Film visto ieri: C’ è musica e musica – I puntata

Di Luciano Berio, regia Gianfranco Mingozzi, cura Vittoria Ottolenghi.

La Tv anni 70 al suo meglio.

musica

Nella prima puntata: perché la musica?

Una parata di stelle propone una parata di risposte.

Per far pensare il corpo e far sentire il cervello.

Per entrare in contatto con il mondo.

Per muovere i sentimenti.

E perché no?

Per viaggiare più rapidamente verso l’ eternità.

Per glorificare Iddio.

Per superare se stessi andando oltre.

Per divertimento.

Per trovare una collocazione sociale.

Per ascoltare dei suoni qualsiasi.

Per esorcizzare il male.

Perché ci sono germi preesistenti che determinano la vita umana in un certo modo.

Per anticipare la vittoria sulla morte.

Perché ne abbiamo bisogno.

Per far fruttare tristezza e sofferenza.

Per analizzare se stessi.

Per avvicinare le persone tra  loro.

Per lanciare messaggi.

Per cercare la bellezza.

Perché l’ amore?

Per scandagliare i propri sentimenti.

Per simulare l’ uomo e i suoi comportamenti.

Per rimodellare l’ uomo e i suoi comportamenti.

Perché c’ è sempre stata.

Per favorire l’ egemonia della classe operaia.

Per me stesso.

Per ricevere in noi lo spirito dei tempi.

Perché gli uccelli cantano?

Per ritrovare noi stessi e il nostro collegamento con il divino.

Per rispondere al mondo che ci provoca.

 

http://www.linkiesta.it/blogs/fanfara-frenetica/c-e-musica-e-musica-la-tv-rivoluzionaria-di-luciano-berio

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6 pensieri su “Film visto ieri: C’ è musica e musica – I puntata”

  1. Bello, e grazie, ric.
    Di Luciano ho un ricordo stupendo. Intelligente, acutissimo, cordiale e alla mano, curioso, allegro e spiritoso, di poche parole ma affettuoso e accogliente, buon bevitore e godereccio in tutto. Fantastico con i bambini. A beat of a different drum.
    Un Feynman della musica colta.
    Con mamma si sono voluti molto bene, anche se è durata quello che è durata.

  2. Naturalmente adesso ho capito anche perché girava per casa…

    Sì, è sempre stato il migliore.

    Ma aggiungo che da giovane era difficile ammetterlo. Da giovane sei alla ricerca del “maledetto”, del “radicale a tutti i costi”, del “patologico”, del “visionario”, del “fissato”. E lui, con la sua paciosa curiosità domestica che lo faceva zigzagare un po’ ovunque, non si prestava al culto.

    Il fatto poi che facesse di tutto e quasi sempre meglio degli altri sembrava secondario, allora.

  3. paciosa curiosità domestica, eccolo, è lui. Col suo olio di Oneglia, e il pesto…
    Mi chiedeva i testi delle canzoni popolari (all’epoca ero folk) italiane… era curioso di sapere tutto di qualsiasi cosa. E poi le bande, sì. Si era appassionato. Trovava quei musicisti “fantastici”. Da questo punto di vista era in piena sintonia con mamma: anche lei, trattava l’hip-hopparo di periferia e l’étoile dell’Opéra con lo stesso rispetto e interesse e grande curiosità, se avevano stoffa e passione.

    Per non parlare di quando fece ascoltare a me (ignurant come una capra, quale ancora sono in fatto di musica colta) la nona di Mahler… “Lo senti? Lo senti, qui? Sta camminando sull’orlo di una abisso! E senti, qui mette un piede in fallo e scivola, gli manca la terra sotto i piedi…”

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