’era già tutto lì. Inutile aggiungere altro.

    Solo un paio di note: è debole la confutazione dell’obiezione “chi ha disegnato il disegnatore”. Il problema esiste, e la risposta è che l’unica risposta plausibile è che Dio è eterno, “non-creato”. Oltre questo non siamo in grado di andare per ragioni evidenti. Siamo finiti (letteralmente, cioè limitiati, con dei confini). Dell’infinito possiamo avere solo qualche intuizione, ma non possiamo pretendere di comprenderlo. Spostare il problema dicendo “a questo punto tanto vale dire che eterno è l’universo” potrebbe essere una spiegazione che toglie di mezzo Dio, ma non funziona. In effetti ci hanno provato finché la teoria della relatività nelle mani di Hubble ha costretto la scienza ad accettare che ci sia stato l’istante zero.

    Non condivido molto nemmeno l’idea che Dio è semplice. Possiamo costruire cose complicatissime con mattoncini molto semplici. Ma la mente che le costruisce non può essere semplice. Questa per me rimane la debolezza della teoria dell’evoluzione, che spiega molto, ma è troppo semplice per spiegare la complessità del pianeta vivente su cui stiamo. L’ordine tende al disordine, il contrario è contrario alle leggi della termodinamica. La complessità è il contrario del disordine. Per imporre un ordine enorme qual è quello che ci descrivono le leggi della fisica, è necessario un ordine (e quindi una complessità) di almeno un ordine di grandezza superiore. Dio non è semplice e noi, a sua immagine, neppure.

  6. broncobilly 26/03/2012 alle 12:20

    Dici: “E’ più semplice infatti ipotizzare un universo infinito oppure un universo che ha un istante di inizio t0?”

    In fondo il post è proprio una risposta a questa domanda.

    Se il mondo è infinito come posso spiegarlo? Descrivendolo. O meglio, descrivendo le leggi fondamentali a cui è soggetto.

    Per descrivere queste leggi devo “porre dei limiti”: da qui a qui; da lì a là… una formalizzazione molto complicata. Una “teoria del tutto” di tal fatta non sarà semplicissima.

    Se invece l’ universo ha un inizio e una causa divina, ne darò una spiegazione riferendomi a Dio. Dio, fortunatamente, è un essere semplice perché dotato di proprietà semplici. E le sue proprietà sono semplici perché non seggette a limiti (onnipotenza, immortalità, onniscienza…).

    [ esempio… è difficile descrivere la potenza dell’ uomo perché devo farla apparire limitata ricorrendo ad algoritmi molto complicati. Ma con Dio questo onere sparisce, basta dica che è onnipotente e, sul punto, avrò dato una spiegazione semplicissima e perfetta…]

  7. broncobilly 26/03/2012 alle 12:28

    Possiamo costruire cose complicatissime con mattoncini molto semplici

    In effetti l’ evoluzionismo ci dimostra che questo è vero.

    Ma c’ è un fatto interessante: spiegare quei mattoncini e le leggi di base a cui sono soggetti è molto più complicato che spiegare Dio e la sua mente (RS invita a non confondere tra mente e cervello). I motivi li ho accennati nel commento precedente: dire che una mente è onnipotente, onnisciente, perfettamente libera e eterna è sia semplice che accurato.

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