Ma siamo proprio sicuri che le lesbiche siano omosessuali?

Tra lesbiche e omosessuali maschi ci sono tali e tante differenze che viene da farsi la domanda.

In particolare se l’è chiesto Steve Sailer in “Why Lesbians Aren’t Gay”.

La personalità gay (da ora userò il termine solo per indicare gli omosessuali maschi) è quasi antitetica a quella lesbica. Facciamo qualche esempio…

Nel tempo libero, ad esempio, ai gay piace prendere il sole, alle lesbiche giocare a softball.

Ai gay piace ballare (l’AIDS ha decimato i coreografi), alle lesbiche giocare a biliardo.

I gay adorano i profumi, le lesbiche li odiano (al punto che nei loro bar c’è la zona scent-free).

I gay seguono la moda (Versace, Perry Ellis, Yves Saint Laurent), le lesbiche la snobbano.

I gay sono kitsch e autoironici (le migliori battute omofobe sono le loro), le lesbiche sono sarcastiche (di certo non si conceranno mai con i mascheroni).

Il gay sogna lavori legati all’intrattenimento, le lesbiche allo sport.

Il gay ha bisogno di attenzione e affetto, la lesbica di leadership e guida (sogna il servizio militare).

I gay sono allegri (da cui la parola gay), le lesbiche sempre arrabbiate: il loro motto è “non siamo gay, siamo incazzate”.

I gay sono stati sterminati dall’AIDS, le lesbiche ne sono uscite completamente illese.

I gay amano il sesso libero, le lesbiche sono monogame osservanti.

I gay lo fanno spesso, le lesbiche quasi mai.

I gay sono stregati dalla bellezza (Morte a Venezia, Billy Budd, molti lavori di Britten…), le lesbiche sono piuttosto insensibili al lato estetico delle cose.

I gay sono avidi di pornografia, le lesbiche ne sono disgustate.

I gay fanno sesso anche in locali semi-pubblici, le lesbiche rigorosamente a casa (nella camera da letto).

I gay hanno fantasie di degradazione, le lesbiche rabbrividiscono alla sola idea di “avventura”.

Il gay ama il tipo bello, giovane magro. La lesbica il tipo anonimo (basta vedere le pubblicità su “Personal”).

Il gay ama lavorare con le donne. La lesbica odia lavorare con uomini. Ci sono molti parrucchieri gay ma pochissime barbiere lesbiche.

Il gay ama il lavoro in équipe. La lesbica preferisce maggiore indipendenza.

I gay fanno carriera, sono creativi e ambiziosi. La lesbica è dedita perlopiù alla bassa manovalanza, non ha idee, non punta in alto.

Il gay ama i lavori che implicano relazioni umane. La lesbica è più orientata alla macchina.

I gay amano la vita in città, spesso rivitalizzano interi quartieri con la loro presenza. La lesbica vive – o comunque sogna di vivere – in campagna.

Il gay privilegia la vista, la lesbica la parola. Molti fotografi sono gay, molte giornaliste sono lesbiche. Gay sono molti critici d’arte, lesbiche sono molte critiche letterarie.

I gay gestiscono boutique di antiquariato. La lesbica si orienta sulla libreria.

I gay adorano la musica, in inglese “musical” è sinonimo di gay. Le lesbiche preferiscono le storie.

Il gay di solito dirige un coro e/o fa l’organista. La lesbica canta con la chitarra canzoni folk.

i gay amano l’arte. Le lesbiche non vanno oltre l’artigianato.

il gay vede i corpi come opere d’arte, ama le sculture greche e “Il ritratto di Dorian Grey”. La lesbica è allarmata da qualsiasi cosa che puzzi di reificazione (o mercificazione) dei corpi.

I gay sono snob. Alle lesbiche va tutto bene in fatto di gusti (“Expanding the Canon”).

I gay adorano la classicità e i Greci. Le lesbiche disprezzano la tradizione occidentale.

I gay sono disinteressati alla politica. Le lesbiche sono speso attiviste politiche.

Il gay parla solo per se stesso. La lesbica tende a parlare “in nome delle donne” (la loro Bibbia è “What Women Want”).

Il gay si crede tale per natura. La lesbica per cultura, il suo orientamento sessuale è una scelta politica.

I gay di solito sono perseguitati, le lesbiche ignorate (la convivenza lesbica era legale sia nella Germania Nazista che nell’Inghilterra Vittoriana).

I gay sono tra l’ 1% e il 6% della popolazione. Le lesbiche tra lo 0.5% e il 3%.

