La creazione del tempo

In base a quale principio vedendo nient’altro che miglioramenti alle nostre spalle dovremmo aspettarci nient’altro che peggioramenti davanti a noi?

Thomas Babington Macaulay

Un ottimista razionale di Matt Ridley

Un presente migliore: l’oggi senza precedenti

Entro la metà di questo secolo la razza umana si sarà espansa dai meno di dieci milioni di individui di 10.000 anni fa fino a quasi dieci miliardi di persone.

Note:POPOLAZIONE MONDIALE

la stragrande maggioranza della popolazione è meglio nutrita, riparata, intrattenuta e protetta dalle malattie, e ha maggiori probabilità di raggiungere la vecchiaia rispetto ai nostri antenati1.

Note:LA STRAGRANDE MAGGIORANZA

La disponibilità di quasi tutto ciò che una persona potrebbe mai desiderare o di cui potrebbe avere bisogno è salita rapidamente negli ultimi 200 anni, e in maniera più irregolare negli ultimi 10.000: vite allungate di anni, litri di acqua potabile, boccate di aria pulita, ore di tempo libero, mezzi per viaggiare più veloce di quanto qualsiasi uomo possa correre e altri per comunicare a distanze maggiori di quelle che si possono coprire gridando.

Note:ULTIMI 200 ANNI

questa generazione di esseri umani ha accesso a più calorie, watt, lumenore, metri quadri, gigabyte, megahertz, anni luce, nanometri, quintali per ettaro, chilometri al litro, food miles2, miglia aeree, e ovviamente dollari, di qualsiasi altra che l’abbia preceduta. Abbiamo più velcro, vaccini, vitamine, scarpe, cantanti, telenovele, snocciola manghi, amanti, racchette da tennis, missili guidati e qualsiasi altra cosa potremmo immaginare.

Note:SEMPRE DI PIÙ

ci sono persone secondo cui si viveva meglio in passato. Per questi, non solo un tempo la vita era più semplice, tranquilla, socievole e spirituale di oggi, ma anche più virtuosa. Questa nostalgia per un passato a tinte rosa, vi prego di notare, è limitata ai ricchi.

Note:NOSTALGICI

C’è una famiglia, raccolta intorno al focolare, nella sua semplice casa di legno. Il padre legge la Bibbia ad alta voce mentre la madre si appresta a servire uno stufato di manzo e cipolle. Una delle figlie conforta il fratellino appena nato, mentre l’altro fratello versa l’acqua da una caraffa nelle tazze di terracotta disposte sul tavolo. La sorella maggiore sta dando da mangiare ai cavalli nella stalla. Fuori non si sente il rumore del traffico, né ci sono spacciatori; nel latte delle loro mucche non è stata mai trovata diossina o radioattività. Tutto è tranquillo; un uccellino canta fuori della finestra. Ma fatemi il piacere! Sebbene la loro sia una delle famiglie più benestanti del villaggio, la sacra lettura del padre è interrotta da una tosse bronchitica che presagisce la polmonite che lo stroncherà a 53 anni, aggravata dal fumo del camino. (È fortunato: nel 1800 la speranza di vita in Inghilterra era inferiore ai 40 anni.) Il neonato morirà a causa di quello stesso vaiolo che in quel momento lo sta facendo piangere; presto la sorella diventerà un oggetto nelle mani di un marito ubriacone. L’acqua che il ragazzino versa ha il gusto delle mucche che si abbeverano nel medesimo ruscello da cui è stata attinta. La madre è torturata dal mal di denti. Il bracciante del vicino sta ingravidando l’altra figlia nel pagliaio, e il bambino che nascerà verrà spedito in orfanotrofio. Lo stufato è grigio e cartilaginoso, ma tanto i bocconi di carne sono una rarità rispetto alla brodaglia: non ci sono ortaggi né frutta in questa stagione. La zuppa viene consumata in ciotole di legno con posate di legno. Le candele sono troppo care, per cui il fuoco del camino è l’unica fonte di luce nella stanza. Nessuno dei presenti ha mai visto uno spettacolo teatrale, dipinto un quadro o udito il suono di un pianoforte. La scuola si riduce a qualche anno di noiosissimo latino insegnato da un dispotico bigotto nella canonica del villaggio. Il padre è stato in città una volta, ma il viaggio gli è costato l’intero salario di una settimana e gli altri membri della famiglia non si sono mai spinti più in là di una ventina di chilometri da casa. Ogni figlia ha un paio di vestiti di lana, un paio di camicette di lino e un solo paio di scarpe. La giacca del padre è costata un intero stipendio ma è ormai infestata dai pidocchi. I bambini dormono a coppie su un pagliericcio steso a terra. E per quanto riguarda l’uccellino fuori della finestra: domani sarà catturato e mangiato dal ragazzino

