Vaccinazioni obbligatorie?

Ieri risistemavo i miei ritagli di giornale e mi è capitata sottomano una prima pagina del Corriere della sera risalente al 23 marzo 2065 con l’ormai famoso editoriale a firma dell’illustre luminare dottor Stranamore. Ad anni di distanza ancora fa un certo effetto. Ve lo ripropongo perché puo’ essere utile nel dibattito sulle vaccinazioni.

Siamo nel 2065. Non dare ai vostri bambini il potenziamento che ormai ci consente la terapia di manipolazione embrionale (cosiddetto “baby design” o CRISPR III) non deve più, al pari di quel che accade ormai in tutta Europa, essere considerata una “scelta”. Chi rifiuta l’intervento “migliorativo” sulla prole non è una persona che sta scegliendo ma, molto più semplicemente, un cattivo genitore e un pessimo cittadino.

Sono stato troppo duro? Forse.

Ma considerate l’ultima statistica secondo la quale il 5% dei genitori ancora rifiuta il miglioramento genetico della prole e continua ad opporsi ad ogni intervento di baby design, per altro possibile fino all’età prescolare. Ebbene, queste statistiche ci dicono che non siamo di fronte a “poveri” che non possono permettersi una terapia, per altro resa disponibile gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale. Si tratta di persone benestanti, con un’ istruzione sopra la media, che abita nei centri urbani e che pensa di dover accogliere i propri figli come “naturali”, ovvero privi di quelle difese offerte da un innalzamento delle facoltà cognitive e non cognitive ottenibile attraverso interventi di progettazione embrionale. Giusto ieri su questo stesso giornale abbiamo letto l’intervista – per me diseducativa – a quella mamma di Legnano (per altro medico): “non penso sia corretto immettere vettori retrovirali nel corpo di mio figlio per mutarlo rispetto a quel che è e che dio mi ha dato in sorte, non penso nemmeno che pensare in questi termini mi renda una bigotta fanatica invasata dai dogmi religiosi”. Altri genitori, riferendosi ad uno studio del 2048, sosteneva  che gli interventi retrovirali nel primo anno di vita aumentano il rischio di certe tipologie di cancro, ma si tratta di uno studio screditato da tempo!

Le associazioni di genitori che si oppongono al “miglioramento embrionale obbligatorio” fanno appello alla “libertà personale”. Tuttavia, anche accettando che i genitori siano in diritto di sacrificare il proprio figlio destinandolo ad una vita  più problematica,  rifiutare il baby design e la manipolazione genetica dell’embrione non è affatto una scelta personale. È una questione di salute pubblica che tocca l’intera società.

Nel 2064 abbiamo avuto nel nostro paese ben 200 omicidi, nel 2060 erano stati 50. Perché questa recrudescenza di un fenomeno che ritenevamo ormai debellato? I criminologi sono unanimi nel pensare che all’origine ci sia il rallentamento nelle “progettazioni embrionali”, il timing tra i due fenomeni è sorprendente. Inoltre, carattere neurotico e IQ bassi fotografano il classico potenziale omicida. Siamo di fronte a tratti della personalità su cui interviene con efficacia il “baby design”. Non possiamo allora considerare parte in causa di questa piaga sociale anche quei genitori che trattano la scienza come un optional?

L’anno scorso in Italia si sono registrati una dozzina di incidenti automobilistici mortali. Il problema sono gli automobilisti “non potenziati” da piccoli e privi di quei riflessi che noi ormai diamo per scontati. Tutto cio’ è aggravato dal fatto che in loro la probabilità di bere prima di mettersi alla guida si alza notevolmente. Non solo: in loro l’alcol ha effetti mediamente più deleteri, specie sulle facoltà necessarie ad una guida sicura. Purtroppo, dobbiamo aspettarci ancora molte morti inutili, almeno finché genitori irresponsabili continueranno a snobbare la scienza e a volere “figli naturali”, magari in nome di una fede retrograda.

Anche le recenti epidemie di morbillo vengono fatte risalire ad un rallentamento delle vaccinazioni ma la notizia sta nel fatto che i bambini non vaccinati sono figli di genitori “non migliorati”, ovvero gente priva di quell’ ottimizzazione cognitiva che rende intuitivi i meccanismi base della psiconeuroimmunologia, ovvero gente più facilmente  preda di vulgate ripetutamente confutate come quella che pretende di collegare vaccinazione e autismo.

