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I migranti di Fahrenheit migrano ancora… (IV inbloggazione)

Luce d’agosto di William Faulkner

Qualche passaggio da rimeditare in vista di una recensione.

  1. Il paesaggio prevalente: butterato di ceppi con rosse forre annegate sotto le lunghe, quiete piogge autunnali.
  2. Lena: la perlina dimenticata di un filo rotto.
  3. Il sugo della storia (padri che se la svignano e madri che restano): “mi sa che una famiglia dovrebbe essere tutta insieme quando arriva un bambino”.
  4. A che servono le zie: … per quasi metà di ogni anno la sorella stava partorendo oppure rimettendosi dal parto…
  5. Segnali dell’adolescenza: stava cambiando forma.
  6. Sosta: con i muli addormentati nelle tirelle…
  7. Skills: solo un negro riesce a capire quand’è che un mulo sta dormendo o è sveglio.
  8. Salita: benché i muli arranchino in una fissa, instancabile ipnosi, il veicolo non sembra progredire.
  9. Aria di casa: per la prima volta i muli vanno rapidi di propria volontà. Fiutano il mais.
  10. Al mercato delle vacche: guardò il sole e offrì il prezzo che aveva deciso di offrire mentre era disteso a letto tre notti prima.
  11. Mogli al termine della parabola: con la sua fredda, dura faccia irascibile, che ha messo al mondo cinque figli in sei anni e li ha fatti crescere fino a diventare uomini e donne… il viso come quello di generali che sono stati sconfitti.
  12. Mogli che anzichè voltarsi a guardare quando entri in cucina… sbatacchiano malevole i fornelli.
  13. Vuoi essere gentile con la consorte?: “l’epoca che avevo bisogno d’una mano è passata da un bel po’».
  14. Donne sole: cammina goffa, con una certa attenzione, attraversa la batteria schierata di occhi d’uomo e entra nell’emporio.
  15. Chiedere info in Alabama: l’interpellato girò il viso e attraverso il fumo calante della sigaretta dette un’occhiata.
  16. È l’uomo per te: parlò in un tono e in un modo che era l’essenza stessa della persona, e che tradiva la sua abitudine al depistaggio… non fosse rimasto di lui neanche quanto bastava per riuscire a far bene lo scansafatiche… cercava, senza molto successo, di darsi un’aria di dissolutezza…
  17. Omelie esagitate: usava la religione come se si trattasse di un sogno… lassù sul pulpito con le mani che gli svolazzavano intorno… piegato in avanti con la mano ancora levata e il viso in delirio o congelato nella forma del tuonante periodo allegorico che non aveva completato…
  18. La donna non è mai colpevole: Dio sapeva benissimo che essere la moglie di qualcuno era già abbastanza complicato.
  19. Mamie: una balia negra che portava lenta a passeggio i bambini bianchi a lei affidati sillabando ad alta voce con la vacua idiozia della sua pigra razza analfabeta.
  20. Atti osceni: … se lo considerava contro Dio e contro natura una negra, doveva essere parecchio brutto…
  21. La creatura alza gli occhi… la faccia bell’e pronta a sorridere, la bocca bell’e pronta a dire il suo nome…
  22. I segni della consunzione: … la faccia è allo stesso tempo scavata e flaccida…
  23. Disturbo della quiete pubblica: … perfino il timbro prolungato di quella voce sembrava puzzare di whisky…
  24. Il disubbidiente: … riprendeva a colpirlo con quei colpi duri, lenti, misurati, come se glieli desse tenendo il conto…
  25. Una sigaretta per riflettere: … poi rimase in attesa del leggero suono da nulla che il fiammifero spento avrebbe fatto quando cadeva sul pavimento; e poi gli sembrò di averlo udito…
  26. Il femminicidio incombe: … se ne stava lì sotto la finestra buia a maledirla con lente, calcolate oscenità…
  27. L’inattendibilità dei testimoni: … la memoria crede prima che il conoscere ricordi. Crede più a lungo di quanto rammenti, più a lungo perfino di quanto il conoscere immagini…
  28. Il bimbetto della prostituta: …pensava senza particolare interesse o attenzione che era un’ora strana per andare a letto.
  29. La scoperta del dentifricio: … contemplò il fresco verme invisibile che gli si svolgeva sul dito e repentino, come di suo, gli strisciava dolce in bocca, imbrattandola…
  30. Vomito: ascoltando le proprie interiora, aspettando con stupefatto fatalismo quello che stava per succedergli. Poi successe.
  31. I bambini ci guardano: con la profonda, intenta aria interrogativa di un animale.
  32. Il bambino frustato: «Vieni» disse. Non si volse a guardare. Il bambino gli andò dietro…. Nelle loro schiene c’era una perfetta affinità di ostinazione, una sorta di somiglianza trasmessa… due schiene che nella loro rigida abiura di ogni compromesso erano più simili di quanto il sangue, in realtà, avrebbe potuto renderle…
  33. Durante la prima vergata: sulla sua faccia vi fu soltanto una smorfia, improvvisa, chiara, repentina, che fece saltar su gli angoli della bocca e mostrare per un istante i denti come se sorridesse. Poi la faccia tornò calma, imperscrutabile.
  34. Dopo la prima vergata: il viso rigido di orgoglio, forse, e di disperazione. O forse era vanità, la stupida vanità di un uomo.
  35. La nana: avevano constatato che la piccolezza non era dovuta a una esilità naturale bensì a una qualche corruzione interiore dello spirito stesso.
  36. Lo straniero entra al pub: lo guardarono  come se il respiro fosse cessato insieme ai discorsi, come se anche il fumo delle sigarette fosse cessato e adesso vagasse a caso, portato dal proprio peso…
