Il contributo di Grillo

Grillo mi ha convinto: occorre un sorteggio per decidere i nostri “rappresentanti”. I vantaggi sono troppi: meno spese, meno voto di scambio, meno partitocrazia.

Del resto, come non essere sensibili alle critiche di chi teme in questo modo di infliggere un colpo mortale alla democrazia. E la partecipazione attiva del cittadino che fine fa? E la competenza che fine fa? E la motivazione che fine fa?

Fortunatamente, esiste una buona mediazione tra le due istanze, c’è qualcosa che unisce lotteria e voti: la lotteria dei voti (LdV). LdV salva capra e cavoli.

LdV è ben diversa dalla lotteria dei rappresentanti: si va a votare tutti esattamente come prima. Al termine, si pesca dall’urna un voto qualsiasi e quel voto decide l’eletto! E’ chiaro che se un candidato è stato votato dal 60% degli elettori avrà più possibilità di essere sorteggiato e aggiudicarsi il collegio.

Collegio? Sì, collegio. L’uninominale è inevitabile con la LdV. Ma non c’è di che preoccuparsi: LdV media anche tra uninominale e proporzionale.

Il sostenitore del proporzionale vuole “più rappresentatività”, e LdV gliela garantisce: in alcuni collegi verrà estratto il candidato di minoranza, magari di minoranza estrema.

Il sostenitore del maggioritario vuole più chiarezza, e LdV lo garantisce: il sistema resta maggioritario con vincitori e vinti molto chiaramente definiti.

Naturalmente Grillo sarà felice: meno voto di scambio, meno costi per la campagna elettorale, meno partitocrazia: nessuno investe grosse somme quando la sua sorte dipende pur sempre da un’estrazione!

E la partecipazione che sta tanto a cuore al “sincero democratico”? Garantita (e rafforzata). Il mio voto continuerà a contare: il fatto che sia nell’urna diminuisce le possibilità che venga estratto quello del candidato a me avverso. Ma c’è di più: se ad essere estratto è il mio voto sarò io e solo io ad aver deciso l’elezione. E’ una possibilità remota ma dal punto di vista psicologico pesa (spiega l’ altrimenti assurda scelta di partecipare alle lotterie tradizionali). Immaginatevi poi una scheda nominale per opzione, i giornali potrebbero titolare: il Sig. Mariani Riccardo ha deciso il candidato di Lombardia 2! Cavoli, questo sì che significa sentirsi protagonisti. Il mio nome sul Corriere, il mio quarto d’ora di gloria. Una possibilità del genere spingerebbe persino me all’impegno civile del voto.

Alt! Ma motivazioni e  competenze sono garantite?  Direi né più né meno che oggi.

Le virtù di LdV sono molte, al momento metto questo sistema in cima alle mie preferenze personali, con quello australiano (troppo complicato) che segue a ruota.

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