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I migranti di Fahrenheit migrano ancora… (IV inbloggazione)

Speculocrazia

Il miglior argomento contro la democrazia consiste in una chiacchierata di cinque minuti con l’ elettore medio

 

Winston Churchill

 

 


Perché in Italia ci ritroviamo con il cosiddetto “governo tecnico”?

Perché la politica è incapace di affrontare situazioni particolarmente delicate. E non piangiamoci addosso, anche la favolosa Germania, da questo punto di vista, versa nelle stesse condizioni.

Cosa c’ è che non va nei sistemi democratici?

Adottano di continuo cattive politiche, ovvero politiche che non conseguono gli obiettivi fissati. E questo nonostante ci sia pieno accordo, almeno tra gli esperti, su quali siano in realtà le vie da seguire.

democrazia

Perché questo scollamento?

Fondamentalmente perché l’ elettore medio è un ignorante e la sua opinione diverge sistematicamente da quella degli esperti. Metà dell’ elettorato crede che l’ uomo sia stato creato 10.000 anni fa esattamente com’ è adesso. Metà dell’ elettorato crede che il governo nasconda le prove dell’ esistenza degli alieni. E via di questo passo. La democrazia chiama questa gente a scegliere su materie molto complesse. Come meravigliarsi dell’ esito finale?

Il problema è dunque l’ ignoranza?

Non solo. L’ elettore medio è anche disonesto quando si tratta di cercare la verità. Quand’ anche qualcosa lo smentisca in modo palese, si girerà dall’ altra parte evitando di aggiornare le proprie credenze. Anche se messo al corrente dell’ opinione degli esperti è molto riluttante a mutare la propria. Da un elettore ignorante e disonesto non puoi pretendere una grande capacità decisionale.

ignoranz

Non ci restano che gli esperti.

Troppo rischioso. Chi stabilisce chi è abbastanza “esperto” e chi no? Si cade in un ragionamento circolare, il concetto di “competenza” serve a ben poco in questi casi.

Allora, chi puo’ salvarci?

Non lo so. Forse lo speculatore.

scommessa

In che modo?

Con le sue scommesse ha sempre dimostrato grande preveggenza. Maggiore, per esempio, rispetto a quella dei critici cinematografici, quando si è trattato di prevedere i vincitori degli Oscar; maggiore di quella dei critici calcistici, quando si è trattato di prevedere il vincitore del Campionato; maggiore di quella dei vaticanisti, quando si è trattato di prevedere il prossimo Papa. Insomma, lo speculatore di solito batte persino l’ esperto.

Già, e le bolle finanziarie?

Lo speculatore non è infallibile, non è in grado di prevedere diverse cose. Ma io non mi preoccupo più di tanto, mi preoccuperei piuttosto se qualcun altro – politica, accademia, esperti… – fosse stato in grado di prevedere cio’ che lui non ha previsto. Siccome non è questo il caso, archivio le sue defaillances.

Se non possiamo stabilire in via di principio chi è “esperto” nemmeno possiamo stabilire chi è “speculatore”.

Ecco un altro vantaggio che lo speculatore ha rispetto all’ esperto. Non c’ è bisogno di stabilire chi sia tale, non c’ è bisogno di una nomina dall’ alto, tutti noi possiamo diventarlo, basta mettere i soldi sul tavolo e scommettere. In fondo la “speculocrazia” è una forma di democrazia, senonché anche l’ elettore più ignorante e disonesto mitiga la sua ignoranza e la sua disonestà quando è chiamato a mettere i propri soldi sul tavolo.

Proprio qui volevo arrivare; lo speculatore, diversamente dall’ elettore, è informato, ok. Ma sarà anche onesto?

Non c’ è nemmeno bisogno che lo sia affinché scelga bene. Basterà che sia sufficientemente egoista. Se questo non è un vantaggio!

Ok, adesso i pregi dello speculatore mi sono più chiari ma possono queste abilità essere messe al servizio della politica.

Ammettiamo che il PD si affidi allo speculatore per scegliere il vincitore delle primarie. Una banca del PD dovrebbe stampare una serie di bigliettini contenenti questa promessa: “pagherò un euro al possessore di questo tagliando se il PD vincerà le elezioni generali [o supererà una certa soglia di voti] avendo per candidato ufficiale Renzi”. Un’ altra serie conterrà la promessa: “pagherò un euro al possessore di questo tagliando se il PD vincerà le elezioni generali avendo per candidato ufficiale Bersani”. Le promesse cartolarizzate verranno messe in vendita e rese negoziabili su una borsa creata ad hoc. Presto si formerà un prezzo di equilibrio. Esempio, se al momento stabilito il primo biglietto è negoziato a 70 centesimi e il secondo a 30, Renzi avrà vinto le primarie. Con un’ operazione di call off verrà ritirata la seconda serie di biglietti e si andrà alle elezioni generali. Alla fine delle elezioni generali si pagheranno gli eventuali vincitori.

