Cara Signora Maestra…

Ci fa bene aver avuto dei buoni insegnanti? Quanto ci migliora?

Rispondere è difficile, meglio rivolgersi a chi ha dedicato la propria vita accademica alla questione. Per esempio gente come:

Dan Goldhaber

Dominic J. Brewer

Barbara Nye

Spyros Konstantopoulos

Larry V. Hedges

Michael C. Mckenna

Raj Chetty

Jesse Rothstein

John N. Friedman

Jonah E. Rockoff

Steven Rivkin

Eric Hanushek

John Kain

William Sanders

June Rivers

Daniel McCaffrey

Gary Rubinstein

Brian A. Jacob

Lars Lefgren

David P. Sims

Thomas J. Kane

Diane Ravitch

Xiaoxia A. Newton

Jennifer Bessolo

Noelle A. Paufler

Audrey Amrein-Beardsley

Derek Briggs

Ben Domingue

Robert Plomin

Emmanuel Saez

Scott Carrell

Moshe Adler

Caroline M. Hoxby

 

La risposta sembra essere: poco. Molto poco. Almeno se ci si limita alle abilità cognitive dell’allievo. Ed è una risposta generosa.

La qualità dell’insegnante puoi misurarla come credi – esperienza, titoli, specializzazioni, punteggi… – ma conta comunque poco sul tuo futuro.

teacher

La storia è all’incirca questa: l’effetto di un buon insegnante sulle prestazioni nei test futuri sfuma dopo un paio d’anni. Lo stesso dicasi sui voti nelle classi a venire.

D’altro canto sembra vero che avere buoni insegnanti ti farà guadagnare di più. C’è dunque un beneficio economico.

Visto che il potere sulle abilità cognitive (facilmente misurabili con i test) è scarso, probabilmente, si è detto, l’influsso benefico si esercita sulle qualità non cognitive (carattere).

Ma c’è un problema: l’ “effetto-stipendio-futuro” sparisce una volta controllato con la qualità della scuola materna frequentata. Sembrerebbe allora che 1) sia la scuola materna ad incidere e 2) incida sul carattere più che sulle abilità cognitive, visto che anche lì i miglioramenti sfumano.

Ricordo che gli studi di genetica comportamentale ci dicono quanto poco contino i genitori sul futuro successo economico del figlio.

Domanda: è credibile che un insegnante di scuola materna con cui un bambino passa solo qualche ora al giorno per pochi anni influenzi il carattere di quest’ultimo più del genitore con cui  passa quasi tutta la vita? A me sembra strano. Forse è più probabile che siano gli amici, la compagnia a contare. Boh.

Nonostante l’immane sforzo statistico siamo ad un punto morto.

Non riusciamo minimamente a capire quanto e se  la qualità degli insegnanti conti sul futuro dei nostri ragazzi. A noi sembra ovvio ma i dati non confessano, per quanto siano stati torturati.

E intanto, nell’impossibilità di misurare, prospera lo status quo, ovvero la scuola di stato. Inamovibile. Se solo ci fosse un obbiettivo misurabile da perseguire è facile prevedere che i privati farebbero meglio, come in tutti settori dove la meta è chiara, gli esiti finali poco discutibili e il premio da incassare assicurato.

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