Note:UNA STORIELLA ISTRUTTIVA

Dal 1800 in poi, la popolazione mondiale si è moltiplicata di sei volte, eppure l’aspettativa di vita è più che raddoppiata e il reddito reale è aumentato di nove volte5. Considerando un arco temporale più limitato, nel 2005 una persona in media guadagnava all’incirca tre volte tanto (conteggiando l’inflazione), consumava un terzo di calorie in più, perdeva un terzo dei figli e aveva un’aspettativa di vita più lunga di un terzo rispetto al 1955. Aveva meno probabilità di morire per guerra, omicidio, parto, incidente, tornado, inondazione, carestia, pertosse, tubercolosi, malaria, difterite, tifo, febbre tifoidea, morbillo, vaiolo, scorbuto o poliomielite. Aveva meno probabilità, a qualsiasi età, di contrarre un cancro, soffrire di una malattia cardiaca o subire un ictus. Aveva maggiori probabilità di essere istruito e di terminare la scuola; di possedere un telefono, un water, un frigorifero e una bicicletta. E tutto questo in 50 anni, durante i quali la popolazione mondiale è più che raddoppiata; e in cui, lungi dall’essere razionati dalla pressione demografica, i beni e i servizi disponibili sul mercato si sono moltiplicati. Secondo qualsiasi metro di giudizio, questa è un’incredibile conquista dell’umanità.

Note:SE PREFERITE LE STATISTICHE

anche se si analizza il mondo suddividendolo per regioni è difficile trovarne una che stesse peggio nel 2005 rispetto al 1955. In mezzo secolo il reddito pro capite si è ridotto, e di poco, solo in sei paesi (Afghanistan, Haiti, Congo, Liberia, Sierra Leone e Somalia), l’aspettativa di vita in tre (Russia, Swaziland e Zimbabwe) e la sopravvivenza alla nascita in nessuno. Negli altri paesi questi valori sono schizzati in alto.

Note:MONDO A PEZZI

Lo sviluppo dell’Africa è rimasto penosamente lento e irregolare rispetto al resto del mondo, e molti paesi africani hanno visto un rapido declino nell’aspettativa di vita negli anni novanta, durante l’epidemia di AIDS (prima di riprendersi negli ultimi anni).

Note:AFRICA

Vi sono anche stati periodi nei 50 anni in questione in cui il tenore di vita di un dato paese ha subito un tremendo deterioramento: la Cina negli anni sessanta, la Cambogia negli anni settanta, l’Etiopia negli anni ottanta, il Ruanda negli anni novanta, il Congo negli anni duemila e la Corea del Nord per tutto il tempo. L’Argentina ha attraversato un Novecento deludente e stagnante.

Note:DELUSIONI

Nel complesso, però, dopo 50 anni, il risultato totale del mondo è drammaticamente, sorprendentemente positivo. Un sudcoreano vive in media 26 anni in più rispetto al 1955 e guadagna quindici volte tanto (e quindici volte tanto rispetto al suo connazionale del Nord). Oggi un messicano vive in media più a lungo di un inglese del 1955. Un botswaniano di oggi guadagna più di un finlandese del 1955. In Nepal la mortalità infantile è più bassa di quanto lo fosse in Italia nel 1951. In 20 anni la percentuale di vietnamiti che vivono con meno di 2 dollari al giorno è crollata dal 90 al 30 per cento6.

Note:NEL COMPLESSO

I ricchi sono sempre più ricchi, ma i poveri stanno molto meglio di prima. Fra il 1980 e il 2000 nei paesi in via di sviluppo il tasso dei consumi della popolazione povera è aumentato del doppio rispetto a quello mondiale7. I cinesi sono dieci volte più ricchi, un terzo più prolifici e vivono 28 anni in più rispetto a 50 anni fa. Persino i nigeriani sono ricchi il doppio, il 25 per cento meno prolifici e vivono 9 anni in più rispetto al 1955. Nonostante il raddoppio della popolazione mondiale, persino il numero di persone che vivono in condizioni di povertà assoluta (definita come meno di 1 dollaro del 1985 al giorno) è sceso dagli anni cinquanta in poi. La percentuale è crollata di più della metà, e ha raggiunto il 18 per cento

Note:I POVERI STANNO MEGLIO… MOLTO MEGLIO

Secondo le stime delle Nazioni Unite, la povertà si è ridotta di più negli ultimi 50 anni di quanto non sia successo negli ultimi 5009

Note:I POVERI NEGLI ULTIMI 50 ANNI

Benessere per tutti

Nel 1958 J.K. Galbraith dichiarò che la «società opulenta» aveva raggiunto un livello di benessere tale che molti beni inutili erano ormai rifilati ai consumatori grazie al solo potere persuasivo della pubblicità10

Note:ANNI 50

erano 7,6 centimetri più alti di quanto lo fossero a cavallo del secolo e spendevano il doppio in medicine che per i funerali, esattamente l’opposto di quanto accadeva nel 1900. Nel 1955, circa 8 case su 10 avevano l’acqua corrente, il riscaldamento centralizzato, l’elettricità, la lavatrice e il frigorifero, tutti lussi che mancavano quasi ovunque all’inizio del secolo.

Note:AMERICANI

Eppure se ci guardiamo indietro adesso, a distanza di altri 50 anni, la middle class del 1955, orgogliosa delle sue automobili, delle sue comodità e dei suoi gadget, ci appare al di sotto della soglia di povertà.

Note:OGGI CI FANNO PENA

Già nel 1970, solo il 36 per cento di tutti gli americani aveva il condizionatore: nel 2005 ne era dotato il 79 per cento delle case “povere”. Anche il 90 per cento della popolazione urbana cinese ha l’elettricità, il frigorifero e l’acqua corrente. Molti cinesi hanno anche il cellulare, l’accesso a internet e la televisione satellitare, per non parlare di tutte le versioni migliorate e meno care di qualsiasi altra comodità occidentale, dalle automobili ai giocattoli, dai vaccini ai ristoranti.

