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I migranti di Fahrenheit migrano ancora… (IV inbloggazione)

Economia dell’odio

L’odio tra gruppi di persone è un sentimento sottoposto di frequente a sfruttamento politico, Edward Glaeser ha approfondito le dinamiche di questo fenomeno nel saggio THE POLITICAL ECONOMY OF HATRED.

L’odio è fomentato attraverso storie gonfiate e leggende nere che chi ascolta non è interessato ad approfondire. In questo casi la ripetizione ossessiva conta più della fondatezza. La strategia politica dell’odio sfrutta la facile accettazione senza investigazione.

L’imprenditore dell’odio intende screditare l’avversario le cui politiche favorirebbero la minoranza messa nel mirino.

L’imprenditoria legata all’odio ha operato, per esempio, contro gli ebrei in Francia, Russia e Germania. Contro i neri in America e contro gli americani in Medio Oriente.

La religione e l’etnia hanno spesso un ruolo preminente nell’individuazione del gruppo da colpire. Anche la dimensione del gruppo deve essere contenuta affinché i danni di una eventuale reazione siano contenuti.

Occuparsi delle “leggi dell’ odio” è opportuno poiché l’odio impoverisce le popolazioni in cui si diffonde…

… Easterly and Levine [1997] find that ethnic strife is a major cause of poverty in subSaharan Africa. Alesina and LaFerrara [2000] document that racial heterogeneity decreases social capital… Ethnic conflict increases corruption [Mauro, 1995]… People support redistribution less when that redistribution aids people of different races [Luttmer, 2001]; there is less income redistribution in countries or states that are ethnically divided [Alesina and Glaeser, 2004]….

Ma come nasce l’odio?

Per alcuni è automatico in presenza di differenze ben visibili. Tuttavia, la storia è piena di episodi di odio tra simili oppure di  odio volatile.

… Hatred arises between groups that resemble each other closely, such as American northerners and southerners in 1861…. Hatreds rise and fall. Before 1945, Franco-German hatred was a regular part of European life; it is no longer. Anti- Americanism is now common in the Middle East [Gentzkow and Shapiro, 2004], but it wasn’t always so… White hatred of African-Americans has fallen since its Jim Crow heyday. Even anti-Semitism, among the most permanent forms of hatred, has declined substantially in the West…

L’odio è coerente? Spesso non è così, basta pensare a certo antisemitismo fondato su accuse campate in aria…

… hatred is almost always internally consistent… This fact leads some observers to think that hatred is caused by the crimes of the object of hatred. Chomsky [2001] argue s that American behavior is the cause of anti-Americanism. Yet the relationship between hatred and the criminality of the hated group is often minimal… The best evidence that: “anti-Semitism has fundamentally nothing to do with the actions of Jews, and therefore fundamentally nothing to do with an anti-Semite’s knowledge of the real nature of Jews, is the widespread historical and contemporary appearance of anti-Semitism, even in its most virulent forms, where there are no Jews, and among people who have never met Jews” [Goldhagen, 1997, p. 41]….

L’odio non sembra fondato su scontri militari precedenti: tra i francesi ci sono più odiatori degli americani che tra i vietnamiti. Pesano piuttosto le storie pre-confezionate e la stampa scandalistica.

… C. Vann Woodward describes how race hatred in the post-bellum South “was furthered by a sensational press… German politicians spread anti-Semitic stories for political reasons. Joseph Goebbels emphasized that the power of Nazi antiSemitism stemmed from repetition, not accuracy: “If you repeat a lie often enough, it becomes the truth.”… According to the 2002 Gallup Poll of the Islamic World, 89 percent of Kuwaitis and 96 percent of Pakistanis do not believe that Arabs destroyed the World Trade Center, and the residents of these countries were more likely to blame the United States and Israel…

Quando nasce l’odio? Quando “scendono in campo” soggetti disposti ad inventare in presenza di soggetti elettori disposti a non investigare. La premessa è che una minoranza ben identificabile sia favorita da certe politiche.

Per esempio: si odiano i pochi ricchissimi (es. i multimiliardari) favoriti da politiche liberali, oppure i pochi poverissimi (es. i migranti) favoriti da politiche redistribuzioniste.