  37. Fauna del pub: un grumo di loschi perdigiorno, cappelli e sigarette di sghembo sulle facce contorte nel fumo.
  38. La sveglia suona presto: … era nel corridoio senza avere il ricordo di essere passato dalla porta, e si trovò in un’altra camera mentre ancora sperava forse no credeva di dirigersi verso la cucina a preparare il caffè… guardava le proprie mani armeggiare con i fornelli, cercava di aiutarle, di persuaderle, di controllarle…
  39. L’ albino ha la pelle bianca ma… l’odore scuro, lo scuro e impenetrabile pensare ed essere dei negri.
  40. Vagabondo che non sei altro: Non possedeva nient’altro che il rasoio; una volta che se lo fu messo in tasca, era pronto per un viaggio di un miglio come di mille… E tuttavia, quando si avviò, fu verso la casa. Fu come se, appena scoprì che era là che i suoi piedi intendevano andare, li lasciasse fare, come lasciandosi portare, dandosi per vinto.
  41. Anche gli stupratori hanno una dignità... Andò alla porta della cucina. Si aspettava che anche quella fosse chiusa a chiave. Ma non si rese conto, finché scoprì che non lo era, che avrebbe voluto lo fosse. Quando scoprì che non era chiusa a chiave, fu come un insulto. Fu come se un nemico sul quale aveva riversato la più terribile violenza e le più terribili contumelie se ne stesse lì immobile, illeso e indenne, a contemplarlo con un assorto, insopportabile disprezzo.
  42. L’amore pagato in natura… dopo, in piena notte, nell’oscurità della sua camera, lei insisteva a raccontargli nei minimi, noiosissimi dettagli le cose da nulla della sua giornata e insisteva che anche lui le raccontasse la sua giornata… quell’imperiosa, insaziabile richiesta che i minimi dettagli delle sue giornate vengano messi in parole, senza alcun bisogno di stare ad ascoltare il racconto.
  43. Ferrari parcheggiate… Uomini e ragazzi a capo reclinato vi stavano attaccati con lo stesso stupefacente disprezzo delle leggi fisiche che hanno le mosche.
  44. Discorsi fra ragazze alla moda… punteggiati con un’infinità di duri tacchi sottili…
  45. I curiosi della carreggiata opposta… guardarono l’incendio, con quello stesso ottuso stupore che si erano portati dietro dalle vecchie caverne fetide dove era iniziata la conoscenza, quasi che, come la morte, non avessero mai visto il fuoco prima di allora… dopo un pò il semplice prolungarsi di fiamme vuote aveva cominciato a perdere interesse… Quando la folla si rese conto che lo sceriffo se ne stava andando, ebbe inizio un esodo generale…
  46. Una lezione esemplare: … teneva su Brown con una mano e con l’altra lo prendeva a schiaffi. Non sembravano sventole troppo forti. Ma la gente dice che quando la mano di Joe veniva via fra una sventola e l’altra vedeva il rosso anche attraverso la barba…
  47. Lo sceriffo: un uomo grosso come un cassettone, con l’inerzia totale e granitica di un cassettone.
  48. Voci blues: la voce era rauca, come se di recente avesse fatto un gran parlare o gridare senza essere ascoltato.
  49. Voglia di fare una piazzata: sentiva quelle parole aspre che gli si organizzavano nella mente, appena dietro la bocca.
  50. Nu simme lu sud: la gente dalla quale è sorto e in mezzo alla quale vive, che in questa sua terra e in questa sua storia non riesce mai a trovare un’occasione di piacere o di sofferenza o di fuga senza farne una ragione di rissa. Il piacere, l’estasi, essi non sembrano capaci di sopportarli: ne fuggono attraverso la violenza, bevendo, battagliando, pregando.
  51. La barzelletta del dilettante: si mette a ridere prima di potersi preparare a trattenersi.
  52. I giovani dello struscio: fermi in piedi oppure a parlare fra loro da un angolo della bocca.
  53. Byron Bunch: un uomo smilzo che nessuno guarderebbe mai una seconda volta.
  54. Postura tipica che tra i campagnoli segnala l’importanza del dialogo in corso: accovacciati sui calcagni.
  55. Lena bracca il padre del bimbo che ha in grembo… lo osservava tenere gli occhi fissi nei suoi come due animali sul punto di darsi alla fuga… Riusciva quasi a vedere la mente di lui che si dibatteva in continuazione da un punto all’altro del cranio… finché la sua voce maschile morì da qualche parte dietro gli occhi disperati… finché tutto l’orgoglio che gli rimaneva, quel tanto di misero orgoglio che era il desiderio di giustificarsi, gli fuggì via e lo lasciò nudo. Allora per la prima volta lei parlò. La sua voce era bassa, tranquilla, fredda. «Vieni qui» disse.
  56. Oggettistica d’altri tempi: una pipa di tutolo.
  57. Vecchie nere a spasso nel dì di festa: un essere tozzo e informe con la faccia come pasta poco cotta sotto una piuma bianca sudicia e cascante, in un vestito di seta dalla foggia fuori moda e di un moribondo colore regale.
  58. Quando ti nasce un bimbo… ti cade tutto addosso troppo in fretta. Troppa è la realtà che le mani e gli occhi non possono negare.
  59. La vecchia redingote di papà: la tirò fuori, e distese le pieghe accurate con cui era stata riposta da mani ormai morte.
  60. Manpower: aveva l’aria di un brav’uomo, il tipo che ha un lavoro e lo tiene per un sacco di tempo senza rompere le tasche a nessuno per farsi dare un aumento, basta che lo lascino lavorare in pace. Ecco il tipo che era. Era il tipo che a parte quando è al lavoro, sarebbe solo un qualcosa lì in giro.

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