Note:BENESSERE

Va bene, va bene, obietta il pessimista, ma a che prezzo? L’ambiente si è sicuramente deteriorato. In posti come Pechino, forse sì, ma in molti altri no. In Europa e in America fiumi, laghi, mari e aria sono sempre più puliti. Nel Tamigi ci sono meno liquami e più pesci. Le bisce d’acqua del lago Erie, sull’orlo dell’estinzione negli anni sessanta, ora abbondano. Il numero di aquile calve sta molto aumentando. A Pasadena c’è meno smog. Le uova degli uccelli svedesi contengono il 75 per cento in meno di sostanze inquinanti rispetto agli anni sessanta. In America le emissioni di monossido di carbonio dei mezzi di trasporto sono scese del 75 per cento in 25 anni. Un’automobile di oggi lanciata a tutta velocità inquina meno di una degli anni settanta parcheggiata (a causa delle perdite)14.

Note:AMBIENTE MIGLIORE

Nel frattempo, l’aspettativa di vita nel paese più longevo (la Svezia nel 1850, la Nuova Zelanda nel 1920, il Giappone oggi) continua a crescere a un tasso costante di tre mesi l’anno, che negli ultimi 200 anni è cambiato di poco e che non dà segno di volersi arrestare, anche se prima o poi dovrà farlo. Negli anni venti i demografi affermavano con sicurezza che la vita media avrebbe raggiunto un picco di 75 anni «senza l’intervento di innovazioni radicali o di un fantastico cambiamento evolutivo della nostra costituzione fisiologica». Negli anni novanta predissero che l’aspettativa di vita «non dovrebbe superare […] i 35 anni superati i 50, a meno di radicali cambiamenti nel controllo del tasso di invecchiamento». Nel giro di soli 5 anni entrambe le previsioni si sono rivelate inesatte in almeno un paese15

Note:VITA MEDIA

Secondo uno studio americano, fra il 1982 e il 1999 il tasso di invalidità degli over 65 è sceso dal 26,2 al 19,7 per cento, con un ritmo doppio rispetto al calo del tasso di mortalità. La durata delle malattie croniche prima del decesso è diminuita leggermente, anziché allungarsi, nonostante la disponibilità di strumenti diagnostici e cure migliori; in termini tecnici si chiama compressione della morbilità. Oggi non solo viviamo più a lungo, ma la durata delle malattie terminali è più breve16. Prendiamo per esempio i colpi apoplettici, una delle maggiori cause di invalidità fra gli anziani. Fra il 1950 e il 2000 le morti per ictus sono scese del 70 per cento in America e in Europa… Lo stesso vale per il cancro, le malattie cardiache e quelle respiratorie: la loro incidenza aumenta con l’età, ma è sempre più tardiva, 10 anni in più rispetto agli anni cinquanta18…

Note:QUALITÀ DELLA VITA DEGLI ANZIANI

Persino la disuguaglianza è in declino un po’ ovunque. È vero che in Gran Bretagna e in America la perequazione dei redditi… si è fermata negli anni settanta; ma ciò è accaduto per ragioni diverse, e non tutte negative. Per esempio, oggi le persone con redditi elevati preferiscono sposarsi tra di lorol’immigrazione è aumentata, il commercio è più libero, i cartelli economici sono stati aperti alla concorrenza e gli stipendi dei lavoratori qualificati sono aumentati più di quelli dei loro colleghi privi di specializzazioni….

Note:DISEGUAGLIANZE

livello globale la disuguaglianza è diminuita, e questo per via di uno strano paradosso statistico. Il recente arricchimento di Cina e India ha incrementato la disuguaglianza interna alle popolazioni di quei paesi, dove il reddito dei ricchi è cresciuto a un tasso maggiore di quello dei poveri; il divario fra i redditi è una conseguenza inevitabile di un’economia in espansione. Eppure a livello mondiale, la crescita cinese e indiana ha fatto registrare una diminuzione del divario fra ricchi e poveri

Note:DISEGUAGLIANZA GLOBALE

La disuguaglianza batte in ritirata anche sotto un altro aspetto. Il differenziale fra i quozienti di intelligenza si è ridotto costantemente, perché quelli inferiori si sono avvicinati a quelli superiori… Questo fenomeno, noto come effetto Flynn dal nome dello studioso che lo evidenziò per primo

Note:DISEGUAGLIANZA IQ

anche la giustizia è migliorata, grazie alle nuove tecnologie che permettono di scoprire condanne sbagliate e individuare i reali colpevoli di un crimine. Finora, 234 americani innocenti sono stati scarcerati grazie all’impronta genetica, dopo aver trascorso in media 12 anni in prigione; 17 di questi erano nel braccio della morte22.

Note:GIUSTIZIA

Luce a buon mercato

Il prezzo dei quattro bisogni basilari dell’essere umano: cibo, abiti, combustibili e riparo, è sceso costantemente negli ultimi due secoli. Quello del cibo e dell’abbigliamento in particolare (malgrado una breve impennata dei prezzi dei generi alimentari nel 2008), quello dei combustibili in modo più irregolare; forse persino la casa è meno costosa: per quanto possa sorprendere, l’abitazione media oggi costa meno che nel 1900 o persino nel 1700, nonostante le numerose comodità in più, come l’elettricità, il telefono e l’impianto idraulico23.

