San Camillo

Cinque considerazioni sulla vicenda del San Camillo e sull’assunzione di medici non obiettori.

1) In Italia l’aborto è un diritto soggetto a dei limiti (come tutti i diritti). Per esempio, non posso abortire oltre il terzo mese dal concepimento. Oppure: non posso pretendere che un medico venga gratuitamente a casa mia e mi faccia abortire. Tra i limiti all’aborto c’è anche l’obiezione di coscienza dei medici.

2) Non capisco chi dice: “dobbiamo arginare l’obiezione di coscienza o il diritto all’aborto verrà di fatto limitato”. Ma l’obiezione di coscienza serve anche e soprattutto a quello: a limitare in modo legittimo il diritto all’aborto.

3) Un ospedale può licenziare un obiettore? Ammettiamo che possa. A cosa si ridurrebbe il mio diritto di obiezione? Al fatto che io medico obiettore  non posso essere rapito per strada e costretto a perpetrare un aborto? Ma questo diritto esiste già e ha un altro nome, non ha nulla a che fare con l’obiezione. Evidentemente, il diritto all’obiezione è qualcosa di diverso che si può esercitare senza il rischio di  licenziamento. Naturalmente ci sono anche ospedali che potrebbero tollerare la mia obiezione, ci sono anche ospedali che potrebbero tollerare anche la mia obiezione ad operare l’appendicite, se è per questo… ma il mio diritto ad obiettare sull’aborto me lo concede la legge, non l’ospedale.

4) Un ospedale può assumere un non-obiettore? Si, ma cio’ non gli dà poi il diritto di pretendere da lui aborti. La richiesta di praticare aborti sarebbe in sé legittima, ma cos’è l’obiezione di coscienza se non la disobbedienza ad un ordine di per sé legittimo. La legittimità dell’ordine è irrilevante. È legittimo ordinare ad un medico qualsiasi di praticare un aborto. Ma lui può sempre disubbidire. Non può farlo, invece, se gli viene chiesto di operare un’appendicite. Allo stesso modo, è legittimo ordinare ad un medico assunto con concorso apposito per non-obiettori di praticare un aborto. Ma lui può disubbidire, anche se la richiesta è conforma a quanto pattuito. Sia il primo medico che il secondo fanno esattamente la stessa cosa: disubbidiscono facendo obiezione di coscienza ad un ordine conforme ai patti. È vero però che nel secondo caso il medico potrebbe essere licenziato per aver mentito all’atto del concorso. Nella sostanza – non nella forma – però si ricadrebbe nella fattispecie di cui al punto precedente.

5) Il punto precedente è troppo cavilloso? Veniamo allora alla sostanza. La legge italiana chiede a chi considera l’aborto un crimine, non solo di tollerarlo ma anche di finanziarlo. Come contropartita dà solo l’obiezione di coscienza. E’ questa la via di mezzo che si è trovata. Si affida alla partita quotidiana obiezione/diritto di valutare dinamicamente gli umori del paese su questo tema. Se il piano di gioco viene inclinato a favore di uno dei due contendenti la partita viene irrimediabilmente falsata. Evitiamo i formalismi e i cavilli, lasciamo che la partita si giochi in modo onesto.

San-Camillo-de-Lellis-1550-1614-Sala-Capitolare-Casa-generalizia-Roma-2

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