Famiglia sentina di tutti i mali

Regolarmente si sente dire che l’ x% del delitto xy avviene “in famiglia”. Al che noi si dovrebbe tutti restare a bocca aperta stupendo di quanto la famiglia sia sentina di tutti i vizi.

Io mi chiedo invece il contenuto informativo di un simile messaggio. E mi spiego meglio con un paradosso, se uno ci dicesse che il 100% dei delitti che conosciamo avviene sul pianeta terra ci metteremmo a ridere per una sortita tanto sciocca. Ebbene, perché escludere che l’ affermazione sulla famiglia di cui sopra sia solo un po’ meno sciocca? In fondo gran parte delle nostre relazioni si sviluppano in famiglia, gran parte delle motivazioni che armano la mano di un assassino possono nascere solo in seguito ad uno stretto rapporto sul genere di quello familiare, e dirò anche che per i delitti passionali non c’ è deterrenza che tenga, lo strumento della pena è inefficace come lo è quello della polizia che in certi luoghi non ha accesso. Ebbene, tenuto conto di questo, mi piacerebbe conoscere il contenuto informativo di quell’ x%. Qualcuno ne sa qualcosa?

***

Non mi stupisco che a chi accusa implicitamente la famiglia dicendo che ha l’esclusiva di certi reati violenti si risponda facendo notare come la famiglia sia anche il posto più sicuro in cui vivere: le due affermazioni non sono in contrasto ma perfettamente compatibili.

Qualche esempio.

Nel febbraio 2015 lo psicologo Nicholas Zill ha spiegato che il basso tasso di vittime di criminalità dei bambini che vivono con i due genitori biologici non è dovuta all’assenza di un maschio adulto in casa a proteggere la famiglia. Infatti, i bambini che vivono con un genitore biologico e un genitore acquisito hanno anch’essi mostrato un tasso elevato di esposizione alla violenza: 84 bambini su 1.000. Lo stesso dicasi per i bambini che vivono con entrambi i genitori biologici che sono conviventi e non sposati: 60 bambini su 1000. La miglior sicurezza per loro è un matrimonio stabile.

La famiglia tradizionale è il posto più sicuro per donne e bambini:

  • Marriage dramatically reduces the risk that mothers will suffer from domestic abuse. In fact, the incidence of spousal, boyfriend, or domestic partner abuse is twice as high among mothers who have never been married as it is among mothers who have ever married (including those separated or divorced). 
  • Children of divorced or never-married mothers are six to 30 times more likely to suffer from serious child abuse than are children raised by both biological parents in marriage.1

Nel giugno 2014 in un articolo sul “Washington Post” due ricercatori hanno dimostrato che «le donne sposate sono notevolmente più sicure rispetto alle loro coetanee non sposate, e le ragazze/bambine che vivono in una casa con un padre sposato hanno nettamente meno probabilità di essere vittime di abusi o aggressioni rispetto alle ragazze/bambine che vivono senza il loro padre».

Nel maggio 2014 è stato dimostrato che i bambini che vivono in famiglie con due genitori sposati hanno meno probabilità, anche vivendo in quartieri pericolosi, di essere esposti a crimini violenti rispetto ai bambini di genitori non sposati o divorziati. In particolare, per ogni 1.000 bambini in famiglie con genitori sposati 36 hanno assistito o subito violenze. Al contrario, tra i bambini che vivono con una madre non sposata, il tasso di esposizione a crimini violenti era quasi tre volte superiore: 102 bambini su 1.000. Tra i bambini che vivono con madre separata o divorziata, il tasso di esposizione è stato più che doppio rispetto a quello per i figli di genitori sposati: 89 bambini su 1.000.

Nel maggio 2013 una ricerca è realizzata dall’Instituto de Estudios del Capital Social (INCAS) della Universidad Abat Oliba CEU ha stabilito che «i figli minori che vivono con entrambi i genitori biologici in un matrimonio stabile hanno un welfare molto più elevato rispetto ad altri tipi di situazioni». Fra le altre conclusioni questa è particolarmente interessante: «si può dire con forza che la famiglia classica previene la violenza domestica contro le donne e verso i bambini, i quali hanno tutti gli indicatori di salute migliori, beneficiano di un reddito più alto e maggiori condizioni stabili e favorevoli».

Nel dicembre 2012 uno studio sul matrimonio è stato pubblicato sul Journal of Public Health, ed è relativo a un confronto di donne sposate in gravidanza con donne conviventi o single. L’indagine ha mostrato che le donne sposate sono meno soggette all’abuso subito dai partner, all’abuso di sostanze stupefacenti e alla manifestazione di depressioni post-partum.

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