Note:BISOGNI BASE

Chiediamoci quanta luce artificiale sia possibile guadagnare con un’ora di lavoro retribuita con uno stipendio medio. La quantità è aumentata da 24 lumenore nel 1750 a.C. (lampada a olio) a 186 nel 1800 (candela di sego), a 4400 nel 1880 (lampada a cherosene) a 531.000 nel 1950 (lampada a incandescenza) a 8,4 milioni di lumenore oggi (lampada fluorescente compatta). Per dirla in un altro modo, oggi con un’ora di lavoro guadagnate 300 giorni di luce per leggere; nel 1800 con un’ora vi sareste comprati appena dieci minuti

Note:LUCE

L’economista Don Boudreaux ha immaginato un americano che viaggiasse indietro nel tempo fino al 1967 portando con sé il proprio reddito attuale. Può darsi che sarebbe stato l’uomo più ricco della città, ma con tutto il suo denaro non avrebbe mai potuto accedere ad alcune moderne delizie come eBay, Amazon, Starbucks, Walmart, il Prozac, Google o i BlackBerry27.

Note:IL RICCONE DEGLI ANNI SESSANTA OGGI E’ UN POVERACCIO

Risparmiare tempo

La vera unità di misura del valore di un bene sono le ore necessarie per ottenerlo o produrlo. Se ve lo procurate da soli, di norma impiegate una quantità di tempo maggiore che se lo acquistaste già fatto da altri… Ecco che cos’è la prosperità: l’aumento della quantità di beni e servizi acquistabili con la stessa quantità di lavoro….

Note:L‘ORA LAVORATA

A metà Ottocento, un viaggio in carrozza da Parigi a Bordeaux costava un mese di stipendio da impiegato; oggi costa un giorno circa, ed è cinquanta volte più veloce. Nel 1970 un paio di litri di latte in America costavano in media dieci minuti di lavoro, nel 1997 solo sette. Una telefonata di tre minuti da New York a Los Angeles: 90 ore di lavoro nel 1910; meno di due minuti oggi. Un chilowattora di elettricità: un’ora di lavoro nel 1900; cinque minuti oggi. Negli anni cinquanta ci volevano trenta minuti di lavoro per comprarsi un cheeseburger da McDonald, oggi ne bastano tre. Sanità e istruzione sono fra i pochi esempi di servizi che costano di più oggi rispetto agli anni cinquanta, sempre in termini di ore lavorative

Note:ESEMPI

Anche i prezzi degli immobili dovrebbero essere in forte calo, ma per varie ragioni i nostri governi fanno di tutto per impedirlo. Laddove nel 1956 servivano 16 settimane per guadagnare il denaro necessario ad acquistare 9 metri quadrati di casa, ora ne bastano 14, e per una casa di migliore qualità35. Ma data la facilità con cui oggi è possibile costruire un immobile, grazie ai moderni macchinari edili, il prezzo sarebbe dovuto scendere di più. Sono stati i governi a impedirlo: primo, usando i piani regolatori per limitare l’offerta (in particolare in Inghilterra); secondo, intervenendo sul regime fiscale per incoraggiare il ricorso al prestito (almeno negli Stati Uniti; in Inghilterra non più); e terzo, facendo tutto il possibile per impedire ai prezzi di scendere dopo lo scoppio della bolla speculativa.

Note:ECCEZIONI: IMMOBILI

Felicità

All’inizio del ventunesimo secolo è nata una vera e propria industria intorno all’idea di economia della felicità. Il suo punto di partenza era un presunto paradosso, secondo cui i ricchi non sarebbero più felici della gente comune. Oltrepassato un certo livello di reddito pro capite (15.000 dollari l’anno, secondo Richard Layard37), il denaro non sarebbe più sufficiente per acquistare una “quota aggiuntiva” di benessere soggettivo.

Note:PARADOSSO DI EASTERLIN

I politici colsero al volo la questione e molti paesi, dalla Thailandia alla Gran Bretagna, cominciarono a riflettere su come massimizzare la loro “felicità interna lorda”, invece del prodotto interno lordo.

Note:LOTTA AL PIL

In Occidente il dibattito prese il via nel 1974 con uno studio di Richard Easterlin, secondo il quale nonostante nei paesi ricchi i benestanti in genere si dichiarassero più felici dei poveri, nel complesso la popolazione di quei paesi non risultava più felice di quella dei paesi poveri

Note:CFR INTERNAZIONALI

Easterlin si sbagliava. Nel 2008 due studi hanno riesaminato i dati e concluso senza mezzi termini che il paradosso semplicemente non esiste40. I ricchi sono più felici dei poveri; i paesi ricchi hanno più cittadini felici di quelli poveri; più ci si arricchisce, più si è felici. Lo studio di Easterlin aveva usato un campione troppo ridotto per rilevare differenze significative… Questo significa che, in media e in generale, lasciando inalterate tutte le altre variabili, il denaro rende felici….

Note:EASTERLIN RETTIFICATO

Di sicuro è possibile diventare ricchi e scoprirsi infelici perché si desidera essere ancora più ricchi, magari come il proprio vicino di casa o i personaggi televisivi. Gli economisti lo chiamano adattamento edonico (hedonic treadmill), tutti gli altri spirito di emulazione.

