M.E.

Appunti sul capitolo II di “Is There Anything Good About Men?: How Cultures Flourish by Exploiting Men.” Di Roy Baumeister

  • Le donne sono migliori degli uomini? Nella retorica comune sì. Leggendo il giornale è ben difficile imbattersi in storie che vadano nel senso opposto. In libreria, poi, è ancora peggio, trovi continuamente libri con titoli come “Sono ancora necessari gli uomini?”, oppure “Vale la pena tenersi un uomo?”. In genere, ci si chiede come mai gli uomini non siano più femminili, il problema del momento è questo, e si prosegue cercando di renderli tali, per esempio in scuole sempre più ritagliate sulle esigenze delle femminucce. Per l’Economist le donne sono “il motore più potente” del mondo globalizzato. Perché poi gli investitori e i manager non sono ancora tutte donne? Leggendo certi studi accademici la domanda sorge spontanea. E il passato, così dominato dagli uomini? La donna, che era oppressa, avrebbe fatto comunque meglio. In TV quando donne e uomini si confrontano l’esito è scontato. Nei vecchi telefilm non era così, i padri, per esempio, erano spesso intelligenti, amorevoli e premurosi, oggi sono delle frane, dei buffoni, delle caricature. Trovatemi uno spettacolo in TV dove la mamma sia deficiente e il papà una figura positiva! E’ sempre vero il contrario, o, al limite, sono deficienti entrambi i genitori. Nelle discussioni accademiche “femminismo” è un termine positivo, “maschilismo” negativo: un’asimmetria eloquente che ne nasconde molte altre.
  • Quanto si diceva al punto precedente non è mera propaganda o linguaggio politicamente corretto, la gente lo comincia a pensare veramente, per averne conferma sono utili gli approfondimenti di Alice Eagly, la studiosa che ha scoperto l’effetto WAW (Women Are Wonderful). Tutti ne siamo soggetti, non solo un piccolo gruppo di femministe assatanate.
  • Quando le ragazze fanno meglio dei ragazzi sono “meravigliose”, quando i fanno peggio sono oppresse. Un bel problema per i nostri giovani, specie a scula. Ricordate la superiorità femminile nel multitasking? Non esiste. Una cosa è certa però: a parti invertite il mito non sarebbe mai potuto nascere.
  • Perché i giornali sono pieni di eventi WAW? All’inizio per la regola “uomo morde cane”, poi perché il lettore ama essere confortato nei suoi
  • Le tre fasi della psicologia. Nella prima fase ante 60 l’uomo era in qualche modo considerato “superiore”: le cavie erano tutte uomini e poiché le donne deviavano dal modello standard apparivano come una copia sbiadita. Nella seconda fase anni 70 tutte le differenze tra i generi vennero spiegate con la cultura, la socializzazione era tutto, uomini e donne in realtà erano simili se non uguali, bastava plasmarli adeguatamente. Tutte le differenze erano da imputare dunque a pregiudizi e stereotipi. Terza fase: dopo gli anni 70 la donne venne presentata come “superiore”, ora costituiva il modello standard e l’uomo una copia sbiadita, il paradigma anni 60 era rovesciata. Sembra abbastanza evidente che politica e scienza interagirono pesantemente in questa dinamica, pensiamo solo alle due ondate del femminismo (la prima in cerca di pari diritti e la seconda in cerca di privilegi), i gender studies abbandonarono presto la via dell’uguaglianza.
