La grande battaglia col nulla

Alcuni ancora difendono le teorie della “ricaduta favorevole”, che presuppongono che ogni crescita economica, favorita dal libero mercato, riesce a produrre di per sé una maggiore equità e inclusione sociale nel mondo. Questa opinione, che non è mai stata confermata dai fatti, esprime una fiducia grossolana e ingenua nella bontà di coloro che detengono il potere economico e nei meccanismi sacralizzati del sistema economico imperante. Nel frattempo, gli esclusi continuano ad aspettare

Papa Francesco

No! L’ha fatto ancora. Papa Francesco insiste: l’economia “della ricaduta favorevole” fa danni… di più: uccide.

Ma cos’è questa fantomatica teoria economica “della ricaduta favorevole”, altrimenti nota anche come teoria “dello sgocciolamento“, altrimenti nota come “trickle down economy”? Cos’è questa cervellotica congettura economica “mai verificata nella storia” che tanto ossessiona il Papa economista improvvisato (in realtà i gesuiti studiano anche economia, ma solo Marx)?

La persona più indicata per rispondere è Thomas Sowell e nel suo saggio ” TRICKLE DOWN THEORY AND TAX CUTS FOR THE RICH” lo fa nel modo più diretto: trattasi di una teoria inventata dai suoi oppositori a meri scopi polemici nel fuoco della più bassa battaglia ideologica.

Una risposta talmente facile che Sowell l’ha data dieci anni prima che noi ci ponessimo l’interrogativo ascoltando l’umile vicario di Dio in terra.

Si parte da una considerazione semplice semplice

… particular individuals have argued that existing tax rates are so high that the government could collect more tax revenues if it lowered those tax rates…

Ma è proprio vero che diminuendo le tasse (in particolare le aliquota più elevate, che di solito colpiscono i ricchi) si possa aumentare il gettito (da poter destinare ai poveri)? In sè si tratta di un’ipotesi perfettamente testabile, anche per questo chi l’avversa a priori tranquillizza temporaneamente il suo uditorio affermando con enfasi che “non è mai stata verificata empiricamente”…

… This is clearly a testable hypothesis that people might argue for or against, on either empirical or analytical grounds…

Fin qui la discussione sana. Poi comincia lo scontro ideologico di chi si oppone e chiama tutto questo: “tagliare le tasse ai ricchi“.

Il trucco adottato dagli oppositori partigiani:…

… the reasons for proposing such tax cuts are often verbally transformed from those of the advocates— namely, changing economic behavior in ways that generate more output, income and resulting higher tax revenues— to a very different theory attributed to the advocates by the opponents, namely “the trickle-down theory.”..

Insomma, il tentativo di “cambiare dei comportamenti” attraverso l”incentivo fiscale, viene trasformato nel tentativo di produrre un esoterico “sgocciolamento” della ricchezza dai ricchi ai poveri. Quasi che arricchendo chi è già ricco, qualcosa, magari tramite il consumo dei beni di lusso, possa ricadere su chi sta peggio.

Assurdo: una teoria del genere non è mai stata verificata perché non è mai stata formulata

… No such theory has been found in even the most voluminous and learned histories of economic theories, including J.A. Schumpeter’s monumental 1,260-page History of Economic Analysis…

L’oggetto di accorate denunce è nei fatti una “teoria inesistente“. Un nemico piuttosto facile da sconfiggere, quindi. Di solito si fa una caricatura del nemico, qui addirittura uno se lo inventa di sana pianta.

Ma il Papa, nella sua gaffe ripetuta,  è in buona compagnia, solo che questa compagnia non fa gaffe ma battaglie politiche. Persino ex economisti di vaglia (oggi però di mestiere fanno i militanti politici sui giornali) come il Professore Paul Krugman di Princeton e il Professore Peter Corning di Stanford indulgono nell’arte della caricatura per ingigantire il bersaglio e centrarlo meglio.

Eppure, un tempo, anche a sinistra la fantomatica ricetta “mai verificata” era seguita eccome: non la si denunciava ma la si praticava attivamente…

… While arguments for cuts in high tax rates have often been made by free-market economists or by conservatives in the American sense, such arguments have also sometimes been made by people who were neither, including John Maynard Keynes and Democratic Presidents Woodrow Wilson and John F. Kennedy..

Anche se, a dir la verità, il vizietto di condannare a parole non è mai scomparso. E quando si parla di “parole” e retorica si parla naturalmente anche e soprattutto di  Obama…

… Barack Obama attacked what he called “the economic philosophy” which “says we should give more and more to those with the most and hope that prosperity trickles down to everyone else.”…

Ma vediamo meglio le verifiche fattuali della “teoria mai verificata”. Limitandosi all’America, il primo caso è quello del presidente Mellon…

… the series of tax rate reductions advocated by Secretary of the Treasury Andrew Mellon, and enacted into law by Congress during the decade of the 1920s….

