Denaro e poesia

Sono due aspetti della nostra cultura che non sembrano volersi molto bene: in letteratura il mondo degli affari è dipinto come spregevole.

Sarah Skwire ritiene però che l’incompatibilità sia fondata su un equivoco. Il saggio. “Bonfire of the Clichés” è il saggio scritto per puntellare questa tesi.

Si parte prendendo in esame un libro esemplare come quello di Linda Woodbridge (Money and the Age of Shakespeare: Essays in the New Economic Criticism) che sembra scritto apposta per rafforzare il clichè ma che, indirettamente, lo smaschera.

Ma guardiamolo più da vicino: per soppesare il ruolo degli “affari” nella letteratura occidentale, la la letteratura occidentale stessa viene ridotta al buon Shakespeare, e Shakespeare ridotto ad un’opera: Il Mercante di Venezia

… relying on The Merchant of Venice as the source for our image of Shakespeare’s attitude toward money means that we’re getting an impression that is about as reliable as depending solely upon Macbeth as the source for Shakespeare’s attitude towards marriage…

Eppure, il bardo ha scritto 38 opere teatrali, possibile che “il suo rapporto con il denaro” possa emergere in modo esaustivo limitando l’esame ad una tra le più brevi?

Lo stesso discorso fatto per Shakespeare è ripetibile per Dickens. Sentenza: la sua produzione artistica è una denuncia della società industriale. Laddove per “produzione artistica” si intende “Racconto di Natale” e “Tempi difficili”.

Parliamo quindi di 141.000 parole quando Dickens ne ha vergate oltre 4 milioni. Esprimiamo cioè giudizi sulla sua opera considerandone il 3.5%.

Si ha una leggerissima impressione che il campione non sia rappresentativo…

… this kind of incomplete evidence is a plague in current discussions of markets and literature…

Questo problema ha un nome: “deduction by reduction”.

… if one Googles, for example, “Shakespeare and economics” one will turn up thousands of results relating to Merchant… Similar searches on “Dickens and economics” will lead equally rapidly and often to A Christmas Carol and Hard Times…

Il Mercante di Venezia e Scrooge non sono certo i migliori sponsor per il mondo del business. Questo è vero. Ma forse non sono nemmeno i migliori rappresentanti di Shakespeare e Dickens! Di certo non sono gli unici.

Tutti vanno a cercare nello stesso posto e trovano la stessa cosa giungendo alle medesime conclusioni. Ma ci sono interi filoni che giacciono inesplorati.

Richard Strier – caso unico – si esercita per esempio con la “Commedia degli Errori” e… sorpresa!:

… “a world of merchants— every one of whom is honest generous and admirable.…There is not a single lie or deception, not a single crooked, devious, or dubious monetary dealing in the play. Contracts are honored, and it is a matter of shame not to do so. Money in the play is neither filthy nor corrupting. No one is self-conscious about it, and no one is either greedy or miserly. It is taken as perfectly normal not to cheat and to expect not to be cheated.”…

Come cambierebbe il nesso immaginario tra Shakespeare e il denaro se la “Commedia degli Errori” fosse posta sullo stesso piano del “Mercante di Venezia”?

Oppure, prendi Dickens: “Tempi Difficili” è certamente un attacco al mondo delle industrie di Manchester. Ma “Casa Desolata”? Lì dentro ci sono molti concetti che si sposano al meglio con i meccanismi di mercato…

… waste of potential human capital that occurs when young men are not expected to engage in the world of work… character-destroying qualities of financial irresponsibility….

Gli studiosi di Adam Smith sono familiari con questa doppia dimensione di uno scrittore…

… Smith’s opinions and politics can depend, more or less entirely, on whether they have read Wealth of Nations or Theory of Moral Sentiments…

Basta leggere quel che è letto da tutti: ricerchiamo filoni alternativi, ne esistono in abbondanza.

C’è chi ha puntato sui gialli, sul noir, sulle storie investigative in genere: più logica, più commercio.

L’investigatore privato è il prototipo del “bene fatto per interesse”. Pura logica di mercato.

La letteratura di genere, bisogna ammetterlopromette più di quella autoriale: leggo Loretta Chase (genere erotico), fa girare il suo romanzo più famoso intorno alla nuova impresa costituita dell’ eroina-stilista Marcelline Noirot, che viene descritta più come una “vocazione” che come un “lavoro”.

Chi cerca trova, e in quest’opera salta agli occhi una certa inerzia intellettuale: ci fidiamo di quanto ci dicono gli esperti, e non andiamo oltre.

Ma i critici letterari non hanno un solido background nelle scienze economiche. Molti concetti sfuggono alla loro lente, il quadro d’insieme che disegnano non è quasi mai completo sotto questo punto di vista.

La scena d’apertura dell’ Enrico V dipinge un chiaro “fallimento della politica” che nemmeno James Buchanan avrebbe potuto rendere. Eppure, non non è mai presentato come tale…

… two churchmen persuade Henry to invade France in order to distract him from a bill pending in parliament that would take church lands for the Crown…

Ma nelle stesso Mercante ci sono passaggi che hanno come riferimento molti preziosi servizi svolti dal mercato… 

… the play contains some good lessons about the value of diversifying one’s investments… importance of avoiding the sunk cost fallacy… need for marine insurance…

Perché il critico letterario tipo mette in evidenza l’avidità di Shilock e non la sottostante insipienza di Bassanio che non assicura il suo carico? Semplice: perchè è incompetente in fatto di economia e non vede entrambi gli aspetti della faccenda, non collega come la soluzione al problema che lo tormenta venga dal mondo che condanna (o che fa condannare all’autore del testo).

Persino in “Tempi Difficili” alcuni passaggi contengono una difesa indiretta alla libera competizione

… It is also about the nefarious union organizer, Slackbridge, who willfully destroys the character and life of the honest and forthright Stephen Blackpool when he declines union membership…

Naturalmente, sarebbe assurdo pretendere dalla letteratura un’ apologia del mercato, la sua funzione è diversa…

… The surest way to write a bad novel, after all, is to write it because you really want to teach…

Il peccato di didatticismo è tra i più gravi in cui puo’ incappare uno scrittore.

La letteratura prospera sulla complessità, contiene un vasto repertorio di mondi e caratteri umani. Se ci si riduce a buoni contro cattivi lo scadimento è assicurato…

… every time you’re telling a good vs. evil story, you’re basically lowering your IQ by ten points or more…

La letteratura non dà e non deve dare risposte chiare: lì dento c’è e deve starci un po’ di tutto. Anche per questa ricchezza è possibile isolare molti contesti pro-market. Solo che non lo si fa.

Si è affermato che…

… impulse to become a writer suggests a fundamental fiscal incompetence

Non penso sia vero: tutte le volte che frequento artisti (più o meno velleitari) l’argomento non è mai l’arte ma la burocrazia e le royalties. Evidentemente sanno anche qualcosa di quel mondo. Senza contare la massima – forse un po’ esagerata – del Dr. Johnson

… No man but a blockhead ever wrote, except for money…

Concludere che i letterati non capiscano niente di economia e che quindi la odino a priori, significa concedere un punto che non c’è alcun bisogno di concedere.

Proposte? La salvezza sta nell’interdisciplinarietà.

Il “nodo” non sono i letterati ma semmai i critici letterari, in loro sì che pesa una certa incompetenza quando giungono a facili conclusioni anche su materie che esulano in senso stretto dalla letteratura.

D’altronde, critica letteraria e snobismo sono andati a braccetto per molto tempo: denaro e preoccupazioni materiali sono qualcosa di trascurabile (per lo snob).

Agli albori le università erano pascolo di quella borghesia in cerca di abbinare sapere e prestigio sociale, con quest’ultimo fino ad allora riservato ai nobili (tipicamente sprezzanti del denaro). I critici letterari di estrazione borghese avevano così l’ambizione di accreditarsi in quel mondo emulandone gli atteggiamenti.

Alcuni esempi virtuosi di incrocio tra competenze…

… Deirdre McCloskey’s Bourgeois Virtues and Bourgeois Dignity, Michael Watt’s Literary Book of Economics, the novels of Russ Roberts… Cox and Cantor’s Literature and the Economics of Liberty, the Harry Potter scholarship Sturgis references…

Non tutti possono sapere tutto: dove arriva il critico letterario non arriva l’economista e viceversa. Metterli insieme evita cliché e sbilanciamenti. In questo senso rete e social media funzionano come connettore a basso costo.

La cosa già avviene in molti campi. Fino a qualche tempo fa era forse immaginabile una rivista tipo “Literature and Medicine”? Ebbene, oggi esiste…

… scholarship in the “medical humanities” would have seemed absurd…

Gli articoli scientifici scritti a quattro mani con esperti di diversa provenienza sono sottovalutati. Ma è da lì che potrebbe passare il dissolvimento di certi stereotipi letterari.

Oggi vedo ragioni di ottimismo: viviamo in un contesto culturale che non considera sempre il mercato come un triste “male necessario”

… reality television shows like Project Runway where fashion designers compete to show their own collections and get funding to start/ support their own businesses, or Shark Tank where entrepreneurs compete for venture capital, I’m not so worried that our cultural productions are killing our entrepreneurial drive… anti-Statist and arguably anarchist Young Adult best sellers in the Hunger Games trilogy… the unschooling stance and praise for quirky individualism of the Mysterious Benedict Society… the music videos by John Papola, Russ Roberts, Remy, and Dorian Electra. (It’s a new age of political satire, and the YouTube video is our broadsheet, my friends.)… Iron Man and Batman posed above the slogan: “Money: Best Superpower Ever.”… Hilary Mantel’s success with novels about Tudor politics— novels crying out for a good solid public choice exploration of the problems inherent in political action… self-publishing, which does nothing, I admit, to disprove Sturgeon’s Law, but which goes a long way to hearten those who like emergent orders instead of top-down organization…

C’è un’enorme quantità di energia in movimento: il monopolio sulla letteratura spetta ai letterati solo finché si limitano a giudizi letterari, ma quando si va oltre anche specialisti di diversa estrazione possono avere voce in capitolo. In questi casi il lavorare insieme è la formula migliore.

 money

 

 

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