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I migranti di Fahrenheit migrano ancora… (IV inbloggazione)

Il mito della matematica

A cosa mi serve conoscere i sette Re di Roma? E sapere dov’ è sul mappamondo Timor Est? E dominare le preposizioni articolate del francese? E coniugare alla terza persona plurale del passato remoto il verbo “cuocere”?

In generale, questi quesiti si condensano retoricamente in uno che li assorbe tutti: “ma a cosa diavolo serve il latino”?

Con una certa regolarità il “latino” sale sul banco degli imputati: è giusto perderci tempo a scuola? A che cosa serve nella vita concreta? Sono in molti a ritenerlo superfluo (personalmente ho parecchie incertezze), e ormai una sentenza di condanna non suona più nemmeno provocatoria.

Facile però prendersela con i deboli, molto più interessante prendersela con i forti e chiedersi, per esempio: ma a cosa serve la matematica, siamo poi così sicuri che serva a qualcosa?

MATH

Ok, se vado a far la spesa molto meglio saper far di conto, ma nel pormi la domanda ho in mente quelle nozioni matematiche che vanno un pochino oltre l’aritmetica o l’algebra elementare (che un papà geometra motivato potrebbe trasmettere al figlio senza tanto dispendio di energie). Diciamo quelle nozioni che vanno un pochino oltre la matematica che si insegna fino alle scuole medie e che ammorba lo studente nel decennio successivo.

Altra precisazione dovuta: è chiaro che uno “storico del cinema” o un “intendente alle belle arti” possa fare a meno della matematica nel suo mestiere, ma qui considero i professionisti del comparto tecnico/scientifico.

David Edwards è un professore di matematica alla “University of Georgia” e per lui la matematica è uno dei miti più irrazionali nella società più razionale della storia.

Cosa deve intendersi per “math myth”?

The math myth is the myth that the future of the economy is dependent upon the masses having higher mathematics skills…

In effetti nei media spesso sentiamo che per sostenere la nostra competitività servono più tecnici, più scienziati, più ingegneri, più programmatori…! Questo anche se…

Vivek Wadhwa has described how there’s no shortage of scientists and engineers (primo mito della lista)….

Chissà se anche il Italia le cose stanno come dice Vivek. A giudicare dagli stipendi si direbbe di sì ma la cosa non è decisiva visto che l’america ci precede su una strada a cui siamo comunque destinati.

Dalla frequentazione di “ingegneri, scienziati, esperti di computer…” Edwards nota che alla maggior parte di loro basta e avanza qualche nozione di Excel e la matematica insegnata alle medie, da qui trae la sua congettura:

Math Myth Conjecture: If one restricts one’s attention to the hardest cases, namely, graduates of top engineering schools such as MIT,  RPI,  Cal. Tech., Georgia Tech., etc., then the percent of such individuals holding engineering as opposed to management, financial or other positions, and using more than Excel and eighth grade level mathematics (arithmetic, a little bit of algebra, a little bit of statistics, and a little bit of programming) is less than 25% and possibly less than 10%…

Si noti che l’attenzione è rivolta ad una classe ristretta di professionisti specializzati. Come dire “figuriamoci gli altri…”.

Insomma, a parte chi conosce la matematica perché insegna la matematica, ben pochi tra gli altri lavoratori del comparto tecnico-scientifico più avanzato è tenuto a conoscerla oltre un livello che possiamo definire elementare.

Ad onor del vero, bisogna anche dire che Edward non ha fatto studi sistematici in merito, e infatti parliamo di semplice congettura. Le sue intuizioni si basano solo dalla sua esperienza, che però è un’esperienza molto vicina all’oggetto di cui parliamo. Ecco, a titolo di esempio, un episodio che racconta:

… Accenture, the former consulting part of the now defunct Arthur Anderson, was recruiting at UGA for math and computer science majors. I invited them-one professional recruiter and three consultants-to give their spiel to my classMath for Computer Science. After they finished, I asked the consultants: So, what mathematics do you actually use? They sheepishly responded: None. So, I asked them: What computer science do you actually use? Again the answer was: None. They were only interested in math or computer science majors as a convenient filter!…

La cosa, se presa sul serio, avrebbe parecchie implicazioni:

Acceptance of the conjecture should have revolutionary educational implications . In particular, it undermines the legitimacy of requiring highermathematics of all students. Such mathematics is actually needed by only a minute fraction of the workforce…

Di solito si reagisce affermando che “la matematica aiuta a pensare”. Ci si sente consolati da questa semplice e vaga affermazione evitando di spingersi oltre. Purtroppo, gli psicologi che sono “andati oltre” tentando una verifica non hanno affatto confermato questo pensiero meramente consolatorio: i nostri saperi e le nostre abilità sono molto specifiche, per pensare meglio (più razionalmente) un problema la cosa migliore è cimentarsi con quello specifico problema, non perdere tempo studiando nozioni di logica o di matematica. Questa è anche la sensazione di chi opera sul campo, ecco un’analogia icastica:

Argument against is the one I always hear around the mathematics department: mathematics helps you to think clearly. I have a very low opinion of this self-serving nonsense. In sports there is the concept of the specificity of skills: if you want to improve your racquetball game, don’t practice squash! I believe the same holds true for intellectual skills…

CONCLUSIONI PERSONALI

Certo che se facciamo fare alla “matematica” la fine del “latino” dobbiamo accumunare alla loro sorte l’intero percorso formativo dello studente: è la scuola/università che serve a ben poco. L’alternativa è smettere di chiederci “a cosa serve?” ripiegando su qualche teoria più sofisticata (e quindi anche più cervellotica) dell’istruzione.

PRIMO

7/9/2016 primo giorno di scuola

PRIM

7/9/2016 primo giorno di scuola

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