Come si giustificò Mellon prima di agire? Forse blaterando di  “sgocciolamenti” possibili?

Ovviamente no, parlò invece di paradisi fiscali e titoli esenti

… the actual arguments advocated by Secretary Mellon had nothing to do with a “trickle-down theory.” Mellon pointed out that, under the high income tax rates at the end of the Woodrow Wilson administration in 1921, vast sums of money had been put into tax shelters such as tax-exempt municipal bonds, instead of being invested in the private economy, where this money would create.. more output, incomes and jobs…

Esistevano paradisi fiscali (specie di BOT esenti) a cui bisognava fare concorrenza affinché le ingenti ricchezze lì bloccate fossero investite nell’economia reale.

E l’esito di questa ricetta “mai verificata nella realtà” quale fu? Un successone, naturalmente…

…  What actually followed the cuts in tax rates in the 1920s were rising output, rising employment to produce that output, rising incomes as a result and rising tax revenues for the government because of the rising incomes, even though the tax rates had been lowered…. people in higher income brackets not only paid a larger total amount of taxes, but a higher percentage of all taxes, after what have been called “tax cuts for the rich.”..

Poche teorie economiche hanno ricevuto una verifica sostanziale come quella ricevuta dalla “teoria mai verificata”. Le aliquote più elevate crollarono, il gettito aumentò, la disoccupazione diminuì e la quota di tasse pagato dai ricchi sul totale del gettito s’impennò.

Kennedy, Reagan e Bush padre seguirono la stessa via con risultati simili

… similar results in later years after high tax rates were cut during the John F. Kennedy, Ronald Reagan and George W. Bush administrations…

Qualche numero tanto per gradire…

… The facts are unmistakably plain, for those who bother to check the facts. In 1921, when the tax rate on people making over $ 100,000 a year was 73 percent, the federal government collected a little over $ 700 million in income taxes, of which 30 percent was paid by those making over $ 100,000. By 1929, after a series of tax rate reductions had cut the tax rate to 24 percent on those making over $ 100,000, the federal government collected more than a billion dollars in income taxes, of which 65 percent was collected from those making over $ 100,000…

Rivediamo un attimo le reali motivazioni di Mellon

… Unable to get Congress to end what he called “the evil of tax-exempt securities,” 23 Secretary Mellon sought to reduce the incentives for investors to divert their money from productive investments in the economy to putting it into safe havens in these tax shelters…

E sottolineiamo poi il crollo della disoccupazione

… the annual unemployment rate from 1925 through 1928 ranged from a high of 4.2 percent to a low of 1.8 percent…

Non si tratta quindi di far “sgocciolare” sui poveri la ricchezza che elargiamo ai ricchi tagliando loro le tasse (a questa stregua daremmo direttamente ai poveri!). Si tratta invece di cambiare i comportamenti e le scelte degli operatori, si tratta di  attirare investimenti, di far girare l’economia facendo in modo che la gente intraprenda più facilmente: meno tasse (e magari meno regole) per chi rischia. Una cosa di semplice buon senso.

Ma chi contesta, non contesta questa teoria bensì un’invenzione a fini polemici

… The point here is not simply that the weight of evidence is on one side of the argument rather than the other but, more fundamentally, that there was no serious engagement with the arguments actually advanced but instead an evasion of those arguments…

Si parla di cose diverse, un dialogo a senso unico dove l’accusato non può sentirsi tale. Praticamente una fiction inscenata da chi aspira la “santità” e fa di ricchi & poveri due fantoccini…

… arguments of the proponents and opponents of tax rate reductions have been arguments about two fundamentally different things. Proponents of tax rate cuts base their arguments on anticipated changes in behavior by investors in response to reduced income tax rates. Opponents of tax cuts attribute to the proponents a desire to see higher income taxpayers have more after-tax income, so that their prosperity will somehow “trickle down” to others… One side is talking about behavioral changes that can change the total output of the economy, while the other side is talking about changing the direction of existing after-tax income flows among people of differing income levels…

Persino l’amministrazione Wilson riconobbe indirettamente la bontà della teoria…

… Woodrow Wilson, Secretary of the Treasury Carter Glass said of tax rates in 1919 that “the only consequence of any further increase would be to drive possessors of these great incomes more and more to place their wealth in the billions of dollars of wholly exempt securities.”…