***

Ce n’è abbastanza per insinuare il sospetto: forse non siamo proprio di fronte allo stesso fenomeno (speculare), il gay medio e la lesbica media sembrano essere molto diversi.

Che lezione trarne sulla natura umana? E come incide la cosa sulle questioni sociali oggi sul tappeto?

Stando ai giornali, meglio non pensarci

… apparently, we’d be best off not thinking too much about this fact. Better yet, we should avoid even noticing any of these curious details. At least, that’s been the implicit message of most of the recent news coverage…

A quanto pare la contrapposizione è “dispersiva“. Esiste l’ “omosessuale generico”, ed è un martire. Punto e basta…

… so many of today’s auto-pilot articles and paint-by-the-numbers newscasts depict homosexuals as merely one dimensional martyrs to prejudice…

I media prediligono un ritratto unidemensionale dell’omosessualità, in modo da ricondurre tutto all’ unica vera contrapposizione che per loro conta, quella tra omosessuali e omofobi

… natural urge of journalists to reduce complex and unsettling questions about human nature to just another fable starring good guys/ gals we all can identify with (in this case, “gays”), who are discriminated against by bad guys (” homophobes”)…

Ebbene, visto che andiamo sempre a caccia di stereotipi, questo  è il più gigantesco che esista, e viene propalato a reti e redazioni unificate.

Ma il giornalista telecomandato sembra più ansioso di dispensare prediche moralistiche che di comprendere la realtà, per questo evita accuratamente le insidiose linee di faglia che separano gli omosessuali

… As with any other large collection of people, numerous fault lines divide homosexuals, but the most remarkable is the one separating gay men from lesbians…

Nel frattempo una cosa è certa: le lesbiche sono talmente poco gay che respingono al mittente la parola stessa (e per loro le parole sono “vacche sacre”, ricordiamolo)…

… The media’s habit of applying the word to female homosexuals is male chauvinism at its most blatant: “gay” is just about the last term lesbians would have invented to describe themselves. As one lesbian activist succinctly put it, “We’re not gay, we’re angry!”)…

Il giornalista telecomandato guarda la lista che ho fatto e in lui scatta il riflesso condizionato: “trattasi di stereotipi!”.

In questi casi si presenta sempre un problema: quanto più un’affermazione è vera, tanto più presta il fianco  all’accusa di essere uno stereotipo. Le cose vere molto spesso hanno anche l’aria di essere vere.

Ma oltre a ciò c’è la voglia di equivocare per dismettere ogni pericolosa discussione. Esempio…

Thus, even carefully worded summations of the obvious like, “Men tend to be more aggressive than women,” are triumphantly refuted with, “So, you think Mister Rogers is more aggressive than Mrs. Thatcher? Huh? Huh?”…

Insomma, qual è lo strumento più prezioso per intavolare discussioni produttive su questi temi? Il concetto di “distribuzione probabilistica”, ovvio. Altrimenti noto come “Curva di Bell“.

Quella cosa che rende compatibili affermazioni tipo “gli uomini tendono ad essere più aggressivi delle donne”  col fatto che “molte donne siano molto più aggressive di molti uomini”.

Ma il giornalista non riesce, non vuole capire la Curva di Bell, che detto altrimenti significa che non vuole ragionare del problema…

… Rather than help educate the public to think in terms of bell-shaped curves and individual variances, the press instead warns us to abstain altogether from noticing average differences between groups….

Per questo è impossibile discutere con lui: la Curva di Bell mette in pericolo la sua predica ben tornita.

Ma questo tabù diffonde solo ignoranza. Senza la Curva di Bell la vita diventa proprio quella roba informe che ha in mente Homer Simpson: “un mucchio di cose indistinte che succedono”.

Naturalmente, non appena torna a casa sua, anche il giornalista telecomandato smette di praticare la “virtuosa ignoranza” che predica senza sosta sul lavoro, non si puo’ vivere a lungo in quella bolla.

Facciamo un esempio. Qualche tempo fa era di moda credere che…

… “10% of all men and women are homosexual.”…

Lo affermò per primo il critico gay Bruce Bawer, un tale che…

… has written of how he can know from momentary eye contact that a young father pushing a baby carriage past him on the street is “living a lie.”…

La sua era una strana affermazione che comunque, essendo di natura  empirica, era per nostra fortuna verificabile, almeno in parte. E sarebbe stato doveroso farlo, soprattutto vista la fonte. Ma non aspettatevi che il giornalista automatico lo abbia fatto, lui è disposto a bersi di tutto se funzionale al suo predicozzo pan-moralista…

… Are homosexuals fairly common, like, say, tax-cheaters, lefthanders, or tithe-givers? Or are they fairly rare, like prison inmates, identical twins, or clergy? This is certainly an interesting topic, but why this purely empirical question is thought to possess such moral consequence that many people feel compelled to lie about it is beyond me….

