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I migranti di Fahrenheit migrano ancora… (IV inbloggazione)

Nel cuore di Erri

Erri De Luca: “la TAV va sabotata“.

Sta istigando a sabotare o sta esprimendo un’opinione?

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Letta così sembrerebbe a tutti gli effetti una semplice opinione etica: “ho analizzato la situazione e stando ai miei valori ritengo che sia un dovere sabotare l’opera”.

Si puo’ o no pensare una cosa del genere? Si puo’ o no esprimere in modo pubblico la propria opinione in un caso del genere?

Personalmente non ho analizzato la situazione specifica della TAV ma non escludo a priori di giungere alle medesime conclusioni. Dovrei silenziarmi in quel caso? In fondo già parecchie volte sono giunto alla conclusione che compiere un reato non sia solo un diritto ma anche un dovere.

Naturalmente, io non sono un personaggio pubblico e una mia posizione in merito conta meno del due di picche: ma capire se alcune parole rappresentano un’opinione o un’istigazione dipende in modo cruciale da chi le pronuncia? A me sembra di no, dipende casomai dalle intenzioni di chi le pronuncia, le quali, a loro volta, traspaiono dal tono o dal contesto.

Ritenere che sia un dovere compiere un reato e affermarlo pubblicamente non significa automaticamente istigarlo, a meno che non lo si faccia usando certi toni vicini all’incitamento, magari rivolgendosi direttamente ad una folla già propensa ad agire che aspetta solo una parola che le spinga all’azione. In questo caso ci sarebbero gli estremi per rinvenire una volontà ben precisa di delinquere o di far delinquere.

Ma qui si sta parlando, attraverso un giornale, ad un pubblico indistinto; si sta rispondendo ad una domanda specifica fatta da una giornalista. Oppure la giornalista è anch’essa connivente e va condannata?

Esiste allora in De Luca una “voglia di sabotare” e quindi il desiderio di vedere qualcuno che lo faccia? A me sembra di no. Ben inteso: magari la voglia c’è ma la sua presenza non mi sembra provata.

Bisogna, al limite, punire la volontà di delinquere non l’idea che sia doveroso delinquere.

Purtroppo in molti non riescono a fare questa distinzione, non la ritengono nemmeno sensata: per costoro se penso che sia doveroso delinquere, allora desidero delinquere; le due cose non possono viaggiare su binari diversi, non puo’ esistere un giudizio umano sostanzialmente autonomo dai desideri di chi lo emette.

In effetti qui si scontrano due concezioni etiche: se si pensa che il giudizio morale emerga dai nostri desideri, allora probabilmente De Luca, oltre a “ritenere” che sia doveroso sabotare la TAV, “vuole” che venga sabotata. Se fosse così aumenterebbero di molto le chance che stia agendo in conformità a questi suoi desideri; se invece si pensa che il giudizio morale discenda da un ragionamento, allora sulle voglie profonde di De Luca possiamo giusto fare delle congetture che lasciano il tempo che trovano, così come sui reali obiettivi delle sue esternazioni pubbliche.

Paradosso: scommetto che De Luca – dal punto di vista filosofico – appartiene al primo partito.

Ma i filosofi contemporanei professionisti a che partito appartengono? Consultiamo allora la più attendibile PhilPapers Surveys alla domanda sui giudizi morali:

Moral judgment: cognitivism or non-cognitivism?

Accept or lean toward: cognitivism (ragione) 612 / 931 (65.7%)
Other 161 / 931 (17.3%)
Accept or lean toward: non-cognitivism (emozioni) 158 / 931 (17.0%)

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