Note:ADATTAMENTO EDONICO

milioni di anni di selezione naturale hanno plasmato la nostra natura spingendoci ad essere ambiziosi, per noi stessi e per la nostra prole, e non ad accontentarci: siamo programmati per desiderare cose nuove, non per apprezzare ciò che già abbiamo.

Note:AMBIZIONE

La stretta

Le ridenti statistiche sui recenti progressi dell’umanità suonano false alle orecchie di un operaio di Detroit che ha appena perso il lavoro, o a quelle di un cittadino di Reykjavik sfrattato dalla propria casa, o ancora a quelle di una vittima del colera in Zimbabwe o di un rifugiato da poco scampato al genocidio in Congo.

Note:L’OPERAIO DI DETROIT

Impedire il cambiamento, l’innovazione e la crescita significa anche ostacolare la compassione. Non dimentichiamo che all’inizio degli anni duemila, suggerendo eccessiva cautela nei confronti di aiuti alimentari contenenti OGM, alcune organizzazioni potrebbero aver aggravato il problema alimentare dello Zambia47.

Note:I PERICOLI DELLA SOLIDARIETÀ

Il principio di precauzione, “meglio prevenire che curare”, condanna se stesso, perché in un mondo già malato la prevenzione è inutile: bisogna agire48

Note:I DANNI DELLA PRECAUZIONE

Prima di essere smascherato nel 2008, per 30 anni Bernard Madoff ha offerto ai propri investitori un ritorno elevato e costante sui loro investimenti, superiore all’1 per cento mensile. Ci riusciva usando il capitale dei nuovi investitori per pagare gli interessi ai vecchi, una truffa piramidale destinata inesorabilmente a collassare prima o poi. Quando la festa è finita, erano spariti 65 miliardi di dollari. In fondo Madoff aveva solo ricalcato le orme di John Law a Parigi nel 1719 con la Compagnia del Mississippi, John Blunt a Londra nel 1720 con la South Sea Company, Charles Ponzi a Boston nel 1920 con i buoni di risposta internazionali49 e Ken Lay nel 2001 con la Enron.

Note:LO SCHEMA MADOFF

È pensabile che non solo il recente boom creditizio, ma l’aumento complessivo del nostro tenore di vita dal dopoguerra in poi siano solo uno schema di Ponzi, reso possibile dalla graduale espansione del credito? Che ci siamo arricchiti ipotecando i mezzi di sussistenza dei nostri figli, e che ora sia arrivato il momento della resa dei conti? È di certo vero che se contraete un mutuo, prendete a prestito denaro da un vostro sé futuro (con l’intermediazione temporale di qualche risparmiatore nel mondo, magari cinese) che dovrà ripagarlo. Ed è anche vero che, su entrambe le sponde dell’Atlantico, la vostra pensione sarà finanziata dalle tasse che i vostri figli pagheranno in futuro, e non dai contributi versati da voi adesso, come molti ancora credono.

Note:LA NOSTRA RICCHEZZA DERIVA DA UNO SCHEMA MADOFF?

La Spagna di Carlo V e Filippo II sperperò la gigantesca fortuna delle miniere d’argento peruviane. Da allora in poi, la «maledizione delle risorse»51 ha colpito i paesi che scoprono tesori all’improvviso, in particolare quando si tratta di petrolio (Russia, Venezuela, Iraq, Nigeria), tanto che questi finiscono per cadere nelle grinfie di despoti in cerca di rendite facili.

Note:LA MALEDIZIONE DELLE RISORSE

Fintanto che qualcuno dedica sufficienti capitali all’innovazione, la stretta del credito non impedirà nel lungo termine l’inarrestabile crescita del tenore di vita dell’umanità. Se osserviamo un grafico del PIL mondiale pro capite, vediamo che la Grande depressione degli anni trenta si riduce a una minuscola battuta d’arresto all’interno di una crescita incessante… Finché le nuove idee riusciranno a proliferare in questo modo, il progresso economico dell’umanità non si arresterà.

Note:LA CHIAVE NON E’ IL CREDITO E NEANCHE LE RISORSE: LA CHIAVE E’ L’INNOVAZIONE

La dichiarazione di interdipendenza

Immaginate di essere un cervo. In pratica, ogni giorno dovete fare solo quattro cose: dormire, mangiare, evitare di essere mangiati e socializzare (con questo intendo segnare il territorio, inseguire un membro del sesso opposto, accudire un cucciolo ecc.). Non vi serve molto altro. Adesso ricordatevi che siete un uomo o una donna. Anche volendo elencare solo le attività basilari, sono molte più di quattro: dormire, mangiare, cucinare, vestirsi, mantenere una casa, viaggiare, lavarsi, fare la spesa, lavorare… l’elenco è quasi infinito. Quindi i cervi dovrebbero avere più tempo libero degli esseri umani, eppure siamo noi e non loro a trovare il tempo per leggere, scrivere, inventare, cantare o navigare su internet. Da dove proviene tutto questo tempo libero? Deriva dallo scambio e dalla specializzazione, e dalla conseguente divisione del lavoro.

