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La Chiesa Cattolica e il problema dei cleptomani

Il cleptomane è un ladro compulsivo, la sua propensione al furto sembra a volte irrefrenabile.

La Chiesa Cattolica, va da sè, è tenuta a condannare questo genere di comportamenti.

Esistono però dei cleptomani in cui il disdicevole istinto è da considerarsi “innato e incurabile”. Qual è il modo più idoneo di relazionarsi con loro?

In casi del genere la CC si astiene da ogni condanna, per quanto non cessi di ritenere l’atto in sé, ovvero il furto, un atto oggettivamente “disordinato”.

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Giovanni e Giuseppe sono due cleptomani che hanno trovato un modo per limitare i danni prodotti dal loro comportamento “oggettivamente condannabile”: in una specie di “gioco” con regole pre-stabilite, nel corso dell’anno si invitano ripetutamente ciascuno a casa dell’altro e tollerano che nel corso delle rispettive visite potrebbe anche scapparci qualche furtarello. L’inconveniente è noto in anticipo da entrambi ma viene accettato esplicitamente. Ogni tanto Giovanni noterà qualche mancanza nel suo mobilio, così come non ci sarebbe nulla di strano qualora Giuseppe non trovi più il suo orologio laddove lo aveva messo, sono i rischi del mestiere, anzi, del gioco. Questo “gioco” ha un suo pregio: il vizietto che Giovanni e Giuseppe condividono puo’ sfogarsi senza ledere i sacrosanti diritti degli estranei.

La Chiesa Cattolica è disposta a considerare il “gioco” di G&G come, non dico auspicabile, ma per lo meno moralmente neutrale?

Ipotizziamo ora un arricchimento del gioco in questi termini: sia Giovanni che Giuseppe, dopo il furto perpetrato, devono restituire all’altro, entro 24 ore, la refurtiva chiedendo scusa e pentendosi sinceramente di quanto compiuto. Insomma, devono impegnarsi in un gesto lodevole da affiancare al gesto in sè offensivo del furto (quand’anche nel loro caso l’offesa sia stata neutralizzata da un esplicito accordo previo).

Ecco, qualora la CC non considerasse moralmente neutro il “gioco” di G&G nella sua prima versione, sarebbe ora disposta a fare questo passo?

Ultima domanda: è possibile stabilire un’analogia tra cleptomania e omosessualità?

Alcune precisazioni circa l’ipotizzata analogia:

  • il furto è sempre stato condannato poiché rappresenta una minaccia per la proprietà, parallelamente l’omossessualità è stata sempre condannata dalla Chiesa Cattolica poiché rappresenta una minaccia alla famiglia naturale; una condanna contigua a quella dell’adulterio, tanto per essere chiari;
  • non so e non mi interessa sapere se l’istinto cleptomane sia “innato e incurabile”, so solo che la CC stessa definisce l’istinto omosessuale come “innato e incurabile”, almeno in talune persone; la questione non è sempre stata in questi termini, in passato per la CC l’omosessuale era semplicemente un vizioso, così come un ladro era un ladro punto e basta. La CC, ora che riconosce casi “innati e incurabili” è chiamata a riformulare il suo insegnamento conformemente alle nuove informazioni disponibili.
  • La cleptomania esercitata reca un danno a terzi mentre si direbbe che l’omosessualità non abbia inconvenienti del genere quando non implica adulterio. Per questo, al fine di rendere l’analogia più calzante, ho ipotizzato il “gioco” di G&G e nella domanda che pongo non chiedo una condanna della cleptomania ma del “gioco” ideato dai due cleptomani per attenuare il danno a terzi.
  • Alla fine ipotizzo che G&G arricchiscano il loro gioco rendendolo ancor più accettabile con la restituzione della refurtiva e la richiesta di perdono. A cosa corrisponde questa concessione se ci concentriamo sull’altro termine dell’analogia, ovvero l’omosessualità? Probabilmente al riconoscimento e alla pratica dei valori tradizionali legati alla famiglia: impegno a realizzare un legame emotivo stabile che rafforzi la coesione sociale, nonchè lungimiranza e concreta serietà del progetto economico sottostante a detta relazione. In altri termini, impegno a configurare la relazione omosessuale in modo che assomigli il più possibile a quello della famiglia tradizionale.

Una risposta a “La Chiesa Cattolica e il problema dei cleptomani

  1. sdf 02/02/2016 alle 14:28

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