fahreunblog

I migranti di Fahrenheit migrano ancora… (IV inbloggazione)

L’omosessuale e il depresso

Sono dei malati?

I requisiti da considerare:

  1. una malattia ha una causa biologica,
  2. una malattia è indipendente dalla volontà di chi ne è affetto,
  3. una malattia è rara,
  4. una malattia è sgradevole,
  5. una malattia è “discreta” (o ce l’hai o non ce l’hai),
  6. la malattia si cura con le medicine.

Esiste poi un settimo fattore, più che un requisito è un sintomo sociale per capire se siamo di fronte ad una condizione di “malattia”. Ha a che fare con la semiotica: la “parola” malattia induce simpatia sociale per il “malato”.

Il cancro è una malattia.

Alla vecchiaia manca il terzo requisito.

Alla depressione (o all’autismo) manca il quinto.

All’omosessualità manca il quarto.

I progressisti sono piuttosto inclini a considerare i depressi come malati, per i conservatori sono invece dei “lazzaroni”.

I conservatori sono più inclini a considerare gli omosessuali come dei pervertiti (malati), i progressisti li considerano invece come persone del tutto normali.

Stranezze: la presenza degli omofobi sono il sintomo che l’omosessuale non è un malato, questo in virtù dell’inferenza semiotica di cui sopra.

Altra stranezze: molti conservatori considerano l’ omosessualità una condizione non determinata geneticamente: questo smarca ulteriormente gli omosessuali dall’etichetta di “malati”. Al contrario, è il progressista ad insistere sulle cause biologiche, tipiche della malattia. 

Altra stranezza. Gli scientisti tendono a rivedere il quarto requisito, proprio quello che rileva per l’omosessualità: non conta tanto la sgradevolezza soggettiva della condizione quanto la capacità del “malato” ad espletare alcune funzioni oggettive. Ora, siccome per uno scientista la riproduzione è la funzione oggettiva per eccellenza di ogni animale e siccome, sempre per lo scientista, l’uomo non è altro che un animale, l’omosessuale sarebbe un malato a tutti gli effetti. Conclusione ben strana se si pensa che lo scientista è quasi sempre un progressista fatto e finito.

In sé questa discussione è solo nominalistica. Quando diviene di sostanza?

Quando bisogna decidere se “curare” il depresso o l’omosessuale. Quando bisogna decidere se la comunità deve finanziare la ricerca di medicine atte alla cura.

Ci sono depressi (o ragazzi col deficit di attenzione) che vorrebbero essere curati ma il conservatore si oppone: la cura migliore è che si diano una svegliata temprando il loro carattere, sarà loro utile nel corso della vita.

Ci sono omosessuali che vorrebbero essere curati ma il progressista si oppone: è un’ottima occasione per trasformare la società intera in un ambiente più accogliente per loro.

Non saprei dire qual è la soluzione che manda tutte le palline in buca – forse la “privatizzazione” delle malattie? – ma ho come l’impressione che ci sia un’asimmetria di trattamento tra le due condizioni.

3 risposte a “L’omosessuale e il depresso

  1. davithegray 17/10/2015 alle 14:37

    Forse quei criteri sono discutibili.
    Ho paura che un brutto naso storto soddisfi tutti i tuoi requisiti per la catalogazione in “malattia”. Dobbiamo curarlo?
    Un drogato è un malato? Forse ci sarà stata un suo atto volontario all’inizio della sua carriera, ma poi?
    E che dire di un pedofilo? E’ una malattia? Dobbiamo investire su possibili cure? Eppure qui (come per l’omossessuale) il quinto criterio è di vari ordini di grandezza più in dubbio che non per l’autistico.

    Che l’autismo sia più “discreto” di un’intolleranza alimentare credo sia quantomeno dubbio. Ci sono forme di autismo lievi (e magari discutibili), ma purtroppo molti casi sono inequivocabili e gravi, quando non gravissimi. E meglio non aprire il capitolo “depressione”, per non far risentire i parenti delle 150 malcapitate vittime di Andreas Lubitz.