Quanto al beniamino dei radicali, l’adorato Keynes, lui aveva pochi dubbi…

… It was none other than John Maynard Keynes who said, in 1933, that “taxation may be so high as to defeat its object,” that “given sufficient time to gather the fruits, a reduction of taxation will run a better chance, than an increase, of balancing the Budget.”…

Aggiungiamoci poi un’icona come J.F. Kennedy, che passò prepotentemente dalle parole ai fatti…

… In 1962, Democratic President John F. Kennedy, like both Democratic and Republican Presidents and Secretaries of the Treasury in earlier years, pointed out that “it is a paradoxical truth that tax rates are too high today and tax revenues are too low and the soundest way to raise the revenues in the long run is to cut the rates now.”… Total output and economic growth” were italicized words in the text of John F. Kennedy’s address to Congress in January 1963, urging cuts in tax rates…

Poi c’è Reagan, ma per lui è normale…

… Much the same theme was repeated yet again in President Ronald Reagan’s February 1981 address to a joint session of Congress, pointing out that “this is not merely a shift of wealth between different sets of taxpayers.”…

Infine Bush senior

… In 2001, President George W. Bush proposed his tax rate cuts, citing the Kennedy administration and Reagan administration precedents…

Quanto alla definizione di “teoria mai verificata nei fatti”, diciamo che al contrario l’evidenza empirica sembra piuttosto solida

… empirical evidence on what was actually said and done, as well as the actual consequences of tax cuts in four different administrations over a span of more than eighty years have also been largely ignored by those opposed to what they call “tax cuts for the rich.”…

Passiamo ora ai “compagni di gaffe” di Papa Francesco, una compagnia illustre che mescolando le carte a fini politico-ideologici  puo’ aver fatto girare la testa ad un neofita come il Papa. Cominciamo dallo storico Arthur M. Schlesinger jr…

… Confusion between reducing tax rates on individuals and reducing tax revenues received by the government has run through much of these discussions over these many years. Famed historian Arthur M. Schlesinger, Jr., for example, said that although Andrew Mellon advocated balancing the budget and paying off the national debt, he “inconsistently” sought a “reduction of tax rates.”…

Per passare ad un premio Pulitzer come Irwin Unger

… According to the textbook These United States by Pulitzer Prize winner Professor Irwin Unger of New York University, Secretary of the Treasury Andrew Mellon, “a rich Pittsburgh industrialist,” persuaded Congress to “reduce income tax rates at the upper levels while leaving those at the bottom untouched.”…

Naturalmente, i nudi dati ci raccontano una storia completamente differente…

… But hard data show that, in fact, both the amount and the proportion of taxes paid by those whose net income was no higher than $ 25,000 went down between 1921 and 1929, while both the amount and the proportion of taxes paid by those whose net incomes were between $ 50,000 and $ 100,000 went up— and the amount and proportion of taxes paid by those whose net incomes were over $ 100,000 went up even more sharply….

E la logica è cristallina: se agevoli gli investimenti avrai più lavoro e più ricchezza. Che poi gli investimenti più cospicui li facciano i ricchi, questo va da sè…

… The real effect of tax rate reductions is to make the future prospects of profit look more favorable, leading to more current investments that generate more current economic activity and more jobs…

Difficile dubitare quando logica, senso comune e nudi dati convergono. In questi casi all’oppositore non resta che travisare le parole, affidarsi ad una lingua sciolta e sperare che l’ingenuo e l’ideologizzato abbocchino.

Nemmeno la scuola è stata risparmiata dalla bufala della “trickle down economy”. Prendiamo il manuali di storia “The American Nation” del Professor John Garraty…

… said that Secretary Mellon “opposed lower rates for taxpayers earning less than $ 66,000.”…

Nel best seller “The American Pageant” si sceglievano queste parole…

… “Mellon’s spare-the-rich policies thus shifted much of the tax burden from the wealthy to the middle-income groups.”…

E se ci cascano i manuali di storia, figuriamoci i giornali. Non potevano mancare le gaffe del NYT

… When widely recognized scholars have been so cavalier, it is hardly surprising that the media have followed suit. For example, New York Times columnist Tom Wicker called the Reagan administration’s tax cuts “the old Republican ‘trickle-down’ faith.”…

Il Washington Post segue sempre a ruota…

… Washington Post columnist David S. Broder called these tax cuts “feeding the greed of the rich”… Washington Post columnist, Haynes Johnson, characterized the Reagan tax rate cuts as part of the “help-the-rich-first, and let-the-rest-trickle-down philosophies.”…

Possibile che alla rassegna manchi l’onnipresente John Kenneth Galbraith? Ah no, eccolo qui…

