C’è sempre qualcuno più tradizionalista del tradizionalista

Perché sposarsi in due quando si puo’ farlo in diciotto?

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Di sicuro questa domanda se la sono posta i cosiddetti “poliamorosi” e non hanno saputo rispondere, cosicché si sono sposati in diciotto. Ma anche in tre, in sei, in venti… si sono sposati in tanti senza distinzione di età, razza, sesso e religione. 

Il mio amico tradizionalista mostra ripugnanza all’apprendere la notizia. Anch’io sono “leggermente” spiazzato.

Oggi questi amori di gruppo chiedono diritti. Va da sè: viviamo o no nella cultura del vittimismo? 

“Assurdo” grida il mio amico tradizionalista. Mi unisco a lui pensando alla pensione di reversibilità e agli squilibri di bilancio. [… poi, ponderando meglio la questione, mi accorgo che è la pensione di reversibilità (gratuita) ad essere assurda più che la pensione di reversibilità conferita ai poliamori. Quest’ultimo atto ha invece il merito di sottolineare le storture di un simile istituto…]

Ma torniamo a bomba. Il poliamore è  un’unione stabile tra più persone legate da vincolo amoroso (o qualcosa del genere). Ma funziona?

Il tradizionalista scuote la testa (e io, almeno un pochino, mi unisco a lui).

Per molti è impossibile, tuttavia ci sono alcune questioni di fatto che insinuano dubbi anche nel “disgustato”.

A quanto pare la gelosia è un sentimento sopravvalutato: molti poliamori sono stabili e durano da anni. Questo è un fatto.

Il test di paternità ormai disponibile a tutti non vi lascia sulle spine: saprete con esattezza chi è vostro figlio e potete privilegiarlo se vi va.

Il poliamore non è un’ammucchiata: il sesso promiscuo non è affatto così frequente come si pensa. Nei poliamori di solito c’è poco sesso, d’altronde chi è in cerca di queste cose ormai ha molte vie per ottenerle a basso costo, sarebbe assurdo imbarcarsi in un poliamore per perseguire questo obiettivo.

E’ una roba strana? Sì, ma a tante stranezze ci si abitua: fino a poco tempo fa sarebbe stato impensabile che un bimbo nero entrasse in una scuola di bianchi, la cosa suscitava disgusto e si riteneva che la civiltà sarebbe collassata. Quanto al poliamore chi c’è passato dice: “più che strano l’ho trovato noioso…”.

Nonostante questi argomenti (per altro abbastanza debolucci), il mio amico tradizionalista persevera nello scuotere la testa (e io, almeno un pochino, continuo ad unirmi a lui).

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Ma a questo punto i difensori del poliamore passano ad una singolare e inattesa segnalazione: in una comunità poliamorosa tendono ad istituirsi via via delle preferenze, delle relazioni privilegiate, delle priorità più o meno marcate. Uno dice addirittura riferendosi a due suoi “coniugi”: “… tutti sanno che Giovanna e Marco sono fidanzati in modo particolare…”. 

Il tradizionalista ormai ha smesso di ascoltare, la sua indignazione ha già raggiunto il culmine. Io invece mi mostro ora molto interessato e chiedo di proseguire.

Continuano le testimonianze sul campo: alla fine la comunità poliamorosa tipo si trasforma lentamente in una comunità di coppie particolarmente cementate e inclini alla necessaria fiducia reciproca, un bene irrinunciabile per poter vivere insieme in modo tanto stretto.

Urca! La cosa mi interessa: mi son sempre chiesto come mai noi cattolici ci riempiamo tanto la bocca con la parola “comunità” e poi non sappiamo nemmeno dare vita ad un  “condominio cattolico” in cui condividere buona parte dei beni nell’amore fraterno tra correligionari.

Ma sentiamo ancora i protagonisti: nei fatti l’ideale del poliamore non si realizza mai, cio’ che si realizza più di frequente è una grande famiglia allargata fortemente coesa.

A queste parole mi giro a guardare il mio amico tradizionalista ma ormai si è dileguato. Peccato.

Penso: una famiglia allargata praticamente coesa e disposta a condividere molto, anche nella cura dei figli.