  • Ma come puo’ una scienza oscillare così pesantemente nelle sue conclusioni? Qui la risposta va data prendendola un po’ alla larga. Ricordate il caso Summers e della sua odissea per aver affermato che la scarsa presenza femminile nelle facoltà scientifiche poteva essere imputata ad handicap cognitivi? Il dogma dell’oppressione e del patriarcato era stato violato e la reazione (senza dibattito) contro Summers fu durissima portando alle dimissioni. I dati possono anche in parte giustificare l’accusa: l’abilità cognitiva media non sembra svantaggiare molto le donne, o comunque non spiega il pesante squilibrio oggetto della discussione. Pensiamo solo all’ IQ medio: le donne partono con misure maggiori ma poi vengono raggiunte e, al limite, superate, ma comunque di poco. Ma Summers non si riferiva alla media bensì ai top scientist, una categoria “estrema”: un surplus di maschi all’estremo superiore puo’ essere bilanciato da un surplus di maschi all’estremo inferiore lasciando inalterata la media (modello degli estremi ME). Per testare ME occorre allora guardare in basso come stanno le cose. Fortunatamente si studiano più i ritardati che i geni e si sa anche molto bene che qui i maschi sopravanzano le femmine, e quanto più la menomazione si fa severa tanto più lo squilibrio nei generi si acuiscee. Questa presenza numerosa di maschi ritardati non è certo il frutto di una cospirazione del patriarcato o di una socializzazione sbagliata o di un uso sconsiderato degli stereotipi, più probabilmente c’è lo zampino di Madre Natura. Ebbene, la dinamica speculare vale per il genio: quanto più ci si spinge oltre la media tanto più la presenza femminile si rarefa. Anche nella vita sociale ME viene confermato: ci sono molti più milionari maschi ma ci sono anche più maschi in galera. ME è confermato anche su fattori chiaramente genetici come l’altezza. E sui tratti della personalità? In molti casi ci sono  conferme ma le eccezioni non mancano, come nel caso dei Big Five.
  • ME produce parecchi inganni statistici, pensiamo solo al caso dei voti a scuola (quelli delle ragazze sono più alti) e degli stipendi (quelli degli uomini sono più alti): come è possibile che le donna vadano meglio a scuola ma gli uomini guadagnino di più? Semplice: l’inflazione dei voti crea un tetto verso l’alto, cosicché ME spiega come a parità di prestazioni i voti delle ragazze siano mediamente inferiori. D’altro canto gli stipendi hanno un pavimento verso il basso, cosicché ME spiega come a parità di prestazioni i ragazzi guadagnino mediamente di più. Una questione di statistica, non di patriarcato o di stereotipi.
  • Ma ME spiega anche l’andamento oscillante della psicologia. Come? Noi tutti siamo soggetti a “confirmation bias”: vediamo solo quel che conferma i nostri dogmi. Ora, in presenza di ME chi vuole vedere la superiorità dell’uomo trascurando la sua inferiorità è servito al meglio, esattamente come chi intende vedere il contrario. Nel caso della psicologia, una disciplina così ancorata agli umori sociali era particolarmente facile presentare in forma scientifica cio’ che la società richiedeva in quel momento: guardando sopra o guardando sotto era facile documentare una prevalenza maschile. Vuoi credere che l’uomo sia superiore? Facile. Vuoi credere che sia inferiore? Facile. Infatti, gli uomini sono realmente sia superiori che inferiori.
  • In realtà uomini e donne sono uguali e differenti tra loro, la natura ha specializzato i loro ruoli affinché collaborassero al meglio. Il patriarcato opprime e privilegia entrambi i sessi ma lo fa in modo diverso. Una cultura efficiente non puo’ che agire in questo modo: se un sesso fosse realmente superiore all’altro non si vede perché dovrebbe permanere così com’è, la cosa sarebbe contraria alle leggi dell’evoluzione. Cacciare e curare i bambini sono funzioni essenziali che richiedono talenti differenti, come ottimizzare la loro realizzazione? Semplice: specializzando i sessi nell’adempiere funzioni differenti.
  • Se le cose stanno in questi termini dobbiamo far scattare un allarme: aggiustare l’uguaglianza in un campo puo’ far sballare le cose in un altro. Oggi vogliamo una legge per ogni diseguaglianza ma questo puo’ essere pericoloso, molte differenze sono reali e andrebbero rispettate per non turbare l’equilibrio complessivo.
  • Conclusione sapienziale: ogni volta che senti dire che un genere è superiore all’altro chiediti sempre dove questa superiorità sia compensata da un’inferiorità. Se Madre Natura ha selezionato come ottimale un gruppo di persone “inferiore” nell’assolvere un certo compito è perché, evidentemente, esiste un altro compito altrettanto essenziale in cui quel gruppo è “superiore”.
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