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I migranti di Fahrenheit migrano ancora… (IV inbloggazione)

In difesa della pubblicità

Molti miei amici disprezzano la pubblicità con tutto il cuore, la considerano una forza distruttiva messa in circolo dalle perfide multinazionali per carpirci l’ anima. Ormai so bene dove vanno a parare quando si discute, al punto che potrei riprodurre un dialogo-tipo.

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APOCALITTICO: La pubblicità è un segno dei tempi, e sono tempi grami: una massa di zombie che vive-consuma-crepa consegnando alle generazioni future un pianeta in agonia.

INTEGRATO: Esagerato! E dire che tu, sempre pronto a emettere simili sentenze senza appello, poi ti ritrovi in prima fila quando c’ è da sostenere il valore sociale di giornali e ricerche scientifiche.  Ma la pubblicità, nel suo piccolo, fa la stessa cosa: informa. E’ anche grazie al suo potere informativo che i prezzi si abbassano e la qualità dei prodotti migliora.

 

APOCALITTICO: Se per l’ informazione dovessimo affidarci alla pubblicità, stiamo freschi. Ma lo vedi che lingua parla? Ti sembra un linguaggio atto a informare?

INTEGRATO: E’ un linguaggio efficace, devi ammetterlo. Giornali e ricerche non fanno poi tanto meglio, o mi sbaglio? Sarà per il lavoro che svolgo, ma mi viene in mente il tipico documento puramente informativo: la circolare ministeriale. L’ idea che lo stile più adatto ad informare sia quello mi procura scoppi di ilarità.

APOCALITTICO: Quindi la pubblicità convoglierebbe utili informazioni? Non mi convincerai mai.

INTEGRATO: Come ti spieghi che si concentri laddove c’ è un prodotto nuovo o rinnovato? Se non avesse intenti informativi sarebbe una strategia insensata. 

APOCALITTITCO: Parole, parole, parole…

INTEGRATO: Ok, ma anche studi, studi, studi… Eccone cinque:

http://www.jstor.org/discover/10.2307/3203443?uid=3738296&uid=2&uid=4&sid=21102306187777

http://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1300/J026v17n03_04#.UZnJSKKzKuI

http://www.jsad.com/jsad/article/Does_Alcohol_Advertising_Affect_Overall_Consumption_A_Review_of_Empirical_/3811.html

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/1468-2354.t01-2-00098/abstract

http://www.emeraldinsight.com/journals.htm?articleid=846002

APOCALITTICO: Non prendiamoci in giro, lo capirebbe anche un bambino, la pubblicità ha un poter persuasivo che distorce le scelte: ti fa fare quel che non vorresti fare. Siamo in tanti a pensarla così. Anzi, non mi sembra vero che ci sia ancora chi si attarda a parlare di “valore informativo”.

INTEGRATO: La tua idea non regge: prendiamo la TV, dove la pubblicità sembra essere più intrusiva e fastidiosa. Se fosse come dici fioccherebbe l’ offerta di canali che propongono  i medesimi programmi della TV generalista senza pubblicità. Chissà come mai roba del genere non si è mai vista e mai si vedrà. Immaginati se Sky-cinema si limitasse a trasmettere gli stessi film mandati in contemporanea  da Canale 5! Non sarebbe concepibile, Sky deve proporre un’ offerta infinitamente più ricca se vuol far sottoscrivere abbonamenti. Evidentemente la gente dice che la pubblicità distorce le sue scelte ma non lo pensa realmente. Anzi, implicitamente ammette che il valore informativo della pubblicità è maggiore del tempo che fa sprecare e di cio’ che si perde guardando un film deturpato come un groviera.  Come se non bastasse, molti consumatori dichiarano di aver acquistato prodotti seguendo l’ informazione commerciale e di non essere pentiti.

 

 APOCALITTICO: Possibile che non ti accorgi delle distorsioni a cui si ricorre? Ci sono pubblicità completamente svincolate dal prodotto. E’ chiaro che ti stanno vendendo un’ altra cosa, ti stanno vendendo un’ identità!

INTEGRATO: Non mi sembra un raggiro, la gente è costantemente in cerca della propria identità, la pubblicità non fa che rispondere a un bisogno reale.

 

APOCALITTICO: Macché “bisogno reale”! Ti formano come consumatore perfetto. Consumerai tutta la vita a testa bassa finché il pianeta affonderà.

INTEGRATO: Intanto l’ “identità” è un bene immateriale che non “consuma” risorse, dal punto di vista ambientale è ad impatto zero! In questo senso voi che combattete per le sorti del pianeta dovreste portare la Pubblicità sui vostri stendardi!

 

APOCALITTICO: Bravo, minimizza, fai finta di non capire, rivolta la frittata. “Intanto” lo dico io: intanto ci sono famiglie che con il loro reddito modesto potrebbero vivere dignitosamente mentre invece, per evitare cocenti frustrazioni, devono procacciarsi costi quel che costi l’ ultimo zainetto firmato.

INTEGRATO: Guarda che le rivalità di status sono vecchie quanto il mondo, prima si risolvevano con guerre, faide claniche e vassallaggio; oggi con le griffe. Mi sembra un bel passo avanti. E chi dobbiamo ringraziare?

ADSS

APOCALITTICO: A me sembri fuori dal mondo. Come ti spieghi di rappresentare con le tue opinioni una minoranza tanto ristretta? Chi si occupa con passione di queste faccende giunge a conclusioni ben diverse, stiamo prendendo un abbaglio collettivo?

INTEGRATO: Bel problema. Sicuramente in quel che dite c’ è qualcosa di vero ma forse, poi, è proprio la passione che vi frega: come si vi piacesse giocare a Davide contro Golia offrendo il petto alle armi mortali di un temutissimo nemico che sta asservendo l’ intero pianeta. Parlo naturalmente del laido Sistema Integrato delle Multinazionali, un mostro al quale non permetterete mai di prendere il controllo della vostra vita! Purtroppo, i fatti osservati più freddamente non meritano tanto entusiasmo, vi consiglio quindi di indirizzarlo altrove.

 

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