Alcuni casi presi in esame per costruire un modello economico dell’odio…

… The model explains the rise of hatred as a predictable political response to the redistributionist Populist movement of the 1880s. Populists proposed redistribution from rich to poor that would have helped the overwhelmingly poor black population, and Populists, like Tom Watson, sought support from black voters. The opponents of the Populists turned to racial hatred as a means of discrediting redistribution… The model can help explain why anti-Semitism was rife in Germany, Russia, and Austria and rarer in England, Italy, and the United States. In the late nineteenth century, Germany, Russia, Austria and France, right wing monarchists, who depended on Church support, battled left wing groups that ranged from liberal to communist. Within this divide Jews were invariably on the left, and “from Stoecker to Hitler, rightists rarely attempted to refute socialism, preferring to cite the high percentage of intellectuals of Jewish origin among socialist publicists as proof of its subversion” [Weiss, 1996]. In England and the United States, the debate over rule by divine right was long over. In Italy, the Pope excommunicated all participants in post- unification Italian politics, removing religion from political debates…

Un antidoto all’odio potrebbe essere l’integrazione economica: in questo caso gli interessi si intrecciano rendendo più sfumati le alleanze in gioco.

Internet fomenta l’odio? Da un lato sì: gli odiatori estremi possono ritrovarsi con più facilita e vivere nel loro mondo senza essere disturbati da fastidiose obiezioni. Ma internet rende anche più facile informarsi e sventare la bufala.

Secondo Darwin e Ruth Dozier l’odio è un sentimento legato all’auto-difesa e alla vendetta, un’emozione primitiva che prelude ad un attacco. Lo si prova quando si è minacciati. Roy Beaumeister sostiene che il “cattivo” si sente costantemente in pericolo… il femminicida così come la maschicida si auto-giustifica con naturalezza…

… people who “carry out the massacres see themselves as victims of mistreatment and injustice,” and “bullies, wifebeaters, tyrants, and other violent people tend to think that other people are attacking or belittling them.”…  most murders are between acquaintances (especially spouses) and almost always have an element of selfdefense or retribution…

Nisbett e Cohen hanno segnalato come l’odio abbia una sua biologia e coincida con i picchi di testosterone che seguono una provocazione…

… As Neihoff [1999] details, when people are threatened, their hormonal systems rapidly produce emotions that help us with an occasionally violent response…

L’odio è un aiuto energetico di cui disponiamo quando stiamo per partire all’attacco del nemico.

Anche gli economisti hanno indagato questa emozione in occasione di situazioni di laboratorio simili all’ultimatum game: chi non è disposto a condividere almeno un po’ viene presto odiato e disprezzato dal gruppo.

Per odiare dobbiamo costruirci una storia coerente, e il complottismo ha proprio questa funzione: gli ebrei cospiravano e i negri violentavano le bianche.

… For example, the young Hitler’s lifelong anti-Semitism was apparently primed by materials such as his “favorite tabloid [which] ‘revealed’ that ‘Jewish’ pimps, brothel owners, and white slavers seduced Aryan virgins in order to pollute their blood” [Weiss, 1996]…

Basterebbe poco per smascherare certe leggende nere…

… blaming the Jews for the “stab in the back,” that allegedly caused Germany to lose World War I. Given the absence of Jews from German political or military leadership, this widespread and often accepted story is patently absurd…

Chi non ricorda “il protocollo degli anziani di Sion”? Un documento che avrebbe dovuto comprovare le trame giudaiche ma che si rivelò un falso pre-fabbricato nel 1921.

Stalin partì con i suoi progrom accusando i medici ebrei di avvelenare i loro pazienti.

La leggenda nera deve essere vaga e possibilmente fondata su qualche fatto autentico. Qualche episodio di violenza sessuale perpetrato da neri a danno di donne bianche deve esserci, l’importante è riferirli in modo enfatico e ripetuto a gente che non ha interesse ad approfondire.

