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I migranti di Fahrenheit migrano ancora… (IV inbloggazione)

Il paradosso della libertà

Uno dei tanti.

C’è chi come i cattolici difende la libertà attraverso le tautologie: non c’è libertà senza verità, chi conosce la verità fa la cosa giusta, l’uomo libero fa la cosa giusta. Quindi: la libertà è buona.

C’è chi come i libertari difende la libertà come valore: ho diritto a fare cio’ che voglio perché sono libero.

Gli altri difendono la libertà come mezzo: la libertà responsabilizza, la libertà dà buoni incentivi ma soprattutto la libertà risolve il problema della conoscenza.

La libertà risolve il problema della conoscenza? Ma sì! La libertà è essenzialmente libertà di sperimentare soluzioni alternative e noi conosciamo grazie agli esperimenti (ce lo insegna la scienza): più esperimenti ci sono meglio è; più un esperimento ha successo, più persone seguiranno quella via.

Varie soluzioni competono tra loro facendo emergere informazioni nascoste. Così come la biodiversità fa bene alla natura, la diversità sociale fa bene alla convivenza.

Un paradosso fa capolinea. Lo esprimo attraverso un tipico esempio: la prostituzione deve essere legalizzata?

Un libertario non avrebbe dubbi ma chi vede la “libertà come mezzo” penserà: lasciamo che le comunità locali provino soluzioni alternative e impariamo dalle reciproche esperienze.

Insomma, un liberale di tal fatta desidera vedere sia società dove la prostituzione è legale che società dove è bandita. Ma nel tollerare le seconde l’amante della libertà tollera la coercizione delle persone! Come puo’ tessere il panegirico della libertà chi tollera la coercizione?

L’imbarazzo liberale deriva dal fatto che in realtà il principio “libertà per tutti” impedisce di sperimentare soluzioni alternative.

Vale la pena far notare che “il paradosso della libertà” non è altro che “il paradosso della scienza” sotto mentite spoglie: quante volte sui social veri o presunti esperti (per lo più medici) ci vengono a dire che “un certo comportamento non ha basi scientifiche”. Si fanno ambasciatori del messaggio scientifico ed esordiscono con un lapidario: “la scienza dice che…”. Ma se la scienza dice qualcosa è “sperimentate senza fine, più sperimentate più saprete”. Ebbene, se la scienza si giova di qualcosa è della sperimentazione volontaria di comportamenti che il “luminare” sentenzia come anti-scientifici. Nel suo “la scienza dice….” è implicito un “basta sperimentare su questo punto…”, ovvero il messaggio anti-scientifico per eccellenza. Un bel paradosso.

liberty

Due libri costruiti su questo paradosso:

Uncontrolled: The Surprising Payoff of Trial-and-Error for Business, Politics, and Society – di Jim Manzi

Rationalism, Pluralism and Freedom di Jacob Levy.


 

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