La dottrina della Grazia

Se c’è una dottrina cristiana lontana dal senso comune è quella della Grazia. Non quella della Trinità, come molti ritengono, ma quella della Grazia. Le sue forzature rendono piuttosto oscuri anche molti passaggi sul libero arbitrio costringendoci su innaturali posizioni “compatibiliste”. Tanto è vero che molti cristiani hanno preferito virare verso un più coerente determinismo.

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Andrew Pinsent nel saggio “What’s Amazing About Grace?” ci introduce al tema partendo da una domanda

… Does God determine everything else, or can the actions of God also be determined, in some way, by created beings, such as ourselves?…

Il problema non è solo della persona con scrupoli religiosi. Esiste una sua versione secolare

… but those who are non-religious and the irreligious face some surprisingly similar challenges…

Come si riconciliano le Leggi della Natura con il libero arbitrio?

Il problema possiede anche una declinazione politica

… Imagine also that this supreme ruler happens to be all-wise and wholly untouched by vice (we can be creative in thought experiments). Should anyone else then get a say in how society works… should society be like a perfectly designed and operated machine, or like a garden that includes spontaneity and voluntary…

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Il mondo può essere immaginato come un organismo, ovvero con molte cause concomitanti all’opera, oppure come un meccanismo, ovvero con un’unica causa originaria. La storia dell’uomo va dalla prima posizione alla seconda…

… For the ancient Greek philosophers until the end of the Middle Ages, the root metaphor of the world was usually organic, inspired by living and growing things… with the development of mechanical clocks and the success of early modern science in explaining the orbits of the planets by simple laws, the root metaphor of reality became that of the machine in a Cartesian box-like space…

Ma postulare Dio come unica causa confligge con molti passi della scrittura e con la nostra introspezione, che almeno in parte ci fa pensare di essere padroni del nostro destino…

… This concentration has the benefit of simplicity, but conflicts with the picture that emerges from many theological texts, including the Bible, in which human beings appear to be players… This approach also conflicts with our self-understanding…

Eppure, cedere alla multicausalità ha i suoi inconvenienti…

… One of the cornerstones of Christian doctrine is that salvation comes from God, not from us. What role then do we play in our salvation?... … If there is just one kind of cause, then the problem of the understanding divine and human contributions risks becoming a zero-sum game in which our contribution, if any, fills up a deficiency in God’s contribution… it makes the human and divine contributions differ only in degree, not in kind…

In altri termini, dove arrivo io recede lui (gioco a somma zero). Se siamo in presenza di più cause difficilmente potremo ancora definire Dio come onnipotente, onnisciente e perfettamente buono. In questo senso certo luteranesimo si comprende perfettamente: il Dio cristiano non tollera il libero arbitrio nell’uomo.

Come salvare entrambe le cose, ovvero il Dio-onnipotente, onnisciente e perfettamente buono e la nostra libertà?

Con la Grazia. La Grazia rende “compatibili” due aspetti all’apparenza opposti.

La Grazia viene da Dio e ci indirizza verso la giustizia e la verità

D’altro canto, la Grazia siamo noi, la Grazia non va pensata come qualcosa di esterno  a noi…

… As a special divine action, grace is an unmerited gift from God. But it is not something merely external to us…

Ricordate la parabola del seminatore? Forse aiuta a capire…

… All the ground needs to do is to cease to resist the seed, and a plant will start to grow…

La Grazia siamo noi, in questo senso l’espressione “uomini di buona volontà” è imprecisa, basta essere neutrali – non offrire resistenza – per andare verso il bene. Lo sottolinea il filosofo Eleonore Stump

… we don’t have to begin with a good will; all we need is to have the will in a “neutral position,” to cease to resist grace…

COMMENTO PERSONALE

Come riconciliare Dio e la libertà umana? Oppure, come riconciliare le leggi di natura e la libertà umana? Il problema è antico e in molti esimi pensatori, sia religiosi che laici, hanno trovato rifugio su posizioni “compatibiliste”: entrambe le cose possono convivere.

A me questa posizione sembra cervellotica, sono disposto a rinunciare a qualcosa pur di evitarla.

Devo ammettere che ho sempre avuto problemi a capire la posizione cattolica sulla libertà dell’uomo: da un lato si afferma che l’uomo è libero, dall’altro che non lo è più nel momento in cui sceglie il male.

Cerchiamo di comprendere in senso più generale – non riferito alla religione – la posizione “compatibilista”?

Il “compatibilista” afferma che l’uomo è libero di realizzare o meno un suo desiderio ma non è libero di desiderare quel che vuole.

La posizione “compatibilista” si concretizza in un determinismo morbido: da un lato i desideri che nutriamo sono determinati all’esterno, dall’altro è chiaro che ciascuno di noi sceglie di realizzare i desideri che nutre e solo quelli, sarebbe illogico pensare il contrario. In ultima analisi sono i comportamenti stessi ad essere determinati, solo che lo sono attraverso i desideri.

Per il “compatibilista” l’uomo puo’ rinunciare a perseguire un desiderio ma solo se nutre un desiderio alternativo e più potente

Per il compatibilista l’uomo potrebbe anche scegliere – in teoria e solo in teoria – di non perseguire il suo desiderio più potente, in questo senso è ANCHE libero (oltre che determinato). Allo stesso modo, per il cattolico l’uomo avrebbe anche potuto realizzare il male se lo avesse scelto, in questo senso è ANCHE libero.

Tuttavia, il “compatibilista” non si trova mai di fronte all’imbarazzo di dover in qualche modo definire l’uomo che nei fatti non realizza i suoi desideri: costui non esiste in pratica, è una mera ipotesi teorica. Se all’apparenza qualcuno sembra comportarsi in questa maniera si puo’ sempre dire che i suoi desideri REALI fossero altri.

Ma di uomini che fanno il male, invece, ce ne sono in abbondanza. E sono reali, non “teorici”! Come definirli? Infatti, l’uomo realmente libero puo’ fare solo il bene. Il cattolico, che non puo’ vantare le protezioni logiche del compatibilista,  deve necessariamente considerarli uomini non-liberi.

Si viene a creare un cortocicuito – una situazione ostica per il senso comune: di fronte alle opzioni A e B io sono libero, ma se scelgo B (il male) non sono più libero.

La posizione libertaria – ovvero l’alternativa al compatibilismo – è più vicina al senso comune: se scelgo B sono ancora un uomo libero che – molto semplicemente – ha scelto male. Insomma, il libertario non lega la libertà alla verità.

Per il “compatibilista” religioso: “la Verità vi farà liberi”. Per il libertario non è così. Sì, è vero, più conosco meglio sceglierò,  ma la libertà e bontà della scelta non vanno necessariamente insieme: posso essere libero e scegliere male, così come posso essere schiavo e scegliere bene.

Ma affinché il cristianesimo difenda il libero arbitrio adottando un approccio libertario anziché “compatibilista”, occorre rinunciare a parte dell’onnipotenza e dell’onniscienza divina: Dio non puo’ opporsi alle nostre decisioni (tanto è vero che non puo’ salvarci contro la nostra volontà), Dio non ci conosce mai perfettamente (tanto è vero che deve sottoporci ad una prova per giudicarci). Personalmente, a questo scambio ci sto. Ma questo scambio implica anche una revisione nella dottrina della Grazia.

grazia

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