Il Tribunale della Ragione e la Ragione in Tribunale

Nei tribunali si decide la sorte di molti cittadini verificando con cura la loro colpevolezza, sarebbe auspicabile che in questa sede la ragione venisse usata in modo retto.

Steven Landsburg ha qualche dubbio in merito e lo esprime nel saggio “Legal Reasoning”.

***

Partiamo con una storiella semplice semplice…

…  Here I have a couple of urns. The one on the left contains 70 red balls and 30 black. The one on the right contains 30 red and 70 black. While you weren’t looking, I reached into one of these urns and randomly drew out a dozen balls. As you can see, 4 of them were red and 8 were black…

Insomma, due scatole, una a destra contenente 70 palline rosse e 30 nere, una a sinistra contenente 30 palline rosse e 70 nere. Di nascosto prelevo a caso 12 palline da una sola delle due scatole e mi presento con in mano 4 rosse e 8 nere.

Ecco tre domande a chi conosce i dati di base del problema: 1) da quale scatola ho fatto il prelievo? 2) Quale probabilità avete di aver risposto correttamente? 3) La vostra risposta è corretta “oltre ogni ragionevole dubbio“?

Finché le domande sono poste a “uomini della strada”, si tratta solo di un giochino. Ma quando le ponete a “uomini di tribunale” (avvocato, magistrati…) le cose cambiano: si tratta infatti di specialisti nel soppesare le evidenze.

Howard Raiffa – un teorico dei giochi – si è dilettato ad un cocktail party a sottoporre il quesito ad un gruppo di avvocati. C’è chi addirittura ha risposto: “Sinistra! La vita è così strana, me lo dice l’esperienza…”.

Ma la maggioranza di loro ha però puntato  correttamente sulla scatola di “destra” stimando una probabilità tra il 50 e il 55%, quindi, presumibilmente, non in grado di superare il ragionevole dubbio.

Ebbene, La risposte corretta è: destra, 98%, oltre ogni ragionevole dubbio.

A quanto pare gli “specialisti nel soppesare le evidenze” non sanno fare il loro lavoro, non hanno la minima idea del peso da dare a certi fatti in cui si imbattono.

Ma Raiffa è sicuro che 98% sia “oltre ogni ragionevole dubbio“? In fondo, in tribunale, è questo l’unico parametro che conti.

Come possiamo ricavare un’analogia efficace che mi consenta di sapere se nel caso in questione ho superato il ragionevole dubbio?…

… If you’re unwilling to convict on this evidence, then you’re ipso facto willing to free 49 guilty men before you’ll convict a single innocent…

Nel nostro caso chi condanna puo’ dire: “meglio 49 colpevoli liberi che un innocente in carcere”. Oltre i “49”, però, non si puo’ andare. Direi che ci basta ampiamente, di solito siamo abituati ad uno standard ben meno esigente, quello del giudice Blackstone: “meglio 10 colpevoli fuori che un innocente dentro”.

In ogni caso, si metta agli atti che Sasha Volokh ha documentato l’esistenza anche di tradizioni iper-garantiste

… has documented a long tradition that encompasses a wide range of numbers, some as high as 100 or more….

Tuttavia, lo standard empirico che si deduce dalle osservazioni sul campo è ben più “colpevolista”…

… as an empirical matter, potential jurors appear to set their cutoff for conviction at something like 70-74% certainty…

Ma qual è lo standard eticamente più corretto? 70, 80, 90?

Qualsiasi esso sia, ecco cosa succede se lo abbassiamo

… Lowering the reasonable doubt standard from, say, 95% to 90% means that more innocents will suffer from false convictions while fewer innocents will suffer from being murdered…

Più innocenti in galera e meno vittime per la strada.

Ogni comunità, posta dietro un “velo d’ignoranza”, scelga il suo in base alle proprie preferenze e ai propri valori…

… Our personalities and our life circumstances are assigned to us randomly. If John happens to be born with a more murderous personality than Jane, it does not clearly follow, as a matter of public policy, that we should put less weight on his interests…

Ma attenzione: standard bassi si prestano meglio all’abuso degli operatori

… when the reasonable-doubt threshhold is set too low, it invites abuse by manipulative prosecutors. It’s easier to fake evidence that someone is 70%-likely…

La cosa veramente strana in tutta questa vicenda sta nel fatto che lo standard concreto da applicare è ignoto…

… raises the question: What is the standard? Here’s the weird part: Nobody knows. The judges won’t tell you and neither will the legislators. If you’re on a jury, you’re on your own…

Provate a chiedere, anche tra gli operatori del diritto nessuno lo sa.

Di fatto, lasciamo che i giudici se lo costruiscano di volta in volta prima di sentenziare ponendosi due domande: 1) quanto sono dubbioso? 2) la mia convinzione va oltre ogni ragionevole dubbio.

Il “ragionevole dubbio“, insomma, sembrerebbe determinato dagli operatori con una certa libertà.

Ma un’ipotesi del genere crea degli assurdi

… Suppose that in a murder trial, the foreman of the jury reports back to the judge that the jurors have agreed that there’s a 15% chance the defendant is guilty, and that they consider 15% to be beyond a reasonable doubt. Therefore they have unanimously voted to convict. I am not a lawyer, but I will cheerfully bet you that in any such case, the judge would throw the conviction out in a hurry, on the grounds that 15% is not at all beyond reasonable…

Evidentemente non puo’ esserci poi una gran libertà: sarebbe assurdo che uno scegliesse il 15% come standard!

