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I migranti di Fahrenheit migrano ancora… (IV inbloggazione)

Film visto ieri: Una separazione

Pochissimi secondi siamo già trasportati in un altro mondo, un mondo surreale: l’Iran degli anni 2000, nei suoi contrasti di modernità e arretratezza, di islam e occidentalizzazione, di soggiogazione femminile e voglia di emancipazione.

D’accordo, si tratta di un regista, Asghar Farhadi, che sappiamo non essere allineato col regime. In effetti, tutto il film è un salto mortale continuo, sul filo di temi urticanti. E’ vero: a noi spettatori occidentali superficiali può anche sembrare che in fondo il conflitto tra Nader, più tradizionalista, e la moglie Simin, con la sua voglia di espatriare, sia il tema del film. O che lo siano tante altre questioni che si possono pescare da un film che è un pozzo fecondissimo. I limiti della giustizia, per esempio: chiamata a dirimere questioni che non sono chiare nemmeno agli stessi protagonisti che le hanno vissute, ciascuno in preda ai suoi dubbi sull’avere ragione o meno. Oppure il problema dell’accudimento del vecchio padre di Nader, malato di alzheimer. Oppure la questione femminile, o quella religiosa.

Tutto questo occupa la grandissima parte del film, ma in fondo sono pretesti. Il centro del film è un altro. E qui non c’è oriente né occidente. Non c’è islam né cristianesimo. Non c’è marito né moglie. Tocca tutti. La vera protagonista è la figlia undicenne della coppia in crisi, Termeh.

figlia

I grandi se la contendono, la tirano ognuno dalla sua, sempre cercando il meglio per lei, ma senza riuscire calcolare tutte le conseguenze di quel meglio. E’ un film sul senso di responsabilità, così difficile da gestire in modo maturo. Ed è nell’ultima agghiacciante scena che si scorge tutto il dramma della pellicola, più che nei molti eventi drammatici che si susseguono nella storia. Pochi interminabili minuti che da soli varrebbero un film.

A mio parere, imperdibile.

5 risposte a “Film visto ieri: Una separazione

  1. broncobilly 04/12/2012 alle 18:28

    E che succede nell’ ultima scena? Io sono a favore degli spoiler.

    Ho Persepolis in lista d’ attesa, il contesto dovrebbe essere simile anche se la storia non presenta ottiche contrapposte bensì un solo punto di vista, la famiglia è “armoniosamente progressista”. Lo so perché ho letto il fumetto qualche anno fa.

  2. diait 04/12/2012 alle 23:33

    Sottoscrivo, davide. (x davide, sì, molto potente l’ultima scena. E credo che Termeh sceglierà di restare col padre, con cui ha un rapporto molto forte. E’ lei la voce della coscienza, per tutto il film. E’ un film pieno zeppo di temi universali. La verità, il bene, il male, l’onestà… Padri e figli.)

  3. diait 04/12/2012 alle 23:40

    retrospettivamente: un po’ troppo concitatamente verboso o verbosamente concitato, forse. Questo mi ha un po’ infastidto strada facendo. Di Fahradi avevamo anche visto “About Elly”, cioè ric lo aveva recensito….

  4. broncobilly 05/12/2012 alle 09:54

    Non mi ricordavo fosse lo stesso regista.

    A dire la verità non ricordavo neanche about elly (fortunatamente la discussione non era finita nel buco nero di facebook e quindi ho potuto rinfrescarmi).

    Questo per dire: non mi ricordo nulla. Vuoi che mi ricordi uno spoiler quando ho almeno 30 film da visionare sul comodino?

    In più è un periodo in cui le operazioni vanno a rilento.

    In più quell’ elefante di diana l’ ha già visto.

    In più è difficile aprire il proprio cuore su un film senza uno spoiler. Vogliamo aprire il cuore o fare un trailer?

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