Note:IL PARADOSSO DEL TEMPO LIBERO

L’autosufficienza non è la strada per la prosperità. «Chi avrebbe compiuto maggior progresso, alla fine del mese» si domandò Henry David Thoreau: «il ragazzo che s’è fatto il coltello a serramanico con il minerale che lui stesso ha scavato e fuso, leggendo ciò che gli era necessario a tale scopo, o quell’altro ragazzo che in quel tempo ha seguito le lezioni di metallurgia all’istituto, e che ha ricevuto da suo padre un temperino modello Rogers?»55. A dispetto di ciò che pensava Thoreau, è il secondo, perché ha avuto molto più tempo libero per imparare altre cose.

Note:AUTOSUFFICIENZA VIA ALLA MISERIA

Nel 1900, un americano spendeva in media 76 dollari ogni 100 in cibo, abbigliamento e casa; oggi ne spende 3756. Con lo stipendio medio, vi basta qualche decina di minuti per guadagnare il denaro necessario ad acquistare il cibo, qualcun’altra per coprire le spese per l’abbigliamento e forse un’ora o due per pagare gas, elettricità e benzina.

Note:ESEMPIO

Nel 2009, un artista di nome Thomas Thwaites decise di costruirsi da solo un tostapane identico a quello che poteva comprare in un negozio qualsiasi per circa 5 euro58. Le materie prime di cui aveva bisogno erano poche: ferro, rame, nichel, plastica e mica (un minerale con proprietà isolanti intorno al quale sono avvolti gli elementi che si riscaldano). Nonostante ciò, Thwaites scoprì che era quasi impossibile procurarseli. Il ferro proviene dalle miniere e probabilmente avrebbe potuto estrarselo da solo, ma come costruire una fornace abbastanza potente senza mantici elettrici? (Barò e usò un forno a microonde.) La plastica è un derivato del petrolio, e Thwaites non poteva facilmente estrarlo da solo, per non parlare poi di raffinarlo, e così via. Inoltre, ed è questo il punto che ci interessa qui, il progetto richiese mesi di lavoro, costò un sacco di soldi e produsse un prodotto di scarsa qualità. Per comprare un tostapane da 5 euro basta meno di un’ora di lavoro retribuito al minimo sindacale. Secondo Thwaites, l’esperimento dimostrava l’impotenza del consumatore estraniato dall’autosufficienza, ma in realtà esemplifica alla perfezione la magia del processo di specializzazione e scambio: migliaia di persone, nessuna delle quali motivata dal desiderio di fare un favore a Thwaites, hanno “collaborato” per far sì che lui potesse comprare un tostapane spendendo una cifra irrisoria.

Note:TOSTAPANE

Luigi XIV cenava tutte le sere da solo. Sceglieva i suoi piatti da una proposta di quaranta portate diverse, tutte disposte su servizi d’oro e d’argento. Per preparare una cena servivano quasi cinquecento persone. Il re Sole era così ricco perché consumava il lavoro degli altri, soprattutto sotto forma di servitù. Era ricco perché altri facevano cose per lui.

Note:LE 500 PERSONE AL SERVIZIO DEL RE SOLE

Ma oggi? Immaginate di essere una persona “media”, diciamo una donna di 35 anni. Abitate, tanto per restare in tema, a Parigi, avete un marito che lavora, due figli e ricevete uno stipendio medio. Non siete certo poveri, tutt’altro, ma in termini relativi siete incommensurabilmente più poveri di Luigi XIV. Laddove lui era il più ricco dei ricchi nella città più ricca del mondo, voi non avete servitori, palazzi, carrozze, né tantomeno un reame. Mentre rincasate stanchi per la giornata di lavoro su un metrò sovraffollato e vi fermate al negozio per comprare un pasto preconfezionato per quattro persone, forse penserete che le cene del re Sole sarebbero ben fuori delle vostre possibilità. Eppure riflettete proprio su questo punto. Qualsiasi cibo o portata che Luigi XIV abbia mai visto nelle sue cucine impallidirebbe di fronte allo straordinario assortimento di prodotti che trovate in un normale supermercato (e avete anche meno probabilità di contrarre la salmonella). Potete comprare cibi freschi, congelati, inscatolati, affumicati o pronti; e fatti di manzo, pollo, maiale, agnello, pesce, gamberi, capesante, uova, patate, fagioli, carote, cavoli, melanzane, kumquat, sedani rapa, gombo o vari tipi di lattuga; cucinati in olio di oliva, di noci, di semi di girasole o di arachidi, e conditi con coriandolo, curcuma, basilico e rosmarino… Non avete un cuoco a vostra disposizione, ma in qualsiasi momento potete decidere di mangiare fuori e scegliere fra un’ampia gamma di bistrot, oppure di ristoranti italiani, cinesi, giapponesi o indiani, dove una squadra di esperti vi aspetta per cucinare e servirvi ciò che desiderate con meno di un’ora di preavviso. Pensateci: prima di questa generazione quasi nessuno poteva permettersi di farsi cucinare i pasti da un estraneo.