Chi finanzia pagando le scommesse?

Le scommesse le paga l’ organizzatore, così come le incassa. L’ organizzatore partecipa ad un gioco equo andando mediamente alla pari. Per semplificare potremmo dire che il gioco si autofinanzia.

L’ elettore tradizionale è completamente tagliato fuori da un sistema del genere.

Mi verrebbe da far notare come le categorie di elettore e di speculatore siano in buona parte sovrapposte. Ad ogni modo la soluzione migliore è forse quella intermedia: l’ elettore tradizionale con il suo voto tradizionale sceglie i fini e lo speculatore con le sue scommesse sceglie i mezzi.

Ovvero?

Viene eletto un Parlamento il quale stabilisce un obbiettivo ben preciso e quantificabile mettendo altresì in campo politiche alternative tra loro ma tutte volte al conseguimento dell’ obiettivo di cui sopra. Lo speculatore a questo punto voterà secondo il metodo che abbiamo visto, le misure prescelte diverranno legge il giorno dopo, le altre verranno tralasciate.

In questo modo le politiche prescelte non saranno quelle gradite alla maggioranza dei cittadini?

In realtà neanche il tradizionale metodo del voto garantisce l’ adozione di politiche gradite alla maggioranza (teorema di Arrow). L’ inconveniente, nella pratica comune, si supera grazie al fatto che la maggioranza stessa ignora questo semplice fatto. Senza contare che a noi interessano le “buone politiche” prima ancora di quelle favorite dalla maggioranza.

Ma alla gente piace votare, è un modo per crogiolarsi nelle proprie illusioni! Vuoi mettere la soddisfazione!

In effetti se il voto da mezzo si trasforma in fine, allora le “speculocrazia” non è un rimedio utile. Tuttavia, occorre sempre ricordare che la partecipazione di tutti è comunque garantita, per quanto coltivare le proprie illusioni diventi più costoso. Chiediamoci poi se la fine d talune illusioni sia necessariamente un male. La risposta sarebbe: sì, ma solo se la fine del giochino inefficiente del voto democratico dovesse creare instabilità sociale.

Non è che la speculocrazia favorisca politiche orientate al mercato?

E perché mai? Il meccanismo puo’ tranquillamente indicare la via del socialismo reale come la più efficiente per raggiungere gli obiettivi designati.

Un “cattivone” potrebbe turbare il mercato!

La presenza di un cattivone con obiettivi diversi da quello di far soldi è una manna per gli speculatori, non aspettano altro. Saranno loro ad agire: guadagneranno sulle mosse del cattivone neutralizzando le turbative e quindi, indirettamente, perseguendo il bene pubblico.

Un “super-ricco” farebbe il bello e il cattivo tempo!

Un “super-ricco” “super-informato” farebbe solo il bel tempo. Un “super-ricco” disinformato farà invece la fine del “cattivone” di cui sopra: sbranato dalla iena della speculazione chiamata e premiata per ristabilire gli equilibri turbati da scelte disinformate o con secondi fini.

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Si arriverà al punto che le politiche saranno in vendita!

E come? Lo abbiamo già visto per il “cattivone” e per il “riccone”: non appena una persona o un gruppo di persone negozia per ragioni indipendenti dalle informazioni possedute diverrà conveniente neutralizzare la loro azione attraverso arbitraggi. Gli speculatori non aspettano altro e in un regime di Speculocrazia sono loro a comandare.

Sei sicuro che gli obiettivi meritevoli siano misurabili?

Bella domanda. Oggi misuriamo la ricchezza in termini di PIL, la diseguaglianza in termini di coefficiente Gini, l’ andamento dei prezzi in termini di panieri inflazionistici… Sono fiducioso che esistano molti obiettivi meritevoli che possono essere misurati in modo affidabile da organismi terzi.

6 risposte a “Speculocrazia

  1. davithegray 29/10/2012 alle 11:47

    Viviamo già in una speculocrazia. Il nostro voto non è privo di conseguenze sul nostro portafogli, e scegliere chi votare è una scommessa. Se capisco bene, vorresti che tutte le scelte della politica venissero messe al vaglio di investitori. Ma in fondo questo è quello che succede oggi. Il disastro finanziario dell’Italia (e dell’Europa) è precisamente il frutto di questa situazione: gli scommettitori speculano (lecitamente da parte loro) scommettendo contro.

    Non trovo nulla di innovativo e nulla di risolutivo in queste proposte. Cambiano poche carte in tavola, con effetti potenzialmente peggiorativi. Il problema numero uno della nostra società del 2000 è che è troppo complessa. Abbiamo aggiunto strati su strati (gestione, protezione, controllo, sicurezza) ed oggi siamo arrivati a livelli che non siamo più in grado di controllare. La minima rottura di un dente dell’ingranaggio ha conseguenze imprevedibili su tutto il meccanismo. Dobbiamo semplificare. La speculocrazia introduce invece un nuovo layer di complessità, senza eliminare gli altri.