…  Slobodan Milosevic galvanized his Serbian killers by reminding them of the Turkish victory, and the “martyrdom” of Prince Lazar, at Blackbird’s Field in 1389…

Ben presto l’accusa a singoli si allargherà al gruppo. Un errore cognitivo tipico che consente di realizzare il paradigma del “noi contro voi” in cui la nostra mente si sente particolarmente a suo agio…

… A puzzling aspect of group hatred is that people attribute evil to all members of a group, not just specific perpetrators of past crimes. Indeed, hate is often formed using true stories; the cognitive error comes not from believing the story, but rather in leaping from the evil of the specific people to the inference that an entire group is evil…

Vediamo se le considerazioni fatte trovano applicazione nei casi specifici. Approfondiamo allora con Vann Woodward il razzismo americano tra il 1870 e il 1900.

Prima della guerra civile il nero era considerato inferiore non cattivo.

Non c’era odio ma paternalismo. Il concetto di primato bianco e la negrofobia si diffuse successivamente pubblicizzando l’immagine di un nero lussurioso, violento e aggressore. I linciaggi, per esempio, interessarono solo questo periodo.

Gli interessi pre-guerra spiegano molto: chi odiava i neri allora voleva risbatterli in Africa. Gli schiavisti temevano  “invasati” del genere, di sicuro non li foraggiavano!

… In the ante-Bellum period, slave owners had little interest in spreading hatred against their own slaves. Hatred of blacks might have led voters to support abolitionists, who favored sending slaves back to Africa

Proclamare l’inferiorità dei neri faceva invece gioco: la schiavitù veniva fatta passare come una tutela a beneficio di tutti.

Dopo la guerra le cose cambiarono, i candidati repubblicani al sud proponevano politiche redistribuzioniste che avrebbero favorito i neri appena liberati. Il KKK fiorì e oratori come Ben Tilman cominciò a parlare di “testa dei bianchi sotto il tallone dei neri”.

Nel 1870 le cose cambiarono ancora…

… After Republicanism was defeated in the la te 1870s, the depression of the 1880s created fertile ground for this first American party committed to redistribution from rich to poor. The egalitarian Populists’ initially sought support among poor farmers, regardless of race. C. Vann Woodward [1951, p. 254] writes that “more important to the success of Southern Populism than the combination with the West or with labor was the alliance with the Negro;”…

I neri a quel punto erano poveri come tanti altri e intrecciarono alleanze con i populisti bianchi. L’odio razziale non riguardò più il popolo ma un’élite altolocata.

Anche la battaglia per i diritti civili fu caratterizzata da odio e leggende nere. Questa volta il bersaglio furono i razzisti. Questo tanto per chiarire che lo strumento dell’odio è utilizzato a prescindere dal contenuto della battaglia politica…

… Ironically, the fights against slavery during the Civil War and against Jim Crow during the 1960s Civil Rights Era depended on their own forms of hatred. Abolitionists emphasized the crimes of Southerners against blacks, and Uncle Tom’s Cabin remains a classic of hate creation…

Ora consideriamo meglio l’antisemitismo tedesco del diciannovesimo secolo.

L’antisemitismo è un fenomeno secolare, le accuse rivolte agli ebrei nel corso della storia sono state le più diverse…

… Jews have been accused of “supernatural powers, international conspiracies, and the ability to wreck economies; using the blood of Christian children in their rituals, even murdering them for their blood; being in league with the Devil; controlling simultaneously both the levers of international capital and of Bolshevism” [Goldhagen, 1997]…

La base di quest’odio è religiosa: gli ebrei hanno crocifisso Gesù e i cristiani hanno tentato di enfatizzare questo aspetto per liquidare un competitore sul mercato delle religioni.

