L’orecchio fortunato

Da quando ragazzino ho iniziato ad ascoltare musica il mondo intorno a me è completamente cambiato, mi chiedo qui se in meglio o in peggio.

Mentre l’ascoltatore “conservatore” rimpiange i rituali del bel tempo andato, il “nuovista” si getta avido su tutte le possibilità prima interdette. Con chi stare?

Affondati in una cornucopia dall’abbondanza fin troppo seducente molti non riescono a tracciare un bilancio attendibile, eppure sarebbe un’operazione importante poiché le considerazioni dell’ascoltatore potrebbero poi facilmente essere estese al “consumatore di cultura” sui generis.

Di seguito segnalerò quattro caratteristiche tipiche del nuovo ambiente in cui è immerso l’ascoltatore, alla sensibilità di ciascuno di decidere poi come soppesarle, io mi limiterò a dire la mia.

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1. Moglie o amante?

Oggi la musica, qualsiasi tipo di musica, convive con noi, ci sta vicina, incombe a distanza di un click. E’ un po’ come una moglie: se non si sgomita nella stessa stanza ci si divide giusto con una sottile parete. Ieri la musica era la nostra amante: pochi incontri ad alto rischio e spesso memorabili.

Ognuno ne tragga le conclusioni che crede, personalmente penso che chi si sposa abbia accesso ad una vita interiore più ricca e soddisfacente, se vai a vedere è persona vuota e immatura quella in perenne ricerca di amanti.

2. Australia

Fino a ieri Giovanni – un tipo razionale – comprava per la sua scorta personale 100 bottiglie di vino all’anno: 70 erano di un super doc che adora, nonostante il prezzo piuttosto caro, 30 erano invece di un prodotto più economico ma dignitoso, l’ideale per completare la fornitura nel rispetto dei vincoli di bilancio.

Ma oggi Giovanni si è trasferito in Australia, anche se non vuole rinunciare alla sua scorta annuale deve tener conto dei costi di trasporto. Fortunatamente il suo fornitore gli viene incontro garantendo uno sconto del 50% sul prezzo alla bottiglia affinché  la spesa finale sia esattamente quella di ieri. Come muterà la fornitura ordinata da Giovanni? Semplice, la quota del vino più pregiato aumenterà: es. 90/10.

L’esempio fatto ci dice che se un costo fisso (nel nostro caso il trasporto) si aggiunge ai costi variabili chi sceglie aumenta la qualità dei prodotti che consuma. Si tratta di un teorema dell’economia che trova rispondenza nei fatti: gli italiani all’estero consumano vini italiani mediamente più qualitativi rispetto ai connazionali rimasti a casa.

E questo cosa c’entra con gli ascoltatori di musica del nuovo millennio? Semplice, a fronte di molti costi collassati (vedi il parallelo con lo sconto del fornitore di vino) uno si è decisamente impennato: quello relativo al discernimento. Tanta scelta disponibile significa anche tanto “stress da scelta”. Si tratta di un costo fisso che probabilmente produce le conseguenze di cui parla il teorema.

Personalmente mi ritrovo in questo resoconto: passo più tempo a scegliere (leggiucchiare, orecchiare, occhieggiare…) ma anche a concentrarmi sui prodotti più rispondenti alle mie voglie. Sono definitivamente tramontati i tempi in cui passavo in rassegna gli scaffali di una discoteca (o di una libreria) alla ricerca di un’ispirazione, ormai si va a colpo sicuro e la “scatola chiusa” è un ricordo. Molti si lamentano: ma così manca l’effetto sorpresa! Vero, ma per quello c’è sempre il pulsante “shuffle”.

Il nuovo mondo è tanto più positivo quanto meno soffrite del tipico “stress da scelta” e di solito l’appassionato non vive la scelta come un incubo.

3. Nicchie

Altro teorema dell’economia: più i mercati si allargano, più aumentano specializzazione e nicchie.

Un mio amico faceva ogni anno un presepe con origami complicatissimi, prima questa insolita competenza era nulla più che una curiosità di quartiere, di solito l’inusuale prodotto finito lo regalava oppure gli veniva comprato da un bizzarro collezionista con sede a Grosseto conosciuto per caso ad una fiera dell’Artigianato. Oggi la musica è cambiata, la costruzione di presepi di carta è diventata una vera e propria attività fruttuosa che sotto le feste assorbe il mio amico  – e i suoi collaboratori – a tempo pieno: i clienti “strampalati” in giro per il mondo sono centinaia e tutti desiderosi di spendere, chi lo avrebbe mai sospettato.

Oggi il mercato musicale non ha confini e la specializzazione dei produttori pure. Tuttavia, non è detto a priori che questo sia un fatto positivo, molti lamentano che la varietà dell’offerta potrebbe avere effetti distraenti per i consumatori, specie se neofiti.

Ci sono quindi dei pro e dei contro nella specializzazione spinta dei produttori musicali, diciamo che c’è un prototipo di ascoltatore che ben difficilmente si lamenterà mai di questo stato delle cose: l’ascoltatore curioso.

4. Capolavori

La cucina povera abbonda di piatti unici in cui confluisce di tutto: dalla paella spagnola alla jambalaya texana fino alla rosticciata lombarda. Ebbene, i piatti proposti dalla raffinata nouvelle cuisine difficilmente saranno mai altrettanto completi.

In un’opera di Mozart troverai tutti i sentimenti: dal sublime al grottesco, dalla paura alla frivolezza. Ebbene, la gamma di un compositore contemporaneo è molto più ristretta.

Questo fatto ci priva dei cosiddetti “capolavori”, ovvero di piatti ricchi e completi, ma difficilmente ci priverà mai di pranzi ricchi e completi: l’unica avvertenza è che devi assemblarli da te (e “dentro di te”). La cultura oggi è una colossale playlist che richiede di essere messa insieme. Il capolavoro contemporaneo ha un luogo di elezione ben preciso: la nostra interiorità. Non esisterà mai là fuori ma solo nel cuore di chi ascolta.

Nel panorama contemporaneo l’ascoltatore con un’iteriorità più ricca patirà meno la latitanza di capolavori potendo facilmente reperirli in sé.

Conclusione

Tornando alla domanda iniziale posso solo dire che la risposta dipende da che tipo di persone siete. Se amate la famiglia, se vi piace esprimervi con una scelta, se siete curiosi e se privilegiate l’ interiorità, probabilmente il mondo di oggi è costruito su misura per le vostre orecchie di ascoltatori. Se invece il brivido dell’adulterio vi fa fremere, se scegliere vi stressa, se necessitate di continue rassicurazioni e coltivate la ritualità, probabilmente il vostro destino di ascoltatori sta nel rimpiangere il passato.

N.B. Il punto 2 è un’applicazione del teorema di Alchian/Allen. I punti 1 e 4 sono ispirati dalla lettura di No Crac di Tyler Cowen

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