Poi l’illuminazione: ma questo è il modo in cui l’uomo stava insieme prima della rivoluzione agricola!

Quando rivedo il mio amico tradizionalista glielo dico: vacci piano a vantare il tuo tradizionalismo perché prima o poi troverai qualcuno più tradizionalista di te che ti bacchetterà per non esserlo abbastanza.

P.S. riflessione ispirata ad un articolo di Giuliano Guzzo.

 

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5 pensieri riguardo “C’è sempre qualcuno più tradizionalista del tradizionalista”

  1. E’ bello leggere un “tradizionalista” 🙂 che sa considerare opinioni diverse senza sparare a zero. Kudos.
    Eh già, il poliamore è “strano”… come tutte le cose “nuove”, che prima o poi diventano “normali”.
    Infine, brillante ll’osservazione sui tradizionalisti che trovano sempre qualcuno più infervorato di loro.

    Ma alla fine, non siamo su questa Terra per amarci l’un l’altro?
    E allora, da dove viene tutta questa avversione (da parte di credenti cristiani e non), per chi vive in modi diversi dai propri?!? Io ci vedo tanto ego, e ben poco amore… :-/

    1. Chiunque può vedere che gli “amori” dei non-tradizionalisti si traducono SEMPRE solo in diverse coniugazioni del termine “egoismo”. Il miglior modo di incanalare questi “amori” è comprarsi un cane, e sfogare i propri bisogni sessuali con partner della stessa specie, senza scomodare concetti importanti quali famiglia, figli, amore, ecc.
      Quelle cose lasciamole alle persone serie, cercando di limitare i danni (che purtroppo ormai piagano in modo irreparabile – direttamente e indirettamente – le esistenze di tutti noi in Occidente).

      1. E’ sempre divertente vedere la presunzione (arroganza?) dei moralisti che condannano chi ha visioni più aperte delle loro: nel tuo commento ti sei posto come “non egoista”, “difensore di famiglia / figli / amore”, e “persona seria”. Capperi!
        – Ma volere che gli altri vivano a modo proprio (implicito in tutto il commento), non è egoismo?
        – Siete forse gli unici che danno importanza a famiglia / figli / amore? (presuntuosetto anziché no)
        – Quanto alle persone “serie”, a me suscitano una certa diffidenza: le persone che hanno provocato più danni nella storia dell’umanità (conquistatori, dittatori, inquisitori…) si ritenevano molto serie (e si prendevano molto sul serio, proprio come te), mentre le persone migliori spesso non si prendono troppo sul serio, e mostrano una molto più sana leggerezza. 🙂

        Ma si sa, la tentazione di sentirsi migliori degli altri è sempre seducente…

    2. Valter, stai collezionando ipocrisia a pacchi. Perché è evidente che, quando scrivi “le persone migliori spesso non si prendono troppo sul serio, e mostrano una molto più sana leggerezza”, intendi porti in quella categoria. E allora, come non condividere la tua ultima frase sulla tentazione?:)

      Per il resto, i frutti dell’”amore” (sempre tra virgolette) che danno queste belle unioni allargate e sperimentali sono visibili in qualunque scuola elementare e media in cui ti venisse mai voglia di ficcare il capo. I genitori vivono leggiadri, abbandonandosi all’”amore” più “aperto”, sperimentano quel “vivere a modo proprio”, non regolato dalla zavorra antiquata di quelle noiose cose, inutili fardelli per gente barbosa, che preferisce occupare il suo tempo opprimendo gli altri. I figli di questi disastri (metà della tipica classe) hanno bisogno di sostegno psichiatrico perenne. Ma pazienza, sarebbero loro i veri egoisti, se pretendessero stabilità dalla loro famiglia, no? La colpa è dell’educazione, che non li prepara alla modernità della famiglia allargata.

      Conquistatori e dittatori, comunque, in larga parte, non erano certo dei “tradizionalisti” tutti casa chiesa e famiglia. A chi ti riferisci? Hitler? Leopoldo II? Mao? Pol Pot? Robespierre? Stalin? Ho buttato lì nomi a caso, ma mi sa che caschi male, perché erano tutti mangiapreti come te.

      Gli inquisitori lasciali stare, che ho la sensazione che manco sai di cosa parli.

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