Nell’ottocento la modernità si diffonde e la chiesa si trova quasi sempre schierata con l’ancien régime (da cui riceve da sempre privilegi) e con la destra conservatrice, il che spingeva gli ebrei sul lato sinistro dello schieramento politico. I concetti di destra/sinistra erano un po’ diversi da quello che intendiamo oggi…

… Today, we associate left-right divides with income redistribution, but the left-right divide in the nineteenth century concerned the issue of monarchy. Right-wing figures, like Bismarck and Metternich, fought not against income redistribution, but against constitutions and democracy… Religious support for the monarchy was naturally accompanied by monarchical support for the Church. The church-crown partnership led to restrictions on Jewish rights, such as the Russian restriction of Jews to the Pale of Settlement… “the Right (conservative, monarchical, ‘clerical’) maintained that there must be a place for the Church in the public order; the Left (democratic, liberal, radical) held that there can be no (public) Church at all, ” and as a result, “Jews supported the Left,…

In Germania, quando Bismark e il centro cattolico si spostò a destra, lasciò gli ebrei a sinistra senza un autorevole sostegno politico. L’isolamento e l’odio verso di loro cominciò a crescere. Un esempio si riscontra nell’azione di Adolf Stoecker

… Adolph Stoecker, an Evangelical pastor, court chaplain, and right -wing politician, was a typical anti-Semitic political entrepreneur. He “founded the Christian Social Workers party, hoping to win proletarian votes for the right”…

Per molti propagandisti del tempo il “problema sociale” era essenzialmente il “problema ebraico”. D’altronde, i fondatori del socialismo tedesco non erano forse ebrei come Ferdinand Lassalle e Karl Marx?

I giornali cattolici invitavano a “non comprare dagli ebrei”. Il partito conservatore parlava di “influenza negativa degli ebrei sul popolo tedesco”. Il Kaiser Guglielmo II premeva per un isolamento anche fisico della comunità ebraica.

Ad ogni modo, prima del 1914, la propaganda anti-ebraica era solo una strategia politica, non esisteva un odio propriamente detto.

… While anti-Semitic demagogues before 1914 (like Vienna’s Karl Lueger) were anti-Semitic as a matter of political strategy not personal belief, the next generation of anti-Semitic politicians (like Hitler) appears to ha ve hated Jews, probably because of exposure to pre-war anti-Semitism…

Nel tempo però, un odio autentico sorse in molte menti. Dopo la disfatta della prima guerra gli ebrei vennero accusati di aver indebolito lo spirito germanico con il loro “democraticismo”. Hitler sposò appieno questa tesi, per lui non era più strategia politica ma verità sacrosanta. D’altronde, una buona parte dei socialdemocratici era ebrea, così come lo erano molti comunisti…

In Russia lo scontro era tra Zar e costituzionalisti: la Chiesa era schierata con il primo e, di conseguenza, gli ebrei con i secondi.

… In Russia, anti-Semitism was the result of battles between absolute monarchy and constitutionalism. Again, the Church supported the Tsar and the Jews were inevitably on the other side. As Pipes writes [1974, p. 232] “the entire ideology of royal absolutism in Russia was worked out by clergymen who felt that the interests of religion and church were best served by a monarchy with no limits to its power.”…

Lo Zar usò l’antisemitismo per screditare i suoi oppositori. Il “protocollo” falso di cui sopra fu un’arma di questa campagna.

In Austria Karl Lueger fu il classico politico antisemita. In lui è particolarmente chiaro l’uso meramente strumentale di certi temi…

… Lueger’s anti-Semitism was motivated by political ambition not private animosity. Privately, he said that antiSemitism was “only a slogan used to bait the masses, and that he personally respected and appreciated many Jews and would never deliberately do an injustice to any of them” [Hamann, 1999]….

In Francia, terra di laicità per eccellenza, l’antisemitismo non poteva non presentarsi nelle forme più aspre.

… In France, the Ancien Regime, the restored Bourbon monarchs and even Napoleon III were allied with the church. From the first French Revolution onward, the left violently opposed to the church, and “a feud between clericals and anti-clericals poisoned the atmosphere for a generation and left a heritage of bitterness that endured until the mid-twentieth century” [Wright, 1981, p. 241]. As French Jews who supported the left, the right turned to anti-Semitism…

Ma la sinistra francese era molto più strutturata di quella tedesca e riuscì a fare muro creando a sua volta un odio contro gli odiatori. Gli intellettuali ebbero un ruolo preminente, come nelle prese di posizione riguardo l’affare Dreyfuss.