Forse allora non si tratta di libertà ma di una variabile esoterica nota solo agli addetti ai lavori. Forse quando un giudice o un avvocato a domanda diretta dicono di non sapere esattamente stanno fingendo per non divulgare una notizia riservata. Eppure a me sembrano sinceri: non sanno veramente!

Qualcuno obbietta dicendo che è difficile capire se siamo sicuri di una cosa – che ne so – al 90%! Vero, ma meglio avere un problema che due: conoscendo il numeretto 90, almeno il problema dello standard da raggiungere è risolto una volta per tutte…

… Now you might respond that it’s often very difficult to be sure whether you’re more or less than 90% certain of something… it’s also very difficult to be sure whether your doubt is more or less than “reasonable”. So jurors have a difficult job either way. But it’s easier to solve one hard question (”How doubtful am I?”) than to solve two hard questions (”How doubtful am I?” and “Is that a reasonable amount of doubt?”). 90% is a target. It’s often hard to know whether you’ve hit the target, but life is easier when you at least know what you’re aiming at….

Idealmente dovrebbe essere la politica a deciderlo, ma la politica gira l’onere e l’onore ai giuristi i quali non si pronunciano apertamente. Perché?

Un’ipotesi: è un modo per far apparire il mestiere di giudice più difficile ed esoterico, e quindi per ottenere più prestigio. Qui torniamo a quanto dicevamo prima: i giudici tacciono apparendo come persone dotate di una conoscenza sacerdotale. Il fatto che non sappiano alcunché è secondario, l’aura intorno a loro si crea ugualmente….

… I strongly suspect it’s primarily to make the jury’s job as hard as possible so as to drag out the deliberations and make more work for judges…

Altra ipotesi: nascondendo lo standard (anche a se stessi) è possibile variarlo di volta in volta, e questa soluzione pragmatica è nei fatti importante per l’equilibrio di sistema, anche se è prudente non dire che l’applicazione della legge avviene caso per caso in modo differenziato.

***

Di quanto sia difficile ragionare con gli uomini del diritto lo desumiamo da tante cose. Ecco un’altra storiella che mette in luce un’altra falla, forse ancora più grave…

… A defendant fires 95 shots into the woods; his friend fires 5. A man in the woods is hit by a bul et and dies. The defendant is 95% certain to be the kil er (in other words, he is the kil er beyond a reasonable doubt), but he is acquitted because the nature of the evidence is “statistical” and therefore cannot be the basis of a conviction…

Qui il colpevole è tale al 95%, si presume che una percentuale del genere consenta di condannare “oltre ogni ragionevole dubbio”.

Eppure, colpo di scena: no, non possiamo condannare. Non possiamo condannare poiché l’evidenza in nostro possesso è solo di mera natura statistica.

Di fronte ad una risposta del genere ci si rende conto di come l’educazione giuridica consista essenzialmente in un progressivo allontanarsi dalla ragione.

Infatti: qualsiasi evidenza a questo mondo è di natura statistica! Esempio…

… I put a bul et through your heart and you take five minutes to die. Did the bul et cause your death? Wel , not certainly— there’s some smal chance that you died of a heart attack that would have kil ed you anyway, thirty seconds before the bul et was able to finish its job. Is there a high probability I caused your death? Yes. Did I do so beyond a reasonable doubt? Yes. Is the remaining doubt of a statistical nature? Yes…

Insomma, anche se ti uccido sparandoti al cuore di fronte a tutti, l’evidenza della mia colpevolezza è solo di natura statistica.

****

Altro caso singolare, forse un po’ fuori tema ma che mette in luce l’ennesimo paradosso: nel nostro diritto puoi essere condannato solo per un delitto ben identificato, e non per una condotta generica.

In presenza di questo principio, come trattiamo il caso dei due gemelli che commettono due inequivocabili omicidi nello stesso tempo?…

… There is therefore no reasonable doubt that each twin committed a murder, but only a 50% chance that any given twin committed either particular murder. Question 1: Can we convict them of anything under current law? My guess is no…

Sappiamo con certezza che sono due assassini ma non potremo mai condannarli oltre ogni ragionevole dubbio per un omicidio specifico.

COMMENTO PERSONALE

Tento una difesa d’ufficio degli avvocati. E’ vero, il buon senso ci dice che per risolvere al meglio i problemi difficili, bisogna saper risolvere quelli facili. Ma forse non è sempre così. I problemi posti da Raiffa ad avvocati e giudici sono “troppo facili” e loro nell’affrontarli si perdono, visto che hanno consuetudine solo con problemi ben più complessi, che implicano cioè un numero di variabili stratosfericamente più elevato.  L’avvocato e l’investigatore, in fondo, sono tipi empirici, un po’ come lo scienziato. In quanto tali, più o meno esplicitamente, considerano la coerenza qualcosa di sopravvalutato: difficilmente un piano o un progetto fallisce perché incoerente. Inoltre, farei una distinzione tra giudici e avvocati (+ PM): chi difende (o accusa), forse svolge meglio il suo lavoro se crede sul serio nella tesi che sostiene. In questo caso una certa ottusità nei confronti delle evidenze concrete potrebbe addirittura giovare. Anche le molte trasmissioni sui “casi” giudiziari potrebbero essere giustificate per le numerose forzature: è chiaro che tenere aperti casi di fatto chiusi (per esempio quello di Yara), è imposto dalla loro stessa sopravvivenza e dalle necessità dello spettacolo.  

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