Note:VOI NE AVETE MOLTE DI PIÙ

La moltiplicazione del lavoro

Non solo consumate il lavoro e le risorse di altri, ma anche le loro invenzioni. Migliaia di imprenditori e scienziati hanno ideato la danza di fotoni ed elettroni con cui il vostro televisore funziona. Il cotone che indossate è stato filato e tessuto da macchinari inventati dai vecchi eroi della Rivoluzione industriale, tutti scomparsi da tempo. Il vostro pane è stato prodotto con un frumento incrociato da un abitante della Mesopotamia nel Neolitico e cucinato con una tecnica ideata da un cacciatore-raccoglitore del Mesolitico. La conoscenza di tutti questi inventori è permanentemente incorporata nei macchinari, nelle ricette e nei programmi che usate. Al contrario di Luigi XIV, potete annoverare fra i vostri servitori John Logie Baird, Alexander Graham Bell, Sir Tim Berners-Lee, Thomas Crapper, Jonas Salk e una miriade di altri inventori.

Note:CONSUMIAMO IDEE

Se siete un consumatore medio, nel 2005 avete speso il vostro reddito netto più o meno in questo modo64: • 20 per cento per assicurarvi un tetto sulla testa • 18 per cento per l’automobile, l’aereo, il carburante e tutte le altre forme di trasporto • 16 per cento per tutte le varie comodità domestiche: sedie, frigoriferi, telefoni, elettricità, acqua ecc. • 14 per cento per cibo, bevande, ristoranti ecc. • 6 per cento per la salute • 5 per cento per film, musica e altre forme di intrattenimento • 4 per cento per l’abbigliamento • 2 per cento per l’istruzione • 1 per cento per sapone, rossetto, parrucchiere e cose del genere • 11 per cento per assicurazioni sulla vita e pensioni (ossia per risparmi in vista di spese future) • e ahimè (almeno dal mio punto di vista) solo lo 0,3 per cento per leggere Un bracciante inglese del 1790 usava il salario grossomodo così65: • 75 per cento per il cibo • 10 per cento per gli abiti e la biancheria da letto • 6 per cento per l’alloggio • 5 per cento per il riscaldamento • 4 per cento per la luce e il sapone Una contadina del Malawi divide il suo tempo pressappoco così66: • 35 per cento per coltivare ortaggi e cereali • 33 per cento per cucinare, lavare e pulire • 17 per cento per prendere l’acqua • 5 per cento per raccogliere legna da ardere • 9 per cento per altri lavori, inclusi quelli retribuiti

Note:TRE CONSUMATORI

La prossima volta che aprite il rubinetto provate a immaginare che cosa significhi percorrere un paio di chilometri a piedi fino al fiume Shire nella provincia di Machinga67, evitare di essere attaccati da un coccodrillo mentre riempite il secchio (secondo l’ONU, nella provincia di Machinga i coccodrilli uccidono tre persone al mese, soprattutto donne che attingono acqua dal fiume), sperare di non aver raccolto anche qualche batterio del colera, poi tornare al villaggio trasportando 20 litri d’acqua, che dovranno bastare alla vostra famiglia per tutto il giorno.

Note:APRITE IL RUBINETTO E PENSATE

La prosperità, o crescita, è sinonimo di passaggio dall’autosufficienza all’interdipendenza, della trasformazione della famiglia da unità di produzione diversificata, lenta e faticosa a unità di consumo facile, veloce e diversificato, e finanziato da una produzione specializzata.

Note:DEFINIZIONE DI PROSPERITÀ

Autosufficienza significa povertà

Dopo aver esaminato la questione, di recente due economisti hanno concluso che l’intero concetto di alimenti a chilometro zero è un «indicatore di sostenibilità estremamente difettoso»70. Il trasporto del bene dal produttore al negozio incide solo per il 4 per cento sulle emissioni generate durante il suo ciclo di vita. In termini di emissioni di CO2, il congelamento di cibi prodotti in Gran Bretagna è dieci volte peggiore del trasporto via aereo di alimenti prodotti all’estero, e il percorso del consumatore al negozio lo è cinquanta volte di più71. Un agnello della Nuova Zelanda produce un quarto di emissioni di CO2 in meno per arrivare su un piatto a Londra rispetto a un agnello gallese72; una rosa olandese, coltivata in una serra riscaldata e venduta a Londra, ha un’impronta ecologica sei volte maggiore di quella di una rosa keniota coltivata all’aperto usando acqua riciclata da un allevamento ittico ed energia geotermica, e oltretutto dando lavoro a una donna del posto73.

Note:KM 0

In realtà, lungi dall’essere insostenibile, l’interdipendenza del mondo attraverso il commercio è proprio ciò che rende sostenibile la vita moderna. Immaginate che il vostro fornitore locale di computer vi dica che ha già tre ordini da evadere e che poi andrà in vacanza, per cui non potrà assemblarvi un nuovo PC prima dell’inverno.

Note:NEGAZIONE DELLA MODERNITÀ

Settecento anni fa il continente era meno popoloso, l’agricoltura esclusivamente biologica e il “chilometro zero” una realtà indiscussa. Eppure nel 2008 nessuno si è mangiato un bambino o ha tirato giù un cadavere dal patibolo per divorarlo.

