La scelta fanatica

Quando incontri un estraneo come ti relazioni con lui? Ti mostri aggressivo o empatico? Collaborativo o competitivo? Le strategie a tua disposizione sono molte, quale conviene adottare? Se ti mostri accogliente e lui ti attacca potresti perdere molto, al contrario, se stai sulla difensiva e lui aggredisce hai modo di limitare i danni. D’altro canto, se collabori con chi si pone in modo amichevole potresti avere un grande guadagno. E se scegliessi di collaborare con un tipo che ti attacca che fai, insisti? A volte vale la pena farlo per convincere l’altro ad abbassare la guardia in modo da guadagnare entrambi, altre volte la bontà a oltranza è fatale.

Sia come sia sei di fronte ad un problema complesso, molto probabilmente dentro di te ci sarà una “vocina” che ti suggerisce prudenza e un’ altra che ti sprona alla generosità. Si produce come uno sdoppiamento di personalità che la persona ragionevole sintetizza agendo dopo aver soppesato le varie “vocine” interiori.

Potremmo facilmente trasporre questo problema a livello comunitario: che strategia scegliere nel confronto con l’altro? Sarà il governo a manovrare il timone dopo aver auscultando le varie “voci” della comunità e facendone sintesi.

Il governo di una comunità è chiamato a mediare tra le varie posizioni che, in un gioco delle parti, testimoniano indirettamente come si posiziona la società nel suo complesso.

Consci di mettere in scena questo gioco, le parti sono consapevoli indirettamente di essere le rotelle di un ingranaggio complesso che esprimerà una risultante, si possono permettere quindi anche forme di “fanatismo” ben sapendo che la loro posizione militante non coinciderà mai con la strategia finale prescelta dal governo ma si limiterà a fornire un contributo: si grida in modo da farsi sentire, poi, in un secondo tempo, le persone “ragionevoli” ricomporranno le varie grida in una posizione equilibrata che tenga conto di tutto.

Domanda: la Chiesa Cattolica deve pensarsi come governo o come voce militante? La Chiesa deve cercare una sintesi o deve cercare di far sentire la sua voce militante che verrà poi mediata con quella delle altre componenti sociali?

A me sembra che fino ad ora, memore di una tradizione di potere temporale, la Chiesa Cattolica abbia cercato una sintesi ragionevole accogliendo nel suo seno una moltitudine di istanze, ma mi sembra anche che con Francesco abbia virato cercando di divenire “voce” in un gioco sociale delle parti, di essere “rotella di un ingranaggio” ben funzionante, di essere “fanatica tra i fanatici”, lasciando a terzi il governo, ovvero il compito di mediar, fare sintesi tra i vari “fanatismi” ed elaborare una posizione ragionevole.

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