Dio è buono (e ci offre il Paradiso)

Presto il mondo finirà – questa è opinione comune nel mondo razionalista – e il Figlio verrà per giudicare i vivi e i morti – questa è opinione comune nel mondo del teismo razionalista.

Fare il bene è un dovere/piacere in sé ma è giusto che i meritevoli siano ricompensati.

Il piano della salvezza contempla un fattore utilitarista, un premio per chi fa bene, inutile negarlo.

La salvezza è resa possibile da un intervento divino – Grazia – ma anche da uno sforzo del “salvato” che l’accetta.

La vita è un test in vista di un giudizio, chi lo supera sarà premiato: Dio non giudica la comunità, la famiglia, Dio giudica noi. Ci giudica a quattr’occhi, a testimonianza della nostra libertà personale.

Il Paradiso – un posto dove saremo sempre felici – è il nostro premio.

Non si tratta di un premio così misterioso: noi sperimentiamo la felicità già su questa terra.

L’utilitarismo del cristianesimo non è disumano: capita spesso che i genitori offrano compensi e dispensino punizioni in ambito educativo. Tuttavia, sarebbe sbagliato puntare solo su quello.

E infatti il Paradiso puo’ essere visto come qualcosa di diverso da una mera ricompensa

… only those who love doing actions which are good for their own sake would be happy there in Haeven…

In altri termini, ricorrendo ad un esempio: in Paradiso la nostra sete di conoscenza sarà appagata, cosicché quanto più abbiamo sviluppato una legittima sete di conoscenza, tanto più saremo appagati e felici.

In questo senso, non penso che in Paradiso tutti saranno appagati alla stessa maniera, probabilmente anche lì ci saranno dei “gironi”.

Gli incorreggibili andranno all’inferno. Dio potrebbe mutare il loro carattere ma cio’ significa interferire con la loro libertà. L’ esistenza dell’ Inferno discende da un rispetto radicale di Dio verso l’autonomia dell’uomo…

… So those who have allowed themselves to become totally bad people will be a collection of unfulfilled desires, and that will inevitably be an unhappy state, which would constitute living in Hell… God could, of course, give them new good desires, but that would involve imposing on them a character which they had persistently and knowingly chosen not to have… Otherwise in creating humans God would be like a puppet master who ensures that in the end every human does what he (God) wants…

Alcune persone non hanno avuto tempo di formare un loro carattere, magari perché sono morti giovani.

Che trattamento riservare a costoro?

Potrebbero rinascere e vivere un’altra vita, una specie di reincarnazione anche se pensarci in un corpo diverso è disturbante per un cattolico.

Oppure potrebbero essere giudicati benevolmente, anche in virtù del fatto che la loro vita terrena è stata sacrificata per altri fini.

Un’alternativa è sottoporli ad una prova supplettiva nell’al di là

… Alternatively he might give them a good afterlife but one suitable for those ignorant of the possibility of moral sanctity and so not the life of Heaven as I have described it. There are thus various possible futures which a good God might give to those of unformed…

E’ disturbante anche pensare che la vita non sia una prova necessaria, che si puo’ ricorrere ad alternative.

C’è l’ipotesi che Dio giudichi con cio’ che ha in mano. A volte però ha in mano poco più di niente, pensiamo solo al bambino abortito.

Probabilmente è vera l’ipotesi che media tra le precedenti: Dio giudica con quello che ha in mano integrandolo con delle prove supplementari (Purgatorio?) che, sebbene imperfette, migliorano comunque il suo giudizio.

La dottrina cristiana della vita ultraterrena ricalca queste considerazioni…

… In its claim that God the Son will ‘judge the living and the dead’, and in its expectation of ‘the resurrection of the dead and the life of the world to come’, the Creed assumes the universal Christian view that (among those who are still living when this risky experiment of creating us comes to an end, and those who are then already dead) the good will be rewarded and the bad punished…

Non è necessario pensare all’inferno come ad un luogo di punizione tradizionale: basta pensarlo come un luogo in cui il desiderio di fare del male è frustrato. In questo senso il malvagio viene vessato.

E qual è la sorte dei non-cristiani: extra ecclesiam nulla salus?…

… Many of the great Christian thinkers, including both Augustine and Aquinas, allowed that non-Christians can attain Heaven; and this was recognized as official Roman Catholic doctrine by the second Vatican Council (1963–6)…

Il punto è però problematico e merita un ulteriore approfondimento.

Altro problema: chi è già morto deve aspettare la fine del mondo per un giudizio definitivo?…

… Most Christians hold that although this ‘last judgement’ will finally settle the fate of all humans, many of those now already dead already enjoy Heaven or Hell. Some of the dead, however, may still be ‘on the way’…

E’ un po’ difficile pensare che costoro siano già in paradiso visto che la resurrezione cristiana contempla anche una resurrezione dei corpi. Io preferisco pensarli come addormentati e in attesa.

E i bambini battezzati e non? Ci sono varie dottrine relative al Limbo. Forse è meglio sospendere il giudizio o stare alle ipotesi che si sono formulate per le persone dal carattere non formato.

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