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I migranti di Fahrenheit migrano ancora… (IV inbloggazione)

Cosa rende tollerabili le democrazie?

La teoria ci dice che il sistema di governo democratico non puo’ funzionare.

Lo avevano capito già gli antichi annoverandolo tra le sciagure che colpiscono l’uomo. Non ci voleva poi molto: quando il motore delle decisioni è un individuo ignorante e stupido non si va lontano (link, link).

Eppure, da un punto di vista pratico, i regimi democratici, diversamente dagli altri, vengono sopportati bene. Perché? A cosa devono la loro longevità?

Cerca di dipanare la matassa Bryan Caplan nel saggio “Why Is Democracy Tolerable?”

Cosa rende tollerabili le democrazie, allora? In poche parole: il fatto che molto spesso non siano affatto democrazie. Il fatto che nel concreto a decidere siano le lobby, i ricchi e le élite, ovvero soggetti più consapevoli e razionali dell’elettore mediano.

L’analisi prende il suo abbrivio da un famoso libro di Martin Gilens

… Martin Gilens’ Affluence and Influence argues that when America’s rich disagree with their fellow citizens, American democracy heeds the rich…

Il fatto che l’opinione dei ricchi predomini offre una spiegazione del perché le democrazie funzionino meglio di quanto predice la teoria di cui ai link, anche se il populista non sarà contento di apprendere che la maggioranza non governi affatto…

… They certainly constitute troubling news for advocates of “populistic” democracy…

La scoperta di Gilens è preziosa anche per l’evangelizzatore: se si vogliono cambiare le cose è al centro che bisogna agire, non in periferia. E’ l’élite e i ricchi che bisogna convincere: gli altri seguiranno come pecore mansuete. Con buona pace di Papa Francesco e del suo consiglio di privilegiare le periferie…

… Rather than renew debates about the rationality and selfishness of the American voter (no on both counts, but who’s counting?), let’s ponder a new question: What does Gilens’ research imply for political activism?… The pragmatic response, then, is to tailor activism to Gilens’ realities… contrary to appearances, Gilens’ analysis doesn’t imply that activism is futile. The correct inference to draw, rather, is that effective activism must convert the rich…

Da notare che i ricchi non tutelano specificatamente i loro interessi, nessun elettore lo fa. Anzi, spesso l’opinione dei ricchi tutela politiche a vantaggio dei poveri…

… Gilens doesn’t say that American democracy is heavily biased in favor of the interests of the rich; he says that it’s heavily biased in favor of the opinions of the rich. In fact, the opinions of the rich only sporadically differ from the general population’s, which is why sophisticated statistics are required to detect the rich’s oversize influence… His claim is not that American democracy primarily benefits the rich, but that it primarily listens to the rich…

Per parlare al “centro” bisogna essere istruiti e razionali poiché i ricchi mediamente sono più istruiti e razionali…

… figure out how to communicate effectively with the plutocracy. Since income and education are highly correlated, you’ll want to tailor your rhetoric to both economic and educational elites…

Quando i ricchi si sono convinti del matrimonio gay, il matrimonio gay è più o meno passato ovunque (mentre qualcuno si dedicava a catechizzare la massa ininfluente).

… Anyone who can convert two successive generations of young elites can move policy mountains. See gay marriage…

Ora, lo stesso sta accadendo con l’immigrazione: l’élite sta per essere convertita che la libera immigrazione è cosa buona, mentre qualcuno perde tempo spaventando le masse e ritardando la loro capitolazione…

… The principled case for open borders is already making young elites wonder if mandatory discrimination against foreigners has a moral leg to stand on…

L’elettore mediano non sarà un nazista pericoloso, di certo è uno statalista convinto: mettersi nelle sue mani sarebbe un guaio…

… The median American is no Nazi, but he is a moderate national socialist… Gilens, like all well-informed political scientists, knows that self-interest has little effect on public opinion… So when do the poor, middle class, and rich diverge? On distributional issues, there is high consensus. But the rich are noticeably less statist on both economic and social policy. Rich and poor alike favor raising the minimum wage, but the support of the poor is nearly unanimous. The poor are slightly more in favor of extending unemployment benefits. They’re much more anti-gay… They’re much less opposed to restricting free speech to fight terrorism…

La persona più istruita, e quindi anche più ricca, è liberista in economia e libertaria nella società. Il che spesso è un toccasana visto le tendenze autoritarie e paternaliste dell’elettore mediano… 

… Democracies listen to the relatively libertarian rich far more than they listen to the absolutely statist non-rich. And since I think that statist policy preferences rest on a long list of empirical and normative mistakes, my sincere reaction is to say, “Thank goodness.”…

Queste osservazioni ci istruiscono anche sulla concessione della cittadinanza agli immigrati: ok per i poveri, ma per i benestanti?

… granting citizenship to even staunchly statist immigrants is almost politically harmless… unless they’re rich… Slogan: The immigrants to fear aren’t Mexican laborers, but French professors…

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