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I migranti di Fahrenheit migrano ancora… (IV inbloggazione)

Stasera niente Peppa.

Basta, sono stufo di passare intere serate raccattando giocattoli sul pavimento di casa!

Sembra che il divertimento consista nel pescarli dal cesto per poi disseminarli in modo meticoloso in tutto il soggiorno, anfratti (mai esplorati prima) compresi.

Ora poi che le bimbe sono due, raddoppiano anche i cesti, uno per Marghe e uno per Vichi. Entrambi ben ricolmi, mi raccomando: a tutt’ oggi tocchiamo i 100 pezzi ciascuno.

Disperato mi sono fatto mettere a punto un meccanismo che riduca il danno impedendo l’ apertura del secondo cesto una volta che si accede al primo. E che cavolo!

Non parliamo poi dei gusti, ognuna ha i suoi: la Marghe predilige la serie Hello Kitty ed è arrivata a collezionare una settantina di pupazzetti, i restanti sono della famiglia Winnie Poh. L’ esatto contrario la piccolina.

Il senso della proprietà è forte ma, almeno nella Marghe, è forte anche il senso della ribalderia e della sfida: ho il sospetto che non vista attinga alla cesta della sorella nonostante le abbia promesso una solenne punizione qualora l’ avessi pescata con le mani nella marmellata. Devo anche dire di aver presagire il peggio nel momento già mentre “predicavo”, sembrava quasi le stessi fornendo delle idee!

L’ indomani dovevamo andare dai nonni e, dopo uno sforzo sovrumano, la famiglia era sulla soglia pronta a partire quando la Marghe ha manifestato l’ improrogabile esigenza di prendere con sé alcuni pupazzetti. E’ tornata lei stessa indietro per accaparrarsene una dozzina.

Una volta in macchina ho notato che, oltre a quattro Hello Kitty, aveva – tra Changu,  Pimpi, Tigro… – ben otto pupazzetti della famiglia Winnie!

Questa qui ha fregato dal cesto della sorella, mi sono detto. Ho avuto anche la sensazione di scorgere un sorrisino beffardo dell’ imputata; di sicuro giocava con particolare gusto. Troppo, direi, trattandosi della “solita minestra”.

Marghe, hai preso dal cesto della Vichi?”. “No”.

Che fare, punire? Mi è stato fatto notare che forse avevo ragione, che forse la marachella c’ era stata, ma rischiare una punizione ingiusta portava solo danni, meglio sorvolare: magari gli era solo venuta la voglia di Winnie Poh.

Macché voglia, mi dicevo. Con quei braccini corti pesca dalla cesta che sceglie senza neanche poter vedere cosa stia prendendo!

Ripensandoci meglio la mia rabbia è sbollita e la soluzione più equa è emersa: avevo o non avevo parlato di “mani nella marmellata”? Questa fattispecie presentava condizioni affatto differenti; quando si punisce così duramente come faccio io: niente Peppa la sera, bisogna farlo solo a colpo sicuro, quando la colpevolezza è acclarata oltre ogni ragionevole dubbio.

peppa

Sentivo di aver agito correttamente quando la sera, giunti a casa travolti da un gran caos che ha impedito ogni verifica nelle ceste e messe a nanna le bimbe (àpres abbondante razione di Peppa), mi siedo alla scrivania e quasi per gioco comincio a smanettare sulla calcolatrice…

… noooo… mi ha turlupinato… mi sono turlupinato da solo… colpevole al 98%… altro che ragionevole dubbio… ci sono veramente poche cose al mondo di cui sono scuro al 98%!…

D’ ora in poi, lo giuro: mai più giustizia senza calcolatrice!

 

2 risposte a “Stasera niente Peppa.

  1. diait 20/11/2012 alle 11:03

    ahahahaha! cioè hai contato i pezzi nelle ceste?
    Non so cosa sia la Peppa, però, sono fuori dal business da qualche anno….

    • broncobilly 20/11/2012 alle 12:02

      Diciamo che al rientro, prima della nanna, c’ è stato il solito caos che a reso impossibile ogni verifica, non l’ ho sottolineato abastanza (*). Per fortuna le verifiche non erano strettamente necessarie:

      1. se le due ceste contengono rispettivamente, la prima, quella della Marghe, 70 pezzi di Hello Kitty e 30 di Winnie e l’ altra, quella della Vichi, 30 di HK e 70 di Winnie

      e

      2. la Marghe si presenta con in mano 8 pezzi di Winnie e 4 di HK avendo potuto pescare a casaccio in un solo cesto…

      … allora c’ è una probabilità del 98% che abbia razziato nel cesto della Vichi!

       

      ***

      Lo ammetto: era uno scherzetto che il matematico Howard Raffia si è divertito a fare nel corso di un cocktail tra uomini di legge presentando una storiella affine. Era per dimostrare un concetto semplice: tutti noi affermiamo che la colpevolezza va stabilita oltre ogni ragionevole dubbio ma poi sto ragionevole dubbio non lo sappiamo quantificare concretamente prendendo ripetuti svarioni. Tanto è vero che praticamente tutti i togati assolvevano anche di fronte a un’ evidenza stringente (98%) di colpevolezza.

      (*) grazie, ho inserito ora nel testo la precisazione che tappa il buco lasciato.

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