Quindi, no, la terapia di manipolazione genetica non è un “scelta personale”. E’ un dovere di base per ogni genitore e per ogni cittadino responsabile. Gente che vive in India, oppure a Neo-Shangai o sulle colonie di Venere fa grandi sacrifici per accedere ad un baby design che migliorerà la vita dei loro figli. Chi invece come noi abita la parte più avanzata del mondo conosciuto e ha già il privilegio di vivere in mezzo a individui geneticamente potenziati non puo’ permettersi di dire “no, grazie mio figlio lo voglio così come nasce”. E’ da irresponsabili: verso se stessi, verso il proprio figlio e verso la società.

Per tutto questo mi piacerebbe si smettesse di dire “… ma la mia libertà”. Ai bambini non manipolati dovrebbe essere interdetta la scuola pubblica, dovrebbe essere proibito guidare e dovrebbe essere proibito anche l’accesso in molti locali pubblici dove causano problemi. Ai genitori che rifiutano la manipolazione embrionale dovrebbe essere tolta la patria potestà, così come viene già fatto a chi causa sofferenze ingiustificate ai figli quando puo’ evitarle a costo zero, o quasi. Questo perché non manipolare geneticamente vostro figlio non è “una scelta”, è un abuso infantile!

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Perché ho riportato questo articolo?

Perché voglio rendere obbligatoria la manipolazione embrionale?

Perché voglio rendere obbligatorie le vaccinazioni?

No, perché laddove le intuizioni confliggono c’è sempre “cibo per la mente”.

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In realtà l’articolo è stato ideato da Scott Alexander e appare nel saggio “Nel mondo in cui tutto cio’ che non è obbligatorio è proibito”.

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Qualche ulteriore considerazione a cura dell’economista David Friedman.

Sia la “progettazione embrionale” obbligatoria che le vaccinazioni obbligatorie sono politiche fatte per combattere il fenomeno delle esternalità. Le esternalità giustificano un intervento coercitivo dell’autorità poiché la loro presenza incentiva comportamenti opportunistici. Tuttavia, i problemi legati alle esternalità  sono problemi di grado, non di esistenza. Troppo spesso ce ne dimentichiamo…

… One point that gets ignored in arguments about whether vaccination or the like should be mandatory is that externalities are a matter of degree. Almost everything we do has at least some external effects, positive or negative. But if I am paying 99% of the cost of a decision and getting 100% of the benefit, the decision that is optimal for me will almost always be optimal for us. Given that individuals are much better at making decisions for themselves than the political system is at making decisions for them, that’s a strong argument for leaving such a decision unregulated… The argument is a lot weaker if I am paying 10% of the cost or getting only 10% of the benefit…

E nel caso  delle vaccinazioni?

… In the case of vaccination, my guess is that most of the benefit goes to the kid and his parents, and only a small fraction to others… In the case of vaccination, my guess is that most of the benefit goes to the kid and his parents, and only a small fraction to others. There is no benefit to either unless, if unvaccinated, he would have gotten infected. If he does get infected, in a world where most of those around him are vaccinated and so highly, although not perfectly, resistant, he suffers the disease with certainty (aside from the special case of carriers), and it is possible but not terribly likely that someone else catches it from him and suffers. But I don’t have any data–this is all speculation.

La libertà migliora la condizione di sicuro chi scampa una coercizione ma potrebbe danneggiare chi il presunto tutelato.

Ma il fatto più rilevante è che  l’analisi costi/benefici non si conclude qui: la libertà genera anche conoscenza.

E’ una delle vie per cui “dal male si genera il bene“.

Esempio: mio figlio non vaccinato viene contagiato e quest’informazione, fungendo da monito, spinge ad un incremento delle vaccinazioni. Conclusione: il sacrificio di un bambino ne salva tre, la libertà riscatta il suo costo.

Da ultimo, uniformare la società mettendo tutte le uova in un paniere, per quanto questo paniere si presenti adeguato, non sembra saggio in generale, e forse non lo è nemmeno nel nostro caso particolare.

 

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