Quattro storie disgustose

Disgustose sì, ma… forse è meglio evitare ogni spoiler.

Le propone Jonathan Haidt per testare la vostra maturità nei giudizi etici.

La prima:

“Il cane Sam della famiglia Brown è stato investito da un’auto davanti alla loro casa. I Brown avevano letto da qualche parte che la carne di cane è deliziosa, così hanno tagliato e cucinato il corpo del vecchio Sam mangiandolo poi a cena. Nessuno li ha visti ma si sa per certo che lo hanno fatto … “

Approvate, condannate o siete moralmente indifferenti al comportamento tenuto dalla famiglia?

4

La seconda:

“Un uomo va al supermercato una volta alla settimana per comprare il pollo. Poi, tornato a casa, prima di cucinarlo intrattiene strani “rapporti sessuali” con la carcassa della bestia. Solo dopo se lo cucina e lo mangia.”

Approvate, condannate o siete moralmente indifferenti al comportamento dell’uomo?

3

La terza:

“Una donna, nel pulire il suo armadio, rinviene una vecchia bandiera italiana usata un tempo in occasione del 25 aprile. Ora non sa più che farsene, così la taglia a pezzi e la utilizza per la pulizia del wc…”

Approvate, condannate o siete moralmente indifferenti al comportamento della donna?

2

La quarta:

“Giulia e Marco sono fratello e sorella entrambi universitari. Stanno viaggiando insieme per una vacanza estiva. Una notte rimangono soli in una capanna vicino alla spiaggia. Decidono che sarebbe interessante e divertente provare a far l’amore tra loro. Per lo meno, sarebbe una nuova esperienza. Giulia stava già assumendo pillole anticoncezionali e Marco usa anche il preservativo, tanto per essere sicuro al 100%. Ad entrambi è piaciuto, anche se decidono di non farlo mai più. Decidono di mantenere il segreto tra loro, giusto qualcosa che li fa sentire ancora più vicini…”

Approvate, condannate o siete moralmente indifferenti al comportamento dei due fratelli?

1

Attenzione perché c’è un trucco evidente che siamo sempre tentati di sorvolare.

Il trucco ve lo posso anche svelare ma per il dettaglio delle implicazioni devo rinviare al libro The Righteous Mind: Why Good People are Divided by Politics and Religion di Jonathan Haidt

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