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I migranti di Fahrenheit migrano ancora… (IV inbloggazione)

Paperone è impazzito

Paperon de’ Paperoni ha dato fuoco al suo deposito riducendolo in cenere.

Domanda: si è impoverito?

Nessun sistema contabile registrerà mai alcun impoverimento, ne suo nè della comunità a cui appartiene. Perché?

Si parte da un assunto: la ricchezza è qualcosa di soggettivo.

A volte la contabilità non è in grado di registrare un arricchimento: se per esempio concepisco un bel pensiero sono più felice e realizzato ma questa ricchezza non puo’ essere “contabilizzata” in alcun modo nel PIL.

Altre volte invece è possibile farlo: quando si realizza uno scambio.

Esempio: io ho qualcosa che tu valuti più di me e tu hai qualcosa che io valuto più di te: se ci scambiamo questi oggetti entrambi staremo meglio, e questo arricchimento reciproco è facile da “registrare”.

Di solito, l’oggetto che io ho e a te piace non lo posseggo per caso, l’ho costruito lavorando con i muscoli e con il cervello. Per questo che dietro la ricchezza segnalata dallo scambio c’è quasi sempre sudore e innovazione.

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Ma torniamo a noi, se la ricchezza viene segnalata dallo scambio, l’impoverimento viene segnalato da uno scambio mancato. Lo spreco non è altro che uno scambio mancato.

Nel falò di Paperone non c’è alcuno “scambio mancato”, ci sono solo dei pezzettini di carta che bruciano perché così desidera il loro proprietario. Su che basi parlare di impoverimento?

Con i 500 euro che ho in tasca potrei comprarmi uno smartphone o gettarli nel lago. Qualsiasi sia la mia scelta non creo né ricchezza né povertà, faccio solo quel che preferisco.

D’altronde, pensandoci bene, che differenza fa se Paperone tiene i suoi pezzettini di carta chiusi dentro il deposito o li brucia? Nessuna.

A questo punto qualcuno potrebbe pensare che è proprio l’avarizia di paperone ad impoverire la comunità.

E’ vero l’esatto contrario: sequestrando (o bruciando) tanti verdoni, Paperone alza il valore dei verdoni in possesso degli altri. Il principio sottostante balza agli occhi: più qualcosa è raro, più è prezioso. Una volta tolti di mezzo i molti verdoni di Paperone i miei e i tuoi diventano più rari.

Il fatto che l’avaro rinunci a molto significa anche che lascia molto agli altri. Ricordiamoci che l’avaro non è l’egoista. Paperone è avaro, non egoista. L’avaro è un filantropo a prescindere dalla sua volontà.

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