Veniamo ora ad altri guai propalati dalla “santa ignoranza” indotta a redazioni unificate.

Per esempio, ci sono genitori che prendono male il “coming out” dei rispettivi figli: in loro dispetto e sorpresa si mescolano.

Come reagisce a tutto cio’ il giornalista automatico? Invoca un mondo in cui una rivelazione del genere possa essere accolta come una buon notizia. Bene.

Ora, il “dispetto” risulta un po’ difficile da combattere (quella robetta che chiamiamo “scienza” ci dice che in genere ci piacerebbe tanto trasmettere i nostri geni), ma la “sorpresa”, quella la si puo’ evitare se si osserva bene cosa fa e come si comporta il proprio figlio…

… Disappointment, however, is inevitable: the desire to pass on your genes to grandchildren is bedrock human nature. What is far more avoidable, though, is the surprise. A more worldly awareness of those enduring likes and dislikes that tend to correlate with sexual orientation, and which so often manifest themselves early in childhood, could quite frequently allow the parents of children who turn out to be homosexual to have already spent years slowly getting used to the likelihood that this child won’t ever make them grandparents, but can still make them proud and happy in many other ways…

Dal comportamento di un ragazzo, dai suoi atteggiamenti effemminati, possiamo prevedere la sua omosessualità, ma della cosa non si deve parlare, sul punto vige il dogma della “santa ignoranza”, bisogna tacere per non evocare stereotipi (nemmeno quelli veri), per il giornalista automatico un argomento del genere è tabù.

Certo, la previsione non è facile, non è lineare, si colloca su una Curva di Bell e lui non vuol sentirne parlare… stereotipi, stereotipi…

Il caso della musica

… for many other traits, homosexuals exhibit their own sex’s tendencies to a heightened degree. For instance, all great classical composers have been male. At least since Tchaikovsky, though, an impressive number of leading composers have been gay or bisexual (e.g., Britten, Copland, Barber, Poulenc, Corigliano, and Bernstein). In comparison, although “Women’s Music” festivals play an important role in lesbian culture, their audiences distrust dazzling exhibitions of musical virtuosity, instead preferring simple folk songs with sincere lyrics…

Difficile allora farsi un’idea della realtà respingendo i fatti in quanto pericolosi ed evocatori di stereotipi…

… Has anyone yet deciphered a Unified Field Theory that would explain all of these complex patterns? Not that I’m aware of, but we can’t begin to look for one without laying out all the facts first…

Non resta che l’idilliaca ignoranza per costruire nella propria testa un mondo ideale che prima o poi diventerà realtà.

Certo, la contrapposizione gay/lesbiche non è l’unica alternativa a quella omosessuale/omofobo. I popoli latini ne propongono altre…

… Americans insist on labeling as “gay” both Truman Capote and that exemplar of murderous masculine charisma, Alexander the Great… Latins are inclined to care less than Americans about whom a man goes to bed with and more about what he does there. Although this dominant vs. submissive distinction has evaporated from America’s polite discourse, it remains the main theme of our impolite discourse…

Ma veniamo ora alle questioni sociali, forse le più interessanti. E’ qui, infatti, che la contrapposizione gay/lesbiche viene esorcizzata con più forza, eppure dovrebbe essere centrale…

… Homosexual-related issues like gays in the military, AIDS, and same-sex marriages cannot be discussed realistically without acknowledging the wide differences on average between gays and lesbians….

Pochi anni fa il giornalista automatica strombazzava entusiasta la “radice biologica” dell’omosessualità. Ma…

… most of the research was performed on gay male subjects by gay male scientists and then hyped by gay male publicists. Going largely unreported is the lesbian population’s profound ambivalence…

Si tratta di risultati che in qualche modo possono “tenere” per i gay… e le lesbiche?

Non solo i dati a supporto per le lesbiche sono esigui, le lesbiche stesse rigettano la “radice biologica” (forse che anche per questo le ricerche su questo punto si sono stoppate immediatamente?). Sentite le parole di fuoco della Federman

… For example, an attack on the theory that lesbianism has biological causes is one of the main themes of Lillian Faderman’s fine history of American lesbians, Odd Girls and Twilight Lovers…

La teoria della “radice biologica“, molto semplicemente, per quanto ben accetta dai gay, contraddice la teoria gender tanto cara al femminismo contemporaneo. Ed ecco che in un amen i gay, i ricercatori gay e i pubblicisti gay sono diventati i nemici pubblici numero uno del femminismo. Eppure, di queste battaglie TRA omosessuali non si può parlare, c’è solo la battaglia tra omofobi e omosessuali.

