Vanità delle vanità

… we generally choose to use vague terms like “tall” or “red” even though the English language allows us to say “6 foot 5.2 inches” or to define a color in terms of CMYK…

Il perché di questa scelta è avvolto in un mistero mai dipanato a dovere.

vague

A nulla vale ipotizzare l’ utilità della parola vaga nell’ opera di depistaggio di chi ascolta: il linguaggio vago viene usato anche in contesti dove gli interessi degli interlocutori sono perfettamente allineati.

Ma forse, per capire meglio il “mistero” di cui parlo, è utile un esempio:

… for example, the speaker may need the listener to pick up a friend at the airport, and want to describe the friend’s height. Both players have the same utility function, so there is no conflict of interest…

E il problema dove sta (dirà ancora qualcuno)?

In this story, a vague statement is just a strange strategy… for example, imagine the message space is “tall” and “short”. A vague language has the speaker say “tall” when the friend is above six feet, say “short” if below five foot eight, and play a mixed strategy if the height is inbetween. A precise strategy picks some cutoff, says “tall” is above the cutoff, and “short” otherwise.

A one-line proof shows that the precise language always gives higher utility to both players than the vague language.

L’ esempio è utile in poiché illustra quanto siano poco calzanti quelle spiegazione che troviamo naturali di primo acchito:

So what explains vagueness…?

It’s not a matter of using a more limited vocabulary: in the example above, “tall” and “short” are the only words in both the vague or the precise cases. 

It’s also not a matter of context-flexibility. In both the vague and precise cases, we still need some sense of what tall means when referring to coffee and what tall means when referring to NBA players.

It’s not even a matter of the impossibility of precision: the phrase “tall” can precisely refer to an interval, or precisely refer to a distribution…

Primo tentativo di soluzione:

… may be people use vague speech because they have a vague understanding of the world; that is, people do not actually form, say, a subjective probability distribution over the height of who they are talking about…

Direi poco soddisfacente: perché mai un’ incertezza non potrebbe tradursi in una probabilità soggettiva?

Veniamo a qualcosa di meglio:

… vagueness can actually help search…

Un modo per minimizzare il rischio di malintesi. Esempio:

Imagine asking someone to grab a blue book for you, and imagine that we have slight perceptual differences in how we see color.

If blue is precisely defined, then your friend will first look through your blue books (as he perceives them), and if he does not see the book you want, will have to search through the rest of your collection at random.

If blue is vaguely defined, your friend will first look through all the books he considers “bluish”, and only after doing that will search the rest of your collection. When there is a sufficient lack of overlap in our conceptions of blue, the vague search will be quicker….

Bart Lipman – Why is language vague?

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4 pensieri riguardo “Vanità delle vanità”

  1. Il modello del nostro sistema nervoso, che Kahneman ha ricavato dalle sue ricerche, è il prodotto dall’interazione di due sistemi funzionalmente diversi:

    – Un sistema1 (che corrisponde esattamente a quello che lei chiama “pilota automatico”), che è stato “sagomato” dalla selezione naturale e che condividiamo con molti altri animali. Proprio a causa dell’azione dominante della selezione naturale, il sistema1 ha una architettura parallela (può fare molte cose in simultanea), è costantemente al lavoro (24h/24h), ha consumo energetico relativamente basso, è veloce (perché si basa su euristiche approssimative, il cui scopo non è la risposta ottima/precisa, ma la risposta più efficace dal punto di vista della sopravvivenza nella maggior parte delle situazioni) ma approssimativo (è sufficiente che assicuri risposte vantaggiose con la massima probabilità, per cui vanno bene anche risposte sbagliate, anche se non ottimali, purché rapide e funzionali alla sopravvivenza). Ed è, per l’appunto, in gran parte istintivo/inconscio (il “pilota automatico”).

    – Un sistema2 (che corrisponderebbe a quella che lei chiama “coscienza”), che ha architettura seriale (può fare una sola cosa alla volta), ha elevato consumo energetico, è lento e può essere estremamente preciso. Proprio perché lento e ad elevato consuma energetico, il sistema2 “lascia operare”, per la maggior parte del tempo, il sistema1, ed entra in azione soltanto quando il sistema1 “lo chiama in campo” (perché ha incontrato difficoltà o scenari insoliti).