    Purtroppo non ci sono molte scorciatoie. Se le “malattie” (comunque le intendiamo) causano problemi sociali (perché per esempio sono contagiose, o perché il malato assume comportamenti socialmente dannosi o inaccettabili), non esiteremo ad investire in ricerca e a costringere il malato a curarsi.

    L’omosessualità è “sgradevole”, inteso come problema sociale? Molti direbbero di sì. Per me lo diventa quando pretende di andare contro la natura (questione figli su tutte) o di forzare la mano sull’educazione a teorie strampalate e fantasiose come quella “gender”.
    Se invece parliamo di sgradevolezza soggettiva, anche tra gli stessi omosessuali troveremo consenso, dato che molti (forse la maggior parte) preferirebbero essere “normali” (“straight”).

    In fondo, sono d’accordo: riconoscere l’omosessualità come “malattia” o come “problema” piuttosto che come semplice “anomalia” non trovo che sia più di tanto interessante, è poco più che un puro nominalismo. La questione interessante è se sia o meno “curabile”, se sia possibile far rientrare l’anomalia nella normalità e – se sì – se valga la pena proporlo o addirittura imporlo.

    Costringeremmo chi ha il naso storto a raddrizzarlo? Il fatto che vedere una persona brutta non ci faccia piacere non è ragione sufficiente per costringerlo a sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica.

    Se “privatizzare” significa offrire la possibilità di “curarsi” agli omosessuali che lo desiderano, non vedo ragioni serie per opporsi. Come non vedo ragioni serie per opporsi a chi vuole raddrizzarsi il naso. Per imporlo, dobbiamo trovare delle ragioni serie per trovare socialmente inaccettabile l’omosessualità, e non credo ve ne siano.

    Certo che se i brutti fondassero la “lobby dei brutti”, con appoggi potenti nei media e nella politica, e con forti sponsor, e questi pretendessero di modificare le leggi per costringere i giornali ad includere uno col naso storto in ogni foto pubblicata, e facessero pressioni per modificare i programmi scolastici inserendo un’ora settimanale di “educazione alla bruttezza” in cui si raccontino le più strampalate teorie sulla parità estetica tra belli e brutti, forse avremmo un problema. Qui gli omosessuali compiono il loro errore più grande, scatenando reazioni che, nei cosiddetti “omofobi”, diventano spropositate. Ma forse anche quelle sono strumentali, stimolate artificiosamente e parte di una strategia ben congegnata.

  2. broncobilly 19/10/2015 alle 17:10

    Sul naso brutto: la bruttezza non è poi così eccezionale, è più “eccezionale” la bellezza! Ma soprattutto bruttezza e bellezza non sono discrete, s’inseriscono in un continum. Anche altri punti creano problemi ma non vado avanti perchè ce n’è già abbastanza per escluderla dal novero delle malattie.

    Il drogato ha molti problemi e va aiutato, ma non lo definirei “affetto da una malattia”. Il punto 1, il punto 2 e altri bastano a giustificare questa esclusione.

    Per i depressi e gli autistici. Manca il punto 5. Persone in difficoltà, certo, ma è necessaria una forzatura per considerarli malati. Alcuni parlano di sindrome.

    Nessuno potrebbe opporsi a che un malato si curi, anche se la sua malattia non ha alcun rilievo pubblico (per es. non è contagiosa). Anzi, noi speriamo ardentemente che si curi bene. E’ una forma di simpatia che proviamo anche quando a noi non ce ne viene niente.

    Questo non vale sempre per in “non malati”. Tu non vedi problemi a lasciare che un tale (non malato classico) si curi se lo vuole. Ma ti assicuro che molti – anche tra noi cattolici – si dicono “contro”, per esempio, alla chirurgia estetica . Bisogna accettarsi per quello che si è. Ci si tempra il carattere.

    Oppure, pensa ad un’altra questione dibattuta: la medicalizzazione della scuola. Il ragazzo con “deficit di attenzione” deve imparare a controllarsi oppure è bene che prenda la pillolina? Per molti la missione della scuola sta soprattutto nell’inculcare un certo self control, in questo senso la pillolina diventa diseducativa proprio perché spiazza questa forma di “allenamento” al controllo di sé.

  3. Pingback:Salute e malattia | fahreunblog

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: