Saggezza della superstizione (3): maledizione!

Il cristiano è noto per porgere l’ altra guancia ma questa pratica pacifista non sembra avergli impedito di conquistare nella storia un solido potere temporale oggi in declino.

Pensiamo solo alla potenza dello stato Vaticano o al fenomeno del monachesimo nel medioevo. Sono casi in cui la Croce sembra dettare legge senza spada.

L’ ingenuo liquida la questione sottolineando la chiara interferenza di realtà soprannaturali.

Lo scettico si affanna ad enfatizzare le guerre fatte combattere per conto terzi.

Forse hanno ragione entrambi: le guerre di cui sopra esistono ma sono poche, d’altronde difficile negare un piccolo ruolo alla Santa Provvidenza.

Ma forse invece hanno torto entrambi: i monaci si presentano a noi pacifici ma se guardiamo meglio scorgiamo forme di violenza delle quali avevano l’esclusiva.

Pur non brandendo la spada non si lesinavano le scomuniche. Una specialità monacense era poi la fabbricazione di anatemi.

Ecco allora gli strumenti di governo della cristianità: né “spada” nè tantomeno “altra guancia” quanto piuttosto l’ uso sapiente delle “maledizioni”.

Una stranezza poco approfondita che è oggetto di un saggio a cura di Peter Leeson: “God Damn: The Law and Economics of Monastic Malediction”.

Bisogna ragionare tenendo nel debito conto il fatto che l’ efficacia delle maledizioni era credenza diffusa e che il monopolio di questo strumento era riconosciuto agli uomini di Chiesa.

C’è un inconveniente: maledire dicendo “che possano le iene maculate divorarti domani a mezzanotte” è rischioso perché se poi domai a mezzanotte le iene maculate non si fanno vive i potenziali aggressori affileranno le spade.

Come rendere infalsificabile una maledizione?

1. Si puo’ ricorrere a facili predizioni da pronunciare con la faccia torva e inquietante di Carlo Lucarelli o coi toni allusivi di Report, in questo caso il classico “possa tu morire miseramente” è perfetto visto che tutti noi prima o poi moriamo e che la morte ha sempre un aspetto miserrimo.

2. Si puo’ stare sul vago augurando “sofferenza nel sonno e nella veglia”; il dentista e/o qualche altra esperienza dolorosa prima o poi arriva per tutti.

3. Ma la cosa migliore è ricorrere a mondi ultraterreni: “possa tu precipitare agli inferi con tutti li mortacci tua al seguito”. In questo caso la verifica è possibile ma solo a cura del monopolista maledicente.

L’ipotesi formulata puo’ essere verificata, basta consultare le formule in dotazione a qualsiasi Ministero della Difesa di qualsiasi convento medievale, specie se ricco, potente e ben pasciuto.

Ecco allora un prototipo:

… chiunque intenda violare questi possedimenti sia scomunicato e maledetto nonché dannato per sempre in compagnia di Giuda il traditore e del diavolo…

Tono lugubre, vaghezza e mondi soprannaturali: 1, 2 e 3 ben combinati. Con “Lucarelli”, l’ Infermo e i demoni si va sul sicuro.

Nel corso del tardo medioevo i diritti proprietari ecclesiastici trovarono protezione da parte delle neo monarchie e l’ arma delle maledizioni fu dismessa.

Successivamente, lo scisma protestante ruppe il monopolio cosicché l’ arma della maledizione risultò spuntata e fu abbandonata per sempre. D’altronde, la Bibbia era già piena sia di maledizioni che di divieti a maledire, per smettere la pratica fu sufficiente per l’ “autorità centrale” (ovvero il Vaticano) dare più peso ai secondi.

damn

 

 

 

 

 

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