Note:EPOCA D’ORO DEL KM 0

La diminuzione degli addetti all’agricoltura provocò sconcerto fra i primi economisti. Nella Francia del Settecento, François Quesnay e i suoi seguaci fisiocratici sostennero che la produzione manifatturiera non avrebbe aumentato la ricchezza del paese e che il passaggio da un’economia agricola a una industriale l’avrebbe diminuita: solo l’agricoltura, secondo loro, creava ricchezza autentica. Due secoli dopo, la riduzione del numero di dipendenti dell’industria generò uno sgomento simile fra gli economisti, per i quali i servizi erano solo una frivola distrazione dall’attività primaria e fondamentale della società: la produzione manifatturiera. Si sbagliavano entrambi. Non esistono occupazioni improduttive, almeno fintanto che c’è qualcuno disposto ad acquistare i nostri servizi. Oggi, l’1 per cento dei lavoratori è impiegato nell’agricoltura e il 24 per cento nell’industria, e questo lascia il restante 75 per cento libero di produrre e offrire film, cene al ristorante, assicurazioni o aromaterapie

Note:ESISTONO LAVORI IMPRODUTTIVI? NO

Ritorno in Arcadia

Forse la vita del nostro antenato in realtà non era una lunga vacanza nella natura, come sembrerebbe a prima vista: la violenza era una minaccia costante e onnipresente. Doveva per forza esserlo, perché in mancanza di un vero predatore, la guerra era il mezzo per mantenere la popolazione al di sopra della soglia della carestia. «Homo homini lupus» disse Plauto: l’uomo è un lupo per l’uomo. Se i cacciatori-raccoglitori erano agili e sani era perché i loro compagni grassi e lenti erano stati sterminati. Ecco i dati. Dai !kung del Kalahari agli inuit dell’Artico, i due terzi dei moderni cacciatori-raccoglitori vivono in uno stato di guerra permanente, una situazione che l’87 per cento di loro sperimenta ogni anno. Il termine guerra è un po’ esagerato per descrivere scaramucce, incursioni all’alba e una buona dose di messinscena, ma dato che questi episodi si susseguono con una certa frequenza, il tasso di vittime è molto elevato: di solito il 30 per cento circa dei maschi adulti muore di morte violenta. In molte società tribali i “morti in battaglia” sono all’incirca lo 0,5 per cento l’anno80. Questo equivarrebbe a due miliardi di persone nella nostra società nel ventesimo secolo (anziché i cento milioni effettivi). In un cimitero scoperto a Jebel Sahaba, in Egitto, risalente a 14.000 anni fa, ventiquattro defunti su cinquantanove erano morti per ferite provocate da lance, dardi o frecce81. Quaranta erano donne e bambini. Di norma questi non prendono parte ai conflitti, ma spesso sono l’oggetto della contesa. Essere rapita come bottino di guerra e vedere i propri figli uccisi di certo non era un evento raro per una donna nelle società di cacciatori-raccoglitori. Dopo Jebel Sahaba, dimentichiamoci il giardino dell’Eden: pensiamo piuttosto a Mad Max.

Note:L’EDEN DEGLI ANTENATI? UNA GUERRA PERMANENTE

Non c’era solo la guerra a limitare la crescita della popolazione. Le tribù di cacciatori-raccoglitori erano spesso soggette a carestie. Anche quando il cibo abbondava, a volte gli spostamenti e le fatiche necessari per raccogliere una quantità di alimenti sufficiente a garantire una nutrizione adeguata alle donne, e di conseguenza anche la loro fertilità prolungata, erano eccessivi. L’infanticidio era un rimedio diffuso nei periodi difficili e le malattie una minaccia sempre presente: cancrena, tetano e molti altri parassiti devono aver decimato intere popolazioni. Ho già menzionato la schiavitù? Molto diffusa nelle regioni nord-occidentali dell’America. E la violenza sulle donne? Di routine in Terra del Fuoco. E la mancanza di sapone, acqua calda, pane, libri, film, metallo, carta, tessuti?

Note:CARESTIE SCHIAVITÙ STUPRI

Il richiamo del nuovo

Ciò detto, non bisogna per forza essere innamorati dell’Età della pietra per capire che la moderna società dei consumi è scandalosamente sprecona sotto certi aspetti. Perché mai, si domanda Geoffrey Miller, «il primate più intelligente del mondo si comprerebbe un SUV Hummer H1 Alpha»82, che ha solo quattro posti a sedere, non fa nemmeno 4 chilometri con un litro, ci mette 13,5 secondi per raggiungere i 100 all’ora e costa 140.000 dollari?

Note:SPRECONI

Perché, risponde, gli esseri umani si sono evoluti per ostentare il loro status sociale e il loro fascino sessuale. Perciò il consumo non è un fenomeno solo materialista, ma è guidato da una sorta di pseudo-spiritualismo, che rincorre amore, eroismo e ammirazione.

Note:STATUS: IL CONSUMISMO SPIRITUALISTA

Al tempo stesso questa sete di successo spinge le persone a inventare nuove disposizioni di atomi, elettroni o fotoni per ottenere un oggetto utile ad altri. L’ambizione si tramuta in opportunità. Pare sia stata una concubina dell’imperatore cinese nel 2600 a.C. a ideare il seguente metodo per ridisporre una struttura β a pieghe di catene polipeptidiche ricche di glicina, e creare un tessuto pregiatissimo: prendi un baco, nutrilo con foglie di gelso per un mese, fagli filare un bozzolo, uccidilo con il calore, immergi il bozzolo in acqua per sbrogliare il filo (lungo fino a un chilometro), avvolgilo con cura su una ruota, filalo e tessilo. Poi tingi, taglia, cuci, pubblicizza e vendi.

AMBIZIONE TRASFORMATA IN OPPORTUNITÁ

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