Mentre i gay sono “biofili” le e femministe sono fieramente “biofobiche“.

Chi avrà ragione? Può anche darsi che esistano due omosessualità differenziate, o che le lesbiche non siano affatto omosessuali. L’argomento è molto interessante, purtroppo è difficile che lo sapremo mai vista la santa ignoranza a cui ci condanna il giornalista automatico su questi temi…

… On the other hand, the lesbian-feminists might be right and the gay researcher/ activists wrong about the nature of homosexuality. Or, homosexuality might not have a single nature: at minimum, there could be a fundamental difference between lesbians and gays…

Secondo le femministe la “socializzazione” è all’origine di tutto.

Bene, ma chi mette in crisi questa  fede nel potere dell’ “ambiente”, questo credo costruzionista? I maschilisti? No, i gay: sono loro i veri nemici (ma non si può dire)…

… When discussing all other social controversies, the serious media instead pay mindful lip service to the dogma that socialization is the root of all differences between people…. a public donnybrook between gay men and lesbian-feminists over nature vs. nurture…

Ma il conflitto nature/nurture (che adombra quello gay/lesbiche) è alla base di molti problemi sociali…

… Fundamentally, as Thomas Sowell has pointed out, almost all American social controversies rest on conflicting assumptions about human nature. Is it infinitely malleable? If not, what are its constraints?…

Perché aiutare chi non uscirà mai dalla sua condizione? L’innatismo distrugge le premesse del welfare state. Mica paglia.

Prendere sul serio l’omosessualità e i gay può scuotere il sonno dogmatico del femminismo gender…

… For instance, honest discussion of the differences between lesbians and gays would also generate fresh insights into what feminists imperialistically call “women’s” issues. While feminist theory is largely immune from radical questioning in most of the prestige media, few people actually take it seriously . . . especially feminists. They seldom pay their own theory the respect of treating it like a scientific theory and testing it against the evidence… feminists should welcome a frank appraisal of the contrasting longings and ambitions of gays and lesbians, since this offers fascinating new perspectives from which to assay feminist hypotheses…

Altro esempio: le femministe accusano di continuo il mondo della moda e il mito della bellezza

… feminists tirelessly denounce the fashion and beauty industry for brainwashing American men into craving skin-deep feminine beauty…

Il mito della bellezza, di fatto, assoggetta la donna e la costringe a comportamenti da schiava. Naomi Wolf c’ha scritto addirittura un intero libro: La Mistica della Femminilità.

Per loro il maschio è un alienato che vede il “corpo della donna” in TV diventando succube di pulsioni indotte. Ma il gay è la confutazione vivente di questo cervellotico teorema…

… Luckily, the curious analyst can study people who have rejected heterosexual socialization…

Il gay ha respinto la canonica socializzazione del maschio eterosessuale, eppure non sembra meno sensibile alla bellezza dei corpi femminili. Anzi, ne è stregato!

Provate a confrontare la rubrica “Woman seeking Woman” delle riviste lesbiche con la rubrica “Man seeking Man” delle riviste gay. L’enfasi sulla bellezza è una prerogativa degli uomini: dei gay molto più che dei machi.

A quanto pare, dunque, il complotto maschilista è capeggiato e ordito dai gay, che tra l’altro, nel mondo della moda rivestono un ruolo di primo piano.

L’immagine stereotipata della femmina appartiene innanzitutto all’immaginario gay…

… In this battle for the hearts and minds of the female masses, it is the gay imagination that so often crystalizes the misty yearnings of femininity into those beguiling baubles and alluring images that help seduce heterosexual women away from the stern precepts of feminism…

Sono i gay i principale sabotatori della “lotta alla femminilità“. È un paradosso che ci fa ulteriormente capire perché sull’opposizione gay/lesbiche regni un imbarazzato silenzio.

***

Come concludere? Forse così: tutti noi siamo ignoranti, specie su questi temi, non ci resta che imparare, e gli stereotipi servono anche a quello, il fatto che siano imperfetti non autorizza a sostituirli con un silenzio ipocrita. Gli stereotipi sono uno strumento conoscitivo, vanno migliorati, mai eliminati…

…  We can never eliminate stereotypes. Instead, we should constantly search for more and better stereotypes…

MATISSE

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