Credenze ballerine

Facciamo i casi di Giovanni e Giuseppe.

Giovanni crede in Dio… e quindi crede in Dio. Punto.

Giuseppe è invece un convinto evoluzionista. Ma di quelli duri e puri! Tuttavia, qui non possiamo proseguire con una semplice tautologia e metterci  un punto, occorre continuare all’incirca così: “… e quindi è altamente scettico sull’ipotesi evoluzionista”.

La condizione di Giovanni è banale, quella di Giuseppe paradossale. Perché?

Perché il teismo è una credenza magari sbagliata ma stabile; la credenza nell’ “evoluzionismo integrale” è invece auto-rimuovente (i motivi gli abbiamo visti altrove nel dettaglio).

Una credenza X è auto-rimuovente se credere in X implica, almeno in parte, credere in non-X.

Una credenza auto-rimuovente non è necessariamente contraddittoria, puo’ trovare un suo equilibrio ma, quasi sempre, solo se disposta ad indebolirsi rispetto alla sua condizione iniziale.

De-ideologizziamo la questione ragionando su un caso neutro: vi ricordate quel professore che voleva fissare per la sua classe un un quiz a sorpresa? No? Allora, un professore annuncia alla sua classe che ci sarà un quiz a sorpresa la prossima settimana. Bene, si sappia che le lezioni del prof.  si tengono  cinque giorni a settimana, dal lunedì al venerdì. Dopo l’annuncio gli studenti tornano a casa e cercano di capire quando il quiz verrà assegnato. “Supponiamo che verrà assegnato venerdì”, spiega uno studente, “allora sapremmo con certezza già alla fine della lezione di giovedì che il quiz verrà proposto venerdì, poiché quello sarebbe l’unico giorno della settimana disponibile. Ma se le cose stanno così il quiz non sarebbe affatto sorprendente, quindi cominciamo con il levare di mezzo l’ipotesi del venerdì”. Ottima osservazione, direi. “E il giovedì?”, dice un altro. “Visto che abbiamo appena eliminato il venerdì, significa che se il quiz non fosse ancora assegnato il mercoledì sera, sapremmo con certezza che sarebbe assegnato il giovedì, ma la cosa, anche questa volta, non sarebbe sorprendente bensì perfettamente prevedibile. Quindi propongo di escludere anche il giovedì”. Ben presto tutti si accorgono che iterando questa logica occorre eliminare anche il mercoledì, poi il martedì e infine il lunedì. Gli studenti tirano un sospiro di sollievo sapendo che il quiz a sorpresa non potrà mai essere assegnato loro. Passano il fine settimana a festeggiare e ubriacarsi invece di studiare. La settimana successiva, il professore assegna un quiz mercoledì, tutti sono sorpresi e vengono bocciati. Purtroppo, però, anche dopo la fregatura che hanno preso, è ben più difficile bocciare la logica di questi studenti iper-razionalisti.

L’interesse della vicenda sta nel fatto per cui se si conclude che “un quiz sorprendente è impossibile”, allora bisogna immediatamente dopo inferire che il quiz a sorpresa è possibile eccome. Esiste cioè una credenza iniziale (“Cini“) che ne implica un’ altra (credenza inferita = “Cinf“) esattamente contraria. E’ una condizione simile a quella in cui si ritrova Giuseppe.

Per comprendere meglio, ascoltate un dialogo intercettato giovedì sera fra tre ragazzi della classe, il primo dice: “Beh, sembra proprio che il quiz arriverà domani”. E l’altro: “calma. Visto che l’hai appena previsto, significa che non sarà una sorpresa. Dal momento che il quiz promesso è a sorpresa ne deduco che domani non ci sarà nessun quiz”. Un terzo, molto saggiamente, risponde, “ma aspetta. Dato che hai appena negato un possibile quiz, ciò significa che sarebbe una sorpresa se il prof. ne desse uno! Quindi, penso proprio che il quiz  ci sarà”.

Difficile dare torto a qualcuno dei tre. Difficile proprio perché ci confrontiamo con  credenze auto-rimuoventi che rimbalzano da tutte le parti e non stanno ferma mai, esattamente come la credenza nell’evoluzionismo puro: chi crede nell’evoluzionismo puro, infatti, crede anche che l’uomo sia un animale fondamentalmente disinteressato alla verità delle sue credenza, compresa quindi quella che riguarda l’ipotesi evoluzionista.

A questo punto è interessante far notare come gli studenti avrebbero potuto uscire dal loro imbarazzo. Basta infatti ragionare in termini probabilistici anziché assoluti, come sempre bisognerebbe fare quando si ragiona sulla realtà concreta. Le credenze auto-rimuoventi, infatti, non rimbalzano necessariamente di qua e di là ma possono stabilizzarsi, e lo fanno nel momento in cui la probabilità della credenza iniziale eguaglia quella della credenza inferita. Lì tutto si ferma e si realizza un magico equilibrio. Guardate il grafico qua sotto:

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E’ chiaro che se la credenza iniziale dell’asserto “domani il professore assegnerà il quiz a sorpresa” è minima, la credenza inferita sarà massima e viceversa. Il dialogo tra i tre studenti lo dimostra. Tuttavia, la funzione negativa che unisce i due punti estremi puo’ essere considerata continua e ci sarà quindi un punto dove intersecherà la bisettrice eguagliando X e Y. Lì il soggetto troverà una credenza stabile (Cini=Cinf).

Ammettiamo ora che quel punto corrisponda al valore probabilistico del 60%. Ebbene, qualora un valore del genere soddisfi il concetto di “sorpresa”, allora il paradosso puo’ considerarsi risolto, basterà adottare una credenza iniziale del 60% e gli sconcertanti “rimbalzi” cesseranno.

Ora che sappiamo come si risolve il paradosso delle credenze auto-rimuoventi, cerchiamo di applicarlo al caso pietoso di Giuseppe che, contrariamente a Giovanni, ha una credenza instabile per le stesse ragioni che hanno fatto impazzire gli studenti del quiz a sorpresa. Dicevamo che occorrerebbe conoscere la funzione che unisce Cini e Cinf nel caso specifico di Giuseppe, ma per semplicità ammettiamo che sia simile a quella del grafico. Ecco, in un caso del genere, qualora Giuseppe creda all’ipotesi dell’ateismo evoluzionista con una probabilità del 90%, basterà che, con un po’ di umiltà, la indebolisca portandola al 60%, in questo  la stabilizzerà potendo continuare a professarla senza dover sacrificare il suo razionalismo.

E se invece non è disposto a ritoccare quel fatidico  90%? Bè, in questo caso, potrebbe sempre inserire il suo evoluzionismo in una cornice teista azzerando il problema della stabilità. Dio e Darwin, del resto, sono compatibili. O no?

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