    Cosa ne pensi piuttosto di Giannino e fermare il declino?

  2. broncobilly 29/10/2012 alle 12:46

    … Il disastro finanziario dell’Italia (e dell’Europa) è precisamente il frutto di questa situazione: gli scommettitori speculano (lecitamente da parte loro) scommettendo contro…

    Detto così sembra quasi che la febbre sia il frutto perverso dei termometri.

    Domandina: perché mai speculano contro la grecia e l’ italia piuttosto che contro la germania o la svezia? Forse qualcuno ha fatto (anche) scelte migliori rispetto ad altri. Scelte democratiche, intendo.

    Allora il problema diventa: come fare delle buone scelte visto che l’ elettore medio è quello che è? Se troviamo il modo abbiamo fatto un bel paso avanti.

    ***

    Hai ragione a dire che la complessità è un problema, anzi, il problema. Per questo la soluzione non puo’ stare in UNA testa, per quanto “esperta” sia. Figuriamoci poi se è una testa scelta da persone ignoranti e “disoneste”! La soluzione sta solo in un pool di teste che ragionano ben motivate e scevre da ideologie. Il ritratto dello scommettitore: zero ideologie e tanta posta in palio.

    E’ un problema di informazioni e funziona all’ incirca così: 1. chi batte sistematicamente il sistema degli scommettitori ha scoperto la “formula per far soldi” senza fatica 2. chi batte sistematicamente il sistema degli scommettitori puo’ dirsi più informato del sistema stesso 3. nessuno batte sistematicamente il sistema degli scommettitori 4. il sistema degli scommettitori è il sistema che raccoglie la maggior quantità d’ informazione possibile. Quindi…

    ***

    Fermare il declino è la forza politica in campo a cui idealmente mi sento più vicino (mi sono anche iscritto al movimento) ma ha appena rotto con Italia Futura e, a questo punto, non so davvero quanto potrà contare alle prossime elezioni. Comunque, tutto mi sembra ancora aperto.

  3. davithegray 06/11/2012 alle 16:29

    Purtroppo non ho molto tempo in questo periodo e non posso proseguire nelle risposte. Mi è cascato l’occhio su questa frase: “Metà dell’ elettorato crede che l’ uomo sia stato creato 10.000 anni fa esattamente com’ è adesso”. Perché, non è così? Ah già, hanno trovato una decina di scheletri di “ominidi”. Ma è più intelligente chi per questo crede che l’uomo discenda dall’ameba, o chi crede che c’è un salto che nessuna teoria filo-darwiniana riesce a spiegare? (Tra parentesi, tutti i paleontologi concordano che 10.000 anni fa l’uomo era sostanzialmente identico a noi.)

    Personalmente, più studio l’evoluzione e la paleontologia, meno mi quaglia la brodaglia. Forse dovrei rinunciare a votare.

  4. broncobilly 07/11/2012 alle 11:46

    I dubbi abbondano ma alcune ipotesi prevalgono. Anche solo limitandosi all’ homo sapiens la sua presenza è attestata in Africa 150.000/200.000 anni fa (tecniche di datazione basate sui rapporti isotopici dell’argon). E questo senza nemmeno tirare in ballo le ipotesi (per me verosimili) della teoria evolutiva, con tutto il corredo di famiglie Hominidae attive 2/3 milioni di anni fa.

    In ogni ai fini del post non è poi così essenziale visto che gli esempi di opinioni divergenti tra esperti e elettore mediano non mancano. Tanto per averne sempre sottomano una ventina si potrebbe andare a questo link: http://econfaculty.gmu.edu/bcaplan/polres.doc

  5. davithegray 07/11/2012 alle 16:15

    Sì, 10.000 o 100.000 anni in un ragionamento di questo tipo cambiano poco. Il problema grosso è che i resti di cui si parla (intendo TUTTI i resti trovati) stanno nel bagagliaio di un auto, ed è un po’ pochino. Sinceramente il dibattito sull’evoluzione dell’uomo non mi appassiona più di tanto: lo guardo come mera curiosità. L’esistenza dell’uomo come accidente è talmente assurda, molto più assurda della già abbastanza assurda esistenza dell’uomo come creatura, che non mi sento minimamente di prenderla in considerazione. La modalità in cui è avvenuta la creazione del mondo e della natura è interessante invece analizzarla.

    Mi chiedevo solo come mai avessi preso proprio quell’esempio come spia della presunta stupidità dell’elettore medio. Non bastava prendere come esempio il palinsesto tipo di un qualunque canale televisivo?

  6. Pingback:La mia politica | fahreunblog

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