    Leggevo oggi questo intervento di un utente sul blog di Odifreddi. Non so, magari non c’entra, ma ho pensato che forse la “vaghezza” risponde meglio all’esigenza di ottimizzare le nostre risorse (basso consumo energetico, risparmio di tempo, risposte mediamente efficaci). Come il sistema1. Per gli aggiustamento del sistema2 c’è sempre tempo.

    Comunque l’intervento proseguiva così:

    Questa modellizzazione di Kahneman è congruente anche con gli esiti paradossali degli esperimenti di Libet, di cui lei ha parlato più volte in questo suo blog.

    A differenza di di Schrödinger, tuttavia, Kahneman ha presentato innumerevoli esperimenti mentali (che chiunque può effettuare) che danno particolare credibilità al suo modello (rimando, in proposito, il testo “Thinkig, fast and slow”, opportunamente citato da maxpitone01 nel precedente thread).
    Se il modello di Kahneman è altamente probabile (come sembra), allora ne dovremmo ricavare alcune conseguenze:

    1. Il sistema2 deve supplire alle “carenze” del sistema1 (che è scarsissimo nella logica, nel calcolo e in tutte le operazioni intellettuali che sono alla base della scienza). Ma mentre il sistema1 sviluppa le sue euristiche in modo quasi “inconscio”, in virtù di “accumulazione di esperienze” (esattamente come avviene per molti altri animali), il sistema2 può supplire alle carenze del sistema1 soltanto ricorrendo a modalità di apprendimento radicalmente diverse di quelle adottate dal sistema1.
    2. Il sistema2 è la base della socializzazione, perché i canali di comunicazione con altri individui (la parola, la scrittura ecc.) sono “gestiti” esclusivamente dal sistema2 (non si può parelare/scrivere in modo inconscio). Mentre le euristiche del sistema1 possono/devono essere diverse nei diversi individui, perché frutto di processi inconsci (e dunque “non trasferibili/comunicabili da un individuo a un altro”), le “euristiche” del sistema2 possono/devono diventare “condivise/universali”, perché frutto di processi “coscienti” e quindi “comunicabili” ad altri individui dello stesso gruppo all’interno del quale ogni individuo “socializza”.
    3. La precisione del sistema2 è un frutto del “confronto” sociale di molteplici euristiche la cui validità è “controllabile” socialmente. E’ il vincolo di validità “universale” che rende precise le euristiche del sistema2.
    4. Il sistema1 evolve, ancora oggi, in modo inconscio. Esso costruisce le sue euristiche in forma “individuale”. Il sistema2 si è evoluto in modo “consapevole/sociale”. Gran parte della sua potenza è un frutto collettivo, sociale.
    5. Il progresso umano è in gran parte frutto dell’evoluzione del sistema2, cioè dell’evoluzione culturale/sociale. Non si vede perché il sistema2 dovrebbe “scomparire” e lasciare “campo libero” al “pilota automatico”. A meno di illudersi che il sistema2 possa diventare un organo “automatico”. Ma come potrebbe, se le sue potenzialità esigono l’interazione sociale?

  2. forse la “vaghezza” risponde meglio all’esigenza di ottimizzare le nostre risorse (basso consumo energetico, risparmio di tempo…)

    Se si sceglie la strategia della precisione e non si vogliono fare errori questo è senz’ altro vero.

    Ma qui problema è spiegare perché si sceglie una strategia della vaghezza anziché una strategia della precisione indipendentemente dai possibili errori.

    Precisione e vaghezza comportano lo stesso identico sforzo se si prescinde dal rischio d’ errore e… one-line proof shows that the precise language always gives higher utility to both players than the vague language.ago

    Come puo’ essere il frutto dell’ evoluzione un linguaggio “vago” quando si puo’ dimostrare che un linguaggio preciso è più utile (anche se, a parità di sforzo, aumenta il rischio d’ errore)?

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