… John Kenneth Galbraith characterized the “trickle-down effect” as parallel to “the horse-and-sparrow metaphor, holding that if the horse is fed enough oats, some will pass through to the road for the sparrows.”…

Vi ricordate come fu maltrattato il piano di tagli fiscali di Bush senior al suo annuncio? No? ve lo ricordo io…

… Responses to later tax cut proposals during the George W. Bush administration included denunciations of “trickle-down” economics from, among others, Arthur M. Schlesinger, Jr., Paul Krugman, and Jonathan Chait…. Washington Post columnist David S. Broder denounced “the financial bonanza that awaits the wealthiest Americans in the Bush plan.”…

E come andò a finire? Alla solita maniera: aliquote più basse, più gettito in assoluto, più gettito in capo ai ricchi, più lavoro…

… Thus, when tax revenues rose in the wake of the tax rate cuts made during the George W. Bush administration, the New York Times reported: “An unexpectedly steep rise in tax revenues from corporations and the wealthy is driving down the projected budget deficit this year.” 57 Expectations, of course, are in the eye of the beholder. However surprising the increases in tax revenues may have been to the New York Times, they are exactly what proponents of reducing high tax rates have been expecting…

Il fatto è che molti, e Papa Francesco tra gli altri, pensano all’economia vivente come ad una sorta di robot governato da un ragioniere occulto, ovvero un gioco a somma zero: se do a Tizio, sto togliendo a Caio; se do ai ricchi, sto togliendo ai poveri. Con questa forma mentis che vede solo comportamenti fissi, l’unico modo perché arrivi qualcosa ai poveri da una dazione ai ricchi è attraverso un fantomatico quanto risibile “sgocciolamento”…

… Implicit in the approach of both academic and media critics of what they call “tax cuts for the rich” and a “trickle-down theory” is a zerosum conception of the economy, where the benefits of some come at the expense of others…

Ma il Papa è durissimo: dice che si propongono teorie inverosimili e mai verificate, inoltre aggiunge: “e intanto gli esclusi continuano ad aspettare invano”.

Finora abbiamo visto che si tratta invece di teorie di semplice buon senso che spesso hanno dato buoni risultati verificati sul campo. E allora come mai tanti “esclusi che continuano ad aspettare”? Occupiamoci di loro facendo mente locale e chiedendoci per un attimo in quale periodo storico stiamo vivendo…

… The Big Economic Story of our times has not been the Great Recession of 2007– 2009… The Big Economic Story of our own times is that the Chinese in 1978 and then the Indians in 1991 adopted liberal ideas in the economy, and came to attribute a dignity and a liberty to the bourgeoisie formerly denied. And then China and India exploded in economic growth…

No. Se proprio vogliamo definire il nostro periodo storico non è onesto dare la precedenza alla grande recessione, molto più corretto parlare di grande uscita dalla povertà” di una fetta imponente dell’umanità. Non sembra proprio che gli esclusi stiano “aspettando” poi così passivamente: chiunque di noi sapendo di nascere “escluso” sceglierebbe senza tentennamenti di nascere nella nostra epoca storica, perché è questa epoca storica ad aver dato il colpo più duro alla povertà planetaria.

***

E oggi? Oggi, una riduzione delle tasse potrebbe funzionare? Dipende tutto dal contesto, che non è mai lo stesso. Una teoria come quella di cui si parla dipende, per esempio, dalla tassazione nei paesi vicini al nostro. Oggi com’è la situazione?..

… A globalized economy makes overseas investments a readily available alternative to buying taxexempt bonds domestically…. Even if the domestic tax rate is not “high” by historic standards, what matters now is whether it is high compared to tax rates in other countries to which large sums of money can be readily sent electronically….

La globalizzazione crea un arcipelago di “paradisi fiscali” (e la delocalizzazione di molte imprese è lì a dimostrarlo). Esattamente quei “paradisi fiscali” che Mellon voleva combattere con il suo primo grande piano di riduzione delle aliquote più elevate.

In conclusione, l’economia non è una scienza, le sue teorie non sono quelle della fisica, né tantomeno sono dei teoremi geometrici (per quanto amino esibire una marea di matematica); il principio che informa il lavoro di ogni economista è dunque il seguente: “a volte le cose vanno in un modo, a volte in un altro”. Molto, quasi tutto, dipende dal contesto, che varia sempre. Ci si arrabatta e si cerca un minimo di consenso generico: la retorica che s’inventa un nemico inesistente per consentire all’oratore di “urlare”, “denunciare” e “proclamare” così da sentirsi più “buono” e da far sentire più buono l’auditorio, fa solo perdere tempo.

american-pie

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