In Italia il nuovo stato unitario nacque “contro” la chiesa e a lungo la partecipazione cattolica fu interdetta dal non expedit. Nè destra né sinistra godettero dell’appoggio del Papa. Anche per questo l’antisemitismo non attecchì.

Negli stati uniti la pluralità religiosa impedì accessi privilegiati alla politica da parte della religione cosicchè l’antisemitismo non fu mai una questione seria. Anche in Inghilterra la monarchia su base divina era già tramontata dal 1689, cosicché la chiesa fu per lo più apolitica epolitici come Disraeli o Benjamin non trovarono alcun ostacolo alla loro carriera.

Ora passiamo all’anti-americanismo mediorientale, un fenomeno molto interessante e in grado di corroborare il modello proposto.

Per molti cittadini del medio oriente Israele e gli Stati Uniti stanno dietro al terrorismo mondiale. Ai bambini palestinesi come a quelli iracheni si insegna che bisogna difendere la civiltà armandosi contro la barbarie occidentale.

L’ anti-americanismo recupera certo atteggiamento anti-colonialista che nel corso della seconda guerra si era alleato ai nazisti in funzione anti-Inghilterra e anti-Francia. Dai nazisti imparò anche la strategia dell’odio.

Sul fronte della storia dei fatti va detto che negli anni ‘60 Nasser si alleò con l’URSS in piena guerra fredda, l’anti-americanismo fu un portato naturale di questa mossa. Con quello si spiegò persino la sconfitta nella guerra del 1967: dietro Israele c’erano i perfidi americani! Fino a quel punto, si noti, l’odio mediorientale era di matrice laica. Anzi, la politica estera USA era pro-fondamentalista proprio perché i fondamentalisti erano le spine nel fianco di questi regimi.

Le cose mutarono con la rivoluzione iraniana: lo Scià era un alleato fondamentale degli USA, i quali si opponevano al rovesciamento sponsorizzato invece dai fondamentalisti. E lì cominciò lo scontro tra le due forze: Khomeini cominciò ad accusare i suoi oppositori di “americanismo” e connessioni con il grande Satana.

… Khomeini focused on how the Americans had, through the Shah, worked to destroy traditional Islam… Islamic Revolutionary Council used anti-American sentiment to discredit their more moderate competitors… The taking of American hostages was called an act of righteous retribution…

Un altro focolaio dell’anti-americanismo fu la battaglia Arafat-Hamas in Palestina… 

… As Arafat brought the Palestinian Liberation Organization. closer to the United States and Israel, first by accepting the existence of Israel in 1988 and then with the Madrid Conference (in 1991) and the Oslo Accords (1994), Arafat’s rival Hamas “appealed to those opposed to the PLO’s diplomatic initiative, calling the organization a hostage to ‘Israeli duplicity,’” [Kepel, 2002, p. 156]. Hamas generated support by emphasizing the evils of the Israelis and the Americans…

Per ragioni di sicurezza l’Arabia e l’Egitto si allearono successivamente agli USA: i loro oppositori imbracciarono presto la retorica del “grande Satana”.

… In Saudi Arabia, Osama Bin Laden “invites the faithful to forgo their differences and unite against the Al-Saud family, who have ‘collaborated with the Zionist-Crusader alliance’”…

A volte, dove l’opposizione e la sensibilità a questi temi è più forte, è lo stesso regime a fare concessioni e a indulgere paradossalmente ad un’ipocrita retorica anti-americana! Questo accade per esempio in Arabia.

Ma perché tanto odio da quelle parti?

Primo, la presenza del petrolio fa sì che gli USA siano spesso presenti nella politica di quei paesi. Secondo: non ci sono interazioni del popolino con americani in carne ed ossa, cosicché il prezzo dell’odio è per loro molto basso. Terzo: l’odio è funzionale ad una parte politica che sfrutta la mancanza  di interesse ad approfondire talune vicende. A nessuno, per esempio, interessa approfondire se davvero dietro l’abbattimento delle due torri ci sia Israele o la CIA, cosicché questa tesi puo’ tranquillamente essere insegnata nelle scuole palestinesi.

Direi che anche in questo caso gli ingredienti principali del modello proposto sono presenti in modo chiaro.

odio

 

 

 

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